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Viterbo cosa vedere in un giorno nella città dei Papi

Erano anni che sognavo di visitare Viterbo, qualcosa mi chiamava intensamente anche se non avevo un’idea precisa di cosa ci fosse di così particolare da vedere.

Conosciuta come la Città dei Papi, una delle tre città che possono vantare questo titolo insieme a Roma e Avignone, Viterbo raggiunse il suo massimo splendore nella seconda metà del Duecento, quando la corte papale si trasferì qui per sfuggire all’instabilità di Roma. Un passato importante che si respira ancora oggi nella straordinaria Piazza San Lorenzo e in ogni angolo del centro storico.

Viterbo però è molto più di questo. Sono le sue mura imponenti che la avvolgono, è il profilo compatto e arroccato che si svela all’arrivo, è l’intreccio di vicoli, piazze nascoste e palazzi eleganti che si aprono all’improvviso regalando scorci sempre diversi. È il quartiere medievale più esteso e meglio conservato d’Europa, capace di farti viaggiare indietro nel tempo e un selvaggio brulicare di sorgenti termali rinomate fin dall’antichità.

È una città che non ha bisogno di essere enorme per stupire: il suo centro è raccolto, compatto, ma incredibilmente ricco, e riesce a sorprendere passo dopo passo.

Cosa vedere a Viterbo: guida completa per la visita di un giorno

Piazza San Lorenzo e i suoi maestosi palazzi

Piazza San Lorenzo è qualcosa di unico: se arrivi a Viterbo dagli ascensori collegati al parcheggio, ti si apre all’improvviso uno scorcio talmente ricco di dettagli da lasciare quasi disorientati. Senza nemmeno rendertene conto, ti ritroverai catapultato in un’atmosfera sospesa nel tempo, tra pietre e architetture medievali che con la loro eleganza austera tramandano ancora oggi l’impronta del suo passato di sede papale, quando qui si scrivevano pagine decisive della storia della Chiesa.

Qui si affacciano alcuni dei palazzi più affascinanti e iconici di Viterbo, come il Palazzo dei Papi, la Cattedrale e la casa di Valentino della Pagnotta.

Ho adorato questo scenario di benvenuto: è uno di quei luoghi che riescono davvero a farti percepire la grandezza storica di Viterbo e a trasmettere, fin dal primo sguardo, tutta l’atmosfera medievale e papale che rende questa città così unica e ammaliante.

Il Palazzo dei Papi di Viterbo

Palazzo dei Papi Viterbo

Tra gli edifici più straordinari di Viterbo spicca senza dubbio il Palazzo dei Papi, l’imponente palazzo duecentesco simbolo della città, che colpisce immediatamente per la sua elegante architettura gotica in cui si susseguono merli, logge e arcate.

Fu costruito nel XIII secolo per ospitare la Curia Papale, in un periodo in cui i pontefici cercavano luoghi più sicuri lontani dalle tensioni politiche di Roma. Proprio qui si svolse uno degli episodi più importanti della storia della Chiesa: il conclave del 1268-1271, considerato il primo conclave della storia.

Ma cosa successe a Viterbo, durante il primo conclave della storia?

Dopo quasi tre anni senza riuscire a eleggere un nuovo papa, i cardinali vennero letteralmente chiusi a chiave all’interno del palazzo e, secondo la tradizione, furono lasciati con razioni di cibo sempre più scarse e il tetto venne addirittura scoperchiato per costringerli a prendere una rapida decisione. Proprio da questo episodio nacque il termine “conclave”, dal latino cum clave, cioè “chiusi a chiave”.

Passeggiando tra le sale del Palazzo dei Papi si percepisce ancora oggi il peso storico di questo luogo. La Sala del Conclave, in particolare, conserva un’atmosfera austera e solenne che rende facile immaginare le tensioni politiche e religiose che si consumavano tra queste mura, grazie anche al supporto di un’audioguida che ne narra tutti i dettagli.

