Quando ho deciso di visitare Panama City non avevo aspettative particolarmente alte. E invece è bastato il tragitto in Uber dall’aeroporto per far scattare il colpo di fulmine.
Grattacieli che si stagliano sull’oceano e si riflettono nell’acqua, strade sospese che corrono sul mare da una parte, immense foreste rigogliose dall’altra. Poi le rovine dell’antica città, il fascino coloniale del Casco Viejo, ponti immensi e, all’orizzonte, le sagome delle grandi navi in attesa di attraversare il Canale di Panama.
In pochi chilometri c’è tutto ciò che amo: modernità e storia, skyline e natura, energia urbana e silenzi vista oceano. È una delle città più cosmopolite e sicure dell’America Latina, dove l’influenza statunitense si percepisce nei grattacieli, nelle grandi catene e nell’organizzazione urbana, ma sotto la superficie pulsa forte il ritmo lento e travolgente dell’anima latina.
