C’è un piccolo borgo in Umbria che fino a qualche anno fa non era altro che un minuscolo agglomerato di case affacciate su vicoletti stretti e labirintici; poi è successo qualcosa di sorprendente che ha fatto risorgere Mugnano.
Arrivando a Mugnano, il primo pensiero che sorge spontaneo è: “Ma qui c’è davvero qualcosa da vedere?”. Eppure, basta oltrepassare le antiche mura del castello che racchiudono i centro storico, per dissolvere ogni dubbio. Passeggiando tra i suoi vicoli, scoprirai subito perché questo luogo è conosciuto come il Paese dei Muri Dipinti, un autentico museo a cielo aperto che sorprende a ogni angolo.
Un po’ di storia di Mugnano



Le origini del territorio risalgono a tempi molto antichi: durante il Quaternario, l’area era parte del grande bacino tiberino, con paesaggi lacustri e fluviali che generarono sedimenti e lasciarono numerosi fossili.
In epoca romana (a partire almeno dal II secolo a.C.) il luogo era popolato stabilmente, come testimoniano i ritrovamenti di sepolture e insediamenti rurali. Il nome Mugnano deriverebbe infatti da Fundus Munianus, latifondo appartenuto alla gens Munii.
Dopo il declino dell’Impero Romano, nei secoli successivi vi fu un periodo meno documentato, con popolamenti che diminuirono, probabilmente a causa di carestie, epidemie e insicurezza.
Tra IX e X secolo arrivarono i monaci benedettini che bonificarono le zone paludose, costruirono un’abbazia con chiesa e fondarono la base per la crescita dell’insediamento.
Nel Medioevo, Mugnano cominciò a organizzarsi concretamente: sorsero un ospitale per i viandanti e un castello, edifici che proteggevano la popolazione e davano identità al borgo. Nel corso del XIV e XV secolo venne riconosciuto come Castrum.
Dal Rinascimento in poi il castello e le mura subirono varie trasformazioni, distruzioni e ricostruzioni. L’economia si basava su agricoltura e artigianato locale.
Nel XX secolo l’agricoltura rimase importante, ma molte attività artigianali tradizionali andarono perdute; la comunità si è invece rafforzata sempre più grazie alla solidarietà locale e alle associazioni del paese che nel 1983 ha trovato l’iniziativa perfetta per rivalutarlo.
La nascita dei Muri Dipinti di Mugnano

Già dal 1971 Mugnano era conosciuto per le sue prestigiose mostre di pittura, che attiravano artisti e appassionati da tutta Italia. Con il tempo, però, l’organizzazione di questi eventi divenne sempre più impegnativa. Fu allora che il pittore mugnanese Benito Biselli ebbe un’idea brillante: trasformare l’intero borgo in una galleria d’arte a cielo aperto. Con il sostegno appassionato della Pro Loco, le antiche mura del paese divennero tele pronte ad accogliere opere permanenti.
Nel 1983 otto artisti risposero con entusiasmo all’invito e realizzarono i primi murales, inaugurando una tradizione destinata a durare nel tempo. Da allora, anno dopo anno, nuovi pittori hanno lasciato la loro firma creativa sulle facciate del borgo. Ancora oggi, poco prima della grande festa che anima Mugnano tra fine giugno e inizio luglio, viene realizzato un nuovo murale, mantenendo viva una tradizione che unisce arte, comunità e identità. Oggi ci sono circa 50 murales, tutti da scoprire.
I murales di Mugnano

Per non perderti nessun murales ti consiglio di iniziare la visita dal bar del paese. Ti sembrerà un suggerimento insolito ma qui troverai una brochure con mappa e spiegazione dettagliata di tutte le opere d’arte. In più, il proprietario Simone, sarà ben lieto di raccontarti tutti, ma davvero tutti, gli aneddoti sulla storia dei murales, sulle opere d’arte e su tutti i cimeli che adornano il suo locale. Da qui, con una passeggiata di qualche centinaio di metri in totale, potrai scoprire tutti i murales che arricchiscono non solo le pareti delle case ma anche il pozzo di Piazza Castello, gli archi e gli sportelli dell’Enel (frutto di un nuovo recente progetto).






Ogni murales racconta una storia di tradizioni, racconti di vita del passato e tematiche più moderne con stili innovativi o ispirati ad artisti famosi. Dall’omaggio al 150° anniversario dell’Unità d’Italia di Valeria Bucefari, a quello alla Madre Terra di Roberto Rossi Banfi, dagli antichi mestieri a temi religiosi, Mugnano parla attraverso immagini e colori.
Negli ultimi anni, grazie ad un intervento sull’illuminazione, ogni opera viene messa in risalto anche di notte, quando tutto diventa ancora più magico e affascinante.
Io l’ho scoperto proprio dal proprietario del bar e purtroppo avevo già un itinerario da seguire quindi non sono riuscita a vederlo, ma se ne hai la possibilità, prendi in considerazione una visita dopo il tramonto…e magari fammi sapere cosa ne pensi!



Cosa vedere a Mugnano oltre ai murales
Nonostante le ridotte dimensioni del borgo, c’è ancora qualcosa che puoi vedere a Mugnano, oltre ai murales.
L’Abbazia Benedettina di Mugnano


Non sappiamo con certezza la data di fondazione dell’Abbazia Benedettina di Mugnano ma fonti certe riportano che tra il IX e il X secolo fu occupata dai benedettini, che trasformarono il selvaggio territorio circostante in una zona fertile e fiorente. L’abbazia ha subito numerosi restauri nel corso dei secoli, l’ultimo dei quali si rese necessario dopo i danni provocati dal terremoto del 1997.
La Chiesa di San Benedetto
Anche la Chiesa di San Benedetto ha vissuto importanti trasformazioni: nel 1891 fu quasi completamente ricostruita, perdendo gran parte dell’originaria struttura medievale. Nel 2000, durante interventi di restauro, sono però riemerse le splendide volte stellate, tipiche di molte chiese umbre.
I Monumenti di Mugnano
Passeggiando tra le vie del borgo è possibile ammirare tre monumenti che raccontano la memoria e i valori della comunità:
- Monumento ai Caduti (1924), opera di Gerolamo Ricotti, dedicato ai mugnanesi caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
- Monumento al Lavoro (1986), realizzato da Romeo Mancini in occasione del 75° anniversario della Società Operaia.
- Monumento Solidarietà Unione Fratellanza (2011), creato da Paolo Lattaioli per celebrare i 100 anni della Società Operaia.
Cosa vedere nei dintorni di Mugnano
Se sei arrivat* a Mugnano starai probabilmente organizzando un itinerario tra i borghi umbri nelle vicinanze del Lago Trasimeno. Io ti consiglio di includerne alcuni che ho visitato personalmente nell’arco di un’unica giornata:
- Panicale, la terrazza naturale sul Lago Trasimeno,
- Paciano, minuscolo borgo racchiuso tra mura e porte medievali,
- Città della Pieve, borgo che ha dato i natali al Perugino, arricchito da vicoli pittoreschi e belvedere meravigliosi.
Se hai più tempo a disposizione non perderti Castiglione del Lago, borgo Medievale arroccato sulle rive del lago, e Tuoro sul Trasimeno che si sviluppa sulla collinetta su cui giace il centro storico ma anche lungo le rive del Trasimeno dove si ergono splendide statue e dalle quali partono i traghetti per la visita dell’Isola Maggiore.
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