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Montefiascone, cosa vedere nel borgo del vino Est! Est!! Est!!!

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Montefiascone, in provincia di Viterbo, preparati a scoprire un borgo che sorprende fin dal primo sguardo: arroccato a circa 600 metri di altitudine, regala una delle viste più ampie e suggestive sul Lago di Bolsena.

Qui la storia si intreccia con il paesaggio, tra la maestosa cupola della Basilica di Santa Margherita, tra le più grandi d’Italia, e la Rocca dei Papi, che racconta il passato medievale e il ruolo strategico del paese.

Montefiascone rivela molto di sé già nel nome, legato ai vigneti che lo circondano e al celebre vino Est! Est!! Est!!!, simbolo della sua identità. Ancora oggi, inoltre, rappresenta una tappa significativa per i pellegrini lungo la Via Francigena, trovandosi a 100 chilometri dalla Tomba di Pietro.

Possiamo dire che, nonostante le sue dimensioni ridotte, il centro storico non manchi di cose da vedere: iniziamo quindi subito il nostro tour del borgo.

Cosa vedere a Montefiascone

Il Belvedere di Montefiascone

Belvedere di Montefiascone il balcone della Tuscia

Iniziamo la visita di Montefiascone dal Belvedere, nel punto in cui via Bandita incontra via Trento e un antico arco segna l’ingresso al borgo. Da qui si apre una grande terrazza panoramica affacciata sul Lago di Bolsena, che permette di abbracciarlo totalmente con lo sguardo.

Qui puoi fermarti qualche istante e lasciarti conquistare dal paesaggio, soprattutto al tramonto, quando la luce calda del sole rende il panorama ancora più scenografico. Non ti sarà difficile capire perchè Montefiascone è chiamato anche il Belvedere della Tuscia.

Il Monumento al Pellegrino

Monumento del Pellegrino Montefiascone

Da Via Trento prosegui in salita per qualche centinaio di metri fino a raggiungere un’altra terrazza panoramica dove un monumento dedicato ai Pellegrini sembra quasi sospeso tra cielo e lago, regalando scorci straordinari da immortalare con infinite fotografie.

La scultura in ferro battuto raffigura due pellegrini in cammino, riconoscibili dagli zaini e dal bastone, e vuole rendere omaggio a loro e al lungo viaggio lungo la Via Francigena, che attraversa anche Montefiascone, per raggiungere Roma. Con la sua semplicità racchiude un forte valore simbolico, rappresentando non solo il percorso fisico del pellegrinaggio, ma anche quello interiore, fatto di ricerca, fatica e crescita personale che accompagna ogni viandante lungo la propria strada.

La Rocca dei Papi di Montefiascone

Proseguendo ancora in salita, arriverai nel punto più alto di Montefiascone, dove, su un’ampia piazza con giardini si affaccia la Rocca dei Papi. Questa imponente struttura testimonia il ruolo strategico e prestigioso che ha avuto nei secoli, anche come residenza estiva dei pontefici.

Nata nel XII secolo con funzione difensiva, è stata ampliata e modificata più volte nel corso del tempo – anche Antonio da Sangallo il Vecchio realizzò un progetto per il suo restauro – fino a conoscere un progressivo abbandono dopo il Rinascimento, interrotto solo nel XX secolo con i lavori per la riapertura come museo.

Oggi la Rocca ospita il Museo dedicato ad Antonio da Sangallo il Giovane, che racconta il legame dell’architetto con il territorio. Ci sono inoltre le antiche cantine con suggestive volte e ambienti storici, che in alcuni casi vengono utilizzati per degustazioni di prodotti locali.

Il cortile interno è una vera e propria area archeologica, dove si possono ancora osservare resti di strutture antiche, cisterne e testimonianze di epoca longobarda. Potrai inoltre salire sulla Torre del Pellegrino, da cui si apre una vista spettacolare sul centro storico, sulla piana di Viterbo e sull’intero Lago di Bolsena.

ℹ️ Per informazioni su orari di apertura e costo del biglietto della Rocca dei Papi, ti invito a consultare il sito ufficiale, sempre aggiornato.

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Il Duomo di Montefiascone

Il Duomo di Montefiascone, o Chiesa di Santa Margherita, si affaccia su una piccola piazza che ospita anche il Palazzo Vescovile e rappresenta il vero simbolo del borgo. Con la sua mole imponente e la grande cupola che lo sovrasta, domina il paesaggio circostante ed è visibile da numerosi punti della Tuscia.

La sua costruzione ha attraversato secoli di difficoltà e trasformazioni: iniziata nel Quattrocento, fu più volte interrotta da eventi drammatici come guerre e pestilenze, fino al grave incendio del 1670 che danneggiò profondamente l’edificio. Da quel momento iniziò il progetto della grande ricostruzione che vide la creazione della straordinaria cupola progettata da Carlo Fontana, rivestita in piombo e pensata per dominare lo spazio con imponenza e armonia.

