19 Settembre

Sicuri che vogliamo partire oggi?  Non è meglio rimanere un altro po’ al calduccio? Fuori è molto nuvoloso e non sembra una buona idea uscire, così presto soprattutto. Chissà perché abbiamo prenotato così in anticipo questa escursione. Per risparmiare qualche dollaro rischiamo di dover rinunciare completamente alla gita.

Suvvia, non iniziamo con questi discorsi. Tutto andrà benissimo. E poi ormai siamo abituati a questo tempo: fino alle 10 sembra di esser in autunno inoltrato poi, all’improvviso, il cielo si apre e il sole torna a far da padrone risplendendo ovunque. Anche oggi andrà così, quindi non perdiamo altro tempo e partiamo!!! Destinazione: isola di Santa Catalina! (qui articolo completo su come visitarla)

Dopo una lunghissima attesa in fila (forse siamo arrivati con troppo anticipo) eccoci finalmente sulla barca. Prendiamo i posti che ci sembrano migliori, sul tetto, scoperti, per goderci il panorama e fare foto non disturbate dalle vetrate. Mai decisione fu più sbagliata. Cercavamo un po’ di pace perché siamo ancora un po’ assonnati e preciso accanto a noi si siede una allegra e numerosa famigliola afroamericana che urla e scorrazza su e giù per tutta la traversata. Per quanto riguarda le foto vengono bellissime, ma che freddo! Tanto freddo! Menomale ci pensa un gruppo di delfini a farci compagnia seguendoci guizzando fuori dall’acqua, rallegrando questo inizio di giornata un po’ scombussolato.

A bordo del Catalina Flyer per l’Isola di Santa Catalina

Per non essere da meno, un’altra amica ha deciso di venirci a salutare: una bellissima megattera che salta continuamente in superficie, sbattendo ogni volta la sua enorme pinna con un gran botto che echeggia nel silenzio dell’oceano.  

Se a distanza di sicurezza ci possiamo godere questo spettacolo, se il buon giorno si vede dal mattino… freddo e rumori passano in secondo piano e capiamo che ci sono tutte le premesse per un’ottima giornata. A conferma di ciò inizia a far capolino tra le nuvole anche il tanto atteso sole, che non vuole certo mancare oggi e ci fa subito sentire la sua presenza. In pochi minuti il cielo si rischiara e il freddo di qualche minuto fa è ormai un lontano ricordo.

Scendiamo dal traghetto e abbiamo in mente una sola cosa da fare per festeggiare: colazione! Soprattutto perché per paura di soffrire di mal di mare, siamo partiti a stomaco vuoto. E non c’è niente di meglio di due buonissimi bagels al cioccolato appena sfornati, per darci la giusta carica. Ce li gustiamo su una panchina in riva all’oceano per poter ammirare la meraviglia che ci circonda, quest’isola è veramente un gioiello. E’ pulita, ben curata, tranquilla e con quel non so che uguale a tutte le cittadine o posti di mare.

Intorno al porto si arrocca il paesino, Avalon, dove si possono noleggiare bici o per i più pigri come me, i golf cart. Noi però purtroppo non abbiamo prenotato in tempo nessun mezzo quindi ci accontenteremo di visitare le spiagge qui vicino. Fin da subito si può vedere il meraviglioso colore dell’acqua. E’ trasparente a riva, per poi diventare verde smeraldo e sfumare in un favoloso blu cobalto. E’ talmente limpida, che anche dal pontile si intravedono una miriade di pesci rossi. Ho già la telecamera pronta per l’immersione. Non vedo l’ora di scoprire cosa si nasconde sul fondale. In realtà ci sarebbe la possibilità di affittare bombole, maschere e mute per fare snorkeling o sub, ma la verità è che l’acqua è veramente gelida ed io prendo a pretesto il fatto che Simo non vuole immergersi, per non lasciarla sola e desisto dalla mia smania di fare un’immersione.

