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Il Museo di Sigmund Freud a Vienna

Il Museo di Sigmund Freud a Vienna, recentemente rinnovato, per la prima volta dalla sua apertura nel 1971 ha reso visibili al pubblico tutte le stanze in cui visse e lavorò il padre della psicoanalisi.

Ed in Berggasse 19 la visita inizia proprio immedesimandosi nei suoi pazienti. Dopo esser entrati nella biglietteria/ bookshop al primo piano, una rampa di scale conduce ad un pianerottolo, con due porte e due campanelli.

Sulla sinistra l’appartamento, sulla destra lo studio.

Suoniamo a sinistra: iniziamo con il conoscerlo meglio, prima di richiedere una sua consulenza nello studio!

Benvenuti nel Museo di Freud a Vienna

Le stanze sono allestite con pannelli e teche espositive. Non ci sono mobili o suppellettili vari che fanno comprendere la destinazione d’uso di ciascuna camera, ma foto dell’epoca e spiegazioni alle pareti ne fanno da testimonianza.

Freud ha vissuto in questa casa per ben 47 anni prima di fuggire a Londra nel 1938, quando portò con sé la maggior parte del suo arredamento, compreso il divano. Qui ha praticato i suoi studi e scritto la maggior parte dei suoi saggi, già tradotti in 15 lingue diverse mentre era in vita. Qui nacque la psicoanalisi come metodo di trattamento e come scienza.

Le sue opere, i suoi occhiali e il suo biglietto da visita, danno il benvenuto dalle teche nella prima stanza che serviva ad accogliere gli amici in visita, ma proseguendo sono esposti anche la sua scacchiera, le carte, foto della moglie, addirittura la sua borsa in pelle con le iniziali. E poi il suo bastone e il primo regalo che fece a Martha nel giugno 1882: le novelle di Charles Dickens. E un portafoto, alcune cartoline e i libri dei suoi viaggi.

Freud è un grande viaggiatore

Una delle prime cose che si scoprono durante la visita al Museo è che viaggiare è una delle grandi passioni di Freud, riflessa nei suoi sogni. Dal 1890 circa fino alla Prima Guerra Mondiale, viaggia regolarmente durante i mesi estivi. Scopre la Grecia e visita l’Italia quasi venti volte: Toscana, Umbria, Venezia, Pompei e Roma lasciandosi ispirare per le sue teorie.

Sbarca anche a New York visitando la Columbia University, Central Park, Coney Island, la Clark University di Worcester in Massachusetts e le cascate del Niagara. A New York incontra la sorella Anna Bernays e la sua famiglia che vive lì dal 1892 ed è l’unica delle sorelle a sopravvivere alla Shoah.

Per affrontare i suoi viaggi li documenta con le guide Baedeker e si gode i momenti in compagnia di amici, familiari o colleghi senza tralasciare buon cibo, buon vino e alloggi confortevoli. Freud ama collezionare oggetti d’antiquariato che parlano dei suoi viaggi ed una piccola parte dei suoi souvenir è esposta anche in questo museo.

Alcuni oggetti d'antiquartiato appartenuti alla collezione di Freud - museo di Vienna
Alcuni oggetti d’antiquariato appartenuti alla collezione di Freud – museo di Vienna

Freud e la Prima Guerra Mondiale

Si scopre anche che Freud ha sempre avuto un atteggiamento patriottico, ma all’inizio della Prima Guerra Mondiale diventa scettico e molto critico. Persone a lui care, colleghi medici ed anche i suoi figli sono costretti a combattere al fronte. Sigmund inizia a tenere traccia del turbolento periodo, dell’ansia per la sorte dei figli, delle preoccupazioni familiari e della situazione politica mondiale.

Un esempio del suo tormento lo troviamo nel saggio «Pensieri per i tempi sulla guerra e la morte» (1915).

Freud e la religione

Freud si definisce un “ebreo senza Dio” in una lettera a Pfister.

Ritiene che qualunque idea religiosa sia solamente un’illusione derivata dai desideri umani e più precisamente dal punto di vista psicoanalitico, dall’impotenza dell’essere umano e dal bisogno di protezione.

Freud critica la religione, che non può esser provata né confutata sostenendo invece la scienza fondata sulla ragione.

