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La spiaggia di Portonovo: quale scegliere e cosa vedere

Se la spiaggia di Portonovo si aggiudica da anni il titolo di Bandiera Blu, il motivo per cui è una della mete più ambite da visitatori e anconetani, non è difficile da capire.

Completamente immersa nella natura del parco del Conero, lontano dal caos delle strade trafficate, si è guadagnata l’appellativo di Baia Verde. Le sfumature del verde e del blu dominano il paesaggio circostante e solo le pennellate bianche della spiaggia di ciottoli interrompono questa scala cromatica.

Che siate amanti del mare, della tintarella, degli sport acquatici o più attratti dalle escursioni naturalistiche, ma anche dall’arte e dalla storia, la baia di Portonovo ha tutto ciò che fa per voi.

Le spiagge di Portonovo: zona dal Molo alla Vela
La spiaggia di Mezzavalle
Spiaggia del Trave
Cos’altro vedere a Portonovo
Bonus culinario: i moscioli di Portonovo
Istruzioni per l’accesso alle spiagge (covid aggiornato 2021)
Come arrivare alla spiaggia di Portonovo
Dove parcheggiare a Portonovo

La spiaggia di Portonovo

Spiaggia di Portonovo - Mezzavalle e il Trave dall'alto dei sentieri del Monte Conero
Spiaggia di Portonovo – Mezzavalle e il Trave dall’alto dei sentieri del Monte Conero

La baia di Portonovo può esser divisa in due aree in base dove scegliamo di svoltare una volta arrivati alla rotonda in Piazza di Portonovo.

A destra si raggiunge la zona della Vela, a sinistra quella del Molo, ma se vogliamo esser più precisi ogni lembo di spiaggia in tutta la zona, ha un nome particolare con la quale gli anconetani hanno voluto distinguerla.

Spiagge della zona del Molo di Portonovo

Iniziamo dalla zona del molo (dal lato della spiaggia di Mezzavalle) dove un grande parcheggio a pagamento, costeggia il Lago Profondo.

Spiaggia Emilia: prende il nome dal ristorante Emilia che vi si affaccia. E’ completamente libera.

Spiaggia del molo: chiamata così per la presenza di un molo in cemento dove troviamo lo stabilimento balneare “Il Molo Beach”e il ristorante “Il Molo”.

Spiaggia del Fortino Napoleonico: spiaggia libera che prende il nome dalla costruzione militare costruita a ridosso degli scogli. Oggi è stata trasformata in un lussuoso hotel.

Spiaggia delle Terrazze: un lembo di spiaggia libera rocciosa, al di sotto di piccole terrazze panoramiche a più livelli, con panchine tavoli in legno all’ombra della pineta.

Spiagge della zona della Vela

Panoramica spiaggia di Portonovo dalla Vela fino alla Torre Clementina
Panoramica spiaggia di Portonovo dalla Vela fino alla Torre Clementina

Spiaggia della torre Dalla zona delle Terrazze un breve sentiero si addentra nella pineta. Svoltando a sinistra in pochi minuti ci ritroviamo nella zona della Vela.

Una ripida discesa di un paio di metri e si arriva alla spiaggia della Torre con il “Campeggio la Torre” e il ristornate “Il Clandestino Sushi bar”. Prende il nome dalla Torre Clementina, torre di guardia del 1700 che ancora vigila austera sulla baia.

Spiaggia Bonetti: in prossimità dello stabilimento Balneare Bonetti troviamo l’omonima spiaggia, dalla quale si inizia ad intravedere la Vela sulla destra.

Spiaggia Giacchetti. E’ un’area attrezzata gestita dallo stabilimento balneare Giacchetti, dotato anche di un ristorante.

Spiaggia della Capannina Anche questa è un’area di spiaggia privata gestita dall’omonimo ristorante con annesso stabilimento balneare.

Proseguendo si arriva nella spiaggia della Vela, che insieme a Mezzavalle e a quella del Trave dalla parte opposta della baia, merita un capitolo a parte.

La spiaggia della Vela a Portonovo

All’estremità meridionale della Baia di Portonovo, la spiaggia della Vela è particolarmente selvaggia.

Lingue di roccia emergono dall’acqua rendendola meta perfetta per chi ama fare i tuffi, ma lo scoglio più scenografico è proprio “la Vela” da cui prende il nome. E’ vicinissimo a riva, ma si può raggiungere solo nuotando.

Questa zona è perfetta anche per lo snorkeling e per le immersioni.

Proseguendo ancora, la spiaggia è sempre più isolata e nascosta ed è diventata meta ideale per i nudisti.

La spiaggia di Mezzavalle

Spiaggia di Mezzavalle e Il Trave dalla Statale del Conero
Spiaggia di Mezzavalle e Il Trave dalla Statale del Conero

All’estremità opposta della Vela, quindi in direzione Nord, anche la spiaggia di Mezzavalle è una delle più ambite da visitatori e anconetani. Vi si può accedere via mare o da due sentieri che partono dalla strada Provinciale del Conero.

