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Il Museo Delta Antico: viaggiare nel tempo a Comacchio

Laddove alla fine del Settecento sorgeva un Ospedale per gli Infermi, oggi il Museo Delta Antico garantisce un viaggio nel tempo alla scoperta delle antiche tradizioni marinare e di civiltà che hanno segnato la storia di Comacchio.

Un’esperienza imperdibile per immergersi in un mondo ricco di segreti riguardanti i traffici marittimi commerciali nel Mediterraneo e lo sviluppo dell’antico delta del Po, dalla nascita della Pianura Padana fino al medioevo passando per l’epoca romana e quella etrusca.

Il tutto accompagnato da un’esperienza multisensoriale che stimola anche l’olfatto attraverso postazioni con fragranze che riportano ai tempi antichi.

Il Museo Delta Antico sorge nel cuore di Comacchio che fino al IX secolo si contendeva con Venezia il primato nell’alto Adriatico.

Una parte di storia del territorio però la racconta anche il palazzo che ospita il museo. Per questo motivo prima di addentrarci nelle sale espositive è doveroso menzionare gli splendidi ambienti che lo accolgono.

L’ospedale degli Infermi di Comacchio che ospita il Museo Delta Antico

Palazzo dell'antico ospedale degli Infermi oggi Museo delta Antico - Comacchio
Palazzo dell’antico ospedale degli Infermi oggi Museo delta Antico – Comacchio

Il palazzo dell’antico Ospedale degli Infermi è un bellissimo esempio di stile neoclassico, costruito per volere di Papa Clemente XIV tra il 1778 e il 1784.

Nacque come un luogo “sacro” che doveva aiutare la “sofferente umanità affinché la povertà e l’abbandono non siano di ostacolo al raggiungimento della salute” come riporta la lapide affissa accanto all’ingresso principale.

La facciata e la struttura dell’edificio sono opere del veneziano Antonio Foschini, mentre la parte posteriore del ferrarese Gaetano Genta. L’inaugurazione dell’ospedale avvenne il 15 maggio 1811 e rimase attivo fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso.

Il palazzo si distingue dal resto delle costruzioni circostanti per l’altezza, le splendide geometrie della facciata e per il contrasto dei colori dei mattoni rossi e della bianca pietra d’Istria con cui è stato realizzato.

Il restauro avvenuto tra il 1997 e il 2013 ha permesso di comprendere come fossero strutturati gli spazi quando l’ospedale era in funzione.

Al piano terra si trovavano la legnaia, la lavanderia, la cisterna per raccogliere l’acqua piovana, i magazzini e la cucina con due grandi camini, utilizzati per scaldare anche le stanze dei malati al primo piano.

In un piano intermedio abitavano il custode e il cappellano, nelle stanze sul retro il medico. Al primo piano c’erano le sale per i ricoverati divise tra uomini e donne e l’infermeria, la chirurgia e la sala parto. Il cortile ospitava la cella mortuaria.

Nell’ottica di un ospedale innovativo gli spazi erano molto più grandi e accoglienti degli ospedali dell’epoca.

E proprio in questi ampi spazi, il Museo Delta Antico racconta la storia del territorio attraverso una ricca esposizione di circa 2000 reperti, accompagnata da pannelli e percorsi olfattivi innovativi.

Museo Delta Antico: un territorio senza città

Le prime sale espositive riportano testimonianze dell’epoca romana, quando Comacchio e il delta del Po erano sotto l’influenza di Ravenna, colonia romana sede della flotta imperiale adriatica.

All’epoca le principali fonti di sostentamento erano l’agricoltura, la caccia, l’allevamento e la produzione di sale, ceramiche e laterizi.

Si scopre anche che il fiume Po era venerato con il nome di Eridano nella speranza che fosse benevolo con gli abitanti.

Il territorio era inoltre ricco di lussuose ville utilizzate come abitazioni e come sedi produttive dove riporre provviste, allevare animali e dedicarsi all’agricoltura.

Museo Delta Antico: il Carico della Nave Romana

Una recente scoperta, avvenuta durante i lavori di bonifica dei canali di Comacchio nel 1981 ha fornito un’importante testimonianza dell’epoca romana nel primo decennio a.C..

Una nave romana mercantile, naufragata tra il 19 e il 12 a.C ha restituito gran parte del carico ancora intatto. Grazie all’ambiente privo di ossigeno in cui è stata sommersa, anche gli oggetti deperibili in legno o cuoio sono in ottimo stato di conservazione.

Per questo motivo rappresentano un grande valore aggiunto per l’esposizione e forniscono uno spaccato ancora più preciso del passato.

Pani di piombo - Carico della Nave Romana - Museo Delta Antico
Pani di piombo – Carico della Nave Romana – Museo Delta Antico

A bordo c’erano 102 pani di piombo provenienti dalle miniere spagnole. Sono quasi tutti contrassegnati con la sigla AGRIP, che indicava il generale di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa.

E lo sguardo si perde poi tra gli utensili da cucina realizzati in ceramica nera o rossa, le anfore e piccoli oggetti di devozione come i tempietti della nave.

L’ancora alta 2,25 metri è ricoperta da notevoli incrostazioni ma la sua forma permette di datarla intorno agli inizi del II secolo a.C.