L’ambiente che però mi ha lasciata davvero a bocca aperta è la pittoresca Loggia dei Papi: con la sua elegante fontana quattrocentesca al centro e gli archi sorretti da sottili colonne, incornicia uno degli scorci più belli di Viterbo, affacciandosi su Piazza San Lorenzo, sul Duomo e sui paesaggi bucolici della Tuscia che si aprono tutt’intorno.

Il Palazzo dei Papi è uno di quei luoghi che non si limitano a essere belli da vedere, ma riescono davvero a trasmettere la sensazione di trovarsi in un punto cruciale della storia medievale europea.

Alla biglietteria del Palazzo dei Papi ti consiglio di chiedere informazioni sulle diverse formule di biglietto che includono più attrazioni della città. Durante la mia visita ho scelto il Viterbo Pass, che permette di accedere anche al Palazzo dei Priori e al Polo Monumentale del Colle del Duomo, oltre al Palazzo dei Papi. Il pass comprendeva anche il Teatro dell’Unione e il Museo Civico “L. Rossi Danielli”, che però al momento della mia visita erano chiusi, motivo per cui il prezzo era ridotto.

Ti auguro però di essere più fortunato e di trovarli aperti, così da poter vivere un’esperienza ancora più completa durante la tua visita a Viterbo.

La cattedrale di San Lorenzo e il Polo Monumentale Colle del Duomo

Duomo di Viterbo

La Cattedrale di Viterbo o Duomo di San Lorenzo, racconta più di mille anni di storia.

Fu costruita nel XII secolo sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato a Ercole, mentre già dall’VIII secolo è documentata sul colle del Duomo la presenza di una pieve dedicata al santo martire patrono della città.

Dal punto di vista architettonico si distingue per una stratificazione di stili, principalmente romanico e gotico, che testimoniano la sua evoluzione nei secoli. L’edificio è stato infatti modificato più volte in seguito a terremoti e interventi di ristrutturazione, a partire dai rifacimenti voluti dal De Gambara fino agli interventi seicenteschi e a quelli più recenti del periodo post-bellico.

Sicuramente il campanile catturerà la tua attenzione con la struttura gotica e la sua caratteristica bicromia, frutto di modifiche del 1369.

Interno Duomo Viterbo

All’interno del Duomo di Viterbo potrai ammirare:

  • la volta affrescata da Giuseppe Passeri nel XVII secolo con il Giudizio Universale e le Virtù Cardinali,
  • una tela che raffigura San Lorenzo in gloria realizzata dal Romanelli (visibile solo partecipando a tour guidati dal Museo del Colle del Duomo),
  • la cappella di San Giuseppe,
  • il monumento funebre per papa Giovanni XXI,
  • la Cappella di Santa Lucia con affreschi barocchi e tele realizzate tra 1600 e 1700,
  • la tavola del Redentore Benedicente tra i santi Giovanni Evangelista, Leonardo, Benedetto e Giovanni Battista realizzata da Gerolamo da Cremona nel 1472,
  • la riproduzione della Madonna della Carbonara (l’originale si trova al Museo Colle del Duomo).

Il Museo Colle del Duomo di Viterbo

Accanto alla cattedrale, proprio sotto la torre potrai accedere anche al Museo Colle del Duomo, un piccolo spazio espositivo voluto dalla Curia Vescovile e Mons. Salvatore del Ciuco, nell’anno giubilare 2000.

Comprende una sezione archeologica che raccoglie reperti di epoca villanoviana, etrusca, romana e medievale, insieme ai resti emersi direttamente dal sottosuolo durante gli scavi per la costruzione del museo.

C’è poi una piccola ma preziosa galleria d’arte in cui sono custodite opere importanti come:

  • la Madonna della Carbonara,
  • il ritratto di Papa Innocenzo XIII, vescovo di Viterbo dal 1712 al 1719,
  • opere di Benvenuto di Giovanni, di Bartolomeo Cavarozzi e di Domenico Corvi
  • e la Crocefissione di Michelangelo.

