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Florida

Storia di una calorosa accoglienza e del sogno americano

Non importa quanto sofisticate siano le nostre scelte, o quanto bravi siano a dominare le probabilità: il caso avrà comunque l’ultima parola.
(Nicholas Nassim Taleb)

Oggi vi racconto la storia di una persona speciale, di una calorosa accoglienza, da parte di uno sconosciuto che ha realizzato il sogno americano e ci ha ribadito più volte di continuare ad inseguire il nostro.

Gli incontri, inaspettati come questo, durante un viaggio, con persone speciali che ti accolgono come uno di famiglia, sono momenti che rimarranno per sempre impressi nel cuore e nella mente.

Ed è proprio questo che è capitato a noi il secondo giorno del nostro on the road in Florida.

Ci siamo imbattuti per caso in F. e senza nemmeno accorgercene eravamo suoi ospiti, in un grattacielo a Fort Lauderdale con vista sull’oceano.

Alla ricerca di un pasto: il caso ci porta da Wynn Dixie

A volte le cose, gli avvenimenti, sembrano accadere per caso, ma il caso non è mai casuale, è li che ti aspetta a modo suo. Vuol dire che alle volte il caso aspetta proprio te e non per caso, ma per destino appare come caso. Cogli il positivo che il caso per destino ti offre.

(Alessandro Baricco)

Una lunga tappa da percorrere in auto, da Fort Lauderdale a Cape Canaveral e noi, come sempre in ritardo sulla tabella di marcia, ci fermiamo in un supermercato per qualche panino da consumare in spiaggia.

Non vogliamo perdere nemmeno un attimo di quella bella giornata di sole. Il navigatore ci indica un Walmart a 10 km, ma casualmente, en passant la nostra compagna di viaggio, mi dice: “Guarda Simo, là c’è scritto Dixie”.

Dovete sapere che Dixie è il nostro cucciolo di bulldog francese e questo nome è stato scelto proprio in relazione al mio amore per gli Stati Uniti. Come non fermarsi quindi proprio lì?

Entriamo nel grande superstore Wynn Dixie e ognuno si mette alla ricerca del proprio pasto, confusi dall’infinità di opzioni che ci presentano tutti quegli scaffali. (Fare la spesa al Walmart in America< Cliccate qui per saperne di più)

Io e Dome curiosiamo al banco della rosticceria e dei piatti caldi.

L’incontro con F. al banco della rosticceria del Wynn Dixie

Mentre discutiamo sulle possibili scelte, un simpatico signore si avvicina a noi chiedendoci da dove veniamo perché l’accento gli è familiare.

Quando scopre che siamo italiani rimane estasiato e inizia a raccontarci che parla ben sei lingue e ricorda anche qualche parola della nostra… Senza nemmeno accorgercene ci troviamo a rivivere ogni attimo della sua vita.

Felix da giovane era uno chef importante, ma dopo essersi trasferito dalla Francia agli Stati Uniti il caso lo ha portato a diventare attore per spot pubblicitari.

Per una serie di circostanze fortunate un giorno il suo agente gli comunica che è stato notato da un produttore e in un primo momento F. pensa che volesse solo conquistarlo. Invece no, ha visto il suo viso simpatico e lo vuole nelle sue trasmissioni.

Così, per caso, si è presentata l’occasione della sua vita.

Così, per caso, da chef ad attore, coronando il sogno americano che in molti credono non esista più.

Il sogno americano esiste ancora

E invece lui ci ribadisce più volte che il nostro sogno di trasferirci proprio là, non deve esser accantonato, perché gli Stati Uniti sono ancora il paese delle mille opportunità.

Parole che sicuramente qualcuno confuterà, ma noi, in quel momento, sentiamo una grandissima scarica di adrenalina invadere ogni singola parte del nostro corpo.

F., con il maglione di lana e i pantaloni corti, con quell’espressione così tenera e simpatica, ha circa 80 anni, un Rolex che ci mostra fieramente e un appartamento affacciato sull’oceano nel grattacielo di fronte al supermercato.

Rimaniamo incantati dall’entusiasmo che ci trasmette e il tempo vola. Ci invita a cena, ma non possiamo ritardare così tanto, ci sono ancora tre ore di auto da lì a Cape Canaveral e vogliamo fare qualche tappa intermedia.

