Cosa vedere a Trevi in un giorno: il borgo umbro che non ti aspetti

Trevi è stata una delle sorprese più piacevoli del mio viaggio in Umbria. L’avevo scelta soprattutto come tappa dove fermarmi per la notte durante un itinerario di due giorni e, viste le dimensioni raccolte del borgo, non immaginavo che avrei trovato così tante cose interessanti da vedere.
Arroccata sulle colline della Valle Umbra, in provincia di Perugia, Trevi custodisce chiese, palazzi storici, piccoli dettagli artistici nascosti tra archi e passaggi, musei e splendidi affacci sulla valle: il tutto concentrato in pochi passi.
Varcato l’arco che introduce al centro storico, sono rimasta sorpresa dal suo fascino quasi silenzioso, che non sta soltanto nei monumenti più importanti, ma si svela esplorandolo lentamente, tra piccole sorprese che si incontrano quasi per caso lungo il percorso e rendono la visita molto più interessante di quanto ci si possa aspettare.
In questa guida ti racconto cosa vedere a Trevi, le tappe che meritano davvero una sosta e i consigli utili per organizzare la visita, seguendo un percorso tra monumenti, scorci panoramici e piccole sorprese del centro storico e dei suoi dintorni.
Cosa vedere a Trevi: itinerario a piedi nel centro storico

Il punto più comodo da cui iniziare a scoprire cosa vedere a Trevi è Piazza Garibaldi, un tempo conosciuta come Piazza del Lago, per la presenza di uno stagno. Si tratta di un ampio piazzale situato a pochi passi dal cuore del borgo, con tanti spazi per parcheggiare la tua auto.
Da qui prosegui lungo Via Roma per raggiungere il Teatro Clitunno.
Il Teatro Clitunno di Trevi

La prima tappa che incontrerai entrando nel centro storico è il Teatro Clitunno, affacciato sull’omonima piazzetta. Io l’ho visto soltanto dall’esterno e la sua facciata piuttosto sobria non lascia immaginare quanto sia particolare l’interno.
Il teatro fu inaugurato nel 1877 e la piccola sala conta circa 200 posti distribuiti tra platea, due ordini di palchi e loggione. Il suo elemento più prezioso è però il sipario dipinto da Domenico Bruschi, che raffigura l’imperatore Caligola mentre offre un sacrificio al dio Clitunno: un richiamo diretto al culto antico legato alle vicine Fonti del Clitunno.
Palazzo Petrucci e il disegno monocromo di Diana e Atteone
Proseguendo lungo il percorso, ricordati di fare attenzione anche ai dettagli dei vari edifici. Sulla facciata di Palazzo Petrucci c’è un curioso disegno monocromo del 1512 dedicato al mito di Diana e Atteone.
La scena raffigura l’episodio in cui Diana trasforma il crudele cacciatore Atteone in un cervo: secondo una leggenda, per essersi vantato di superarla nel tiro con l’arco; secondo un’altra, per averla spiata mentre faceva il bagno.
Nel cartiglio compare una scritta in latino con le parole disperate di Atteone, che cerca di farsi riconoscere dai suoi cani, che però finiranno per sbranarlo.
📌 Poco più avanti puoi trovare anche la chiesa di San Giovanni Decollato, che dall’esterno appare piuttosto semplice. All’interno custodisce però alcune opere interessanti, tra cui l’altare con la Decollazione di San Giovanni e due statue lignee raffiguranti il Crocifisso e il Risorto. La chiesa può essere visitata ma non risultano orari turistici regolari durante tutto l’anno. Io, ad esempio, l’ho trovata chiusa.
L’affresco dei Santi Protettori di Trevi
Subito dopo, sotto le arcate, si incontra uno dei dettagli che mi sono sembrati più curiosi lungo il percorso: l’affresco dei Santi Protettori di Trevi.
Realizzato nel 1704, raffigura la Madonna con il Bambino circondata dagli angeli e dai principali santi legati alla città: Sant’Emiliano, San Vincenzo e San Benigno. Fu dipinto in occasione del trasferimento a Trevi, da Lucca, delle reliquie dei santi Vincenzo e Benigno.
È proprio uno di quei particolari che potresti facilmente oltrepassare senza accorgertene, ma che rendono ancora più interessante una passeggiata nel centro storico di Trevi.
Piazza Mazzini, il cuore di Trevi