Il percorso si addentra tra la classica macchia mediterranea, suggestiva e affascinante in ogni momento dell’anno, regalando scorci incredibili, ma non è da considerarsi una semplice passeggiata.

E’ importante percorrerlo con scarpe adatte, meglio se da trekking e certamente non sandali o ciabatte, ed esser muniti di acqua e protezioni per il sole in estate. Lo stradello è ripido e sconnesso, il rischio di scivolare è alto, non prendetelo con leggerezza.

Qui non ci sono ciottoli come nelle altre spiagge, ma ghiaia più fine e nemmeno stabilimenti balneari ma solo un bar/ristorante.

La spiaggia del Trave

La spiaggia del Trave si trova a nord della spiaggia di Mezzavalle e prende il nome da uno scoglio, soprannominato il Trave, che esce dall’acqua per circa 1 km.

Il litorale qui è composto da sabbia mista a sassolini e si distingue per la presenza di argilla in cui i bagnanti sono soliti fare tonificanti bagni di fango o maschere per il viso. Una spa a cielo aperto e gratuita per tutti!

Il sentiero per raggiungere il Trave è attualmente inaccessibile causa frane. L’unico modo per vederlo è dalla spiaggia di Mezzavalle, oppure dall’alto dai punti panoramici lungo la statale del Conero.

Piccola curiosità sul Trave. Il Trave è protagonista di varie leggende.

Una narra che in origine era un ponte di collegamento simbolo di fratellanza tra la sponda italiana e quella croata, finché non fu distrutto dall’impeto del mare.

Un’altra leggenda vede lo scoglio emergere miracolosamente per permettere di riposare agli Angeli che trasportavano la Santa Casa a Loreto.

Cos’altro vedere a Portonovo

Anche se la spiaggia di Portonovo cattura il 90% dell’attenzione dei visitatori, nella Baia Verde si possono fare piacevoli camminate nella pineta e scoprire gli interessanti monumenti storici che nasconde.

I laghetti di Portonovo

Lungo la strada che porta al molo, si nascondono due laghetti salmastri circondati da un fitto canneto di giunchi e cannucce di palude: il Lago Profondo e il Lago del Calcagno (o Lago Grande).

Sembra che abbiano avuto origine da una frana del Monte Conero. I massi caduti hanno racchiuso parte dell’acqua del mare che si è mischiata poi ad acqua dolce presente nel terreno.

Secondo la leggenda i due laghetti sono collegati al mare da canali sotterranei che creano dei vortici così potenti da risucchiare chiunque nuoti nelle vicinanze.

Proprio per questo nessuno ha mai osato farci il bagno, se non i numerosi animaletti che lo popolano. E’ divertente e rilassante soffermarsi ad ammirare paperelle, gallinelle d’acqua, germani reali, che si godono il laghetto indisturbati.

Questa zona è perfetta per gli amanti del birdwatching!

E ci sono anche simpatiche tartarughe d’acqua dolce, che ogni tanto si confondono e finiscono in mare. A noi è capitato proprio di vedere un salvataggio di una “fuggitiva” che nuotava beatamente nelle acque cristalline a pochi passi dal molo.

Chiesa di Santa Maria di Portonovo

La Chiesa di Santa Maria risale al 1034 d.C, ed è un esemplare di architettura romanica unico non solo nelle Marche. Solo in Corsica e in Normandia si trovano esempi altrettanto importanti. 

Oltre al suo valore storico artistico, è anche particolarmente suggestiva per la scenografica posizione nella scogliera a picco sul mare. Di fronte il blu intenso delle acque, dietro la rigogliosa vegetazione boschiva.

I benedettini fondatori avevano trovato un luogo ideale per meditare. A coronare il senso di pace di quel luogo c’era anche la luce del sole nascente che entrava all’interno dalle finestre della chiesa rivolte verso il mare e rendeva ancora più mistico il canto mattutino dei monaci.

La struttura esterna è stata costruita in pietra bianca del Conero, mentre per la pavimentazione interna fu utilizzata la pietra gialla e il cotto che possiamo vedere ancora oggi.

Nell’atrio della chiesa una lapide riporta i versi 120-123 del XXI canto del Paradiso della Divina Commedia, in ricordo di Pier Damiani che qui soggiornò e assunse il nome di Pietro peccatore.

«In quel loco fu’ io Pier Damiano,
e Pietro Peccator fu’ ne la casa
di Nostra Donna in sul lito adriano.»

Purtroppo la chiesa non è sempre aperta. Durante la stagione invernale è visitabile solo due giorni alla settimana per un totale di 5 ore. In estate le aperture raddoppiano. Per maggiori informazioni sugli orari vi rimando al sito di Italia Nostra.

Il Fortino Napoleonico

Una spettacolare struttura militare risalente al 1810 ospita oggi un lussuoso albergo che dal cuore del bosco si spinge fino alla spiaggia.

