Per i 500 anni dalla morte del genio di Leonardo Da Vinci, un omaggio da Federico Faggin, lo Steve Jobs italiano.

Nella splendida location di villa Vignozzi, immersa nella pittoresca cornice di Vinci, grazioso paesino nelle colline toscane che ha dato i natali al genio di Leonardo, sabato 8 giugno si è celebrata la genialità del passato, del presente e del futuro.
Proprio in occasione dei festeggiamenti per il cinquecentenario della morte di Da Vinci si è voluta onorare l’italianità che ancora oggi raggiunge traguardi importanti, con l’ospite Federico Faggin, inventore del microprocessore e del Touchpad, che ha presentato Silicio, la sua autobiografia.
Un’iniziativa fortemente voluta da Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di Frontiera, ponte di collegamento tra le grandi agenzie della Silicon Valley e gli italiani che intendono mettersi in gioco e avere contatti con le realtà americane.
Ed è proprio lui, Bonzio, che sfoderando la sua abilità oratoria presenta l’evento e l’amico Federico Faggin con dinamismo e simpatia coinvolgenti. 

Faggin si racconta così tra insuccessi e grandi scoperte, con umiltà, cercando di esser comprensibile anche ai meno esperti in materia, illuminando ed emozionando il pubblico.

 “Ci siamo dimenticati chi siamo. Pionieri, esploratori, Non guardiani“.

Questa semplice ma preziosa citazione tratta da Interstellar fa da motto all’evento.

 Il concetto intorno a cui si sviluppa l’autobiografia di Faggin è la sua ricerca di consapevolezza, una doppia consapevolezza: quella che permette di riguardare criticamente il passato e quella orientata verso il futuro.

Bisogna imparare a prendersi le proprie responsabilità sull’andamento della propria vita. È facile dare la colpa ad altri che ostacolano il nostro percorso, ma ci chiediamo mai se noi stiamo cercando di proteggerci o accettiamo invece passivamente di subire l’impeto altrui?

In due ore di intervista Faggin si mette a nudo anticipando alcuni dei temi salienti della sua opera, dall’infanzia, ai diverbi con Intel, ai suoi maggiori traguardi, non solo tecnologici.

Racconta che dopo aver attraversato un lungo periodo buio riesce a placare la su insoddisfazione in seguito ad una singola esperienza di coscienza, coscienza che descrive nel suo dualismo paragonandola all’elettrone che è sia particella ( punto di vista da cui osservare il mondo) che onda, diffusa ovunque. Definisce questo momento di ritrovata consapevolezza, durato meno di un minuto, con la parola amore, con voce rotta dall’emozione e tra gli applausi del pubblico incantato dalle sue parole.
Non mancano riconoscimenti ed aneddoti sulla tenacia della grande donna, Elvia ,sua moglie, che ha sempre avuto a fianco e che ha lavorato duramente per contrastare la campagna di Intel, volta a screditarlo, e riflessioni sulla situazione attuale italiana e di noi giovani.
E cosa poter fare nel nostro piccolo? Sicuramente iniziare col leggere Silicio, un’opera accattivante, che ha molto da insegnarci.

Per quanto ci riguarda, noi possiamo confermare per l’ennesima volta quanto anche in questo contesto sia importante viaggiare, che non significa solamente scoprire luoghi nuovi, ma anche e soprattutto, menti e persone, culture e modi di pensare diversi dai nostri, confrontarsi e arricchirsi. E viaggiare dentro noi stessi è la prima e più stupefacente delle esperienza che possiamo e  dobbiamo fare. Oggi non solo abbiamo scoperto Vinci in veste di turisti, ma da veri e propri viaggiatori che tornano a casa soddisfatti, arricchiti, stimolati.

Dedica di Roberto Bonzio – Trust your crazy ideas ! –

Grazie Roberto Bonzio , grazie Federico Faggin e a tutti coloro che hanno lavorato duramente per far sì che questo evento potesse prender forma.

Grazie a tutta la squadra organizzativa: all’agenzia da Vì Travels, alla onlus Save the Planet e alla startup Glauk, agli sponsor Uqido startup di VR, Red Velvet Media, Grandinetti srl e a Fishbone Creek, The Zen Agency e StartupItalia,
Per ultimo, ma non meno importante un grazie va anche a Michele Sangineto, maestro liutaio che ha ricreato gli strumenti di Leonardo da Vinci, partendo dai suoi appunti contenuti nel codice di Madrid e che ha esposto nella stessa sala della conferenza, le sue creazioni, riportate a vera vita dalla bravura dei figli che le hanno suonate per il pubblico presente.

“La forza nostra, che parte da quello che abbiamo dentro è riconoscere chi siamo, quali sono le nostre forze e debolezze e diventare agenti per un cambiamento.”

Federico Faggin – Vinci – 8 giugno 2019 – presentazione della sua autobiografia Silicio

“Leonardo è stupefacente per la sua curiosità polivalente. Lui vedeva dentro le cose, cercava di capire come funziona il mondo e lo si vede nei suoi disegni, nei fogli di carta in cui appaiono cose diverse. È un esempio di mente inquisitoria che non si stanca mai, che cerca sempre il nuovo e combina due aspetti umani distinti. Artistico e tecnologico. Lui vede la bellezza artistica nel corpo umano, nelle cose, ma lo vede anche come una struttura fatta di muscoli e nervi… Non è solo genio, ma va al di là della concezione del genio, è quasi sovrumano.”

Federico Faggin su Leonardo da Vinci – Sunto- 8 giugno 2019 – Vinci

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