Infine, potrai ammirare anche cimeli sacri quali i paramenti e gli oggetti appartenuti a pontefici come Giovanni XXI e Pio IX e la veste di San Bonifacio del XII secolo.

La Sagrestia del Duomo di Viterbo

Con lo stesso biglietto è possibile accedere anche alla Sagrestia del Duomo di Viterbo, un piccolo gioiello nascosto in stile neoclassico del XVIII secolo, considerato tra i più affascinanti del Centro Italia. L’ambiente, finanziato dal cardinale Muzio Gallo tra il 1789 e il 1790, è rivestito in legno di noce con raffinati dettagli in radica e dorature, mentre paraste e capitelli richiamano chiaramente l’arte greco-romana: un unicum nel suo genere, poiché raramente questo stile viene utilizzato per una sagrestia.

Stupendo è anche il soffitto: pur essendo tronco, le decorazioni danno una sorprendente sensazione di profondità, quasi come se lo spazio continuasse oltre i suoi stessi limiti. Davvero sorprendente!

La Casa di Valentino della Pagnotta

Accanto alla torre del Duomo noterai un edificio dalle forme particolari, alto stretto e con due alte arcate che ne nascondono una interna più bassa e due bifore al piano superiore. Si tratta della casa di Valentino della Pagnotta, un importante esempio di edilizia privata medievale di Viterbo. L’edificio, probabilmente risalente al XIII secolo e poi restaurato nel 1920, è legato alla figura di Valentino della Pagnotta, priore di Viterbo nel 1458.

Oggi, pur conservando il suo aspetto storico, ospita un piccolo negozio di souvenir.

La Piazza della Morte

Piazza della Morte Viterbo

Proseguendo la passeggiata per poco più di 100 metri lungo Via San Lorenzo, arriverai a una delle tante piccole e graziose piazzette nascoste di Viterbo. Non lasciarti ingannare dal nome, Piazza della Morte regala una piacevole atmosfera tra tavolini all’aperto, locali vivaci e un continuo via vai di persone.

Il suo nome è cambiato più volte, da piazza delle Carbonare a piazza di San Tommaso per la chiesa che vi si affacciava, fino a prendere il nome attuale perché ospitava la sede della Confraternita dell’Orazione e della Morte, nata per dare degna sepoltura a prostitute ed eretici che venivano ignorati dopo la morte.

Al centro si trova una graziosa fontana del XIII secolo, una delle più antiche di Viterbo, decorata con teste di leone.

Viterbo sotterranea

Sai che proprio sotto piazza della Morte si trovano ben due livelli di sotterranei e gallerie che si espandono per circa 100 metri? Sono state costruite probabilmente già in epoca etrusca, scavando il tufo a 3 e a 10 metri di profondità, per creare un sistema di canali di raccolta delle acque.

Nel periodo medievale questi passaggi furono ampliati con lo scopo di collegare i vari luoghi strategici di Viterbo e di fornire vie di fuga in caso di pericolo o assedio. Nel corso dei secoli diventarono anche il nascondiglio di briganti e durante le guerre mondiali furono usati come rifugi antiaerei.

Se vuoi approfondire la lunga storia di Viterbo e dei suoi sotterranei puoi partecipare alle visite guidate di Viterbo sotterranea: oggi le gallerie sono perfettamente percorribili e illuminate.

Piazza del Gesù

Piazza del Gesù Viterbo

Proseguendo ancora lungo via San Lorenzo, ricca di negozi di souvenir e alimentari (dove ho provato uno squisito ed economico panino con la porchetta) arriverai in un’altra piazzetta pittoresca. Piazza del Gesù nel XIII secolo era il fulcro della vita sociale e governativa di Viterbo. Qui si amministrava la giustizia e si svolgeva il mercato cittadino, mentre oggi regala scorci pittoreschi che fanno da cornice a ristoranti tipici.

Al centro della piazza spicca una fontana collocata qui nel 1915 e proveniente dal Convento di San Domenico, mentre tutto intorno si affacciano alcuni edifici tra i più emblematici del centro storico di Viterbo. Tra questi si nota la Torre del Borgognone, risalente al XIII secolo, che alla base conserva ancora il cosiddetto “passo”, una lastra in pietra lavica utilizzata nel Medioevo come unità ufficiale di misura della lunghezza, già citata negli statuti cittadini del 1251.

Sulla piazza si affaccia anche la Chiesa di San Silvestro, conosciuta come Chiesa del Gesù, riconoscibile per le semplici forme romaniche tipiche delle chiese viterbesi e per il caratteristico campanile a vela. La sua esistenza è documentata già nel 1080, anche se l’aspetto attuale deriva dai restauri del 1915, che riportarono l’edificio alle sue originarie linee romaniche.

Sai che dietro l’aspetto raccolto e quasi austero di questa piccola chiesa si nasconde però uno degli episodi più sanguinosi della storia medievale europea? Proprio qui, nel 1271, Enrico di Cornovaglia, cugino del re d’Inghilterra Edoardo I, venne assassinato dai fratelli Monfort durante una brutale vendetta che sconvolse e indignò l’intera Europa cristiana.

L’eco di questo delitto fu così forte da arrivare perfino nella Divina Commedia: nel XII canto dell’Inferno, Dante Alighieri colloca Guido di Monfort tra i violenti contro il prossimo, trasformando questo episodio in una scena destinata a entrare per sempre nella letteratura mondiale.

Il quartiere medievale di San Pellegrino

Piazza San Lorenzo Viterbo

Uno dei motivi per i quali potresti aver sentito parlare di Viterbo è che il suo quartiere medievale è considerato uno dei più grandi e meglio conservati d’Europa. Addentrandoti tra i suoi vicoli in pietra tra archi che uniscono passaggi nascosti e incorniciano piazzette pittoresche, avrai ad ogni passo la sensazione di aver varcato un confine spazio tempo e di esserti catapultato nel Medioevo.

Il quartiere di San Pellegrino, nel Medioevo rappresentava il cuore pulsante delle attività produttive e commerciali di Viterbo, popolato principalmente da artigiani, commercianti e membri della borghesia cittadina.

Passeggiando tra le sue vie si incontrano ancora botteghe artigiane, antiquari, caffè e locali tipici che contribuiscono a mantenere vivo il fascino del quartiere e a far conoscere le specialità della cucina viterbese.

Che cosa si può vedere nel quartiere di San Pellegrino di Viterbo?

Piazza San Pellegrino Viterbo

Passeggiando tra un dedalo di vicoli in pietra sospesi nel tempo, arcate e palazzi antichi arriverai in Piazza San Pellegrino dove potrai ammirare:

  • la Chiesa di San Pellegrino, uno degli edifici più antichi di Viterbo, che però presenta tracce della struttura originaria soltanto in alcune parti delle mura esterne e nei resti di affreschi del XV e XVIII secolo,
  • il Palazzo degli Alessandri, risalente al XIII secolo e di proprietà di una delle famiglie guelfe più influenti di Viterbo. Si mostra mantenendo perfettamente l’aspetto tipico delle abitazioni signorili dell’epoca. Inconfondibile per la facciata in pietra sorretta da grandi arcate su cui sembra quasi sospesa e sormontata da una torre merlata (Torre Scacciaricci) e poi ancora un susseguirsi di scale in pietra, finestre e balconi che di certo non lo fanno passare inosservato. Oggi è sede di mostre, eventi e incontri culturali.

A circa 300 metri da Piazza San Pellegrino un altro angolino catturerà sicuramente la tua attenzione! Un palazzo nella cui facciata si arrampica una scalinata alquanto particolare. Si tratta di Casa Poscia, chiamata anche “la casa della Bella Galliana”, uno degli edifici storici più affascinanti e iconici di Viterbo.

