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Beethoven a Vienna – La Pasqualatihaus

In un angolo silenzioso ed elegante di Vienna, a pochi passi dalla storica università, un palazzo, la Pasqualatihaus, racconta ancora la storia di uno dei più famosi compositori di tutti i tempi: Beethoven.

Così come Mozart, anche il compositore di Bonn si innamorò della vita e delle opportunità della capitale austriaca e dopo esservi arrivato non l’abbandonò più.

La storia del Memoriale di Beethoven nella Pasqualatihaus

Nel 1941, la Città di Vienna decise di rendere omaggio a Beethoven proprio nell’appartamento numero 18 al quarto piano della Pasqualatihaus dove probabilmente abitò.

Il 29 novembre 1941 furono rese accessibili al pubblico tre stanze: una dedicata a lui e altre due agli ex proprietari della casa, Pasqualati e Leber.

Per allestire questi spazi, le autorità nazionalsocialiste cacciarono la famiglia ebrea che viveva nell’appartamento. I coniugi Josef e Josefine Eckstein, furono deportati a Theresienstadt nel giugno 1943 e il 23 ottobre 1944 trasferiti ad Auschwitz e uccisi. I loro figli, Hedwig e Clara, furono invece inviati con altri bambini in Inghilterra nel 1938 e successivamente riuscirono ad emigrare negli Usa.

Nel corso degli anni il museo è stato modificato più volte fino alla grande ristrutturazione del 1995 dell’architetto Elsa Prochazka e al successivo restyling nel 2017 in occasione della ristrutturazione del Museo Beethoven di Heiligenstadt.

Che cosa si può vedere nella Pasqualatihaus di Vienna?

Inizio la mia visita un po’ scettica. L’insegna indica solo Beethoven Shop e l’unico accesso è un portone in legno di un elegante palazzo. Una rampa di scale circolari mi porta lentamente fino al quarto piano, regalandomi piacevoli dettagli nelle cancellate e alle finestre dei vari pianerottoli. Un’altra porta, normalissima, in legno mi separa dalla minuscola biglietteria con lo shop.

Le stanze da visitare sono poche, 4 o forse 5, ma alle pareti e nelle teche sono esposte tutte le informazioni necessarie per ripercorrere la vita di Beethoven.

Gli spartiti musicali di Beethoven e i ricordi legati alle sue opere

Non potevano mancare i suoi spartiti musicali come il “Fidelio”, un’opera basata sui temi di libertà e giustizia, alla quale lavorò proprio in questa casa. Inizialmente la intitolò Leonore per presentarla la prima volta al Theater an der Wien il 20 novembre 1805.

E’ esposta anche la sinfonia per la “vittoria di Wellington” in ricordo del comandante delle truppe inglesi, Sir Arthur Wellesley Wellington, che nel giugno del 1813 aveva appena sconfitto le truppe francesi in Spagna. L’opera nacque per esser riprodotta con il “panharmonicon”, uno degli strumenti musicali meccanici inventati dall’ingegnere di corte Johann Nepomuk Mälzel.

Gli oggetti appartenuti a Beethoven

Esposizione di oggetti legati alla vita di Beethoven nella Pasqualatihaus di Vienna
Esposizione di oggetti legati alla vita di Beethoven nella Pasqualatihaus di Vienna

Tra gli oggetti appartenuti al compositore troviamo un orologio a pendolo che proviene dalla collezione di Heiligenstadt, consegnato al Museo di Vienna nel 1894 dal Segretario della Società Beethoven di Vienna, Josef Böck -Gnadenau. Ci sono anche: un comodino in rovere in testa di moro in stile Luigi XVI, una zuccheriera ed un leggio a lui appartenuti.

E poi è esposta la maschera che lo scultore viennese Franz Klein utilizzò per realizzare il suo busto, anch’esso visibile nella stessa stanza. Nel 1812, l’amico e pianista di Beethoven, Johann Andreas Streicher, incaricò Klein di creare un busto di Beethoven per posizionarlo vicino al pianoforte. Produrre quella maschera non fu affatto semplice: Beethoven, allora ventiduenne, aveva due tubi nelle narici per poter respirare durante il calco, ma credeva spesso di soffocare e il processo fu molto lungo.

Grazie a questo lavoro e a molti suoi ritratti, si può perfettamente scoprire l’aspetto fisico di Beethoven: era tarchiato e alto circa 168 cm. Aveva una pronunciata mascella inferiore con gli angoli della bocca rivolti verso il basso, un naso piatto, sopracciglia folte, una fronte ampia e tanti capelli arruffati in testa.

Per completare l’esperienza conoscitiva del compositore, un paio di postazioni audio permettono di farsi trasportare ascoltando le sue opere più famose.

