Come rivalutare un piccolo borgo in cui sono rimasti poco più di 100 abitanti?  Semplice: trasformandolo nel Paese dei Murales. Braccano è la più grande frazione di Matelica, che un tempo contava più di 800 anime.

Con la crisi del settore agricolo si è vista spopolata in poco tempo, come ci racconta un paesano. Lo stesso ci conferma quanto abbia risentito fortemente dei terribili terremoti avvenuti in zona negli ultimi decenni, da quello del 1996 ai più recenti.

Inutile descrivervi quanto la memoria di quei momenti sia sempre pronta a riaffiorare prepotentemente, insieme a emozioni contrastanti per come la situazione di emergenza è stata affrontata. Ma non vogliamo fare polemica, purtroppo tutti sappiamo come questi paesi siano stati abbandonati al loro destino.

Vogliamo raccontarvi come la popolazione nonostante la mancanza di aiuti non si sia data per vinta.

Dal 2001 Braccano ha iniziato a far parlare nuovamente di sé grazie alla brillante decisione di animarla con murales realizzati dai ragazzi delle Accademie di Brera, Macerata e Urbino e la partecipazione di artisti provenienti da tutto il mondo.

Si trova lungo la strada provinciale che da Matelica conduce al Monte San Vicino, racchiusa tra il verde della fiorente vegetazione circostante.

Benvenuti a Braccano, il Pease dei Murales
Braccano il paese dei murales
Braccano il paese dei murales

Ad accogliervi un cartello che indica il vostro arrivo nel Paese dei Murales e una parete di una casa con un lupo. Da qui un susseguirsi di immagini colorate, sulle facciate delle abitazioni, sulle porte, tra le finestre, in ogni angolino nascosto del paese.

I cartelli in legno indicano le direzioni da seguire per scoprire ogni opera, in un saliscendi di viuzze vi sembrerà quasi di invadere la privacy dei pochi abitanti rimasti, fotografando meravigliati gli ingressi delle loro abitazioni. Ad oggi i murales sono oltre 50, di ogni forma e colore e vengono costantemente restaurati.

Braccano è diventato un paese allegro, colorato, divertente e interessante.

Non è molto grande, si estende per poche centinaia di metri, ma per trovare tutti i murales farete una bella passeggiata.

L’unico bar del paese il Bar Ristoro Il Murales è piccolo e molto spartano ma ben riconoscibile.
Unico altro servizio: la chiesa all’ingresso del paese.

Escursioni possibili

 Proseguendo verso l’uscita del paese, la strada diventa sterrata, ed è percorribile per qualche chilometro in auto fino ad un ampio parcheggio da cui si snodano i vari sentieri che portano all‘Abbazia di Roti, alla gola di Jana, alla Forra Bocca de Pecu o al Sasso Forato.

raccano il paese dei murales sentieri per escursioni
Sentieri del borgo di Braccano – il paese dei murales

Noi abbiamo percorso questo tratto a piedi in circa mezz’ora, immersi nel verde, e circondati dalle tante specie di vegetazione quali roverella, orniello, carpino, acero, rovi di more o noccioli.

Una volta arrivati al parcheggio un cartello indica le distanze dalle principali attrazioni.

L’abbazia di Roti si raggiunge con una camminata di circa 45 minuti mentre per la gola di Jana il tempo stimato è di 20 minuti. Per arrivare alla Bocca de Pecu invece considerate almeno 1 ora e 30 minuti.

Solo rigorosamente a piedi o con mezzi non motorizzati.

La lieve brezza montana della giornata avrebbe reso la passeggiata molto piacevole, purtroppo però il tempo incerto ci ha fatto desistere dal proseguire.

Per chi volesse fare queste due tappe consigliamo di raggiungere il parcheggio in auto e solo da qui proseguire a piedi. Sarebbe meglio iniziare la visita di mattina per avere tutto il tempo a disposizione per le varie escursioni.

Oltre alle tre già citate, potete prendere in considerazione la faggeta di Canfaito, che dà il meglio di se proprio in autunno quando si tinge dei tipici colori caldi e fiammanti.

L’Abbazia di Roti

È attualmente ridotta in pessimo stato in seguito a crolli e atti vandalici. Alcune aree interne hanno addirittura avuto la funzione di stalle e le pietre sono sparse ovunque, ma per chi ama stare a contatto con la natura è una tappa consigliata.

La proprietà è stata a lungo privata, ma adesso è passata alla Regione Marche ed è tutelata dal corpo forestale dello Stato con l’intento di coinvolgerla in attività compatibili con la sua importanza storica naturalistica e artistica.

Nel 2018 è stata protagonista del concerto tenutosi da Jovanotti per Risorgi Marche, accogliendo nella sua arena naturale oltre 70mila spettatori.

Tracce di tradizioni passate

Percorrendo il sentiero che porta all’Abbazia di Roti guardatevi intorno alla ricerca di un elemento tipico della zona: le antiche carbonaie.

Braccano conserva ancora la sua storia e le sue tradizioni e quella dei carbonai ne è il simbolo. Vi si sviluppò tra il 1800 e il 1960 proprio perché i boschi che lo circondano sono ricchi i di legna adatta a questa attività.

Il Monte San Vicino

Di ritorno verso casa, abbiamo deciso di percorrere una stradina tortuosa e a strapiombo sulle verdi distese del Monte San Vicino, attraversandolo fino a Poggio San Vicino, per vedere in lontananza il luccichio delle acque del Lago di Cingoli e il borgo di Apiro che esploreremo prossimamente…

E non è mancato qualche incontro particolare…

Il paesaggio è mozzafiato, per chi ama la natura consigliamo di cercare ispirazione per escursioni più impegnative o semplici passeggiate nel sito ufficiale.

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