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California 2018 Diari di viaggio

Giorno 7 – Get your Kicks on Route 66

15 settembre ore 9: il motto della giornata di oggi è Get your kicks on Route 66! Ed eccoci pronti a partire. Oggi ci aspetta la meravigliosa Route 66, che Simo ha voluto percorrere per la seconda volta, semplicemente perché nel 2015 era arrivata ad Oatman troppo tardi e si era persa i ciuchini e la vitalità della Ghost town.

Non che la Mother Road non abbia attrazioni degne di nota, ma i famosi burros sarebbero stati la sua conquista più grande della giornata.

Get your kicks on Route 66 - Historic Seligman Sundries Arizona
Route 66 Historic Seligman Sundries – Seligman – Arizona

Get your kicks on Route 66: prima tappa Seligman

Iniziamo con un giretto per Seligman. In circa un’ora setacciamo tutti i negozi pieni di cianfrusaglie e ricordini con il marchio R66 e facciamo milioni di foto accanto alle pompe di benzina e alle vecchie macchine colorate stars del film Pixar Cars.

Seligman è piccola, ma davvero piacevole e allegra e anche io, che non ero particolarmente interessato a questa tappa, inizio a farmi contagiare dall’allegria, stupito di come sia divertente esplorarne ogni angolo.

Hackberry general store route 66 Arizona Get your Kicks on Route 66
Hackberry General Store – Route 66 – Arizona

Ci rimettiamo in viaggio verso Kingman, evitando di passare lungo la nuova I40 e proseguiamo per la Mother Road attraverso i paesini di Peach Springs, Valentine e Hackberry, dove ci fermiamo qualche minuto per le foto di rito ai vecchi distributori.

L’atmosfera che si respira è davvero surreale: tutto è vecchio e polveroso e sembra proprio di esser tornati indietro nel tempo. In un paio d’ore siamo a Kingman ma non ci fermiamo perché la tappa di oggi è stata organizzata appositamente per visitare Oatman e Simo non vuol rischiare di arrivare troppo tardi. Impieghiamo circa un’altra ora per raggiungere questa cittadina.

Cool Springs Gas Station Oatman route 66 Arizona Ghost Town Get your kicks on Route 66
Cool Springs Gas Station – Route 66

Get your kicks on Route 66: seconda tappa Cool Springs

Le miglia sono poche ma a Cool Springs, altra pompa di benzina/attrazione turistica in mezzo al nulla, Simo ha il suo primo avvistamento di un simpatico burro e guai se non ci fermiamo.

Avete presente quando a Las Vegas vi avevo detto che è innamorata dei fenicotteri? Ecco adesso scopro che impazzisce anche per i ciuchini. In realtà lei abbraccerebbe qualunque animale abbracciabile e morbidoso, perciò va a nozze con l’asinello coccoloso, che non può volare via a differenza dei suoi amichetti rosa.

Prova ad avvicinarlo e lui non la respinge, anzi la sceglie tra la folla di turisti che si ferma curiosa dopo di noi, nonostante lei sia l’unica a non avere cibo con cui attirare il suo interesse.

Wild burro Cool Springs Ghost Town Oatman Get your kicks on Route 66  Arizona
Amore a prima vista con il wild burro di Cool Springs – Route 66

Questo è vero amore. Simo è fuori di testa. Lo abbraccia, lo accarezza e lui la segue a suon di piccole capate. Io devo destreggiarmi tra l’action cam per riprendere questo glorioso momento e la fotocamera del cellulare per immortalarlo in mille scatti. Sia mai che Simo abbia pochi ricordi.

Un lungo servizio fotografico con gli asinelli

Dopo venti minuti di servizio fotografico Simo ha anche il coraggio di brontolarmi perché è venuta male in tutte le foto! Sicuro ho ripreso ogni singola espressione di emozione e felicità, però la faccia di una che fa “cucci cucci” ad un ciuchino non può sicuramente essere quella di una top model che pubblicizza un rossetto, o degli orecchini…

Fatto sta che imbronciata mi chiede altri mille scatti, contenta perché può abbracciare ancora il suo nuovo amico, ma troppo poco spontanea per cercare di trattenere i suoi istinti bambineschi e le sue espressioni divertenti.  

Passano i minuti senza rendercene conto, è ora di rimetterci in marcia. Simo saluta con il broncio il burro, ma appena sale in macchina da nuovamente sfogo alla sua felicità, saltellando e cantando come una matta.

Sitgreaves Pass

Poche centinaia di metri e si ammutolisce. Stiamo attraversando il Sitgreaves Pass al termine del quale finalmente troveremo Oatman. La strada inizia a stringersi e a salire vorticosamente.

Sitgreaves Pass Route 66 Arizona Get your kicks on Route 66
Sitgreaves Pass Route 66 Arizona – Andando verso Oatman Ghost Town

Lei che è dalla parte del passeggero, si trova direttamente affacciata sullo strapiombo fatto di rocce e arbusti. Dobbiamo procedere piano piano, costretti ad affacciarci sull’orlo del baratro ad ogni curva. Non ce lo aspettavamo così all’improvviso e di giorno fa un po’ impressione, ma ci abituiamo presto allo scenario e ci fermiamo addirittura sul punto di  massima elevazione per osservare la Route 66 che scorre tortuosa sotto di noi. In meno di quindici minuti arriviamo.