Ancora qualche passo e si aprirà di fronte a te la graziosa Piazza Mazzini, il vero cuore del borgo, raccolta tra antichi palazzi e animata da qualche tavolino. Non mi aspettavo di trovare una piazza così graziosa e viva nel cuore di un borgo tanto piccolo. Ci sono arrivata a fine giornata, quando pensavo di aver già visto le cose più belle del mio itinerario in Umbria, e invece Piazza Mazzini mi ha regalato un’accoglienza inaspettata, piacevole e calorosa.
Qui si affacciano il Palazzo Comunale, di origine medievale e modificato più volte nel corso dei secoli, e la Torre Civica, uno dei simboli di Trevi, risalente almeno al XIII secolo e anch’essa trasformata nel tempo.
Un tempo la piazza è stata teatro di numerosi eventi tra cui la “festa del maggio”, la “caccia al bove” e “il palio dell’anello o l’inquintana” che oggi hanno lasciato spazio all’“Ottobre trevano” e alla manifestazione “Trevi in Piazza” che ad agosto trasforma la piazza in palcoscenico per rappresentazioni teatrali, stand gastronomici e spettacoli vari.
La Chiesa di Sant’Emiliano


Salendo verso la parte alta del borgo, prima di raggiungere la Chiesa di Sant’Emiliano, aguzza la vista per individuare la targa che ricorda la casa natale di Tommaso Riccardi, nato a Trevi nel 1844 e poi entrato nell’ordine benedettino con il nome di Placido Riccardi. La trovi sulla facciata della casa lungo la via che oggi porta proprio il suo nome.
Ancora qualche passo in salita e arriverai al cospetto della Chiesa di Sant’Emiliano, dedicata al patrono di Trevi. L’edificio è alto e massiccio, ma gli spazi stretti del centro storico e le case costruite tutt’intorno quasi gli rubano la scena, rendendo difficile apprezzarne davvero le dimensioni.
Purtroppo io l’ho trovata chiusa sia la sera sia la mattina seguente, in una fascia oraria in cui pensavo di riuscire a entrare, quindi non sono riuscita a visitarne l’interno. Se avrai più fortuna, una delle opere da non perdere è il monumentale Altare del Santissimo Sacramento, realizzato nel Cinquecento da Rocco di Tommaso da Vicenza e decorato con colonne, rilievi e motivi scolpiti. È considerato una delle opere di maggior pregio conservate nella chiesa.
Non ho trovato indicazioni sufficientemente chiare su orari di apertura regolari, quindi ti consiglio di verificare sul posto o con gli uffici turistici se desideri visitarla internamente.
Proprio di fronte alla chiesa di Sant’Emiliano, troverai anche Palazzo Lucarini. È uno dei palazzi storici più importanti di Trevi e oggi ospita Palazzo Lucarini Contemporary, centro dedicato all’arte contemporanea.
Gli eventi e gli orari cambiano durante l’anno, quindi ti consiglio sempre di verificare nei siti ufficiali cosa ti aspetta al momento della tua visita.
Il Complesso Museale di San Francesco a Trevi


Tornando verso Piazza Garibaldi, prosegui di un centinaio di metri verso sinistra per raggiungere il Complesso Museale di San Francesco, una delle tappe che più mi hanno sorpresa a Trevi e che ti consiglio di non perderti. Prima ancora di entrare però, affacciati dalla terrazza panoramica lì di fronte: qui lo sguardo si apre improvvisamente sulla Valle Umbra, con un cambio di prospettiva totalmente opposto a quello offerto dalle strette e labirintiche vie del centro.
Una volta entrato nel complesso, invece, preparati a meravigliarti continuamente per la quantità e la varietà dei tesori che custodisce. La visita inizia con il Museo Archeologico, dove sono esposti reperti provenienti dal territorio di Trevi e dall’antica Trebiae. Poco dopo, passando nelle sale del Museo della Civiltà dell’Ulivo, avrai quasi la sensazione di ritrovarti in aperta campagna, mentre scoprirai quanto questo albero abbia segnato la vita, il lavoro e il paesaggio della zona.






Nella Pinacoteca potrai poi ammirare opere di artisti importanti come Pinturicchio e Lo Spagna.
E proprio quando pensi di aver già visto tantissime bellezze, arriva quella che per me è stata la sorpresa più grande: la Chiesa di San Francesco. Un po’ come mi era successo a Montefalco, ritrovarsi improvvisamente all’interno di una chiesa dopo aver attraversato sale museali e collezioni è sempre emozionante, perché cambia completamente l’atmosfera.
L’interno, con una sola navata e il tetto a capriate, conserva opere che meritano davvero attenzione. Tra queste ci sono affreschi realizzati tra Trecento e Cinquecento, il Crocifisso attribuito al Maestro della Croce di Trevi, datato intorno al 1320, e soprattutto l’organo da muro del 1509, ancora funzionante e considerato tra i più antichi del suo genere.
Villa Fabri

