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La Statua del Moai di Vitorchiano: il gigante dell’Isola di Pasqua nel cuore della Tuscia

Nel cuore della Tuscia viterbese, tra borghi in pietra sospesi su speroni di tufo e scorci che sembrano usciti dal Medioevo, c’è un’attrazione che non ti aspetti: la statua del Moai di Vitorchiano.

Non è una replica “turistica” qualunque, ma una scultura monumentale ispirata ai celebri Moai dell’Isola di Pasqua, realizzata direttamente dagli indigeni provenienti da Rapa Nui. Un’opera che unisce due mondi lontanissimi: il Pacifico e il Lazio, che però adesso hanno qualcosa in comune.

Se stai cercando cosa vedere nei dintorni di Viterbo, questo è sicuramente un unicum che difficilmente troverai altrove… a meno che tu non abbia la fortuna di visitare direttamente l’Isola di Pasqua.

La storia della statua del Moai di Vitorchiano

La nascita del Moai di Vitorchiano è legata a un progetto culturale avvenuto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

Durante la trasmissione televisiva RAI “Alla ricerca dell’Arca” il giornalista Mino D’Amato tentò di promuovere il progetto di restauro dei Moai originali e Vitorchiano, con il suo peperino, si presentò come la soluzione perfetta per questo progetto!

Una volta completata la statua, i suoi creatori decisero di lasciarla in dono come riconoscenza del supporto avuto. Il Moai è stato inizialmente spostato in diverse sedi prima di trovare la sua sistemazione definitiva proprio alle porte del borgo sospeso di Vitorchiano, dove si trova ancora oggi.

La statua del Moai di Vitorchiano

La statua del Moai di Vitorchiano è una scultura monumentale alta circa 6 metri, realizzata in peperino, la tipica pietra vulcanica locale, che riproduce fedelmente le iconiche figure dell’Isola di Pasqua.

Non si tratta di una semplice copia, ma di un’opera autentica realizzata nel 1990 da undici indigeni della famiglia Atan, provenienti da Rapa Nui, che hanno scolpito un unico monolite utilizzando esclusivamente asce manuali e pietre taglienti, proprio come avveniva per i Moai originali.

La statua ha tutte le caratteristiche tipiche di queste affascinanti e misteriose figure: il volto allungato e austero, lo sguardo enigmatico, le mani dalle dita lunghe e affusolate adagiate sulla pancia sporgente e i pollici leggermente rivolti verso l’alto. Non passano inosservati il caratteristico copricapo chiamato Pukao e l‘ombelico, quest’ultimo con un profondo significato simbolico: nella cultura Rapa Nui rappresenta il centro dell’essere e racchiude poteri legati alla fertilità alla protezione e al legame con gli antenati.

Proprio per questo, nel tempo è nata una curiosa tradizione anche a Vitorchiano: toccare o sfregare l’ombelico del Moai aiuta ad attirare fortuna e prosperità. Ma sai che io non lo sapevo durante la mia visita e quindi non ho potuto provarci? Tu però ricordati di farlo: tentar non nuoce.

Curiosità: il Moai di Vitorchiano è l’unico al mondo fuori dall’Isola di Pasqua?

Una delle domande più frequenti riguarda proprio l’unicità della statua del Moai di Vitorchiano: è davvero l’unico Moai esistente al di fuori dell’Isola di Pasqua?

La risposta è no, ma con alcune precisazioni importanti. Nel mondo esistono infatti altri Moai fuori da Rapa Nui, soprattutto esemplari originali conservati in musei internazionali come il British Museum di Londra o il Musée du Quai Branly di Parigi, trasferiti fuori dall’isola in epoche passate.

Esistono anche alcune repliche moderne realizzate da artigiani di Rapa Nui in diversi Paesi, spesso legate a eventi culturali o installazioni temporanee.

Il Moai di Vitorchiano, però, resta un caso particolare: non è un reperto museale né una semplice copia decorativa, ma una scultura monumentale realizzata in loco nel 1990 da artigiani Rapa Nui con tecniche tradizionali e lasciata come dono permanente alla comunità. Questo lo rende uno dei Moai più significativi e conosciuti al di fuori dell’Isola di Pasqua.

Dove si trova il Moai di Vitorchiano e come raggiungerlo

Parcheggio dove si trova la Statua del Moai di Vitorchiano

La statua del Moai si trova a circa 600 metri dal centro storico di Vitorchiano, accanto ad una terrazza panoramica dalla quale si può chiaramente comprendere il perché della definizione “borgo sospeso”.

Poco prima dell’arco di ingresso al borgo, la segnaletica ti aiuterà ad individuare facilmente la posizione del Moai, ma per sicurezza puoi impostare sul navigatore una delle seguenti tappe:

  • Moai di Vitorchiano,
  • Largo Padre Ettore Salimbeni,
  • Area Sosta carico e scarico Camper “Comunale” Vitorchiano.

Io devo però essere sincera: se da una parte la scultura è davvero affascinante, dall’altra il contesto in cui è collocata non le rende pienamente giustizia. Mi aspettavo un’area più curata e scenografica, magari immersa nel verde o inserita in un percorso dedicato alla sua storia. Invece il Moai si trova sostanzialmente accanto a un grande parcheggio, una posizione sicuramente pratica per i visitatori ma che, a mio parere, non valorizza abbastanza l’unicità dell’opera.

Nonostante questo, trovarsi faccia a faccia con un Moai nel cuore della Tuscia (e anche altrove) è qualcosa che non capita tutti i giorni, quindi se sei in zona ti consiglio di fare una veloce deviazione.

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Cosa vedere nei dintorni del Moai di Vitorchiano?

Sicuramente la statua del Moai è una delle attrazioni che hanno contribuito a rendere ancora più conosciuto il borgo di Vitorchiano, motivo per cui ti consiglio di dedicare almeno un’oretta anche alla visita del centro storico.

Il paese, arroccato su uno sperone di peperino, è particolarmente suggestivo se osservato dall’esterno ma una volta entrato tra le sue mura, non troverai grandi monumenti o particolari siti di interesse. Non è una visita che richiede molto tempo ma potrai perderti tra un intreccio di vicoli, archi e piazzette dai toni scuri, dovuti proprio al peperino con cui sono state costruite gran parte delle abitazioni e delle mura, e lasciarti sorprendere da scorci panoramici e angoli fotogenici.

Se stai programmando un tour della Tuscia ed hai qualche giorno a disposizione ti consiglio di visitare anche:

  • Viterbo, la città dei Papi con il suggestivo quartiere medievale e la sede in cui si è svolto il primo concalve,
  • Bagnaia, il borgo con un’anima medievale e una rinascimentale, sede della suggestiva Villa Lante,
  • Sant’Angelo di Roccalvecce, il paese delle Fiabe,
  • Celleno, il borgo fantasma,
  • Civita di Bagnoregio, la città che muore,
  • i borghi che si affacciano sul meraviglioso Lago di Bolsena.

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