Descanso Beach – Isola di Santa Catalina

Non posso però non entrare in acqua e mentre Simo si rilassa all’ombra di una palma solitaria, io mi immergo fino sopra la ginocchia e riprendo tutto ciò che succede ai miei piedi. Non avendo maschera non posso vedere sul momento cosa sto filmando, ma non importa, il piacere della sorpresa non appena rivedremo i video ripagherà l’assenza della diretta. Finito il mio reportage subacqueo torno in spiaggia da Simo e rimaniamo un po’ sotto il sole per farci coccolare dai suoi raggi che adesso sono insistentemente caldi. Accanto a noi c’è un bar ristorante molto invitante che ci tenta per un pasto e un po’ di refrigerio, ma oggi il nostro obiettivo sono i chioschetti al porto, con la guest star: il Clam Chowder.

Simo me ne parla ormai da mesi e già al nostro arrivo sull’isola, abbiamo eletto come nostra location per il pranzo il molo, con tutte quelle insegne a caratteri cubitali che riportano la presenza di Clam Chowder nel menù. Ancora però abbiamo tempo per un’altra “immersione”. Ormai il freddo non mi fa più paura e ci dirigiamo verso una piazzetta con una scalinata che scende a picco nell’acqua già profonda. Abbiamo notato che è da qui che partono le spedizioni per il sub e lo snorkeling, quindi il fondale deve essere meraviglioso. E infatti è proprio così. Aspetto il mio turno per scendere, l’acqua è decisamente più gelata e profonda di prima ed io, non avendo l’attrezzatura, mi appoggio alla ringhiera e inizio le riprese. Lo so, non è una scelta molto audace, ma vi assicuro che lo spettacolo che offre questo posto è straordinario anche da qui e non c’è bisogno di spingersi troppo a largo per scoprire la rigogliosa vita sottomarina che ci circonda. Rimango così affascinato, che solo il richiamo di Simo, che poverina mi aspetta da quasi mezz’ora, mi riporta alla realtà. Esco che sono completamente ghiacciato.

Mi immergo nel calore degli asciugamani e nell’abbraccio del sole e dopo qualche minuto sono pronto a ripartire. Tutta questa attività mi ha letteralmente smosso e acutizzato l’appetito. Quindi… Clam Chowder, aspettaci. Ad essere sincero aspetta Simo, perché io non fidandomi fino in fondo del suo consiglio mi prendo il classico hamburger con formaggio. Me ne pento quasi subito, perché non è all’altezza delle mie aspettative così, complice l’insistenza di Simo, decido di provare il suo piatto. Ragazzi, è favoloso. Anche se è bollente vorrei mangiarmelo tutto in un sol boccone. Amore a prima vista! Il piatto non è altro che una pagnotta rotonda aperta da sopra alla quale viene tolta la mollica interna per far spazio al suo gustoso ripieno: una crema di panna, patate e molluschi. Una vera squisitezza credeteci ! Preso da un’eccitazione irrefrenabile ignoro Simo che vorrebbe godersi il suo pasto, mi impossesso del suo cucchiaio e inizio a versarlo dentro il mio panino, mixando carne e pesce. Ragazzi è buonissimo lo stesso. Simo non la smette di ridere ed io per andarle dietro rischio persino di strozzarmi. Spazzoliamo in batter d’occhio il nostro pranzo e felice per la nuova scoperta culinaria, voglio complimentarmi con i cuochi e vado a comunicarlo allo chef con buona pace di Simo che prova a fermarmi, non tanto per quello che vorrei dire, quanto per il come lo dirò. Rimaniamo altri minuti sul pontile a goderci il panorama e nel frattempo ci crogioliamo bene bene sotto il sole.