Ma Beethoven abitava realmente in Pasqualatihaus?

Spesso gli studiosi hanno affermato che Beethoven abitasse nell’appartamento della porta accanto. Le ricerche sembrano però aver confermato che l’intero quarto piano fosse in realtà un unico appartamento, quindi il museo comprendeva solo una parte della sua abitazione.

Beethoven visse in questa casa dal 1804 al 1808 e poi dal 1810 al 1814, ben 8 anni dei 35 complessivi che trascorse a Vienna. Era completamente affascinato dalla vista che si affacciava su Mölker Bastei, la parte formata dei resti delle antiche fortificazioni della città.

Anche oggi gli scorci che si vedono da quelle finestre sono davvero ammalianti. La storica Università di Vienna fa capolino tra i palazzi più moderni con la sua struttura elegante realizzata su progetto di Heinrich von Ferstel, ispirandosi alle università italiane del Rinascimento.

Vista sull'Università di Vienna dalla Pasqualatihaus
Vista sull’Università di Vienna dalla Pasqualatihaus

Johann, il figlio del barone Joseph Benedikt von Pasqualati, era un grande amico di Beethoven e gli riservò l’appartamento anche quando decise di spostarsi altrove, nelle varie dimore estive in periferia di Vienna o nel suo secondo appartamento al Theater an der Wien.

Oltre alle opere già citate in precedenza, qui Beethoven lavorò alla 4°, 5°, 7° e 8° sinfonia, al trio per pianoforte in si bemolle maggiore e al pezzo per pianoforte Für Elise.

Momenti salienti della vita di Beethoven

Oltre alle opere e agli oggetti esposti, i pannelli esplicativi della Pasuqlatihaus delineano perfettamente anche la vita del compositore.

Ebbe un’infanzia e una gioventù tristi ed opprimenti con un padre alcolizzato che lo costringeva ad alzarsi a tarda notte per suonare il pianoforte o il violino ed intrattenere gli amici. Come se non bastasse, il padre lo iniziò alla musica affidandolo a Tobias Pfeiffer, altrettanto incline all’alcool. 

Durante l’età adulta furono le preoccupazioni finanziarie a tormentarlo e una disabilità uditiva precoce ostacolò notevolmente la sua vita sociale portandolo ben presto ad una sordità definitiva.

Nonostante il pessimismo e i pensieri suicidi Beethoven affrontò i vari problemi con il desiderio di trionfare sul proprio destino infausto e le sue opere ne sono la massima espressione.

Pasqualatihaus Vienna
Pasqualatihaus Vienna

Il suo successo come compositore indipendente fu favorito da un’industria editoriale e un mercato musicale in continua crescita e dalla fedeltà che mantenne dal 1793 fino alla morte alla casa editrice Artaria.

Anche l’aristocrazia viennese ebbe un ruolo importante: nel 1808, il re di Westfalia, fratello di Napoleone, offrì a Beethoven il posto di Kapellmeister a Kassel. Questa proposta fece però preoccupare i principi Lobkowitz e Kinsky e l’arciduca Rodolfo che si opposero offrendogli uno stipendio annuo di 4000 fiorini.

Info utili alla visita della Pasqualatihaus

Durata della visita

La visita alla Pasqualatihaus di Vienna richiede circa un’ora, ma la vita di Beethoven viene messa a nudo sotto ogni aspetto, grazie ai pannelli esplicativi e agli oggetti esposti.

E’ davvero molto interessante scoprire il compositore proprio in quelle stanze che meglio di tutti noi sanno la sua storia. Non si tratta di un vero e proprio museo, piuttosto di un memoriale

Orari di apertura e prezzi

Il biglietto intero costa 5€ mentre il ridotto 4€.

La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito così come quello di molti altri musei a Vienna.

Per gli orari di apertura vi rimando al sito wien.info.

Come raggiungere la Pasqualatihaus

Si trova in Mölker Bastei 8, ad appena 400 metri dalla fermata Herrengasse della metro U3. Una bellissima passeggiata dalla scenografica Minoritenkirke attraverso vicoli puliti su cui si affacciano eleganti palazzi, di una Vienna meno frequentata dai turisti.

In alternativa è ancora più vicina alla fermata Schottentor, servita dagli autobus 25, 38, 41, 43, 60, 66 e 1A. O alla fermata del tram Rathausplatz/Burgtheater numero 1, 71, D, U2Z.

Attenzione: all’interno della Pasqualatihaus non è stato possibile abbattere le barriere architettoniche, per questo motivo l’unico modo per raggiungere il quarto piano del memoriale, è attraverso le scale.

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