Categorie
Italia Umbria

Paciano cosa vedere tra mura medievali e tradizioni secolari

Se ti stai chiedendo che cosa vedere a Paciano, in questo articolo ti racconto il piccolo borgo medievale incastonato sul Monte Petravella, nel cuore dell’Umbria.

Il centro storico di Paciano è davvero minuscolo e silenzioso: dopo aver varcato una delle sue porte ti sembrerà di esser tornato indietro nel tempo tra mura possenti e antichi palazzi.

Bastano pochi minuti per girarlo tutto a piedi e chissà se ogni tanto c’è qualcuno che passeggia per il centro, che io ho trovato deserto? Nonostante questo, se sei di passaggio ti consiglio di farci una sosta perché nasconde molte più cose da vedere di quelle che puoi immaginare.

Un po’ di storia di Paciano

Piazza del Municipio Paciano cosa vedere

Iniziamo a scoprire Paciano dalle origini del suo nome: secondo alcuni storici si riferisce alla divinità romana Giano. Potrebbe significare infatti “Pace di Giano” e ricollegarsi anche all’antica tradizione del “passaggio al Tempio di Giano”, i cui resti sono stati ritrovati lungo l’antica via che collegava Chiusi al Lago Trasimeno.

Ma c’è anche chi sostiene che derivi dagli antichi Pacianati o dalla famiglia romana Pacia e la teoria che derivi dal romano Pacius sta prendendo sempre più campo negli ultimi anni.

Quello che è certo è che Paciano è un borgo millenario. Fonti storiche attestano che nel 1014 Enrico II donò al Monastero di Santa Maria della Farneta, due chiese appartenenti alla Curtis di Paciano.

Cosa vedere a Paciano

Il centro storico di Paciano è racchiuso da una massiccia cinta muraria del XIV secolo, lunga circa 600 metri e protetta da ben 8 torri e tre porte di accesso ancora esistenti: Porta Fiorentina, Rastrella e Perugina.

Chiesa di San Sebastiano

Poco prima di arrivare nel centro storico, all’incrocio tra Viale Roma e Via Trasimeno, incontrerai la prima chiesa di Paciano, accanto alla quale si trova anche un parcheggio dove puoi lasciare la tua auto.

Non esistono fonti certe sulla data di fondazione della Chiesa di San Sebastiano, ma sembra che già nel VI secolo fosse presente un piccolo oratorio. La prima testimonianza documentata risale però al 1572, quando Monsignor Paolo Mario Della Rovere criticò alcune raffigurazioni considerate “troppo audaci” dei santi Sebastiano e Rocco, chiedendo persino che le parti intime fossero coperte con un velo di lino. Oggi, nonostante le ricostruzioni subite nel corso dei secoli, la chiesa conserva ancora tracce di affreschi attribuiti alla scuola di Pietro Vannucci, meglio conosciuto come il Perugino.

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Poco prima di varcare le mura di accesso al borgo di Paciano, di fronte a Porta Fiorentina, incontrerai la Chiesa di Santa Maria Assunta. La sua presenza è documentata fin dal 1014, quando l’imperatore Enrico II, in un diploma ufficiale, donò al Monastero benedettino di Farneta diversi possedimenti, comprendenti anche il territorio del Chiugi, la corte di Paciano e questa chiesa.

Nel 1929 un violento incendio compromise gravemente l’edificio, tanto da rendere indispensabile un intervento pittorico totale. Fu il parroco dell’epoca, don Giuseppe Verdacchi, ad incaricare il giovane artista di Panicale, Guglielmo Ascanio, di riportare la chiesa al suo splendore.

Il lavoro si concluse nel luglio del 1931: da allora le pareti custodiscono un ciclo decorativo che trasmette una sensazione di leggerezza e spiritualità, frutto della maestria e della visione creativa del pittore.

Porta Fiorentina e gli ombrelli sospesi

Adesso siamo pronti per varcare la Porta Fiorentina ed esser catapultati nel medioevo…anzi no, un attimo! Ma che ci fanno tutti quegli ombrelli colorati sospesi tra i palazzi? Probabilmente anche Paciano ha seguito la moda degli ultimi anni ed ha voluto dare un tocco di colore e modernità al vicolo in salita che per qualche metro diventa un angolino davvero “instagrammabile”.

“TrasiMemo” Banca della Memoria del Trasimeno

TrasiMemo Paciano

Lungo Via Marconi, sulla sinistra, si incontra Palazzo Baldeschi, oggi restaurato e adibito a museo “TrasiMemo” Banca della Memoria del Trasimeno. Al suo interno vengono custodite e valorizzate le antiche tradizioni artigianali del territorio del Lago Trasimeno, narrando non solo i mestieri ma anche le vite e le esperienze delle persone che li hanno tramandati. Gli oggetti esposti assumono così il ruolo di ponte simbolico tra passato e presente, raccontando storie attraverso la loro stessa materia.

Giardino Palazzo Baldeschi TrasiMemo Paciano

Davvero incantevole è anche il giardino che si apre sul retro del palazzo e che si affaccia sul bucolico paesaggio delle colline umbre.

Municipio di Paciano, Museo Don Aldo Rossi e Pinacoteca

Municipio di Paciano

Sulla Piazza si affaccia anche il Palazzo del Municipio, un edificio del 1200, restaurato in pietra, che ospita ancora oggi gli uffici del comune. 

All’interno della sala del consiglio è custodita una Madonna con braccio il Bambino, realizzata nel 1500.