Ricaricate le energie abbiamo ancora tempo per visitare un’altra spiaggia dell’isola, non molto distante dal porto, che ci piace ancora di più della precedente. C’è molta meno gente e rimane decisamente più intima. Rimaniamo ad ammirarla, seduti a bordo strada senza scendere giù per la scogliera: il rumore piacevole del mare, l’ebbrezza che ci rinfresca e il monte dietro di noi rendono questo posto veramente unico. Ci rilassiamo qui finché non arriva il momento di rientrare. Eccoci allora incamminarci stanchi ma veramente felici per la bellissima giornata trascorsa. Siamo così entusiasti che decidiamo nuovamente di sfidare il vento e torniamo di nuovo a sederci nel piano più alto all’esterno della barca. Passano solo pochi minuti dalla partenza e ci rendiamo conto dell’errore commesso. Anzi… complici forse la stanchezza e il calore accumulato durante il giorno, sembra fare addirittura più freddo che questa mattina. Proviamo a resistere ancora un po’ , ma alla fine cediamo e decidiamo di abbandonare e scendere sotto, al coperto. Scelta azzeccatissima: sottocoperta si sta alla grande ed è piacevolmente caldo. In men che non si dica ci appoggiamo al tavolino e ci addormentiamo, per risvegliarci a pochi metri dall’arrivo. Sono passati circa trenta minuti ma a noi sembra solo passato il tempo di uno sbattere di ciglia.

Signori, per chiunque sia in procinto di farsi una vacanza in zona LA raccomando vivamente una visita a questa bellissima isola, magari di due giorni. Scommetto che anche di notte il suo fascino la renderebbe molto romantica…

Scendiamo dalla barca e ad attenderci il nostro ormai rituale appuntamento con il tramonto. Anche Newport Beach non ci delude..

Abbiamo ancora un po’ di strada da fare, dobbiamo arrivare a Wilmington, più precisamente al Monterey Inn, il nostro hotel. In realtà sembra più una grande casa con tanti appartamenti, ma la nostra camera è confortevole e pulita come del resto tutte le altre viste fin’ora. Abbiamo anche la cucina al suo interno dove volendo potremmo preparare le nostre classiche cene gourmet… c’è solo un però: non abbiamo fatto la spesa e sinceramente ora non abbiamo voglia di andarci. Unica soluzione, cena fuori. Siamo vicini a Long Beach e possiamo fare un giretto per vedere com’è e con l’occasione ci fermeremo in qualche locale in zona. Long Beach è veramente molto carina con la sua ruota panoramica tutta illuminata, non sappiamo se sia una zona pericolosa o meno ma da nostra veloce esperienza non abbiamo avvertito il minimo pericolo, neanche dopo cena. Tra i tanti locali a disposizione la scelta di questa sera ricade su Bubba Gump, che volevamo provare dall’inizio della vacanza. L’arredamento è esattamente come mi aspettavo, quello che mi ha sorpreso però è il freddo che c’è al suo interno, causa aria condizionata leggermente troppo forte. Forse è per questo che terranno fresco il pesce (ahahahahahah). Io mi prendo un ottimo, anche se non proprio abbondante, piatto di Shrimp Mac&cheese, Simo opta per una decina di gamberi bolliti e logicamente due bei bicchieroni di Lemonade.

Bubba Gump – Long Beach – California

Il mio piatto non è male e ne avrei volentieri mangiato un altro, se solo non fosse stato così misero. Anche Simo vorrebbe il bis ma il loro costo è eccessivo, quindi decidiamo che può bastare. Ancora una piccola passeggiata fino alla macchina giusto per smaltire (o almeno credere di farlo) la cena ed eccoci pronti per il nostro rientro. Manca però un ultimo ostacolo da superare, il passaggio di un treno merci. Ma non uno normale;  il più lungo nella storia dei treni merci. Io ho il tempo di addormentarmi e risvegliarmi che ancora siamo aspettando il suo passaggio. Siamo veramente stremati, ma non importa. Anche questo contribuisce a rendere tutto più folle, grande, esasperato e favoloso . Ora a nanna …. domani un’altra tappa ci aspetta… Santa Monica, arriviamo!

Ciao e…. alla prossima!!!!!

Unisciti alla discussione

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *