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Villa Lante, il giardino rinascimentale più scenografico della Tuscia

Nel cuore di Bagnaia, borgo medievale e rinascimentale, Villa Lante si rivela quasi all’improvviso, incastonata alle pendici del Monte Cimino lungo la Via Francigena. È un luogo incredibile in cui natura e architettura dialogano in modo perfetto dando vita a uno dei giardini più scenografici d’Italia, dichiarato Parco più bello d’Italia nel 2011.

Qui ogni dettaglio sorprende e nasconde qualcosa di inaspettato, l’acqua è la protagonista indiscussa che crea maggior stupore e dà vita alle creazioni di maestri rinascimentali: nasce in alto, scende tra terrazze, fontane e giochi prospettici, accompagnando lo sguardo lungo un percorso armonioso e sorprendente.

La storia di Villa Lante a Bagnaia

La storia di Villa Lante ha inizio nel XVI secolo con il cardinale Gianfrancesco Gambara che, dopo la nomina a vescovo di Tuscania e Viterbo, scelse di stabilirsi a Bagnaia, in una residenza destinata prevalentemente allo svago nella riserva di caccia del pittoresco borgo medievale.

Per il progetto si affidò a Jacopo Barozzi da Vignola, uno dei principali esponenti del manierismo, già noto per aver lavorato al magnifico Palazzo Farnese di Caprarola, una delle residenze rinascimentali più spettacolari della zona. I lavori coinvolsero anche altri artisti e progettisti, ma un ruolo fondamentale fu quello di Tommaso Ghinucci, incaricato di sviluppare il complesso sistema idraulico: è grazie al suo ingegno che i giardini sono ancora oggi animati da scenografici giochi d’acqua e fontane.

Dopo la morte del Gambara, nel 1587, il progetto venne portato avanti dal cardinale Alessandro Peretti di Montalto, nipote di papa Sisto V, che fece realizzare il secondo “casino”.

Il nome “Villa Lante” arrivò solo circa un secolo dopo, quando la proprietà passò a Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, che affidò nuovi interventi decorativi anche a Pietro da Cortona, tra i principali esponenti del barocco romano.

Cosa vedere a Villa Lante a Bagnaia

Casino Montalto e giardini Villa Lante

Villa Lante si estende per ben 18 ettari di parco e la visita si svolge principalmente all’aperto: gli unici ambienti interni visitabili sono quelli dei due casini gemelli, il Casino Gambara e il Casino Montalto.

Questi, insieme ai giardini all’italiana con le celebri fontane e i giochi d’acqua, rientrano nell’area a pagamento. Il parco circostante, invece, è accessibile gratuitamente ed è perfetto per proseguire la tua passeggiata immersa nel verde.

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La Fontana del Pegaso

La visita di Villa Lante è un vero e proprio percorso scenografico in cui l’acqua ti guiderà passo dopo passo attraverso i giardini, collegando fontane, terrazze, architetture e geometrie in un equilibrio perfetto.

All’ingresso, accanto alla biglietteria, ti colpirà subito la Fontana del Pegaso, dalla forma ovale, incorniciata da una parete rocciosa decorata con nove busti di muse da cui sgorgano sottili getti d’acqua. Al centro della vasca si erge il cavallo alato, circondato da piccoli amorini che spruzzano acqua, creando subito un effetto scenografico elegante e dinamico.

I Casini Gemelli di Villa Lante

Salendo la rampa di scale a sinistra della fontana, arriverai al cancello d’ingresso dei giardini veri e propri con i due casini gemelli, identici all’esterno nonostante siano stati costruiti a distanza di circa trent’anni.

Il Casino Gambara, il più antico, ha un elegante corridoio affrescato con scene paesaggistiche, dal quale puoi affacciarti sulle piccole stanze stanze laterali. Qui puoi anche divertirti a scoprire quante volte viene rappresentato il simbolo del suo committente, ovvero il gambero.

Accanto, il Casino Montalto, commissionato da Alessandro Damasceni Peretti di Montalto, mostra invece uno stile più classico e illusionistico, con decorazioni che alternano affreschi e intonaci modellati in effetto trompe-l’œil.

La Fontana dei Quattro Mori

Proprio di fronte ai due edifici si apre uno degli scenari più iconici della villa di fronte al quale è impossibile non meravigliarsi: la Fontana dei Quattro Mori, cuore scenografico del giardino. Nonostante la sua posizione all’inizio del tuo percorso di vista, rappresenta simbolicamente il punto di arrivo dell’acqua, che dalla sommità del colle scende fino a qui, dove l’intervento umano domina e ordina la natura.

La Fontana dei Mori è un’immensa vasca quadrata, circondata da basse siepi geometriche che sembrano piccoli labirinti, con al centro una fontana rotonda da cui si innalzano quattro figure di atleti, detti “mori” per il colore che la pietra assume quando viene bagnata dall’acqua. Sono rappresentati a coppie e affiancati da due leoni e sostengono gli emblemi araldici dei Montalto e dei Peretti (i monti, la stella e le pere) oltre a quattro navi che spruzzano acqua.

La fontana fu realizzata nel 1597 per celebrare il cardinale Montalto, suo committente, e la sua famiglia, sostituendo quella precedente voluta dal Gambara, di cui restano ancora oggi le quattro vasche con balaustre decorate da gamberi.

La Fontana dei Lumini

Fontana dei Lumini Villa Lante Bagnaia

Salendo al secondo livello dei giardini si apre una terrazza panoramica dalla quale potrai ammirare nella sua interezza il capolavoro della Fontana dei Mori, ma non lasciarti distrarre solo da quella vista. Alle tue spalle troverai un’altra fontana più piccola ma molto scenografica: la Fontana dei Lumini, di forma circolare, con circa 70 piccoli zampilli a forma di lampade ad olio, da cui prende il nome.

