La mia Las Vegas

La mia prima volta a Las Vegas

Ho scoperto Las Vegas nel 2008, quando da viaggiatrice ancora inesperta, affrontai anche il mio primo volo transoceanico . Scelsi quella meta quasi per caso e non sapevo nemmeno cosa aspettarmi.

Mi ritrovai catapultata in un’altra dimensione, furono 4 giorni di stordimento. Ero capitata nel paese dei balocchi, dove tutto quello che nemmeno ti immagini esiste davvero.  Il primo impatto fu quindi un grande punto interrogativo: tutto intorno a me era troppo grande, troppo chic, troppo diverso, eccentrico, colorato, illuminato… Tutto troppo per me che a quel tempo, vuoi l’utilizzo di internet più limitato, vuoi le mie scarse conoscenze geografiche e il fatto che avevo solo vent’anni, non riuscivo a capire se stavo sognando o realmente ero venuta a conoscenza di un mondo totalmente fuori dagli schemi e diverso dal mio.

Fu nel momento in cui salii in aereo per volare verso San Francisco che scattò qualcosa. Io, non volevo lasciare Las Vegas, quella città divertente e peccaminosa che era già entrata di prepotenza nel mio cuore e che adesso, ogni volta che torno a trovarla mi fa sentire a casa.

E’ una sensazione che non si può spiegare e parlando con amici e persone che l’hanno visitata ho scoperto che c’è chi la pensa esattamente come me e chi invece la odia per il troppo sfarzo. Io la amo senza se e senza ma.

Dieci anni di Las Vegas: evoluzione della città

Dal 2008 al 2018 data del mio ultimo viaggio, ci son stata ben 7 volte e non mi stancherei mai di ritornarci. L’ho vista cambiare molto in questi dieci anni, ma la adoro ancora oggi, con i suoi pregi e con i suoi difetti.

Riuscite ad immaginarvi quanto in un decennio si sia trasformata? Siete stati anche voi testimoni dei molteplici cambiamenti che ha subito? O semplicemente, siete curiosi di scoprirli?

Bè… oggi voglio raccontarvi anche come l’ho vista crescere ed evolversi:

Ho visto nascere il City Center nell’area dismessa accanto al Bellagio. Da un giorno all’altro l’Aria apparve dal nulla, poco meno di una settimana e già svettava un nuovo palazzo.

Ho atteso con ansia l’apertura dell’Hard Rock Cafe nella Strip, nel 2009. Prima esisteva solo l’Hard Rock Hotel dislocato in una traversa fuori dalla via principale. Adesso è lui che sta per salutarci. Chiuderà presto i battenti  per qualche mese per tornare nel 2020 come Virgin Hotel.

Ho visto l’Encore ancora in costruzione nel 2008 e aggiungersi negli anni successivi  l’area delle sue lussuose piscine, di fronte al Fashion Show Mall.

Ho visto lo spettacolo delle Sirene nel vascello di fronte al Treasure Island, per poi scoprire durante il mio ultimo viaggio che era stato sospeso, probabilmente per sempre.

Il vascello di fronte al Treasure Island pronto per lo spettacolo delle Sirene

Ho visto per anni e anni il solito casinò in fase di costruzione, stranamente sempre nello stesso stato. Doveva chiamarsi  Fountainbleu, ma qualcosa credo sia andato storto ed è ancora lì, ormai già deteriorato.

Ho trovato un MGM Grand totalmente cambiato nel corso degli anni: il famosissimo Studio 54 è stato sostituito dall’Hakkasan, la “residenza”  dei leoni simbolo del casinò è sparita, il ristorante Rainforest all’ingresso ha lasciato spazio ad una fredda e anonima  area giochi, della quale non ho ben capito la funzione.

Insegna all’ingresso dello Studio 54, che ha lasciato spazio all’Hakkasan, all’interno dell’ MGM Grand Las Vegas

Ho visto per l’ultima volta il Riviera, storico casinò famoso per i sederi  d’oro all’ingresso e per aver fatto da scenografia a molti film, pochi mesi prima che venisse fatto saltare in aria nel giugno 2016. Ho seguito con malinconia la diretta della sua distruzione e nel 2018 sono rimasta basita di fronte al vuoto che ha lasciato e all’orribile parcheggio che lo ha sostituito.

La luminosa e colorata facciata del Riviera casinò, prima della sua distruzione nel giugno 2016

Ho visto sorgere la maestosa ruota panoramica e tutto il complesso alberghiero e commerciale del The Linq, inaugurato nel 2014.

