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Cosa vedere a Morrovalle: 5 tappe imperdibili

Morrovalle è uno dei tanti graziosi borghi che dominano la vallata del Chienti, nell’entroterra marchigiano ed oggi vi raccontiamo cosa vedere, attraverso un tour mooolto originale.

Morrovalle è un borgo davvero piccolo, con un centro storico che si snoda per poche centinaia di metri, ma che racchiude un’incredibile quantità di storia da scoprire.

E non c’è niente di meglio che farlo grazie ad una visita guidata gratuita organizzata dall’Archeoclub di Morrovalle, che ci ha permesso di incontrare la nostra preparatissima guida Monica.

E proprio come piace a noi la visita è stata piuttosto alternativa, ma molto avvincente. Ve la riassumiamo con un elenco di cosa vedere assolutamente a Morrovalle, in 5 step.

Cosa vedere a Morrovalle

1 . Scoprire il Miracolo eucaristico avvenuto nell’Ex convento francescano

2. Ammirare Morrovalle dall’alto del Colle Bellavista

3. Scoprire le porte e le antiche fonti di Morrovalle

4. Perdersi tra i vicoli di Morrovalle scoprendo i Palazzi storici e i vari stili architettonici

5. Ammirare la Piazza Salotto con il Museo Civico Pinacoteca “Palazzo Lazzarini”

1 . Scoprire il Miracolo eucaristico avvenuto nell’Ex convento francescano

La nostra passeggiata culturale inizia in uno dei luoghi più significativi di Morrovalle.

Cosa vedere a Morrovalle - Ex convento francescano
Cosa vedere a Morrovalle – Ex convento francescano

Al di fuori della cinta muraria, poco dopo aver oltrepassato Porta Alvaro, l’ex convento francescano, inconfondibile nella sua maestosità, è stato testimone di un Miracolo eucaristico, ancora non troppo conosciuto.

Il Miracolo eucaristico di Morrovalle
Nel 1560, nella notte tra il 16 e il 17 Aprile un incendio distrusse la Chiesa del Convento dei Frati Minori Francescani. Dopo 10 giorni, gli scavi tra le macerie portarono alla luce un’ostia consacrata miracolosamente intatta, mentre la pisside d’argento che la conteneva e il tabernacolo erano totalmente bruciati. Papa Pio IV indisse un processo canonico interrogando i testimoni e il 19 settembre dello stesso anno, emise una bolla pontificia con la quale dichiarò ufficialmente il miracolo. L’ostia non è purtroppo arrivata fino ai giorni nostri, ma il miracolo eucaristico è molto sentito tra gli abitanti di Morrovalle, che ogni anno lo ricordano, dal 17 al 27 Aprile, con la “Festa dei Perdoni”.

Dopo l’incendio la chiesa è stata ricostruita e ingrandita grazie all’aiuto del Comune e di nobili famiglie di Morrovalle, che con le loro donazioni hanno acquisito il diritto di avere all’interno un altare per la propria sepoltura.

Adesso è stata trasformata in un auditorium e l’unica parte rimasta dell’ epoca precedente all’incendio è la struttura sulla destra che ospitava il convento.

La diatriba tra agostiniani e francescani a Morrovalle

E’ curioso scoprire che i francescani erano a Morrovalle già all’inizio del XII secolo, in un romitorio collocato distante dal centro storico, nella contrada denominata Fonte del Coppo.

Il luogo era però insalubre e volevano trasferirsi vicino al paese per attirare più fedeli. Ma sapete perché non vi si erano già stanziati? In un documento del 1333 se ne scopre il motivo. Un litigio fra francescani e agostiniani durava da 25 anni: questi ultimi obbligarono i francescani a costruire il loro convento a 250 canne di distanza. Sfruttarono così per la nuova sede un convento già esistente delle monache clarisse di San Firmano, la cui posizione era ottimale anche per il meraviglioso panorama.

Ma a proposito di panorama… prima di addentrarci per il borgo, la nostra guida ci ha fatto scoprire un angolino mozzafiato. E noi ve lo proponiamo tra le 5 cose da vedere assolutamente a Morrovalle.

2. Ammirare Morrovalle dall’alto del Colle Bellavista

Il Colle Bellavista divide la vallata del Chienti da quella del Potenza permettendo di ammirare il paese dall’alto e di farsi un’idea del perché venga chiamato in modo ironico “a forma di prosciutto”.