Il simbolo R66 impresso in bianco sulla strada, ci dà il benvenuto a Oatman.

Get your kicks on Route 66: Benvenuti ad Oatman Ghost Town

Oatman Ghost Town e i suoi wild burros - Get your kicks on Route 66 - Arizona
Oatman Ghost Town e i suoi wild burros – Route 66 – Arizona

Oatman di giorno è tutt’altro che una Ghost Town. Parcheggiamo all’ingresso della città in un’area polverosa e sterrata. Entriamo già nella parte.

Lungo la via principale di poche centinaia di metri, una serie di casette in legno, ci fanno catapultare indietro nel tempo. Oltre ai numerosi turisti, gli abitanti del luogo si esibiscono nelle strade sfoggiando i loro costumi da cowboy.

Ma…aspettate…manca la cosa principale: dove sono i ciuchini?!? Ah sì, eccone uno laggiù, no guarda altri due, tre, un paio piccoli più in là…e quello che fa?!? Ma entra nel negozio?!?

I ciuchini di Oatman Ghost Town

Simo è in paradiso, vorrebbe le braccia allungabili stile il pirata Rubber del manga One piece, per abbracciarli tutti. Ma cambia presto idea: questi ciuchini sono antipatici!!! Non sono carini e coccolosi come l’altro. Sono piuttosto scostanti e ti considerano solo in caso tu abbia qualcosa da mangiare e se hanno la pancia piena nemmeno per quello.

Poverini, in effetti stare tutti i giorni dall’alba al tramonto alla mercé di centinaia di turisti che tentano di avvicinarli, non deve essere piacevole. Ma questa è la vita del Vip.

Get your kicks on Route 66  coccole di Simo al Wild burro di Oatman
Coccole al wild Burro – Oatman – Arizona

Dovrebbero imparare a farci i conti a detta di Simo. Sebbene li fotografi tutti uno per uno, non perde troppo tempo ad avvicinarli tranne che per uno che si rotola in terra alla ricerca di coccole e ovviamente la attira nella sua rete e 7 chili di polvere a carezza, le si imprimono nelle mani.

Esploriamo i negozietti di souvenir ricavati all’interno delle casette di legno fino alla piazza principale dove assistiamo ad una vera e propria guerra tra due asinelli.

Uno furbetto, si avvicina al compagno per mangiare i cubetti di erba che un turista gli ha dato e il primo arrivato non gradisce. Gli lancia un calcio all’indietro nello stomaco, che sentiamo male noi per lui. Si sente un tonfo sordo così forte che fa anche l’eco tra le montagne a ridosso delle casette. Rimaniamo impietriti. Il povero ciuchino abbassa la testa e se ne va, orecchie basse e coda tra le gambe. Non ci avviciniamo più a questi pazzerelli.

Il nostro Pranzo all’Olive Oatman Restaurant

È arrivato il momento di uno spuntino. Le opzioni non sono molte ma noi abbiamo già scelto dal primo momento l’Olive Oatman Restaurant, per la sua facciata stile saloon e per il menù semplice a prezzi modici.

Io ordino il mio solito panino con pollo e formaggio, Simo un hot dog. Da quando mangia wurstel?!? In realtà nemmeno gli piacciono ma vuole fare veloce perché appena seduti si ricorda che di  lì a mezz’ora inizia il tanto pubblicizzato spettacolo dei gunfighters. Pensa quindi che un hot dog sia il pasto più veloce da ingurgitare tra quelli proposti.

Mentre aspettiamo, entrano ed escono dal locale bimbi e personaggi centenari con i loro stivali e cappello da cowboy, camicia di flanella e fondina con la scacciacani.

Siamo circondati da cimeli del Far West, siamo in un’altra epoca. Siamo noi, vestiti con shorts e t-shirt ad essere fuori posto.

Arriva il nostro pasto, ottimo!

Simo rimane piacevolmente deliziata dalla bontà dell’hot dog. Il più buono che abbia mai mangiato in dieci anni negli States, a detta sua. E anche uno dei più grandi. Facciamo fatica ad ingozzarci velocemente.

Lo spettacolo sta per iniziare. Dobbiamo muoverci. Usciamo di corsa. Cerchiamo di capire dove si svolge, ma nulla. Che è successo, è già finito? No, semplicemente gli orari indicati sul loro sito , oggi non sono stati rispettati e lo spettacolo inizia tra 45 minuti. Eh vabè siamo abituati ormai ai cambi programma.

Un breve giro tra le principali attrazioni di Oatman Ghost Town

Facciamo un giro nella miniera. O meglio cinquanta metri di percorso lungo il tunnel d’ingresso, forse meno, che però rendono bene l’idea di quanto possa esser claustrofobica quella esperienza.

Ci avviciniamo anche alla prigione ed entriamo poi nell’Oatman Hotel. Al piano di sopra, dove ad ogni passo si sente scricchiolare il pavimento in legno, si trova un piccolo museo in cui tutt’ora è conservata l’alcova della notte di nozze tra Clark Gable e Carole Lombard.

