Miami Beach, tra le sue splendide spiagge, le palme sinuose e i locali alla moda, nasconde un importante monumento commemorativo di un triste periodo storico: il Memoriale dell’Olocausto.

Come nasce l’idea di un Memoriale dell’Olocausto proprio a Miami Beach

Era il 1984 quando un gruppetto di sopravvissuti sentì il bisogno di allestire in città un’area in cui commemorare i 6 milioni di ebrei, vittime delle persecuzioni naziste e si riunì per prima cosa in una associazioni no-profit.

Perché il Memoriale dell’Olocausto proprio a Miami Beach?

Il sud della Florida aveva accolto la più grande comunità di sopravvissuti di tutti gli Stati Uniti. Molti vi si erano trasferiti dalle città più fredde del Nord e nell’area di Miami si trovava l’agglomerato più consistente.

Era quindi il luogo perfetto per un memoriale, ma gli oppositori cominciarono subito a far sentire la loro voce: non volevano che Miami Beach fosse associata a qualcosa di diverso da sole e divertimento. Niente doveva oscurare questa meta per vacanze, nemmeno una causa così nobile, che però ricordava tanta crudeltà e sofferenza.

Il 27 novembre 1984 si riunirono così 500 persone, tra cui molti sopravvissuti, per discutere sul da farsi.

L’idea fu approvata all’unanimità e otto giorni dopo la commissione cittadina approvò anche il piano presentato.

Il luogo preciso, scelto per il Memoriale dell’Olocausto a Miami Beach è stata una pura coincidenza?

Sembra di sì, ma il fatto che occupasse i numeri 1933 – 1945 di Meridian Ave , che corrispondevano esattamente agli anni in cui ebbe luogo lo sterminio, convinse anche i più scettici che quello era il posto giusto.    

La realizzazione del memoriale

La Commissione del Memoriale affidò all’architetto Kenneth Treister il compito di creare un’opera che riuscisse a trasmettere l’inimmaginabile e ricordare ciò che difficilmente si poteva anche solo pensare.

“Immaginate di trovarvi in un campo di concentramento in Polonia circondati dai Nazisti, senza poter comunicare con l’esterno, mentre state soffrendo, mentre siete dei martiri, vi state arrendendo”

Queste sono le parole con le quali Treister esordì nella presentazione del suo progetto

“Ognuno probabilmente è morto pensando che nessuno se ne stesse preoccupando, che nessuno avrebbe mai saputo e si sarebbe mai ricordato”

Memoriale dell'Olocausto Miami Beach
Memoriale dell’Olocausto Miami Beach

I suoi bozzetti iniziali mostravano un braccio rivolto verso il cielo con centinaia di piccoli umani che vi si arrampicavano. Poi si aggiunsero persone scheletriche che chiedevano aiuto, donne accasciate in terra, bambini disperati… Tutti intorno al braccio, racchiusi da un muro in cui sono stati incisi i nomi delle vittime.

L’intero memoriale è stato collocato poi al centro di un laghetto circondato da alberi ed ospita anche l’immancabile fiamma eterna.

Anche questo progetto riscontrò opposizioni, ma alla fine fu fatto scolpire in bronzo a Mexico City, tra il 1987 e il 1989. Vennero fatte portare anche grandi pietre rosa da Gerusalemme per allestire mura e pavimentazione circostanti.

Furono necessari più di 4 anni per preparare il Memoriale, finché il 4 febbraio 1990 fu inaugurato con la presentazione di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace.

Visitare il memoriale

L’ingresso è gratuito ed è aperto al pubblico 365 giorni l’anno dalle 9.30 al tramonto.

E’ possibile prendere parte a visite guidate o farsi dare una brochure, per la quale è suggerita una donazione di almeno 2$ e passeggiare in autonomia.

Calcolate almeno un’ora per fare un tour del Memoriale dell’olocausto e soffermarvi a riflettere sull’importanza dell’opera.

L’indirizzo è 1933 -1945 Meridian Ave a Miami Beach.

E’ possibile parcheggiare lungo la strada nelle immediate vicinanze o vicino al City Hall, in Meridian Ave, tra la 17th e la 18th street.

È raggiungibile anche con l’autobus della linea 123, che effettua corse tutti i giorni.

Per altri consigli su cosa vedere a Miami vi invitiamo a consultare il sito di Greater Miami Convention & Visitors Bureau , che ringraziamo per la collaborazione e a leggere gli altri articoli che gli abbiamo dedicato.

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