La vista da qui è stupenda: spazia fino ai Sibillini e al Gran Sasso. E’ consigliato raggiungerlo in auto per comodità, nonostante siano poco meno di 3 km. Basta imboccare Viale Cesare Battisti fino al bivio in via Medaglie d’Argento, che costeggia il cimitero.

Il panorama ve lo lascio ammirare in foto, ribadendo che non dovete perdervelo, così come il consiglio che vi aspetta in un cartello sul ciglio della strada.

“O viandante che vai per il sentiero, fermati , riposa contempla il paesaggio e lasciami un pensiero”.

3. Scoprire le porte e le antiche fonti di Morrovalle

Come ogni paese medievale che si rispetti, anche Morrovalle conserva ancora le antiche porte d’accesso al paese e la loro storia.

PORTA ALVARO DI MORROVALLE

La porta Alvaro è l’ingresso principale al centro storico di Morrovalle ed è il risultato di molteplici trasformazioni nel corso dei secoli.

Porta Alvaro - Cosa vedere a Morrovalle
Porta Alvaro – Cosa vedere a Morrovalle

Un tempo fiancheggiava un’alta cinta muraria e i suoi battenti, in legno, aperti o chiusi permettevano o impedivano l’ingresso di persone e merci all’interno del centro storico. A controllare il transito e la chiusura della porta, all’imbrunire, vi era un addetto chiamato il Clavigero .

Anche il nome ha subito variazioni: da “Porta Maris” (rivolta verso il mare), a “Porta dell’Alba” (vedeva il sorgere del sole), fino a “Porta Alvaro” in ricordo di Alvaro, condottiero aragonese che fu sconfitto dalle truppe di Francesco Sforza proprio lì di fronte.

Porta delle fonti o San Bernardino e le antiche fonti

La seconda porta è invece Porta delle Fonti che prende il nome dalle antiche fonti nelle vicinanze, indispensabili per il rifornimento di acqua del paese.

Conserva l’aspetto di un’antica porta medievale: un arco a tutto sesto ribassato sovrastato da un altro arco a sesto acuto centinato. Una tipologia costruttiva e il materiale, in cotto, che ritroverete in molte abitazioni nel centro storico. Al centro, tra i due archi, appare lo stemma dell’Ostia sacramentata, in ricordo del Miracolo Eucaristico.

Questo è anche l’accesso più ripido al centro storico, una salita che con il caldo è meglio evitare.

Facciamo però un salto alle fonti. Sono ancora in ottimo stato di conservazione e vengono spesso usate per eventi, incontri e manifestazioni.

Fonte Filelfo, la prima sul lato destro, raccoglie l’acqua da una sorgente sotterranea e nasce come abbeveratoio per animali, mentre nelle 3 accanto si lavavano i panni. Scendendo la scalinata, vediamo invece Fonte Maxima incastonata nel monte e Fonte Sabbione, il lavatoio e una porticina in legno per accedere ad un camminamento che penetra nella collina per 200/250 metri verso il Santuario della Madonna dell’Acqua Santa.

Porta San Donato

Morrovalle aveva anche una terza porta, Porta San Donato, andata ormai distrutta, della quale si hanno però tracce nelle Statuto del 1570. Uno Statuto indispensabile per ottenere informazioni sui comportamenti da tenere e i regolamenti per costruire a quell’epoca. Qualche esempio: era vietato installare porte rivolte verso l’esterno e nessun edificio poteva esser più alto del palazzo comunale.

4. Perdersi tra i vicoli di Morrovalle scoprendo i Palazzi storici e i vari stili architettonici

E’ giunto il momento di tornare nei pressi di Porta Alvaro per iniziare l’esplorazione del borgo. E il primo consiglio che vi diamo è quello di lasciarvi andare e perdervi tra i vicoli secondari per osservare scoprire la storia di ogni palazzo, attraverso i vari stili che nasconde.

A destra della porta il torrione circolare si distingue proprio per la forma insolita, simile a quella della vicina San Claudio al Chienti, di influenza Normanna. Proseguiamo addentrandoci nel sotterraneo di un palazzo, recentemente restaurato che mostra tra i suoi archi a tutto sesto, l’ingresso alle grotte, purtroppo non visitabili.

Arriviamo poi nel Piazzale del Mercato, la prima piazza che incontrate non appena varcate Porta Alvaro, dove nel 1800 si svolgeva il mercato del pesce. Proseguiamo poi lungo la via principale giungendo sino al Palazzo Lazzarini (di cui parleremo fra poco).

Costeggiando il muro perimetrale di Palazzo Lazzarini, Via Santa Caterina e scendendo nella via sottostante, in un batter d’occhio vi ritroverete di fronte alla facciata in stile veneto dell’Ex Casa Romagnoli.

Ex casa Romagnoli

Questo meraviglioso palazzo si distingue per la sua unicità. Risale al XIV secolo e lo stile gotico veneziano si nota nelle decorazioni con fogliami a intreccio simili a Palazzo Lazzarini e negli archi trilobati.

Ci ha colpito molto la “porta del morto“(oggi tamponata), più piccola rispetto a quella d’ingresso, a significare che il defunto non poteva uscire dalla porta principale e che non voleva andarsene e affrontare la stretta e angusta via d’uscita.

Sapete che cosa testimonia la presenza dei veneti in paese? Una lettera inviata dal doge di Venezia a Morrovalle per scoprire come mai fossero stati derubati alcuni dei suoi mercanti.

Poco più avanti, nel retro del convento agostiniano, catturano l’attenzione anche le due porte con altezza nettamente diversa, a dimostrare l’evoluzione della statura umana nel corso dei secoli.

Chiesa di San Bartolomeo

Graziosa è la Piazzetta San Martino o “Piazzetta letteraria” su cui si affacciano palazzi armoniosi e la Chiesa di San Bartolomeo, con l’alto campanile ricco di lesene, cornici e di capitelli ionici.

Palazzo Roberti e via Gioacchino Belli

Via Giaocchino Belli, ricorda il poeta romano e i suoi soggiorni a Palazzo Roberti. Il palazzo è stato realizzato nel XVI secolo. Il paramento esterno sembra rimasto incompiuto e rivestito in bugne solo per inquadrare le finestre, i portali e l’angolo del palazzo, assomigliante ad un bastione. Dalla parte opposta, nello stesso edificio, in facciata risalta un bel portale in pietra.

Qui abitava la Marchesa Vincenza Roberti, “Sora Cencia”, amata e musa ispiratrice del poeta che scrisse per lei sonetti raccolti nel “Il Canzoniere Amoroso”.

5. Ammirare la Piazza Salotto con il Museo Civico Pinacoteca “Palazzo Lazzarini”

Abbiamo lasciato per ultima la parte più graziosa. L’accogliente Piazza Vittorio Emanuele II, detta anche Piazza Salotto, il centro del paese, sulla quale si affacciano i palazzi più importanti.

Ci accoglie la Chiesa di Sant’Agostino, risalente al XIII secolo e decorata tra neoclassico e barocco, con accanto il Palazzo comunale e la trecentesca Torre civica, la cui campana pesa circa tredici tonnellate.

A destra si innalza invece su 2 piani il Palazzo dei priori e del Podestà.

La costruzione realizzata nel XIV secolo ha perso tutti gli attributi della struttura originale, tranne i merli ghibellini ancora visibili alla sommità dell’edificio e una finestra sul lato sinistro in stile gotico. Le finestre al piano nobile e gli ingressi sono stati tamponati, oltre la metà dell’800 per adattare l’edificio ad un uso diverso: Caserma dei Gendarmi Pontifici.

Nel 1854 fu abbassato anche il livello della piazza e guardando bene alla base dei palazzi se ne notano i segni.

Palazzo Lazzarini

Eccoci finalmente a parlare del palazzo più importante del paese. Palazzo Lazzarini, appartenuto all’omonima famiglia, all’origine denominati Conti di Lenzburg, giunta nelle Marche nel XI sec. dalla Lorena in seguito alle richieste d’aiuto del Papa all’imperatore per contrastare l’avanzata dei Normanni.

Palazzo Lazzarini, con la sua forma ad L, si incontra anche prima di arrivare in piazza, lungo la via principale del borgo di Morrovalle. Dove adesso si trova il vicolo intitolato a Santa Caterina, sorgeva una chiesa privata, voluta dalla famiglia e concessa dal vescovo di Fermo nel 1412, divenuta pochi anni dopo il luogo di sepoltura di Nicola Lazzarini.

un paio di consigli per un pasto a Morrovalle

Se cercate una location particolare dove mangiare troverete proprio qui un localino che fa al caso vostro. Nel chiostro, in cui è rimasto anche uno dei due vecchi pozzi, vi aspetta il pub Geleó.
Nello stesso palazzo, nel lato meridionale, lungo via Mazzini, trovate la “Locanda del Belli” (consigliata per le pizze) e nel Vicolo di S. Caterina l’osteria “La Cantina del pentimento” che offre cucina tipica.