Spettacolo dei Gunfighters – Oatman Ghost town

Finalmente sta per iniziare lo spettacolo. Lo capiamo perché tutti i turisti presenti si sono raggruppati in cerchio in mezzo alla strada intorno a due personaggi mascherati.

Rimaniamo delusi anche se era quasi scontato. Vuoi che siamo lontani, vuoi che gli attori non hanno potenti microfoni ma soprattutto che non siamo madrelingua inglese, non capiamo niente di quello che si dicono i personaggi. Certo andiamo a senso, ma l’aggiunta di spari continui, che ci riportano improvvisamente alla mente il botto dell’incidente del primo giorno, ci fanno scappare prima della fine.

Tutta quell’attesa non ha portato i risultai sperati, ma anche questo fa parte del gioco. Facciamo un ultimo giro nei negozi di souvenirs. Simo cerca disperatamente un magnete e un bicchierino da aggiungere alla sua collezione e Oatman non può non esser tra i suoi cimeli. Finalmente nell’ultimo negozio prima di uscire dal paese, trova quello che fa per lei e possiamo ripartire. Anche se la visita è durata poco più di due ore, ne è valsa sicuramente la pena.

Ciao Oatman, Ghost Town vivace e accogliente

Quanti scenari che abbiamo già cambiato in pochi giorni… Adesso siamo pronti ad affrontare le prossime 190  miglia, 3 ore abbondanti di guida che ci separano da Palm Springs dove passeremo la notte. Possiamo scegliere se visitare la Yucca Valley o il Joshua Tree National Park, ma preferiamo fare non stop, perché adesso tocca a me un po’ di shopping.

Voglio controllare se nei Walmart o simili hanno il tablet che tanto desidero e dobbiamo fare un bel rifornimento di schifezze per l’on the road.

Anche in questo tratto di strada si vede ben poco di interessante e rischio di addormentarmi un paio di volte. Ma qui Simo non ne vuole sapere di guidare. Devo farmi forza. Ci fermiamo a metà strada per un caffè e dell’acqua fresca. Si muore di caldo. Il sole brilla in alto cocente e noi proseguiamo in mezzo al nulla azionando di tanto in tanto l’aria condizionata.

Grandi spese al Walmart vicino Palm Springs

Arriviamo al Walmart vicino al nostro motel dopo 3 ore e 20 dalla partenza. Entriamo che ancora è giorno, usciamo col buio pesto. Ci facciamo prendere dall’entusiasmo e io mi destreggio tra gli infiniti scaffali del negozio riempiendo il carrello con tutto quello che mi salta all’occhio e alla gola.

Prendo un pacco famiglia di Kellogs Corn Flakes e un boccione di plastica da 3 litri di latte al cioccolato, panini soffici e un barattolo di Nutella! Eh sì, essendo il mio palato sofisticato mi devo accontentare delle classiche colazioni, perché marmellate, sciroppo d’acero o burro d’arachidi proprio non posso tollerarli. E poi la Nutella costa meno che in Italia. Come è possibile?

Simo si imbottisce di gelatine e del formato famiglia delle “baby Carrots”. Considerando che io non toccherò mai quella roba, me la immagino già arancione da tutte le carote che si dovrà pappare da sola.

Passiamo davanti ai frigo dei piatti pronti da cuocere al microonde. Paradiso! Ci sono monoporzioni di Mac and Cheese e di Cheeseburger. I Mac and Cheese costano meno di un dollaro e sono davvero invitanti. Facciamo che questa sera restiamo in camera e ci cuciniamo una bella cenetta al microonde?

Non riesco a trovare il tablet sperato, ma mi dirigo al motel con quella soddisfazione di chi sa che con pochi dollari si farà una bella mangiata.

Walmart grandi spese dopo la nostra giornata all'insegna di Get Your Kicks on Route 66
La spesa delle meraviglie da Walmart – Palm Springs
La nostra cenetta economica in motel

Abbiamo preso tre  pacchi di primi a testa e uno di Nuggets di pollo e so che Simo non li finirà tutti, perciò più leccornie per me. Questa sera passa alla storia come quella della nascita del mio amore sfrenato per i Mac and Cheese e per i Linguini Alfredo surgelati, che mi accompagneranno per molte sere durante questa vacanza, ogni qualvolta vorrò soddisfare le mie voglie di pasta. Mai avrei pensato che quei piatti fossero così appetitosi.

Ma forse è più una questione mentale: una cenetta economica, veloce, abbondante, a base di pasta che io adoro, in una comoda poltroncina in camera con la tv accesa, il letto accanto, Simo che si prodiga per allestire la tavola con tovagliette create con semplici fazzoletti . Noi, felici , spensierati in un motel sperduto alla periferia di Palm Springs, finalmente negli Stati Uniti insieme.

E tutto sembra così magico. E non ho bisogno di altro. Crolliamo con il sorriso sulle labbra. Domani vedrò San Diego e l’oceano per la prima volta nella mia vita. E’ una giornata importante …

Ciao e … alla prossima!!!

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