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Il Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo

Ai piedi dell’imponente Castello di Montegridolfo, il Museo della Linea dei Goti invita ad entrare con un percorso che inizia già dall’esterno e porta a scoprire un importante pezzo di storia che merita di esser ricordato.

Proprio sul prato in pendenza dove durante la Seconda Guerra Mondiale c’era una postazione di avvistamento tedesca, alcune macchine belliche attirano l’attenzione.

Un cannone antiaereo, un cannone italiano e l’elica di un bombardiere quadrimotore USA conducono ad un sentiero pavimentato che termina all’ingresso di quello che sembra un vero e proprio bunker.

Qui è raccolta una delle più ricche collezioni di reperti storici, studi, testimonianze e approfondimenti legati a ciò che accadde lungo la Linea Gotica che aveva in Montegridolfo una delle postazioni più importanti.

Il Museo della Linea dei Goti: perchè non Linea Gotica

E’ curioso notare come a differenza degli altri musei si parli di Linea dei Goti e non di Linea Gotica.

Questo è infatti l’unico Museo che ha recuperato il nome originario con il quale Hitler l’aveva battezzata: Goten Linie. Il termine “Linea Gotica” usato comunemente oggi, si diffuse solo al termine della guerra. Era stato infatti scelto da Hitler per ricordare le gesta gloriose del suo popolo e un sicuro avamposto per arrestare l’avanzata degli alleati.

Montegridolfo e il suo ruolo nella Linea dei Goti

Montegridolfo fu uno dei due capisaldi della Linea Gotica orientale, insieme a Quota 204 (tra Tavullia e Pozzo Alto).

Il territorio circostante, più in basso, era anche maggiormente esposto agli attacchi e proprio lì gli alleati riuscirono a sfondare la Linea Gotica per raggiungere la Pianura Padana.

Ancora oggi si ricorda l’atto eroico del Tenente Gerard Ross Norton, comandante di un plotone inglese a cui fu affidato il compito di conquistare Montegridolfo e che il 31 agosto 1944 compì un vero e proprio atto eroico. Affrontò da solo i tedeschi, armato di bombe a mano e mitra, riuscì ad eliminare una postazione di tre mitraglieri e conquistò una casamatta con 15 fucilieri, permettendo al suo plotone di risalire verso il Castello.

Dopo questa impresa fu decorato con la medaglia militare britannica, la Victoria Cross.

Cosa vedere nel Museo della Linea dei Goti

Premetto che al momento della mia visita il Museo era in allestimento, ma ho potuto ugualmente approfondire alcuni aspetti di quel periodo che ahimè non si studiano a scuola.

Attraverso l’esposizione di cimeli originali, donati direttamente dai cittadini di Montegridolfo e di paesi limitrofi, viene analizzata la vita lungo la Linea dei Goti in ogni suo aspetto.

Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo Armi utilizzate durante la guerra dai vari eserciti coinvolti
Armi utilizzate durante la guerra dai vari eserciti coinvolti

Vi sono esposti fucili, armi automatiche e pistole utilizzati dalle truppe tedesche, sia di loro produzione sia quelle sequestrate alle nazioni occupate. Ci sono le armi inglesi e dell’esercito americano che fu l’unico ad entrare in guerra con tutti i reparti equipaggiati con fucili e carabine semiautomatiche come il Garand e la “Winchester”.

Una sezione è dedicata alle armi lunghe dell’Esercito italiano, usate anche durante la Prima Guerra Mondiale e poi migliorate nel corso degli anni.

Sono visibili i moschetti e i pugnali utilizzati dai giovani dell’Opera Nazionale Balilla e le armi dei partigiani spesso di fattura inglese o americana o recuperate da depositi o caserme.

Nelle vetrine sono conservati proiettili anticarro, bombe a mano e per mortaio, cartucce, maschere antigas, elmetti, zaini e addirittura le cartoline postali delle forze armate con i motti di Mussolini.

Fa sempre un certo effetto vedere dal vivo tutti questi strumenti che rimangono impressi nella mente suscitando una maggiore consapevolezza di quello che è stato.

E lo è anche poter osservare e leggere manifesti e documenti stampati in quel periodo, per scoprire la storia e gli avvenimenti senza filtri.

Lo si può fare attraverso i proclami tedeschi o sulla liberazione di Mussolini, i manifesti di chiamata alla guerra e gli avvisi di fucilazione per disertori e renitenti alla leva.

Ci sono i proclami che invitano le madri italiane ad insegnare ai figli il patriottismo e l’odio verso il nemico anglo americano.

Si ha un’idea di quelle che erano le leggi militari tedesche con i comportamenti da rispettare e le relative pene severissime. Grazie alle numerose testate giornalistiche dedicate ai momenti salienti della guerra, si può indagare a fondo la storia e le reazioni dell’opinione pubblica.

Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo Documenti relativi alla storia del soldato morto a 19 anni
Documenti relativi alla storia del soldato morto a 19 anni

Interessante è un fascicolo dedicato ad un giovane soldato morto a soli 19 anni. Il nipote è riuscito a ricostruire le ultime ore dello zio e il luogo della sua morte, grazie ad una ricerca approfondita.

Impressionanti sono invece le immagini dei numerosi cimiteri militari presenti tra Marche e Romagna. Ognuno è dedicato a soldati di nazioni differenti: polacchi, americani, tedeschi, inglesi, greci, ed anche nepalesi. E la galleria fotografica che testimonia la vita dei soldati e la distruzione provocata dai bombardamenti in città limitrofe come Rimini o Pesaro.

Galleria fotografica - Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo
Galleria fotografica – Museo della Linea dei Goti di Montegridolfo

E’ un percorso molto interessante. Sicuramente necessita di qualche miglioria per esser ancor più coinvolgente, ma è importante che luoghi simili continuino ad esistere e che vengano sempre più valorizzati e fatti conoscere.

Ed io spero di avervi convinti a visitarlo con questo articolo!

Info utili per la visita al Museo della Linea dei Goti

Il museo della Linea dei Goti si trova in Via Borgo ai piedi del castello di Montegridolfo.

E’ aperto:
lunedì e il martedì dalle 15:00 alle 20:00,
mercoledì dalle 09:00 alle 13:00,
sabato 09:00 – 13:00 / 14:30 – 16:30,
domenica 10:00 – 12:00 / 14:30 – 16:30.

L’ingresso è gratuito ad offerta libera.

La durata della visita è molto soggettiva: sono solo poche stanze ma il materiale da visionare e leggere può coinvolgervi anche per più di un’ora.

Il parcheggio è gratuito e si trova proprio sopra l’area espositiva esterna con il vialetto che conduce all’ingresso.

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