Prima di lasciare il centro di Trevi, raggiungi anche Villa Fabri, a circa 200 metri dal complesso museale. È un’elegante dimora affacciata sulla Valle Umbra, circondata da un giardino che regala un altro bellissimo scorcio sul paesaggio circostante.
Costruita alla fine del Cinquecento e inaugurata nel 1603, la villa conserva soffitti affrescati e, nella cappella, la rappresentazione delle Storie di San Venceslao e San Francesco. Sulla facciata sono ancora visibili alcuni graffiti lasciati dal Collegio Boemo, con raffigurazioni di Praga e di altre cinque città della Boemia.



Oggi Villa Fabri ospita anche iniziative culturali, mostre ed eventi. Durante la mia visita, ad esempio, erano in corso alcune prove musicali e non ho potuto soffermarmi con calma in tutte le stanze e apprezzarne pienamente le decorazioni. Io sono entrata gratuitamente, ma visto che le modalità di accesso possono cambiare ti consiglio di verificare le informazioni aggiornate prima della visita.
Cosa vedere fuori dal centro storico di Trevi
Una volta terminata la passeggiata tra le vie del borgo, se hai ancora un po’ di tempo a disposizione, ci sono ancora alcuni luoghi che meritano una visita. Si trovano a breve distanza dal centro, dove il paesaggio cambia lentamente: le case lasciano sempre più spazio agli ulivi, che fanno da cornice a chiese isolate sorprendentemente ricche di opere d’arte.
Santuario della Madonna delle Lacrime
Il Santuario della Madonna delle Lacrime, è una grande chiesa rinascimentale nata intorno a un’immagine della Vergine alla quale è legato un episodio miracoloso: secondo la tradizione, nel 1485 dagli occhi della Madonna sarebbero scese lacrime di colore rosso. Quell’immagine è ancora conservata all’interno del santuario.
Già questo basterebbe a renderlo particolare, ma entrando scoprirai che custodisce anche alcune opere davvero importanti. Nelle cappelle puoi ammirare l’Adorazione dei Magi dipinta dal Perugino nel 1521, affiancata dalle figure di San Pietro e San Paolo e il Trasporto di Cristo, realizzato tra il 1518 e il 1520 dello Spagna.
San Martino e la Cappella di San Girolamo
Partendo da Piazza Garibaldi puoi concederti una piacevole passeggiata di circa un chilometro lungo Viale Augusto Ciuffelli, il viale alberato che i trevani chiamano “la Passeggiata”. Il percorso conduce fino alla Chiesa di San Martino, in posizione panoramica sulla Valle Umbra.
Oggi il complesso ospita anche il Monastero S. Chiara in S. Martino, dove vive una comunità di Clarisse. Non ho trovato indicazioni ufficiali su orari regolari di visita della chiesa, quindi se desideri entrare ti consiglio di informarti prima o verificare direttamente sul posto.
La sorpresa più interessante, però, si trova proprio nel piazzale davanti alla chiesa: è la piccola Cappella di San Girolamo. Il suo interno è molto semplice, ma basta voltarsi verso la parete affrescata per capire perché vale la pena raggiungerla. Qui si trova una grande Assunzione della Vergine dipinta da Lo Spagna nel 1512, con i santi inginocchiati ai suoi piedi e, sullo sfondo, una rappresentazione della Valle Umbra così riconoscibile da permettere di individuare anche Foligno.
L’ex Chiesa di Santa Caterina
Tra gli ulivi alle spalle di Trevi si nasconde anche la piccola ex chiesa di Santa Caterina, o meglio ciò che ne rimane oggi. Alla fine dell’Ottocento l’edificio fu infatti quasi completamente demolito per utilizzare le pietre per ampliare l’ospedale cittadino. Venne risparmiata soltanto la parete di fondo, oggi protetta da una piccola struttura con una vetrata che permette di ammirare una Crocifissione, restaurata nel 2010.
L’affresco risale al 1326 ed è attribuito al Primo Maestro di Santa Chiara da Montefalco ed è formato da figure a grandezza naturale che rappresentano le Marie, San Francesco, San Giovanni Evangelista e Santa Caterina d’Alessandria.
L’Ulivo millenario di Sant’Emiliano