Dietro il Municipio, imboccando Via della Pitalessa a destra, incontrerai il Museo Don Aldo Rossi e la Pinacoteca Chiesa San Giuseppe, che custodisce preziose testimonianze della storia e dell’arte locale. Qui si possono ammirare opere di Francesco da Castel della Pieve, Antonio Castelletti e degli Sparapane, affreschi quattrocenteschi riemersi di recente e statue lignee databili tra XVII e XVIII secolo. Nella cappella della Concezione spicca il Gonfalone della Madonna delle Grazie, attribuito alla bottega di Benedetto Bonfigli, mentre sopra l’altare si trova una suggestiva Crocifissione di scuola bolognese.

Museo Don Aldo Rossi Paciano

Il percorso museale comprende anche arredi sacri di grande valore, come calici del Cinquecento e del Seicento, la tela di Francesco Appiani Lo Sposalizio della Vergine, statue sacre e una raccolta di reperti archeologici e antichi paramenti liturgici. A completare la visita, il magnifico organo di Adamo Rossi del 1795, ancora custodito nella cantoria.

La Chiesa di San Carlo Borromeo

Chiesa di San Giuseppe e Chiesa San Carlo Borromeo Paciano

Accanto alla chiesa di San Giuseppe si trova la Chiesa di San Carlo Borromeo, voluta dal cardinale Cennini, nunzio apostolico a Madrid, e consacrata nel 1629. Al suo interno si conserva un prezioso simulacro ligneo del Cristo morto (1620), che viene esposto durante le celebrazioni pasquali.

La chiesa è infatti aperta al culto solo in questo periodo dell’anno, quando si veste di paramenti funebri che celano i decori ottocenteschi. Tramanda una tradizione particolarmente suggestiva collegata all’utilizzo della veccia: una pianta erbacea coltivata al buio durante la Quaresima in modo tale da diventare bianca e simboleggiare la resurrezione di Cristo, segno di vita che nasce anche nelle tenebre.

Porta Perugina e i lavatoi

Proseguendo ancora per qualche metro potrai raggiungere le altre due porte del paese.

Porta Perugina, a nord delle mura, si apre sulla strada che anticamente la collegava a Perugia e oggi è utilizzata per piacevoli trekking tra i boschi e per raggiungere in soli 3 km al grazioso borgo di Panicale, chiamato la terrazza naturale del Trasimeno.

All’esterno si trovano i lavatoi del 1800 che ricevevano acqua da una sorgente superficiale ma non potabile che esiste ancora oggi.

All’epoca, l’utilizzo dei lavatoi era regolamentato e solo gli abitanti del borgo potevano utilizzarlo mentre le famiglie provenienti dalle campagne dovevano accontentarsi dei fossi.

Oggi si vede solo la struttura esterna corredata di un pannello in ceramica che ne racconta l’utilizzo.

Porta Rastrella e le fonti

Porta Rastrella Paciano

A sud del borgo si apre Porta Rastrella, un tempo affacciata sugli appezzamenti agricoli che circondavano Paciano. La porta è sormontata dal camminamento che collegava Palazzo Cennini all’attuale Rocca Buitoni e conserva ancora simboli legati a Carlo I d’Angiò, come il rastrello, il giglio e l’iscrizione gotica “Anno Domini MCCC”.

Le Fonti Paciano

Proprio oltrepassata la porta si trovano le Fonti, parte del percorso delle acque insieme ai lavatoi e al pozzo. Più antiche dei lavatoi, sono state riadattate nel tempo e oggi si presentano come un anfiteatro in pietra, incorniciato da un giardino di lecci usato anche come area pic-nic, con tre fontane e due grandi vasconi che raccontano la centralità dell’acqua nella vita del paese.

Il Santuario di Madonna della Stella

Appena fuori dal centro storico, oltrepassate le fonti, si trova il Santuario della Madonna della Stella, costruito attorno a un’edicola con un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con il Bambino. Secondo la leggenda, nel 1561 una stella luminosa apparve per tre sere consecutive sull’edicola, per poi posarsi sul velo della Madonna, dove ancora oggi viene raffigurata. Questo evento portò alla costruzione del Santuario facendolo diventare luogo di pellegrinaggio, soprattutto durante la seconda domenica di maggio.

Nella Sacrestia, è custodito un ciclo pittorico manierista che narra la fondazione e il miracolo della Stella, con influssi fiamminghi e riferimenti alla pittura di Federico Barocci. Sull’altare maggiore si conserva l’originaria ierofania della Madonna, mentre le due cappelle laterali presentano affreschi di Scilla Peccenini con soggetti come la Natività e la Crocifissione, realizzati in uno stile manierista luminoso e vivace.

Cosa vedere nelle vicinanze di Paciano

Come avrai capito Paciano si visita in poco tempo, e per questo è perfetta per esser inserita in un tour dei borghi umbri nelle vicinanze del Lago Trasimeno.

Io ti consiglio di visitare anche, nella stessa giornata:

  • Panicale, la terrazza naturale sul Trasimeno, a soli 3,5 km di distanza,
  • Mugnano, il Borgo dei muri dipinti, a circa 20 km,
  • Città della Pieve, il grazioso borgo del Perugino, costellato da vicoli pittoreschi, distante 14 km,
  • Tuoro del Trasimeno, un piccolo borgo in collina che si estende fine alle rive del Lago.

Se hai apprezzato questo articolo ti invito a seguirmi su Facebook e su Instagram dove condivido tutti i nuovi reel, post e articoli sulle mete che ho visitato in Italia e non solo. Un semplice like o commento non ti costa nulla ma per me ha un grande valore. Se poi vuoi supportare il mio lavoro offrendomi un caffè, sarò ancora più felice.

* Questo articolo contiene link e banner di affiliazione. Se effettui una prenotazione tramite questi link, riceverò una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo piccolo supporto mi aiuterà a sostenere il lavoro di ricerca e la creazione dei contenuti che trovi nel mio blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *