Fonti del Clitunno: guida alla visita tra natura, storia e poesia

Ammetto che prima di visitare le Fonti del Clitunno, a Campello sul Clitunno in Umbria, ero piuttosto scettica. Le avevo viste così tante volte sui social da temere che fossero uno di quei luoghi instagrammabili che, dal vivo, finiscono poi per lasciare un’amara delusione. Qui, invece, è successo esattamente il contrario: nonostante le dimensioni ridotte del parco, ho trovato un luogo incantevole, che ben si sposa con l’immagine di uno scenario fiabesco e dove a colpirmi più di tutto sono stati il silenzio, la tranquillità e i colori quasi ipnotici dell’acqua.
Le Fonti del Clitunno: dove si trovano e cosa aspettarsi dalla visita
Le Fonti del Clitunno si trovano nella Valle Umbra meridionale, lungo la Via Flaminia, nel territorio di Campello sul Clitunno. Qui numerose sorgenti sotterranee affiorano attraverso le polle visibili sul fondo del laghetto e danno origine al fiume Clitunno, che prosegue poi verso Trevi e Bevagna. Nell’acqua si fa cullare una ricca vegetazione acquatica, mentre salici piangenti e pioppi si specchiano sulla superficie e, in alcuni punti, sembrano quasi emergere dal laghetto. I loro riflessi si mescolano alle sfumature verdi, smeraldo, azzurro e blu intenso dell’acqua, creando giochi di luce e di colore che rendono le Fonti così ammalianti.
Le numerose panchine invitano a fermarsi e contemplare un paesaggio che sembra quasi un dipinto impressionista. Un ambiente in parte modellato dall’uomo nel corso del tempo, ma nel quale oggi la natura sembra essersi ripresa completamente la scena. Qui, la mia ricerca della fotografia perfetta è passata in secondo piano rispetto al desiderio di sedermi e lasciarmi avvolgere dall’atmosfera rilassante, osservando quei piccoli dettagli che spesso, presi dalla fretta, non ci concediamo più il tempo di apprezzare e che ricordano quanto valore ci sia nelle cose semplici che ci circondano.
Questo piccolo angolo verde riesce davvero a isolarsi da ciò che lo circonda. La Via Flaminia passa lì accanto, eppure, una volta entrati, il traffico quasi non si percepisce. Basta poi allontanarsi dagli specchi d’acqua più scenografici per trovare, nei prati e all’ombra degli alberi, angoli ancora più tranquilli.
Ma le Fonti del Clitunno sono molto più di un luogo in cui immergersi nella natura: erano conosciute già nell’antichità e nei secoli hanno affascinato scrittori, poeti e viaggiatori, diventando uno dei luoghi più celebri di questa parte dell’Umbria.
In questa guida ti racconto cosa vedere alle Fonti del Clitunno, quanto tempo serve per visitarle, orari e prezzi, come arrivare, dove parcheggiare e cosa sapere prima della visita.

Storia delle Fonti del Clitunno: un luogo sacro fin dall’antichità
Le Fonti del Clitunno erano considerate sacre già nell’antichità. Le popolazioni umbre veneravano il fiume come una divinità, il dio Clitumnus, successivamente identificato con Giove. Nelle vicinanze delle sorgenti esistevano un bosco sacro, un tempio con un oracolo e numerosi piccoli santuari dedicati alle divinità acquatiche.
Alle acque del Clitunno era legata anche la tradizione dei candidi buoi destinati ai sacrifici. Virgilio, nelle Georgiche, ricorda le bianche greggi e i tori che venivano immersi nel fiume sacro e che, secondo la leggenda, ne uscivano con il manto ancora più candido. In primavera vi si celebravano inoltre i Sacra Clitumnalia, feste in onore del dio Clitunno, alle quali, secondo la tradizione riportata dalle fonti locali, partecipava anche l’imperatore Caligola.
Plinio il Giovane e le Fonti del Clitunno
Ma la testimonianza che permette più di ogni altra di immaginare l’aspetto delle Fonti in epoca romana è quella di Plinio il Giovane. Nella Epistola VIII, indirizzata all’amico Romano, racconta di averle visitate soltanto da poco e di essersi perfino pentito di aver aspettato tanto:
«Hai mai visto la fonte del Clitunno? Se non ancora […] va’ a vederla; io l’ho vista solo di recente e mi dispiace il ritardo.»
E descrive l’acqua come:
«Pura e così trasparente che potresti contarvi le monete gettate e i sassolini rilucenti.»
La descrizione di Plinio racconta un luogo molto diverso da quello che vediamo oggi, ma sempre affascinante. In epoca romana, tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., il Clitunno aveva una portata tale da consentire la navigazione, mentre lungo le rive si susseguivano ville, bagni e luoghi di culto. Un ponte segnava addirittura il confine tra l’area sacra, dove era consentito soltanto navigare, e quella profana, dove era possibile anche fare il bagno.
Plinio cita inoltre rive ricoperte di frassini e pioppi che, riflettendosi nell’acqua trasparente, sembravano quasi sommersi. Un’immagine che, nonostante le trasformazioni subite dal paesaggio nei secoli, richiama i riflessi che ancora oggi caratterizzano le Fonti.
Fu nel 444 d.C. che le sorti delle Fonti del Clitunno cambiarono per sempre: un violento terremoto sconvolse l’intera zona, modificando la portata del fiume e trasformando il paesaggio intorno alle sue sorgenti.
Come è nato il paesaggio attuale delle Fonti del Clitunno
Il paesaggio delle Fonti del Clitunno che vediamo oggi è il risultato di una lunga trasformazione, dovuta non solo alla forza della natura, ma anche agli interventi dell’uomo. Tra il 1860 e il 1865 Paolo Campello della Spina fece realizzare il laghetto e piantò la vegetazione che ancora oggi caratterizza il parco, in particolare pioppi e salici.

Le Fonti del Clitunno nella poesia e nella letteratura
Byron e le Fonti del Clitunno
Il fascino delle Fonti del Clitunno ha continuato a lasciare traccia nella letteratura anche molti secoli dopo gli autori latini e le profonde trasformazioni del paesaggio. Nell’Ottocento fu George Gordon Byron a celebrarle nel quarto canto del Childe Harold’s Pilgrimage. Il poeta inglese visitò il Clitunno e il tempietto durante il suo viaggio in Italia e in una lettera al suo editore John Murray definì il fiume “the prettiest little stream in all poesy”, “il più grazioso piccolo corso d’acqua di tutta la poesia”. Nel Childe Harold’s Pilgrimage raccontò invece la limpidezza e la serenità delle sue acque:
“And most serene of aspect, and most clear;
Surely that stream was unprofaned by slaughters,
A mirror and a bath for Beauty’s youngest daughters!”
Carducci e Alle Fonti del Clitumno
Ma il nome che più è legato alle Fonti è quello di Giosuè Carducci. Nel 1876, trovandosi a Spoleto per gli esami del Liceo Classico, volle visitare il Clitunno e proprio da quell’esperienza nacque l’ode Alle Fonti del Clitumno, poi inserita nelle Odi barbare. Non si tratta soltanto di una celebrazione del paesaggio: partendo dalle Fonti, Carducci rievoca il culto antico del Clitunno, la civiltà romana e il rapporto tra il mondo classico e quello cristiano.
La presenza di Carducci è ricordata ancora oggi all’interno del parco da una stele realizzata dallo scultore Leonardo Bistolfi con un’iscrizione di Ugo Ojetti, che si incontra durante la visita.
«Tutto ora tace. Nel sereno gorgo
la tenue miro salïente vena:
trema, e d’un lieve pullular lo specchio
segna de l’acque.
Ride sepolta a l’imo una foresta
breve, e rameggia immobile: il diaspro
par che si mischi in flessuosi amori
con l’ametista,
e di zaffiro i fior paiono, ed hanno
de l’adamante rigido i riflessi,
e splendon freddi e chiamano a i silenzi
del verde fondo.»
A distanza di quasi centocinquant’anni, quei versi sembrano ancora raccontare fedelmente l’essenza del luogo.
All’ingresso delle Fonti, inoltre, un vecchio cartello ormai un po’ scolorito le definisce “Il luogo della poesia”. Ed è facile comprenderne il motivo.


Cosa vedere alle Fonti del Clitunno
L’area visitabile delle Fonti del Clitunno si sviluppa intorno a un piccolo bacino lacustre di quasi 10.000 metri quadrati, alimentato da numerose polle sorgive. Il parco è raccolto e si gira con una breve camminata: il suo fascino sta soprattutto nei dettagli e nel modo in cui acqua, vegetazione e luce cambiano continuamente a seconda del punto da cui li si osserva.
Non appena si entra, davanti agli occhi si apre il laghetto, circondato da piccoli viali ombreggiati e dai rivoli d’acqua che lo alimentano.
La visita non segue quindi un percorso rigido: puoi passeggiare lentamente lungo le rive, fermandoti ogni volta che un riflesso, una prospettiva o una nuova sfumatura cattura la tua attenzione.
Tra i primi dettagli su cui vale la pena soffermarsi ci sono proprio le polle, visibili sul fondo grazie alla trasparenza dell’acqua.
Poi c’è la vegetazione particolarmente ricca che cresce dentro e fuori dal laghetto: muschi, piante acquatiche e specie palustri si alternano ai salici piangenti e ai pioppi.
Una piccola isoletta permette di spingersi proprio al centro di questo specchio d’acqua e di osservarlo da prospettive diverse. È qui che potrai apprezzare le infinite sfumature dei colori del laghetto: dal verde allo smeraldo fino al blu più intenso, a seconda della profondità, della luce e della vegetazione acquatica che cresce e ondeggia sul fondale.
Allontanandosi dagli specchi d’acqua più scenografici, il paesaggio si apre invece su prati ombreggiati dagli alberi, dove è piacevole fermarsi e godersi la tranquillità del parco. Un po’ ovunque potrai divertirti a osservare anatre, oche e cigni mentre nuotano, cercano cibo nell’acqua o, di tanto in tanto, finiscono persino per contendersi il loro angolo preferito.
Quanto tempo serve per visitare le Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno non richiedono una visita particolarmente lunga: il parco è raccolto e il percorso intorno al laghetto si sviluppa su distanze brevi. Considererei almeno un’ora per passeggiare con calma, osservare le sorgenti, raggiungere l’isoletta e fermarsi qualche minuto sulle panchine o nei prati.
Il tempo di permanenza può però aumentare facilmente se, come è successo a me, decidi di rallentare e rimanere semplicemente a osservare l’acqua, gli animali e i continui cambiamenti di luce e colore.

Orari e prezzi delle Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno sono aperte tutto l’anno, ma gli orari cambiano in base alla stagione e, nei mesi con meno ore di luce, è prevista una pausa centrale. Al momento della mia ultima verifica, a settembre 2026, gli orari ufficiali sono:
- 1 gennaio – 28 febbraio: 10:00 – 13:00 e 14:00 – 16:30
- 1 – 15 marzo: 9:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00
- 16 – 31 marzo: 9:00 – 13:00 e 14:00 – 18:30
- 1 – 15 aprile: 9:00 – 19:30
- 16 – 30 aprile: 9:00 – 20:00
- 1 maggio – 31 agosto: 8:30 – 20:00
- 1 – 15 settembre: 8:30 – 19:30
- 16 – 30 settembre: 9:00 – 19:00
- 1 ottobre – 1 novembre: 9:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00
- 2 novembre – 31 dicembre: 10:00 – 13:00 e 14:00 – 16:30
Nei giorni festivi e prefestivi l’orario è continuato.
Il biglietto intero costa 3 €. Sono previste inoltre queste tariffe:
- 2 € per gruppi superiori a 15 persone;
- 1 € per gruppi delle scuole elementari;
- ingresso gratuito per bambini fino a 10 anni accompagnati dai genitori e per persone con disabilità con un accompagnatore.
Orari e prezzi aggiornati a settembre 2026. Poiché possono subire variazioni, prima della visita ti consiglio di consultare sempre il sito ufficiale delle Fonti del Clitunno.
Come arrivare e dove parcheggiare alle Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno si trovano a Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia, lungo la Via Flaminia, nella località Le Vene.
Raggiungerle in auto è molto semplice perché l’ingresso si trova direttamente lungo la strada. Di fronte alle Fonti è presente un parcheggio gratuito, dove ho lasciato anch’io l’auto durante la mia visita. Non è però particolarmente capiente e immagino che nei giorni di maggiore affluenza possa riempirsi piuttosto velocemente.
Il Tempietto del Clitunno, Patrimonio UNESCO

A circa 1,5 km dalle Fonti del Clitunno si trova il Tempietto del Clitunno, un piccolo edificio cristiano di epoca altomedievale che dal 2011 è Patrimonio Mondiale UNESCO, insieme ad altri sei complessi riuniti nel sito seriale I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.).
A prima vista ricorda un tempio romano, soprattutto per la facciata con colonne e timpano, ma in realtà nacque come luogo di culto cristiano. La sua datazione è stata a lungo discussa, anche se oggi viene collocato tra gli inizi del VII e il pieno VIII secolo, quindi in età longobarda.
La sua facciata è sicuramente l’elemento che cattura subito l’attenzione: quattro colonne sorreggono il timpano e sulla trabeazione è ancora visibile un’iscrizione dedicata al “Dio degli angeli”. Motivi vegetali, viticci e grappoli d’uva circondano invece la croce latina che decora il timpano, creando una singolare unione tra forme che ricordano l’architettura classica e simboli cristiani.
All’interno del Tempietto si trova una piccola cella absidata decorata da affreschi altomedievali con Cristo benedicente, San Pietro, San Paolo e angeli con una croce gemmata, considerati tra le testimonianze pittoriche cristiane più antiche dell’Umbria.
Orari e biglietti del Tempietto sul Clitunno
Se vuoi visitare anche il Tempietto, considera che ha orari di apertura e biglietto separati rispetto al parco delle Fonti del Clitunno.
Gli orari cambiano durante l’anno e in alcuni periodi le aperture sono piuttosto limitate. Prima di organizzare la visita verifica sempre il calendario aggiornato sul sito ufficiale dei Musei nazionali dell’Umbria.
Il biglietto costa 3 € intero e 2 € ridotto, con ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 anni e per le altre categorie previste dal Ministero della Cultura. L’ultimo ingresso è consentito 15 minuti prima della chiusura. (Dati aggiornati a settembre 2026)
Quando visitare le Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno si possono visitare durante tutto l’anno, anche se gli orari di apertura cambiano in base alla stagione.
In primavera il parco torna a riempirsi di verde, nuove foglie e piccole fioriture, mentre in autunno il paesaggio si accende delle tonalità più calde tipiche del foliage, creando contrasti ancora diversi con i colori dell’acqua.
In estate puoi trovare un po’ di refrigerio all’ombra dei grandi alberi, anche se è probabilmente il periodo in cui il parco può essere più frequentato, soprattutto nei weekend e nei giorni festivi.
Durante l’inverno l’atmosfera cambia ancora: la vegetazione è meno rigogliosa e il paesaggio più essenziale, ma proprio per questo le Fonti mostrano un volto diverso e solitamente più tranquillo. Tieni però presente che in questa stagione gli orari di apertura sono ridotti.
Più che scegliere una stagione “migliore”, secondo me vale la pena pensare a che tipo di atmosfera vuoi trovare. Se cerchi soprattutto silenzio e tranquillità, io proverei ad arrivare vicino all’orario di apertura. La luce, invece, cambia continuamente riflessi e sfumature del laghetto nel corso della giornata, quindi anche lo stesso scorcio può apparire molto diverso a poche ore di distanza.
Consigli utili per la visita
All’interno delle Fonti del Clitunno non è consentito consumare cibi e bevande, quindi non è possibile organizzare picnic sui prati. È una regola che personalmente ho apprezzato, perché contribuisce a mantenere il parco tranquillo, pulito e ben rispettato.
Se vuoi fermarti a mangiare, però, non è necessario spostarsi in auto: proprio accanto all’ingresso puoi trovare un ristorante e un punto ristoro con pizzeria, dove vengono proposti anche piatti della cucina umbra, prodotti tipici e pasti più veloci.
Nei pressi dell’ingresso troverai anche servizi igienici, mentre nella biglietteria c’è un piccolo spazio dedicato ai souvenir.
Le Fonti sono adatte anche a una visita con i bambini. Oltre agli animali che popolano il laghetto, c’è infatti un piccolo parco giochi in una zona più appartata rispetto agli specchi d’acqua. Anche questa mi è sembrata un’ottima soluzione, perché permette ai bambini di svagarsi senza trasformare le aree più vicine all’acqua in uno spazio di gioco e contribuisce a mantenere più tranquilla l’atmosfera intorno alle sorgenti.
Cosa vedere vicino alle Fonti del Clitunno
Le Fonti del Clitunno possono diventare una delle tappe di un itinerario molto più ampio alla scoperta dell’Umbria. Borghi medievali, città d’arte, luoghi spirituali e paesaggi naturali si trovano a distanze che permettono di organizzare facilmente una o più giornate, scegliendo quanto rendere intenso il viaggio.
Tra i luoghi che puoi abbinare alla visita ci sono:
- Trevi: uno dei borghi che più mi ha sorpreso della Valle Umbra, piccolo ma ricco di testimonianze storiche e artistiche e circondato da uliveti, tra i quali si nasconde anche l’Ulivo millenario di Sant’Emiliano.
- Spoleto: città d’arte ricchissima di testimonianze romane e medievali, con il Duomo, la Rocca Albornoziana e il celebre Ponte delle Torri tra i suoi simboli più conosciuti.
- Bevagna: borgo medievale che conquista già all’ingresso con la vasca dell’Accolta e il rumore delle sue acque. Superate le due torri daziarie, si entra subito in un’atmosfera d’altri tempi che culmina in Piazza Filippo Silvestri, uno degli angoli più scenografici del borgo e scelto anche come set per diverse produzioni cinematografiche.
- Montefalco: conosciuta come il Balcone dell’Umbria per la sua posizione panoramica, custodisce il Complesso Museale di San Francesco con il celebre ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli ed è indissolubilmente legata alla produzione del Sagrantino.
- Rasiglia: minuscolo borgo diventato famoso per i ruscelli e i canali che scorrono tra case, vicoli e ristorantini, regalando al centro abitato il suo inconfondibile legame con l’acqua.
- Vallo di Nera: piccolo borgo medievale della Valnerina, con case e vicoli in pietra che permettono al centro storico di mantenere ancora intatto gran parte del suo fascino antico.
- Cascia e Roccaporena: due luoghi profondamente legati alla storia di Santa Rita. A Cascia si trova la Basilica che ne custodisce le spoglie, mentre Roccaporena conserva molti dei luoghi legati alla sua vita.
- Norcia: ai piedi dei Monti Sibillini, è famosa per la gastronomia e i prodotti norcini, ma anche per il paesaggio montano che la circonda e che cambia completamente volto rispetto alla Valle Umbra.
- Todi: elegante città arroccata su un colle, con la monumentale Piazza del Popolo come cuore del centro storico e un dedalo di strade e scorci da scoprire tutt’intorno.
- Collevalenza: piccola località poco distante da Todi conosciuta soprattutto per il grande Santuario dell’Amore Misericordioso, legato alla figura di Madre Speranza.
- Narni: città medievale che nasconde segreti e sorprese nel percorso di Narni Sotterranea e il cui antico nome latino, Narnia, ispirò C.S. Lewis nella scelta del nome del mondo fantastico delle Cronache di Narnia.
- Terni: città indissolubilmente legata a San Valentino, suo patrono e santo degli innamorati, al quale è dedicata la Basilica che ne custodisce le spoglie. Il territorio comunale comprende inoltre la spettacolare Cascata delle Marmore, creata in epoca romana e formata dal salto del fiume Velino nel Nera per complessivi 165 metri.
Il mio itinerario di 2 giorni
Io ho inserito le Fonti del Clitunno all’interno di un itinerario di due giorni piuttosto dinamico, che mi ha permesso di scoprire località molto diverse tra loro senza percorrere distanze eccessive.
Il primo giorno sono partita da Narni, per poi proseguire verso Collevalenza e Todi e concludere la giornata a Trevi, dove ho pernottato nel centro storico alle Camere della Vecchia Posta, una struttura graziosa con ristorante affacciato direttamente sulla piazza principale, che offre piatti tipici a prezzi contenuti.
Il secondo giorno ho visitato prima Trevi, poi le Fonti del Clitunno, per proseguire verso Rasiglia e concludere l’itinerario a Bevagna.
Puoi replicare questo itinerario se ami le giornate dinamiche e non hai problemi a spostarti più volte in auto. Personalmente non ho avuto la sensazione di fare tutto troppo di corsa. L’unico limite è stato arrivare nel tardo pomeriggio a Todi, quando molte attrazioni erano già chiuse, e trovare una situazione simile a Bevagna. Se vuoi visitare internamente musei e chiese, i tempi possono quindi allungarsi e ti conviene controllare bene gli orari. Se invece ami passeggiare tra i borghi, viverne l’atmosfera e concederti una sosta per un gelato o uno spuntino, questo itinerario di due giorni può funzionare molto bene.
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