Risalente al XIV secolo, Casa Poscia è uno degli esempi più interessanti dell’influenza gotica a Viterbo, introdotta in città dai cistercensi dopo la fondazione dell’abbazia di San Martino al Cimino.

Se Casa Poscia attira subito l’attenzione, il merito è soprattutto del suo profferlo, la caratteristica scala esterna medievale simbolo dell’architettura viterbese. Qui se ne può ammirare uno degli esempi più belli e meglio conservati della città.

Che cosa è il profferlo?

Il profferlo è uno degli elementi più caratteristici dell’architettura medievale di Viterbo e della Tuscia. Si tratta di una scala esterna in pietra che conduce direttamente al piano superiore delle abitazioni, dove un tempo si trovavano gli ambienti residenziali, mentre il piano terra era spesso destinato a botteghe, magazzini o attività commerciali.

Oltre alla sua funzione pratica, il profferlo rappresentava anche un segno distintivo del prestigio della famiglia proprietaria e contribuiva a definire l’aspetto architettonico delle case medievali. La sua struttura, generalmente addossata alla facciata dell’edificio, permetteva di ottimizzare gli spazi e di proteggere le attività situate al piano inferiore.

L’origine del profferlo è probabilmente legata alle tradizioni rurali diffuse nel territorio viterbese, successivamente adottate anche in ambito urbano. Con il tempo questo elemento ha assunto non solo una funzione abitativa e difensiva, ma anche decorativa, diventando uno dei simboli più riconoscibili del centro storico di Viterbo. Le prime testimonianze documentate della sua presenza in città risalgono già al XIII secolo.

Per visitare il quartiere di San Pellegrino ti consiglio di lasciarti guidare da ogni piccolo dettaglio e di perderti tra i suoi vicoli che sapranno regalarti continue sorprese. Ti immedesimerai così ancora meglio nell’atmosfera medievale che lo pervade.

Piazza del Plebiscito di Viterbo

Piazza del Plebiscito è molto diversa dalle raccolte piazzette medievali viste fino a questo momento. Più ampia e ariosa, rappresenta il cuore pulsante della vita cittadina, il luogo in cui la Viterbo storica incontra quella più vivace e moderna.

In epoca medievale, quest’area era occupata da un ampio prato conosciuto come Cavalluccalo, dove sorgevano la chiesa di Sant’Angelo e l’annesso cimitero.

Nel corso dei secoli diversi interventi urbanistici ne hanno trasformato l’aspetto, arricchendola con il Palazzo dei Priori, il Palazzo Comunale e la scenografica Torre dell’Orologio che ancora oggi dominano la piazza.

Un passato che continua a raccontarsi insieme a mercati, festival, concerti e manifestazioni culturali che trasformano questo spazio in un continuo punto di incontro tra passato e presente.

La Torre dell’Orologio di Piazza del Plebiscito

La Torre dei Priori, conosciuta anche come Torre del Podestà, dei Manaldeschi, Comunale o semplicemente Torre dell’Orologio, è uno dei simboli più riconoscibili di Viterbo. Recentemente restaurata, oggi permette di salire fino alla sommità per ammirare uno splendido panorama sui tetti della città e sulla Tuscia.

Alta circa 44 metri, fu costruita tra il 1487 e il 1489, anche se il grande orologio pubblico installato nel 1424 lascia pensare all’esistenza di una struttura precedente. Realizzato dal maestro Giacomo del Vecchio di Niccola, originario di Benevento, quello di Viterbo fu uno dei primi orologi pubblici in grado di battere le ore, secondo solo, a quello di Roma del 1412.

Nel 1816 la torre venne arricchita da un elegante ornamento in ferro battuto realizzato dal maestro viterbese Vincenzo Celestini, al cui centro fu collocata una campana proveniente dalla Chiesa di Santa Maria della Verità, fusa nel 1452.