Ho visto, proprio per il rinnovamento appena citato, sparire anche l’Imperial Palace, dopo 33 anni di vita…

Rockhouse bar & nightclub all’ingresso dell’ Imperial Palace, che ha lasciato spazio al The Linq

Ho scoperto con dispiacere che l’O’sheas era stato chiuso per lasciare spazio al The Linq e con lui se ne era andato anche il nano in abiti irlandesi che invitava i turisti ad entrare con il suo vocione surreale .

Ho detto addio al Bill’s Gamblin’ Hall & Saloon, che dal 2007 al 2013 aveva preso il posto dello storico Barbary Coast e poi è stato trasformato nel lussuoso The Cromwell Hotel & casino.

Ingresso del Bill’s Gamblin’ Hall & Saloon – Las Vegas

Ho visto, nel 2018 la Fremont rinnovata e ripulita. Il Fitzgerald è diventato il The D, il Golden Goose , aperto nel lontano 1974, è stato demolito nel 2017, pronto a risorgere nel 2020. Il The Las Vegas Club è stato chiuso nel 2015, il Glitter Gulch e il Mermaids l’anno seguente. Ho trovato così un notevole cambiamento e sono rimasta sconvolta quando non ho più potuto vedere le luci, le insegne, i neon, i colori e l’allegria di questi piccoli casinò ai quali ero ormai affezionata. Ricorderò sempre il  Mermaids e le sue ragazze in abiti succinti e piume nei cappelli,  che regalavano all’ingresso collanine e biglietti della lotteria . Quante volte sono entrata ed uscita per allargare la mia collezione di souvenir…

Sapete inoltre che si vocifera che anche il Rio, dallo stile carnevalesco, verrà presto venduto e destinato a sorte incerta? La sede delle WSOP potrebbe quindi avere i giorni contati e questa manifestazione potrebbe dover trovare una nuova location…

Con tutti questi cambiamenti ho notato a malincuore che stanno cercando di dare un nuovo volto a Las Vegas. Tutto ciò che viene rinnovato, la rende sempre meno paese dei balocchi. Negli ultimi anni son stati costruiti solo casinò dal tema piuttosto elegante, quali l’Aria e il Cosmopolitan con i lampadari in cristallo, vetrate immense ma arredamenti e insegne anonimi  e distrutti i casinò storici colorati e vivaci che secondo me erano ancora l’anima della Strip e della Fremont e tali dovevano rimanere.

Nonostante questa “rivoluzione” in atto Las Vegas rimane ancora ( speriamo il più a lungo possibile)  un fantastico  luogo di perdizione,  relax,  divertimento, esplorazione…

Amarla o odiarla?

Dipende solo da come vogliamo approcciarci …

Spesso sento dire che Las Vegas non è una meta da visitare con il proprio compagno/a e che deve esser vissuta solo con gli amici per fare baldoria, assistere a spogliarelli e sfidare la sorte  al gioco . Io sono sempre andata in coppia, o con altre coppie di amici e vi assicuro che il divertimento non è mancato mai. L’unica cosa che ci è mancata, è sempre  e solo stato il tempo. Per le infinite attività che la città propone, da quelle gratuite a quelle a pagamento, senza considerare le possibili escursioni nelle vicinanze. Grazie alla sua posizione centrale tra Los Angeles, San Diego, Route 66 e i vari parchi naturali, Las Vegas è infatti anche un’ottima base di partenza o di arrivo per molteplici on the road o day trip a massimo 5/6 ore di viaggio. Perché mai dovrebbe mancare in un qualsiasi itinerario nel West che si rispetti?

E quanto tempo dedicargli?

Durante il mio ultimo viaggio, il mio ragazzo che la vedeva per la prima volta, si è pentito di averle dedicato solo due giorni. Io ci son stata quasi sempre, almeno il doppio del tempo, per rilassarmi alla fine di ogni on the road. La seconda volta è stata la mia base per ben due settimane, intervallata a parchi e città californiane vicine.

Mai e poi mai, nemmeno per un secondo mi sono annoiata o ho fatto qualcosa di noioso o monotono e anche dopo 7 volte, non sono riuscita a visitare alcuni dei parchi più vicini, quali il Red Rock Canyon o la Valley of Fire.

Per questo vi garantisco che qui non sprecherete mai il vostro tempo, se vi sforzerete di conoscere la città oltre le apparenze e vi consiglio di non scendere mai sotto ai 3 giorni di permanenza…

E voi cosa ne pensate? L’avete amata o odiata? Avete vissuto anche voi la sua evoluzione nel corso degli anni?

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