Palazzo Lazzarini nacque come semplice torre di difesa nel XIII secolo, visibile lungo il lato meridionale dell’edificio, dove si scorge una parte differente di muratura e dove è possibile osservare lo stemma originario della famiglia (osservate le foto sovrastanti).

Ha subito nel corso dei secoli molteplici trasformazioni, ancora molto evidenti nelle finestre, nei portali e nella struttura esterna. Le modifiche erano importanti per mantenersi in linea con i canoni delle famiglie più importanti, per ribadire il proprio prestigio.

Prestigio mostrato anche dallo stemma di famiglia: uno scudo con il drago che mangia un pesce più piccolo, inquartato in molti angoli del paese con lo scopo di “far parlare di sé in eterno“.

Soffermandoci poi sulla facciata, il portale d’ingresso cattura l’attenzione per la bellezza decorativa e per il materiale di costruzione, pietra d’istria. Leggermente strombato, è decorato con motivi vegetali, seguono colonnine tortili arricchite da capitelli a crochet e internamente capitelli con raffigurazioni di animali.

Questo manufatto richiama esempi di scultura del XIII e XIV secolo presenti nel territorio in particolare chiese come: la cattedrale di Fermo o Santa Maria della Piazza ad Ancona. Probabilmente il portale proviene da un castello di proprietà della famiglia situata nella frazione di S. Lucia di Morrovalle distrutto nel 1500 oppure della sopra citata Chiesa di S. Caterina.

Il Museo civico e la Pinacoteca di Palazzo Lazzarini

L’interno del Palazzo, ospita al pianterreno due locali della Biblioteca Comunale e la Sede dell’Archeoclub di Morrovalle, a cui ci siamo rivolti per questo splendido tour guidato da Monica.

Al primo piano si trova invece il Museo-Pinacoteca, che ci accoglie con una serie di ritratti di uomini famosi in olio su tela: Dante, Petrarca, Tasso, Annibal Caro e Pico della Mirandola.
Una sala è poi dedicata al Monte di Pietà, attivo a Morrovalle dalla seconda metà del XV secolo. Il nucleo fondamentale è però costituito da tavole e tele provenienti dalle chiese del territorio, databili fra il XVI e il XVIII secolo.

Un traguardo importante raggiunto dall’Archeoclub, permetterà di esporre, già nei prossimi mesi, resti archeologici ritrovati nella frazione di Santa Lucia, durante gli scavi per il metanodotto: necropoli picene, strade romane e il tempio di Apollo.

Bonus tip : Museo Internazionale del Presepe

L’ex Convento degli Agostiniani, ospita il Museo internazionale del Presepe con 800 presepi, provenienti da tutto il mondo, realizzati con materiali più disparati. Purtroppo dopo il terremoto non è sempre aperto ed è gestito dalla Proloco che lo apre solo su appuntamento. Noi nn abbiamo avuto la possibilità di vistarlo, ma lasciamo il link al sito con i recapiti per maggiori informazioni.

Nel periodo natalizio, tra le cose da vedere assolutamente a Morrovalle, ricordiamo l’evento del Presepe vivente che si svolge in tutto il paese, in un’atmosfera molto scenografica. I vicoli più nascosti, vi accorgerete che sono perfetti per accogliere e ricreare un’ambientazione perfetta per l’occasione.

Ringraziamo l’Archeoclub di Morrovalle ed in particolare la presidentessa Nazzarena Acquaroli che ci ha organizzato la visita guidata e la nostra guida brillante e fonte inesauribile di sapere e curiosità, Monica (che ci ha fornito un prezioso aiuto nella stesura di questo articolo). Per un tour approfondito e personalizzato del paese, consigliamo di rivolgersi a loro!

Grazie al programma Morrovalle Outdoor abbiamo avuto modo di scoprire e vivere un’altra piacevole esperienza.

Da Morrovalle alla Provenza in un batter d’occhio, visitando il Lavandeto Nuovo Ulivo di Nonno Amato. Da non perdere!

E per un tour completo della zona non perdetevi:

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