Dobbiamo rinunciare a malincuore così F. ci consiglia un locale in cui mangiare pizza. Un classico. La prima cosa a cui all’estero associano noi italiani è la pizza. In realtà, essendo il nostro secondo giorno negli States proprio non ne sentiamo il bisogno, anzi, vogliamo proprio strafogarci di alette di pollo…

Gli chiediamo una foto ricordo, insieme agli altri nostri amici che si aggiungono alla conversazione. E’ arrivato il momento di salutarci, la fame chiama un po’ tutti, ma Felix improvvisamente ci propone di andare da lui subito, a consumare i nostri pasti, in cambio di un passaggio in auto.

Ci dice che ha il permesso per portare il carrello della spesa fino all’appartamento, ma per lui è ugualmente faticoso raggiungerlo a piedi.

La svolta: andiamo a pranzo da F. senza pensarci due volte

Questa volta non ce lo facciamo ripetere due volte, anche perché, per quanto arzillo, F. sembra proprio aver bisogno di aiuto e compagnia.

Proponiamo di portare noi il vino, facciamo scegliere a lui la bottiglia, si raccomanda di prendere la più economica e opta per un rosso da 13 dollari. 
Finiamo velocemente di fare spesa e lo troviamo già fuori che ci aspetta. Carichiamo tutte le buste nell’auto, che adesso sta per esplodere, e ci dirigiamo verso il suo appartamento.

A piedi sarebbe stato decisamente più veloce, le mille intersezioni ci fanno fare un giro assurdo e nemmeno F. è così tanto sicuro di come arrivare.

Ci ritroviamo in un parcheggio residenziale di un palazzo a 11 piani e prontamente il portiere di avvicina per controllare noi intrusi.

Pronti ad una accoglienza da favola e a scoprire come F ha realizzato il suo sogno americano accoglienza e sogno americano
Pronti ad una accoglienza da favola e a scoprire come F ha realizzato il suo sogno americano

F. tra una battuta e l’altra chiede di lasciarci parcheggiare per qualche ora ed entriamo in una hall così splendente che raramente ci è capitato di vedere durante i nostri on the road.

E chi aveva mai visto un attico così?

F. ci fa subito sentire come fossimo a casa nostra, ci accoglie in un enorme salone con una cucina stratosferica divisa dal resto della stanza da una penisola. Il solo frigo è almeno il triplo del nostro.

E proprio lì accanto, in un angolo nascosto della cucina, c’è una piccola porta che si affaccia sul corridoio esterno: era l’ingresso per le donne delle pulizie fino a non troppi anni fa.

Facciamo il giro delle stanze, entriamo in camera e vediamo sul letto un cacciavite e un martello che lui prontamente nasconde.

Così sembra più l’inizio di un film horror! Questo è quello che ci passa per la testa per due nano secondi, poi ovviamente ci lasciamo trasportare da un’esperienza irripetibile ed emozionante.

L’arredamento è molto ben curato, abbastanza minimale, ma con oggetti preziosi in ogni dove. Felix ha molti quadri ancora impacchettati da appendere e vetrine stracolme di ricordi dei suoi viaggi in giro per il mondo.

Ricordi e racconti di sacrifici e successi

Ci racconta del Marocco, della sua infanzia, della sua famiglia e di Parigi, due luoghi in cui ha vissuto prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

Poi ci fa accomodare in terrazza, dove ci aspetta un piccolo tavolo con vista sull’oceano. Non c’è abbastanza spazio per sederci tutti, ma questo passa in secondo piano. Ci indica dove trovare le posate e i bicchieri per apparecchiare.

Ci racconta che solitamente nell’appartamento a Chicago dove vive con la moglie, ha cameriera e autista, ma qui, in Florida, dove abita da solo e non ha molto da fare, si occupa lui della casa. Ce ne accorgiamo purtroppo.

Le posate sono piene di incrostazioni e i bicchieri hanno ancora tracce di rossetto di chissà chi. C’è un momento di forte imbarazzo, ci fa tanta tenerezza ma gli nascondiamo le nostre espressioni, cercando di rimediare strofinando a più non posso con qualche fazzoletto.

accoglienza e sogno americano pranzo da F
Il nostro pranzo in terrazza con F. Storia della sua splendida accoglienza e del sogno americano

F. ci dice che non mangia schifezze, ma oggi la sua bella porzione di alette di pollo fritte, non gliela toglie nessuno.

Parla a ruota libera ed io mi devo destreggiare tra traduzioni continue perché la conversazione è sempre più interessante e gli aneddoti che ci racconta sono incredibili. E sono l’unica che parla bene inglese.