“Devo essere obbligato a credere ad ogni assurdità? E se no,
perché proprio questa in particolare? Non c’è appello a un tribunale sopra quello della ragione”

Freud, 1927

In “Mosè e il monoteismo” l’ultimo libro pubblicato in vita, riflette anche sulle origini della religione ebraica iniziando a valutare un piano collettivo piuttosto che un inconscio individuale.

Freud e l’interpretazione dei sogni

Opere e lettere di Freud esposte al museo di Vienna
Opere e lettere di Freud

Nel Museo non può mancare la sezione dedicata ad una delle suo opere più famose. Nel 1893 Freud iniziò ad interpretare i propri sogni secondo il principio dell’autosperimentazione, un metodo di ricerca scientifica diffuso ed accettato nel XIX secolo.

Sono ben 50 i sogni che riporta nel libro nel quale fornisce le basi metodologiche per la psicoanalisi ed introduce i concetti di inconscio, preconscio e conscio.

“I sogni non sono altro che una particolare forma di pensiero”
“L’appagamento (mascherato) di un desiderio (rimosso)”.

S.Freud

Autosperimentazione con la cocaina

Tra il 1884 e il 1887, Freud prosegue con l’auto-sperimentazione per analizzare gli effetti della cocaina, individuandone le proprietà paralizzanti e utilizzandola nel trattamento per le tossicodipendenze.

Spera che la cocaina curi l’astinenza dalla morfina dell’amico Ernst Fleischl von Marxow, ma fallisce e Fleischl sviluppa una doppia dipendenza e muore nel 1891. Come si può vedere da una foto d’epoca nel museo, Freud appende una fotografia dell’amico sopra il divano.

Freud e i suoi luoghi di lavoro

Dal 1882 al 1885 Sigmund Freud lavora in diversi reparti del Vienna General Hospital: chirurgia, medicina interna, clinica psichiatrica, laboratorio di anatomia cerebrale, reparto di sifilide, reparto di malattie nervose e nelle cliniche di oftalmologia e dermatologia.
Studia un nuovo metodo di colorazione per il tessuto nervoso e traduce in tedesco varie opere e conferenze.

Apre uno studio privato ed incontra Josef Breuer che diventerà il suo mentore e finanziatore. Iniziano insieme gli studi sull’isteria introducendo il “metodo catartico” (dal greco kátharsis: «pulizia»), una tecnica che Breuer studiò con la sua paziente Anna O.

Gli studi sulla sessualità

Fotografia e opere di Sigmund Freud - Museo di Vienna
Fotografia e opere di Sigmund Freud – Museo di Vienna

Freud sostiene che l’isteria sia un problema di carattere sessuale, sostenendo che le psiconevrosi siano causate da un abuso sessuale nei bambini, accusando principalmente l’autorità paterna.

“I responsabili sono di regola da ricercare tra i parenti più prossimi del paziente”.

Freud, 1896

Lavora anche sul concetto di famiglia fino ad utilizzare l’espressione “complesso di Edipo” nel 1920 e ad indagare sulle pulsioni sessuali, di autoconservazione e di narcisismo, per poi studiare il fenomeno del ripetersi di situazioni spiacevoli, la libido e la pulsione.

Nel 1919, con una paziente diciottenne che aveva tentato il suicidio, innamorata di un’altra donna, inizia anche a formulare teorie sull’amore lesbico.

Freud e la moglie Martha

Una vasta sezione del museo è dedicata anche alla famiglia di Freud e soprattutto alla moglie. Nell’aprile del 1882, Sigmund incontra un’amica delle sorelle, Martha, a casa dei suoi genitori . Nel giugno 1882, si fidanzano in segreto ma la ragazza deve tornare per alcuni mesi a Wandsbek, vicino ad Amburgo, dove viveva in precedenza. Freud completa la sua formazione all’ospedale di Vienna cercando di aprire uno studio privato e avere una maggiore stabilità economica e fino al giorno del matrimonio il 13 settembre 1886, gli amanti si scambiano più di 1.500 lettere.

Hanno sei figli, ciascuno allevato in modo diverso, senza un’educazione troppo rigida, con tate governanti e infermiere che se ne prendono cura in base alla loro età.

Freud si dimostra un padre amorevole che soprattutto in estate porta i figli a pesca, a cercare funghi e a fare escursioni.

Lo studio di Freud nel Museo di Vienna

Il tempo vola, nella sezione dedicata alla vita di Freud e della sua famiglia, le informazioni forniscono un interessante quadro d’insieme anche per chi non conosce bene il suo personaggio.