Ancora della Nave Romana - Museo Delta Antico
Ancora della Nave Romana – Museo Delta Antico

E’ curioso osservare come a bordo della nave fossero presenti anche molti oggetti personali quali scarpe, borse, abiti, contenitori per medicinali, accessori, amuleti, dadi…

Ci sono anche parti dell’abbigliamento tipico dei soldati romani: caligae (sandali chiodati), una spada, un fodero di un pugnale. Questi resti indicano che a bordo poteva esserci una scorta armata per le merci preziose o un ufficiale in trasferimento.

Museo Delta Antico anfore - Carico della Nave Romana
Museo Delta Antico anfore – Carico della Nave Romana

Museo Delta Antico: la trasformazione del territorio

La prima sala che incontriamo in cima alla scalinata che porta al secondo piano è dedicata alle trasformazioni del territorio nel corso dei millenni.

Si scopre come si sia formata la Pianura Padana durante le varie ere geologiche e cicli di glaciazioni.

Spina Crocevia del Mondo Antico

In una vasta sezione di sale del piano superiore conosciamo la città di Spina, porto etrusco per il commercio verso il Mediterraneo orientale e soprattutto Atene.

Spina fu fondata nel 530 a.C. e scomparve tre secoli dopo. Si trovava proprio nel delta del Po, mentre oggi i suoi resti sono stati rivenuti a circa 12 km dal mare.

Spina commerciava vino, olio e materie preziose dalla Grecia, profumi dall’Oriente ed ambra dal Baltico. Esportava materie prime, creazioni artigianali, sale e ceramiche.

E Spina non era solo interessata ai commerci ma anche alle tradizioni degli altri paesi dai quali prendeva ispirazione per nuovi piatti.

I suoi abitanti utilizzavano verdura, legumi e frutta coltivate o raccolte nei boschi vicini ma con i prodotti di importazione come olio, vino, aceto, miele e spezie aggiungeva un tocco di sapore in più.

Scopriamo anche i vari riti funebri di Spina. I ritrovamenti hanno permesso di scoprire l’utilizzo di urne per le ceneri ma anche di sepolture umane accompagnate da oggetti votivi e addirittura di sacrifici animali.

Il viaggio attraverso le origini e lo sviluppo di Spina ci lascia poi con un grande interrogativo. Che cosa è successo tre secoli dopo quando è scomparsa sommersa dalle acque? Le ipotesi sono molte ma resta ancora il mito di una città perduta.

Museo Delta Antico: Comacchio emporio sulla sabbia

Museo Delta Antico - Comacchio emporio sulla sabbia
Museo Delta Antico – Comacchio emporio sulla sabbia

L’ultima sezione del Museo Delta Antico è dedicata all’Alto Medioevo. Gli scavi archeologici del 2006-2009 in Piazza XX Settembre hanno contribuito a fornire una ricostruzione dettagliata del periodo.

Sono stati ritrovati numerosi vetri e una grande quantità di anfore del VIII-IX secolo. Probabilmente nella stessa bottega artigiana che produceva le anfore si fabbricavano anche bicchieri a calice e lampade.

Resti di vetri della bottega artigiana - Museo Delta Antico - Comacchio
Resti di vetri della bottega artigiana – Museo Delta Antico – Comacchio

Si è scoperto inoltre che la zona intorno alla cattedrale di San Cassiano, che si affaccia in piazza XX Settembre, era adibita a cimitero.

Lo testimoniano i numerosi oggetti di devozione quali rosari, medaglie e crocifissi di epoca moderna.

Tra i ritrovamenti più significativi c’è stato il sarcofago del presbitero Stefano (più probabilmente il vescovo) che costituisce un raro esempio di sepoltura dell’elite comacchiese altomedievale.

Sarcofago presbitero Stefano - Museo Delta Antico
Sarcofago presbitero Stefano – Museo Delta Antico

Questo è solo un assaggio del viaggio nel tempo che vi farà fare il Museo Delta Antico. Grazie agli interessanti pannelli esplicativi ci si addentra nell’intimità di quelle zone e se ne comprende l’identità.

Se amate la storia antica o se volete conoscere più a fondo Comacchio non perdetevi questa visita.

Info utili per visitare il Museo Delta Antico di Comacchio

Il Museo Delta Antico si trova in Via Agatopisto a Comacchio.

Il costo del biglietto d’ingresso è di:

€ 6,00 intero,
€ 3,00 ridotto (11-18 anni, over 65, tesserati FAI/Touring Club Italiano/RavennAntica, scolaresche, gruppi minimo 20 persone):
Gratuito: minori di 11 anni, disabili con accompagnatore, guide turistiche, militari, giornalisti.

L’ingresso è incluso nel Comacchio Museum Pass che comprende anche:

Da novembre a marzo è sempre aperto tranne il lunedì.

Da aprile a ottobre è aperto tutti i giorni con orario prolungato la sera dei venerdì di luglio e agosto. Per gli orari dettagliati e aggiornati consiglio di consultare il sito ufficiale.

I tempi di visita sono molto soggettivi ma anche solo un tour veloce può portarvi via più di un’ora.

*In collaborazione con Po Delta Tourism che ci ha permesso di scoprire Comacchio offrendoci il Comacchio Museum Pass

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