La casualità nella casualità che ci lascia sbalorditi

Ci chiede da dove veniamo e dopo aver menzionato la Toscana, qualcosa ci lascia di stucco. F. la conosce bene ed esordisce: “Yes, Toscana: Florence, Naples (vabbè la geografia non è il suo forte), Poppi…” appena sento l’ultima parola, sgrano gli occhi e gli chiedo di ripetere.

“Poppi, sì Poppi, sono andato lì più volte con la donna che mi accompagnava”. Sinceramente non abbiamo indagato ulteriormente su chi fosse la donna, quello che ci ha lasciati sbalorditi è stato proprio il suo menzionare Poppi.

Poppi è un piccolo paesino di 6000 abitanti sperduto tra le Foreste Casentinesi, tra Arezzo e Firenze, ed è proprio il paese in cui 3 di noi hanno la residenza.

A distanza di tempo non riusciamo ancora a capacitarci di questa incredibile coincidenza. Ha nominato tre posti, di cui 2 città famosissime a livello mondiale e poi, casa nostra…

Casualità? Segno del destino? Certo è che a volte si creano situazioni davvero inimmaginabili. E l’unica cosa da fare è lasciarsi penetrare da ogni singola emozione e farne tesoro per sempre.

Gli mostriamo la foto del nostro prezioso castello, elemento che contraddistingue Poppi e lui continua a confermare di esser stato proprio lì. E niente… Brividi.

Mamma mia!

F. è incredulo come noi e ci fa morire dal ridere per tutte le volte che ripete “Mamma mia”. Agli americani piace molto il suono di queste parole e lui ha sicuramente trovato il modo migliore per rimanerci ancora più impresso.

Noi usiamo spesso questa esclamazione e adesso è impossibile non associarla a lui.

Ci racconta poi un fiume di aneddoti sul suo passato e sulla sua vita attuale.

F. è sposato da molti anni, ma in inverno lascia la moglie a Chicago e si trasferisce al caldo in questo appartamento. Precisa anche che durante la sua carriera di attore ha avuto la possibilità di incontrare molte donne, senza però aver mai pensato ad un tradimento nonostante si sia fatto offrire drink e cene.

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Vista dal palazzo di F – Ft Lauderdale

Rimaniamo sbigottiti quando confessa di passare le giornate in balcone a spiare le ragazze dei palazzi di fronte con il binocolo.

Dice che si diverte molto e che loro sono consapevoli del rischio perché si affacciano in terrazza o lasciano le tende aperte. Ormai non ha più freni inibitori.

E’ come essere ad un pranzo di famiglia in cui il nonno racconta le marachelle della gioventù. E come se non bastasse F. ha assistito anche a molti suicidi, dai balconi delle terrazze di fronte e questa cosa lo fa arrabbiare perchè potevano farlo altrove senza disturbare il decoro pubblico.

Ci racconta anche che vorrebbe trasferirsi in un appartamento proprio nel grattacielo di fronte, che costa circa mezzo milione più del suo, ma si lamenta perché per natura nelle cittadine della Florida affacciate sull’oceano non ci sono i riscaldamenti.

E noi sappiamo cosa vuol dire, anche nella nostra casa al mare funziona così, ma nel caso di un attico di quel livello…non sarebbe certo un problema!

Ciao F.Grazie per la tua accoglienza e per averci ricordato che il sogno americano esiste ancora

I minuti passano, il pranzo è finito, il vino pure, le chiacchiere potrebbero invece andare avanti per ore, ma F. deve andare a comprare delle stufe per scaldarsi e noi abbiamo ancora 3 ore di viaggio per arrivare alla prossima tappa.

Dobbiamo salutarci a malincuore, ma l’intensità di quei momenti non ce la dimenticheremo mai.

Il caso o chi per lui questa volta ci ha fatto proprio un bel regalo e poco importa se i programmi della giornata sono stati sconvolti.

L’accoglienza che ci ha riservato e il suo ripeterci di continuare ad inseguire il sogno americano ci ha commossi e caricati di così tanta energia, che poco dopo, al tramonto, a metà novembre ci siamo tuffati nell’oceano euforici.

Non sappiamo più niente di lui, abbiamo il suo biglietto da visita, ma dubitiamo che si ricordi troppo di quella giornata.

Lo faremo noi per lui, certi che però la nostra compagnia lo abbia rinvigorito.

Grazie F.

> In questo articolo non mostriamo volti riconoscibili per rispettare la sua privacy, nonostante avesse acconsentito a farci parlare di lui e a riprenderlo. <

Per scoprire tutte le tappe di quel viaggio > Itinerario dell’on the road tra Florida e Louisiana 2019

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