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Il Paese delle Fiabe esiste davvero ed è Sant’Angelo di Roccalvecce (Viterbo)

C’era una volta e c’è ancora oggi più vivo e colorato che mai, il Paese delle Fiabe.

Il piccolo borgo di Sant’Angelo di Roccalvecce, nel cuore della Tuscia Viterbese, sembrava ormai destinato all’abbandono e all’oblio. Eppure, con una trasformazione tanto semplice quanto straordinaria, è riuscito a riscrivere il proprio destino, diventando oggi uno dei paesi dei murales più suggestivi d’Italia.

Le facciate delle abitazioni, anche quelle nei vicoli più nascosti, sono diventate tele dove prendono vita scenari magici e fantastici capaci di rievocare immagini e sensazioni dell’infanzia. Senza eccessi, ma con una semplicità autentica, il borgo riesce a restituire a chiunque lo visiti un senso di dolce meraviglia fatto di colori, dettagli e richiami a quei mondi che, in fondo, non abbiamo mai davvero lasciato.

Da borgo dimenticato a Paese delle Fiabe: la storia di Sant’Angelo di Roccalvecce

Sant’Angelo di Roccalvecce era un borgo anonimo, lontano dai circuiti turistici più noti della Tuscia viterbese. In un territorio ricco di borghi medievali scenografici sospesi su speroni in pietra, costellati di torri e architetture imponenti, questo piccolo centro non aveva più neanche un’anima.

Nato nel Settecento come villaggio di pastori transumanti, il paese è cresciuto in modo semplice, senza particolari ambizioni estetiche o storiche. Con il passare del tempo, lo spopolamento che ha segnato molte aree d’Italia nel secondo dopoguerra ha lasciato qui segni evidenti: case vuote e una comunità ridotta a poche centinaia di abitanti.

Ma nel 2016, qualcosa cambiò, grazie a un’idea nata proprio da chi questo luogo lo viveva e lo conosceva bene. L’idea prese forma grazie all’iniziativa di Gianluca Chiovelli, che insieme a familiari e altri appassionati fondò l’ACAS (Associazione Culturale Arte e Spettacolo).

All’inizio, però, non c’era un tema preciso: c’era solo il desiderio di fare qualcosa, di lasciare un segno, di riempire quei muri silenziosi e decadenti con dei murales. L’idea delle fiabe arrivò quasi per intuizione, grazie allo spunto di una signora del paese. Fu proprio quel momento a dare una direzione chiara al progetto, trasformando un’iniziativa generica in un racconto coerente e condiviso.

Da lì tutto prese forma: ottenuti i permessi necessari, il progetto iniziò a crescere passo dopo passo. Senza finanziamenti né grandi supporti esterni, fu l’associazione a portare avanti ogni cosa, contando sulle proprie forze, sull’entusiasmo e sulla partecipazione. E poi arrivò il supporto degli artisti e di alcuni privati che presero a cuore la causa decidendo di finanziare la creazione di alcune opere.

Con il successo dell’iniziativa nacquero anche bed and breakfast, negozi di souvenir e di prodotti locali, bar e ristoranti.

Il Paese delle Fiabe prende vita grazie ad un team di artiste tutto al femminile

A rendere il progetto ancora più speciale non è stato solo il tema delle fiabe, già di per sé unico nel panorama dei borghi dipinti italiani, ma anche una scelta precisa e significativa: quella di affidare la realizzazione delle opere esclusivamente ad artiste donne.

Sono tante le artiste che hanno contribuito a trasformare il borgo in un grande libro di fiabe dipinto, tra cui Stefania Marchetto, Tina Loiodice, Alessandra Carloni, Francesca Maurizi con Chicca D’Errico, Daniela Lai, Lidia Scalzo, Manuela Merlo, Isabella Modanese, Stefania Capati, Cecilia Tacconi, Lena Ortmann e Ginevra Giovannon, Violetta Carpino, Layla Xing…

Nei murales fiabeschi le persone reali diventano parte del racconto

Un’altra particolarità che rende unico il progetto di Sant’Angelo di Roccalvecce è il legame profondo tra le opere e la comunità che le ospita. Qui le immagini non si limitano a raccontare fiabe, ma trasformano i volti di persone reali nei veri protagonisti delle opere.