Cosa vedere nel Palazzo dei Priori di Viterbo: tappa imperdibile

Quando alla biglietteria del Palazzo dei Papi, mi hanno proposto l’opzione del Viterbo Pass che includeva anche il Palazzo dei Priori, ammetto che non ero convinta di visitarlo. E invece si è rivelato uno dei luoghi più sorprendenti della città. Il Palazzo dei Priori è il simbolo del potere civico di Viterbo nato come residenza del Governatore del Patrimonio di San Pietro in Tuscia e trasformato nella sede dei Priori nel 1510.

Già dopo aver varcato l’arco al centro della facciata del Palazzo dei Priori sono rimasta senza parole alla vista di un elegante cortile interno che sorprende per i suoi dettagli raffinati e per il meraviglioso panorama. Una balaustra in peperino (la tipica pietra vulcanica utilizzata nelle costruzioni viterbesi) e una scenografica fontana realizzata nel 1626 su progetto del viterbese Filippo Caparozzi, fanno da cornice al Convento della SS. Trinità che svetta sul colle di fronte e alla Valle del Faul sottostante. Un angolino davvero grazioso che apre le porte ad un susseguirsi di bellezza inaspettata.

Salendo lo scalone monumentale del Palazzo dei Priori potrai visitare il piano nobile, dove si susseguono alcune delle sale storiche più belle di Viterbo:

  • Cappella Palatina: con affreschi di Filippo Cavarozzi e Marzio Ganassini,
  • Sala della Madonna: dedicata alla patrona di Viterbo, la Madonna della Quercia,
  • Sala Regia: con grandi affreschi cinquecenteschi di Baldassarre Croce dedicati alla storia e ai miti della città e un meraviglioso soffitto a cassettoni dipinto con castelli e possedimenti un tempo sotto il dominio di Viterbo,
  • Sala del Consiglio: nota come Sala d’Ercole, decorata con figure mitologiche legate alle origini della città. Ancora oggi viene utilizzata per le riunioni comunali,
  • Sala dei Paesaggi: dove vengono celebrati i matrimoni civili, decorata con affreschi di paesaggi lacustri, scene di battaglia e di caccia, attribuiti Giuseppe Torriani,
  • e Sala dell’Aurora: che prende il nome dall’ opera realizzata per il soffitto dal pittore viterbese Felice Ludovisi.
Fontana palazzo dei Priori Viterbo

Il Museo dei Portici di Viterbo

Dall’ingresso opposto a quello che conduce allo scalone, si può accedere anche al Museo dei Portici, sezione distaccata del Museo Civico Luigi Rossi Danielli.

Qui potrai ammirare due importanti opere di Sebastiano del Piombo: La Flagellazione e la Pietà e numerose opere che fanno parte delle esposizioni temporanee.

Il Santuario, il Monastero e la casa di Santa Rosa

Proseguendo ancora più a nord del centro storico di Viterbo, lungo Via Roma e Corso Italia, si raggiunge uno dei luoghi più cari ai viterbesi: il Santuario di Santa Rosa.

L’edificio esisteva già nel XIII secolo, ma fu dedicato a Santa Rosa dopo che Papa Alessandro IV dispose il trasferimento delle sue spoglie in questo luogo. Nel corso dei secoli la chiesa subì numerose distruzioni e ricostruzioni; tra le opere che la adornavano vi erano anche preziosi affreschi realizzati da Benozzo Gozzoli, purtroppo andati perduti.

L’aspetto attuale del santuario risale al 1850, ma ancora oggi rè uno dei principali luoghi di spiritualità di Viterbo. Qui la devozione verso la Santa raggiunge il suo momento più intenso ogni anno il 3 settembre, quando si svolge il celebre Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

All’interno del santuario potrai ammirare:

  • la tomba di Santa Rosa, un’urna in bronzo dorato del 1699 dove è esposto il corpo della Santa che si è conservato in modo straordinario nel corso dei secoli ed è vestito da un abito di seta, periodicamente sostituito dalle suore del vicino monastero,
  • il crocifisso ligneo del XVII secolo con raggiera dorata,
  • il polittico di Francesco d’Antonio da Viterbo raffigurante la Madonna con il Bambino tra Santa Rosa e Santa Caterina d’Alessandria,
  • la lapide che ricorda il giorno in cui la chiesa è stata consacrata, il 25 agosto 1850,
  • la tomba di Mario Fani, scomparso nel 1869 e fondatore della Gioventù Italiana di Azione Cattolica.