La tavola del Cardinale e Fontana dei Giganti

Al livello superiore preparati a stupirti di fronte ad una lunga tavola in peperino attraversata dall’acqua sia al centro che alla base: è la cosiddetta Tavola del Cardinale, dove durante i banchetti il cardinale e i vari ospiti si rinfrescavano i piedi nelle giornate più calde e mantenevano al fresco i viveri. Bella vita eh?!?

A fare da sfondo a questo infinito spazio conviviale si fa ben notare la maestosa Fontana dei Giganti, dove le figure allegoriche del Tevere, fiume di Roma, e dell’Arno, fiume di Firenze, sono rappresentate in posa semi-sdraiata secondo l’iconografia tipica delle divinità fluviali. La scelta di questi due corsi d’acqua non è casuale, ma richiama il legame politico del cardinale Gambara con la Chiesa di Roma e con la famiglia de’ Medici, che in segno di ritrovata intesa, dopo anni di tensioni, contribuì al progetto anche attraverso la donazione di abeti destinati al parco.

La Cordonata del Gambero

Ancora più in alto si trova uno degli elementi più scenografici della villa: la Cordonata del Gambero o Catena d’acqua, un sistema idraulico composto da numerose vasche collegate da piccole cascate che uniscono la Fontana dei Giganti con la sovrastante Fontana dei Delfini. Le vasche sono disposte in modo tale da creare un effetto ottico sorprendente, dando l’impressione che l’acqua risalga invece di scendere, come una sequenza di bolle in movimento. Geniale!

La Fontana dei Delfini e del Diluvio tra le Logge delle Muse

In cima si trova la Fontana dei Delfini, a base ottagonale, decorata con otto coppie di delfini da cui sgorgano getti d’acqua, mentre poco più avanti si raggiunge la Fontana del Diluvio, che rappresenta il sipario della tua visita a Villa Lante nonostante sia il punto iniziale del percorso dell’acqua. Semi-nascosta tra le Logge delle Muse, sembra una grotta naturale da cui sgorga l’acqua, circondata da vegetazione rigogliosa e, un tempo, da figure di animali. Davvero particolare è il tappeto erboso di un verde intenso, quasi fosforescente, che sembra galleggiare e da cui emergono alcune statue di tartarughe.

Le Logge delle Muse, disposte come due quinte sceniche ai lati della fontana, completano l’effetto teatrale dell’insieme. Qui si ritrova spesso il simbolo del gambero, legato alla famiglia Gambara, mentre nella chiave di volta è raffigurata la graticola del martirio di San Lorenzo, patrono di Viterbo. Delle muse che decoravano originariamente le logge e che danno il nome alle strutture, oggi restano solo Erato e Tersicore.

Consigli per la visita di Villa Lante

Il percorso che si snoda tra i giardini di Villa Lante è prevalentemente in salita e alterna scale e dislivelli, ma non risulta particolarmente faticoso, anche grazie alle numerose soste che invitano a fermarsi per fotografare e osservare i dettagli. Ti consiglio comunque di indossare scarpe comode e chiuse e, nei mesi estivi, di portare abbondante acqua fresca.

Il periodo migliore per la visita è l’estate. È vero che può esserci tanta gente, ma nelle altre stagioni è altamente probabile che troverai lavori di manutenzione, aree transennate, sezioni chiuse e soprattutto fontane senza acqua: dettagli che incidono molto sulla resa scenografica e che possono compromettere l’esperienza (come è capitato a me).

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Per compensare questi disagi il biglietto può essere ridotto e potresti trovare il Casino Montalto aperto senza prenotazione, ma i giardini senza acqua perdono la loro anima. Per evitare la folla estiva, posso consigliarti di arrivare all’apertura, alle 8:30: dopo le 11 il flusso di visitatori aumenta sensibilmente.

Per il parcheggio è disponibile un ampio spazio gratuito situato sotto il ponte che conduce a Piazza XX Settembre, direttamente collegato con una breve passeggiata alla Villa. L’accesso avviene tramite una strada in discesa stretta e ripida a senso unico, compresa tra il ponte e il Palazzo della Loggia.

Dopo la visita della villa è puoi proseguire la passeggiata nel parco circostante, anch’esso gratuito, e vale assolutamente la pena dedicare del tempo anche all’esplorazione del caratteristico “borgo doppio” di Bagnaia, tra la parte medievale e quella rinascimentale del paese.

Per quanto riguarda gli orari di apertura, il costo del biglietto ti consiglio di consultare le fonti ufficiali, ricordandoti che per le viste dei casini ci sono orari di apertura e modalità di prenotazioni particolari.

Cosa vedere nei dintorni di Villa Lante

Villa Lante si trova in una posizione ideale per esplorare la Tuscia: dista circa 5 km da Viterbo e Vitorchiano, circa 15 km da Bomarzo e dal suo celebre Parco dei Mostri, 20 km da Montefiascone e dal Lago di Bolsena, oltre che da Palazzo Farnese, un’altra straordinaria residenza rinascimentale a Caprarola.

In poco più di mezz’ora si raggiungono anche Civita di Bagnoregio, Celleno, il “Paese delle Fiabe” Sant’Angelo di Roccalvecce e Orvieto, mentre Roma si trova a circa 100 km.

Una posizione strategica che la rende non solo una meta imperdibile, ma anche il punto di partenza perfetto per un itinerario alla scoperta della Tuscia Viterbese.

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