Il fortino napoleonico fu costruito per ordine del viceré d’Italia Eugène de Beauharnais, per bloccare l’attracco delle navi inglesi desiderose di sfruttare le risorse di acqua potabile della Fonte di Portonovo.

Il progetto della fortezza fu realizzato ispirandosi al senese Francesco di Giorgio Martini, che visse e lavorò a lungo ad Urbino come architetto civile e militare.

Con l’annessione delle Marche al Regno d’Italia perse la sua funzione militare e andò in rovina. Solamente 100 anni dopo, un restauro lo ha trasformato nello splendido albergo ristorante che è oggi.

La Torre Clementina

La Torre Clementina fu fatta costruire come torre di guardia da Papa Clemente XI nel 1716. In quel periodo le incursioni dei pirati erano ancora un grande pericolo per la navigazione e per i commerci nell’intera costa adriatica.

Dopo l’Unità d’Italia la torre fu acquistata dal poeta Adolfo De Bosis e con lui diventò un luogo di accoglienza e ritiro per poeti importanti. Ospitò Lauro de Bosis, martire della libertà e figlio di Adolfo e anche Gabriele d’Annunzio. Ancora oggi la torre è di proprietà della famiglia De Bosis.

Bonus culinario: i moscioli di Portonovo

Eleganti ristoranti che servono piatti a base di pesce fresco si susseguono lungo tutta la baia e per completare la visita di Portonovo nel migliore dei modi, un pasto in riva al mare, magari al tramonto, è sempre un’ottima idea.

Ma c’è qualcosa di più specifico che voglio consigliarvi: i moscioli. Altrove si chiama cozza o mitilo, ma nella Riviera del Conero, nel tratto di costa che va da Pietralocroce di Ancona ai Sassi Neri di Sirolo guai a definirlo diversamente da mosciolo.

Ciò che lo differenzia dalle cozze è che qui non viene allevato ma si riproduce spontaneamente favorito dalla presenza di una scogliera rocciosa.

I moscioli selvatici sono così unici e speciali che nel 2004 sono diventati presidio Slow Food.

Ricordate però che il periodo di pesca del mosciolo va solamente da Aprile a Ottobre, quando non è raro trovare varie iniziative e feste a loro dedicate, proprio in spiaggia a Portonovo.

C’è chi ama mangiarli appena pescati, senza condimento, aperti su una lastra posata sul fuoco, chi invece li consiglia alla marinara conditi con aglio, prezzemolo, olio e pepe. Ma sono ottimi anche come sugo nella pasta, arrosto o ripieni con carne macinata e parmigiano.

Istruzioni per l’accesso alle spiagge (covid aggiornato 2021)

A causa delle restrizioni covid-19 per tutta l’estate del 2021 la possibilità di accesso alle spiagge libere di Portonovo, Mezzavalle e Sirolo era consentito solo previa prenotazione.

Per riservare un posto si poteva utilizzare l’app I Beach, oppure chiamare i numeri 320 2841150 e 320 2933327 attivi dalle 8 alle 18. Nel periodo invernale, considerando il minor afflusso turistico, questo obbligo viene meno.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi per aggiornare le procedure d’ingresso per la stagione estiva 2022.

Per informazioni aggiornate in tempo reale invito a consultare il sito del Comune di Ancona.

Come arrivare alla spiaggia di Portonovo

Portonovo dall'alto - Laghetti , torre, chiesa e fortino
Portonovo dall’alto – Laghetti , torre, chiesa e fortino

Per raggiungere Portonovo si può optare per la macchina, l’autobus o la navetta.

Come raggiungere Portonovo in auto

Arrivando da Ancona o dal Monte Conero lungo la Strada Provinciale del Conero, si può scendere in auto fino a pochi metri dalla spiaggia, seguendo la segnaletica stradale in prossimità di una rotonda.

Proseguendo lungo il versante del monte, svoltando alla seconda rotonda sia a destra che a sinistra si raggiungono i grandi parcheggi dell’area del Molo e della Vela. Tuttavia in estate può essere difficoltoso trovare un posto libero, quindi consiglio di arrivare presto oppure di optare per il bus navetta, che parte dall’area sosta a monte.

Qui tutti gli orari e le tariffe.

Raggiungere Portonovo con i mezzi pubblici

Durante l’estate l’autobus della linea 94 collega il centro di Ancona a Portonovo.

Per gli orari aggiornati vi consiglio di consultare il sito ufficiale della Conerobus.

Dove parcheggiare a Portonovo

Il parcheggio a monte è il più lontano dalla spiaggia di Portonovo ma anche il più capiente, ed è quello servito dal bus navetta.

Si trova all’inizio della strada che conduce alla baia ed è possibile sfruttare una tariffa forfettaria di 3€ per l’intera giornata.

Gli altri due sono invece vicino alle spiagge. Uno al Lago Grande nella zona del molo, l’altro in zona Torre, dalla parte opposta. Il costo orario è di 0,80 centesimi (aggiornato al 2021).

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