Ma è giunto il momento di visitare l’altra ala, che internamente è collegata all’appartamento.

Come molte delle abitazioni storiche ancora presenti a Vienna, colpisce il fatto che le stanze si susseguono una dopo l’altra, senza un corridoio. Ed è così che ad esempio la stanza da letto di Sigmund e Martha era una delle tante stanze di passaggio, situata tra la camera di Minna, (la sorella della moglie) ed il bagno.

Pianta dell'appartamento di Freud nel 1938 ed oggi come museo - Vienna
Pianta dell’appartamento di Freud nel 1938 ed oggi come museo – Vienna

Ed anche la zona “di lavoro” è composta da tante stanze in successione, con una porta interna per accedere all’appartamento e quella esterna (il campanello di destra).

La prima stanza è destinata all’accoglienza dei pazienti, con gli appendiabiti alle pareti ed ha accesso diretto alla sala d’aspetto. L’unica stanza interamente arredata, con i mobili originali e le sue fotografie, dipinti e attestati alle pareti. Verso la fine degli anni ’20 anche la figlia Anna Freud riceveva qui i suoi pazienti.

La prossima stanza è lo studio vero e proprio. Purtroppo solo una foto al centro, mostra come fosse all’epoca. E si vede anche il famoso divano che portò con sé a Londra e tanti oggetti da collezione, alcuni dei quali visibili nella stanza successiva. Oggi sono entrambe piuttosto spoglie, ma non è difficile chiudere gli occhi ed immaginarsi nel secolo scorso, dopo il coinvolgente percorso conoscitivo appena fatto.

Altre aree del museo di Freud

Il museo ospita anche una collezione di arte concettuale creata a metà degli anni ’90 dall’artista americano Joseph Kosuth, collocata nel primo ambulatorio di Freud al piano rialzato. Artisti di fama internazionale come John BaldessariPier Paolo CalzolariSusan HillerIlya Kabakov e Franz West hanno arricchito l’esposizione con le loro opere.

Il museo comprende anche la “Biblioteca della psicoanalisi” con più di 40.000 titoli e l’Archivio Sigmund Freud. Ed infine troviamo una sezione dedicata alla storia dell’edificio, utilizzato dai nazionalsocialisti come alloggio comune per 79 ebrei che vennero poi deportati.

Collezione di arte concettuale - Museo di Freud a Vienna
Collezione di arte concettuale – Museo di Freud a Vienna

Info utili alla visita del Museo di Freud a Vienna

Il museo è aperto il mercoledì – giovedì e venerdì dalle 11 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.
Chiuso il lunedì e martedì.

Il costo del biglietto è di:
14 € per gli adulti,
10 € con la Vienna City Card,
8,50 € per gli studenti sotto i 27 anni,
5 € sotto i 18 anni,
gratuito al di sotto dei 12 anni.

Per tutte le informazioni sempre aggiornate vi rimandiamo al sito ufficiale del Museo di Freud.

Si trova in Berggasse 19, nelle vicinanze della fermata Schlickgasse del tram 1 e D o Berggasse degli autubus.

Le fermate della metro più vicine sono invece Schottentor (U2 – 750 metri) Schottenring (U2 – 900 metri) e Roßauer Lände (U4 – 650 metri).

A soli 300 metri di distanza non perdetevi invece un memoriale semplice ma molto significativo dedicato agli ebrei che abitavano in quella strada, espulsi dalle loro case nel 1938, perseguitati o uccisi e poi dimenticati.

Ve ne parliamo meglio nell’articolo: “Vienna ebraica: schlussel gegen das vergessen”.

Articolo scritto in collaborazione con WienTourismus che ci ha fornito le Vienna City Card e permesso di visitare il Museo di Freud e molte altre attrazioni interessanti a Vienna. Tuttavia tutto quello che scriviamo nei nostri articoli è sempre frutto di una nostra opinione spassionata e non condizionata dalla collaborazione.

Di Simona

Simona, classe '87 e ancora sto cercando il mio posto nel mondo.
Ho lasciato un pezzettino di cuore negli Stati Uniti ma adoro viaggiare e meravigliarmi del mondo.
Viaggio low cost e sono sempre alla ricerca di luoghi curiosi e meno conosciuti.
Prima di partire programmo itinerari dettagliati, creo guide personalizzate e prendo appunti nei miei diari cartacei... E poi trasferisco tutto su questo blog: consigli ed emozioni per portarvi sempre in viaggio con me.

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