Spostandoti nella frazione di Bovara, lungo la strada che da Trevi porta verso le Fonti del Clitunno, puoi raggiungere uno dei simboli del territorio: l’Ulivo di Sant’Emiliano, considerato probabilmente il più antico dell’Umbria.
Con i suoi circa 1.700 anni di età e 9 metri di altezza, è un vero monumento vivente, oggi censito come pianta protetta.
Un antico racconto narra che Sant’Emiliano, vescovo e patrono di Trevi, venne legato a una giovane pianta di olivo prima di essere martirizzato nel 304. Secondo la tradizione, quell’albero sarebbe proprio l’ulivo monumentale che possiamo vedere ancora oggi.
⚠️ Quando l’ho visitato io, non ho trovato recinzioni: un piccolo vialetto conduceva direttamente fino all’albero e permetteva di osservarlo da vicino. Ricorda però di avvicinarti con rispetto e di non toccare né danneggiare il tronco e i rami, perché ti trovi davanti a un esemplare antichissimo e particolarmente prezioso.
Un consiglio per visitare Trevi: segui le orme
Per esplorare il centro storico senza rischiare di lasciarti sfuggire proprio quei piccoli dettagli che rendono Trevi così interessante, puoi prendere come riferimento l’itinerario “Segui le Orme”, ideato dalla Pro Trevi per accompagnare i visitatori tra monumenti, palazzi, chiese e curiosità del borgo.
Il percorso parte dall’area dell’antica Porta del Lago, all’inizio di Via Roma vicino a Piazza Garibaldi, e comprende oggi 39 tappe numerate. Il nome “Segui le Orme” potrebbe però trarti un po’ in inganno, proprio come è successo a me all’inizio. Quando il percorso venne ideato, nel 1987, bastava davvero seguire le orme tracciate a terra con la calce per orientarsi tra le varie tappe.
Dopo il terremoto del 1997 e i numerosi cantieri che interessarono le strade del centro storico, però, alcune orme scomparvero. Oggi potrai trovare in ogni tappa i cartelli con QR code, che permettono di approfondire le singole tappe direttamente dal cellulare e ti guidano all’attrazione successiva. Per orientarti meglio puoi anche richiedere una mappa all’ingresso del Complesso Museale di San Francesco.
Quanto tempo serve per visitare Trevi
Nonostante le dimensioni raccolte del borgo, per scoprire con calma cosa vedere a Trevi ti consiglio di dedicargli almeno mezza giornata. Se vuoi visitare anche il Complesso Museale di San Francesco, entrare nelle chiese e raggiungere Villa Fabri e i luoghi fuori dal centro storico, però, considera qualche ora in più.
Io sono arrivata a Trevi nel tardo pomeriggio, dopo una giornata già piuttosto intensa del mio itinerario in Umbria, e ho continuato la visita la mattina seguente. Questa soluzione mi ha permesso di vivere il borgo in due momenti diversi e di esplorarlo senza dover concentrare tutto in poche ore.
Se hai a disposizione un’intera giornata, puoi invece seguire con calma il percorso nel centro storico e aggiungere anche San Martino, Madonna delle Lacrime, Santa Caterina e l’Ulivo di Sant’Emiliano.
Dove dormire e mangiare a Trevi


Durante il mio soggiorno ho dormito alle Camere della Vecchia Posta, in un vicolo silenzioso nel cuore del centro storico. La posizione è molto comoda per muoversi a piedi e raggiungere in pochi minuti le principali cose da vedere a Trevi.
La struttura dispone anche di un ristorante affacciato direttamente su Piazza Mazzini, dove ho cenato la sera del mio arrivo. Ho trovato un ambiente semplice e accogliente, piatti della cucina locale e prezzi contenuti: la conclusione perfetta di un primo incontro con Trevi che, già dai primi passi, era riuscita a conquistarmi.
Cosa vedere vicino a Trevi
Trevi è una base perfetta per continuare a esplorare la Valle Umbra e alcune delle località più interessanti di questa parte della regione.
Una delle tappe più facili da abbinare sono le Fonti del Clitunno, che si trovano a circa 7 km da Trevi. Se vuoi organizzare la visita, trovi nel mio articolo dedicato tutte le informazioni su cosa vedere, orari, prezzi, parcheggio e Tempietto del Clitunno.
Tra gli altri luoghi che puoi facilmente inserire nello stesso viaggio ti consiglio:
- Bevagna
- Foligno
- Montefalco
- Rasiglia
- Spoleto
- Todi
- Narni
Trevi mi ha sorpresa molto più di quanto immaginassi prima di arrivare e credo sia proprio questo il suo punto di forza: in uno spazio raccolto riesce a concentrare arte, panorami e piccoli dettagli che si scoprono passo dopo passo. Se stai organizzando un itinerario in Umbria, secondo me merita davvero di essere inclusa tra le tue tappe.
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