La vista della cupola dall’interno regala emozioni ancor più intense e immenso stupore. Con i suoi 27 metri di diametro, è la quarta cupola più grande d’Italia, dopo quelle di San Pietro a Roma, del Duomo di Firenze e il Pantheon.

La Chiesa di San Flaviano

Alle pendici del colle di Montefiascone si trova la Chiesa di San Flaviano, un edificio affascinante e insolito per la sua particolare struttura “doppia”, composta da due livelli sovrapposti costruiti in epoche diverse e collegati tra loro.

La chiesa inferiore, più antica e risalente all’XI secolo, è composta da tre navate con affreschi medievali importanti tra i quali spicca la rappresentazione dell’ “Incontro dei tre vivi e dei tre morti”. L’opera, spesso definita una forma di “danza macabra” è un raro esempio di iconografia medievale che raffigura tre cavalieri che si imbattono in tre scheletri, accompagnati dalla figura di San Macario. Secondo la tradizione, il santo avrebbe fatto parlare un teschio, che ammonisce i vivi ricordando la fragilità dell’esistenza con la frase latina “Pensate quod estis et quod non vitare potestis”.

Alcune interpretazioni ipotizzano addirittura che i tre personaggi vivi possano alludere alla famiglia imperiale sveva, ritraendo Corrado IV, Isabella d’Inghilterra e Federico II.

Accanto all’entrata si trova anche la lastra tombale del vescovo leggendario Johannes Defuk, protagonista di una leggenda legata al vino Est! Est!! Est!!! di cui ti parlo fra poco.

Una scala conduce poi alla chiesa superiore,costruita successivamente, dove spicca la cattedra papale di Papa Urbano IV, il Papa che riconobbe il Miracolo Eucaristico di Bolsena.

Il Vino Est! Est!! Est!!!

L’origine vulcanica del territorio che circonda Montefiascone ha da sempre offerto condizioni ideali per la coltivazione della vite. Non a caso, qui nasce il celebre Est! Est!! Est!!!, un vino bianco DOC conosciuto e apprezzato anche all’estero e diventato simbolo del borgo, come si nota anche nello stemma cittadino con sei collinette sormontate da una botte. Si tratta di un bianco dal colore paglierino, ottenuto principalmente da vitigni come Trebbiano, Roscetto e Malvasia, che si distingue per la sua freschezza e per i suoi profumi sottili che richiamano fiori e frutta.

Se sei amante del buon vino approfittane per una degustazione nei ristoranti o nelle cantine locali!

La leggenda di Johannes Defuk e la nascita del vino Est! Est!! Est!!!

Secondo la tradizione, la celebre storia del vino “Est! Est!! Est!!!” risale al viaggio verso Roma dell’imperatore Enrico V nel 1111, che aveva tra i suoi seguaci un personaggio leggendario, il vescovo Johannes Defuk. Grande appassionato di buon vino, Defuk avrebbe incaricato il suo servo Martino di precedere la comitiva lungo la Via Francigena, con il compito di segnalare le locande dove si trovava un vino particolarmente buono scrivendo sulle porte “Est” (ovvero “c’è”).

Quando Martino arrivò nella zona di Montefiascone, rimase così colpito dalla qualità del vino locale da ripetere il segnale ben tre volte, lasciando scritto “Est! Est!! Est!!!”. Defuk decise così di fermarsi per gustarlo e ne rimase così colpito da decidere di stabilirsi su quel colle, iniziando una vita di eccessi che lo fece ammalare e lo portò alla morte due anni dopo.

Prima di morire, Defuk avrebbe chiesto come ultimo desiderio che ogni anno, in segno di ricordo, venisse versato un boccale di vino sulla sua tomba, lasciando in cambio i suoi beni alla città.

Sulla sua tomba, all’interno della Chiesa di San Flaviano, si leggono ancora le parole che fece scrivere il suo servitore:

“est est est propter nimium est hic jo defuk dominus meus mortus est” ovvero “È (buono), è (buono), è (buono): per averne bevuto troppo è morto qui il mio signore Johannes Defuk.”

Cosa vedere nei dintorni di Montefiascone

Dopo aver ammirato dall’alto lo splendido Lago di Bolsena non ti resta che proseguire il tuo tour visitando anche i borghi di Bolsena e Marta.

Se ami i borghi dipinti non perderti il Paese delle Fiabe, mentre Celleno potrebbe affascinarti per la sua caratteristica di “Borgo fantasma“, e Civita di Bagnoregio per la sua fama di “città che muore”.

A meno di 20 km di distanza si trova Viterbo, affascinante città papale dove il potere pontificio ha lasciato una delle sue testimonianze più importanti nel suggestivo Palazzo dei Papi, a pochi passi da uno dei quartieri medievali meglio conservati e più grande d’Europa. Poco distante puoi trovare anche Vitorchiano, un borgo interamente costruito in peperino e arroccato su una rupe, famoso anche per la presenza dell’unico moai al di fuori dell’Isola di Pasqua.

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