Nel vicino complesso monastico puoi visitare anche la casa in cui visse Santa Rosa. Trasformata in museo, conserva ricordi e testimonianze legate alla vita della Santa e offre un interessante percorso alla scoperta della sua storia e della devozione popolare.

Per maggiori informazioni sulla visita, gratuita, di questi tre siti, ti consiglio di consultare il sito ufficiale.

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La Basilica di San Francesco alla Rocca

Costruita nel XIII secolo grazie a una donazione di Papa Gregorio IX ai Francescani, la Basilica di San Francesco alla Rocca ha ospitato papi, santi e persino imperatori, nel corso della sua lunga storia.

L’edificio che possiamo ammirare oggi conserva il suo originario aspetto romanico, recuperato dopo i gravi danni subiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Al suo interno si trovano le tombe di Papa Clemente IV e Papa Adriano V, ed è quindi uno dei luoghi più significativi della storia religiosa e papale di Viterbo.

Valle Faul: l’opera Awakening e l’ampio parcheggio gratuito di Viterbo

Valle Faul Awakening Viterbo

Ai piedi del centro storico di Viterbo, tra Porta Faul e la zona del Sacrario, c’è un’ampia area verde perfetta per iniziare la visita della città. Valle Faul ha un ampio parcheggio gratuito collegato comodamente agli ascensori che portano quasi al cospetto del Duomo di Viterbo nella bellissima cornice di Piazza San Lorenzo.

L’area ha l’aspetto di un grande anfiteatro, che nel corso degli anni ha subito vari interventi di riqualificazione e una volta qui, sono certa che la tua attenzione sarà catturata anche da una scultura gigante che è diventata il simbolo della zona.

Si tratta dell’opera “Awakening” (“Risveglio”) realizzata dall’artista americano Seward Johnson, e installata nel prato lungo la strada che attraversa la valle e conduce al parcheggio.

Questa immensa scultura in alluminio, rappresenta un uomo gigante che emerge dalla terra ed è stata realizzata nel 1980. Dopo aver cambiato più volte la sede espositiva è arrivata a Viterbo, ma solo per un periodo limitato.

Cosa vedere nei dintorni di Viterbo: sorgenti e piscine termali per rilassarsi

Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Viterbo ci sono senza dubbio le sue celebri terme, apprezzate fin dall’epoca etrusca e romana per le proprietà benefiche delle acque sulfuree che sgorgano naturalmente dal sottosuolo. Viterbo è infatti considerata una delle principali destinazioni termali del Lazio e offre soluzioni adatte a tutti: dai moderni centri benessere alle suggestive sorgenti all’aperto immerse nella natura. Tra le più conosciute ci sono:

  • Terme dei Papi (stabilimento termale),
  • Piscine Carletti (terme naturali gratuite),
  • Bullicame (sorgente storica citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia).

La Piscine Carletti: quattro pozze termali gratuite immerse nela Tuscia Viterbese

Le Piscine Carletti si trovano a circa 5 km dal centro storico di Viterbo e rappresentano una delle esperienze termali naturali più autentiche della zona.

Immersi in uno scenario paesaggistico suggestivo e ancora selvaggio, sono alimentate da acque termali ricche di minerali che sgorgano a una temperatura di circa 48°C, creando vasche naturali perfette per il relax in ogni stagione.

L’accesso è completamente libero, senza orari di chiusura, e il parcheggio nelle vicinanze è gratuito, rendendole una tappa ideale per chi vuole concedersi una pausa rigenerante dopo la visita al centro storico di Viterbo o durante un itinerario alla scoperta delle meraviglie della Tuscia.

Trattandosi però di un ambiente naturale non attrezzato, ti ricordo che sul posto non ci sono servizi e che nei periodi di alta stagione possono esser piuttosto affollate. Per vivere l’esperienza al meglio, ti consiglio di arrivare nelle prime ore del mattino oppure al tramonto, quando l’atmosfera è più tranquilla, e ancor più suggestiva.

Le Terme dei Papi di Viterbo: complesso termale per cure e relax

A breve distanza dalle Piscine Carletti, le Terme dei Papi rappresentano uno dei complessi termali più celebri della Viterbo e di tutta la Tuscia, con una tradizione che affonda le radici in epoca etrusca e romana.

Già dal Medioevo, con il trasferimento della corte papale a Viterbo, proprio queste terme diventarono un luogo molto ambito dai pontefici, tanto che Papa Niccolò V, nel XV secolo, promosse la realizzazione di una prima struttura dedicata all’accoglienza dei bagnanti.

Oggi la struttura termale ha diverse vasche, caratterizzate da temperature variabili, ed offre un’esperienza di benessere completa grazie alle proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e purificanti delle acque, spesso utilizzate anche a supporto del trattamento di disturbi dermatologici, respiratori e del sistema muscolo-scheletrico.

Per saperne di più su orari, prezzi e offerte delle Terme dei Papi ti consiglio di consultare il sito ufficiale.

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Le sorgenti naturali del Bulicame: le terme citate anche da Dante Alighieri

Tra le terme dei Papi e le Piscine Carletti si trova la storica sorgente naturale delle Terme del Bullicame, citata anche da Dante nella Divina Commedia.

« Tacendo divenimmo la ‘ve spiccia
fuor della selva un picciol fiumicello,
lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
Quale del Bullicame esce ruscello
che parton poi tra lor le peccatrici,
tal per la rena giù sen giva quello.
Lo fondo suo ed ambo le pendici
fatt’era ‘n pietra, e margini dallato »

(Inferno – canto XIV, vv.76-84)

L’acqua termale del Bulicame è di tipo solfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa e sgorga a una temperatura di circa 58°C. Si tratta di un’acqua particolarmente ricca di oligoelementi antiossidanti, preziosi per il benessere della pelle.

Alle Terme Libere del Bulicame puoi vivere un’esperienza autentica e completamente gratuita, immerso in un ambiente ancora più selvaggio delle Piscine Carletti. Puoi beneficiare anche di un percorso naturale che alterna vasche con temperature differenti, creando un suggestivo effetto “calidarium-frigidarium”: dalla vasca circolare, dove sgorga l’acqua più calda direttamente dalla sorgente, puoi passare a quella rettangolare con temperature progressivamente più basse.

L’accesso è libero, con apertura in inverno fino alle 17:00 e in estate fino alle 18:00. Nei pressi delle vasche è presente anche un piccolo parcheggio gratuito ma non custodito.

Il mio weekend tra Viterbo e la Tuscia viterbese

Come avrai ormai intuito, la zona di Viterbo e i suoi dintorni sono davvero ricchi di sorprese e cose uniche da vedere assolutamente, e sicuramente stupiranno anche te. Se hai trovato interessanti tutte le attrazioni che ho elencato nell’articolo, ti consiglio di dedicare almeno una giornata intera alla scoperta della Viterbo, includendo qualche ora da riservare al relax termale. Viterbo è piccola e si gira bene a piedi ma ne ha di angolini da scoprire!

Se invece desideri approfondire meglio la zona e scoprire con calma i gioielli più belli della Tuscia viterbese, l’ideale è organizzare un viaggio di almeno 3–4 giorni. Di seguito, ti racconto come ho strutturato il mio itinerario nella Tuscia: un tour di 2 giorni intenso ma ben organizzato, anche se ci sono ancora molte tappe che vorrei esplorare in futuro.

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