Bianca Bruccoleri è la Sirenetta di Giusi Guerriero, Ginevra, la Trilly di Margot. E poi c’è Laura, il cui volto appare nella luna della scena ispirata a Peter Pan: un omaggio silenzioso e toccante di Tina Loiodice, dedicato alla memoria della giovane donna scomparsa poco prima dell’inaugurazione del primo murales. La sua presenza rimane come un segno luminoso e costante, che continua a vegliare dall’alto sulla trasformazione del borgo.

E ancora, Tina Loiodice rende omaggio ad Alessandro Chiovelli, uno dei fondatori dell’ACAS, raffigurandolo nei panni di Don Chisciotte. Allo stesso modo, anche le donne nell’opera Mary Poppins di Violetta Carpino sono donne reali e molti dei bambini presenti nei murales sono abitanti del borgo, ritratti dopo essere stati fotografati con il consenso dei genitori.

Osservando con attenzione ogni opera, emergono anche chiari riferimenti al patrimonio architettonico del territorio. Dietro la Bella Addormentata si intravede il Castello di Graffignano, a pochi chilometri dal borgo, mentre nel Pifferaio Magico di Alessandra Carloni fa la sua comparsa la chiesetta di Sant’Angelo di Roccalvecce.

Il primo murales: Alice nel Paese delle Meraviglie

Paese delle Fiabe  Alice nel Pese delle Meraviglie Tina Loiodice murales

Il murales che ha impreziosito la prima pagina di questo immenso libro di fiabe è quello che rappresenta “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carrol. Fu realizzato da Tina Loiodice il 27 novembre 2017, data rimasta impressa nell’orologio del Bianconiglio, sulla facciata che si affaccia su Piazza Vittorio Emanuele ed è diventato subito il simbolo del borgo.

E quale fiaba, se non quella di un mondo stravagante e fuori dagli schemi, avrebbe potuto rappresentare meglio un luogo che si rivela solo a chi lo guarda con gli occhi della fantasia?

Tutti i murales del Paese delle Fiabe

Ad oggi, aprile 2026, tutti i vicoli anche quelli più nascosti di Sant’Angelo accolgono più di 70 splendidi murales.

Pinocchio compare in diverse interpretazioni, e tra i tanti spiccano Pocahontas, Crudelia de La Carica dei 101, Biancaneve e i 7 nani, Hansel e Gretel, i Musicanti di Brema, la Bella Addormentata, il Pifferaio Magico, il Gatto con gli Stivali, la Volpe e l’Uva, il Soldatino di Stagno, Robin Hood, Mignolina, il Mago di Oz, i Tre Porcellini, fino a Fantaghirò, Don Chisciotte, le Fate di Avalon, Masha e Orso, Babbo Natale e le Regine di Ghiaccio e delle Nevi.

Nel 2021, il murales di Vera Bugatti dedicato a Cappuccetto Rosso è stato riconosciuto tra le 25 opere di street art più belle al mondo con la sua rilettura della fiaba dei fratelli Grimm, in cui la figura del lupo non viene demonizzata.

Nel 2024 Linda Scalzo realizzò Trasformiamo le gabbie in giardini fioriti, con lastre di gres porcellanato inserite su una parete in tufo. Si ispirò alla fiaba Un occhio verde e un occhio blu di Sabina Guidotti e Alma di Pietro per raccontare l’importanza dell’inclusione e dell’andare oltre i pregiudizi.

Nel 2025 si è aggiunto il murales Il volo: sogno, mito, leggenda, realtà, interamente finanziato dall’Associazione Arma Aeronautica Aviatori d’Italia ETS. L’opera accoglie i visitatori all’ingresso del paese e intreccia dimensione mitologica e reale: dalle piume di Icaro fino ai riferimenti alla “Vite aerea” di Leonardo da Vinci e ai velivoli moderni, raccontando il volo come esperienza che unisce sogno, storia e tecnologia.

Ulisse murales Paese delle Fiabe Viterbo

Infine, tra le opere più evocative – e una delle mie preferite – spicca anche il Ulisse di Giselle, un’opera che dà forma a una frase cara a noi viaggiatori: “la vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte”.

ℹ️ Per non perderti nemmeno un’opera d’arte ti consiglio di recarti presso uno dei negozi di souvenir del borgo dove, con ogni acquisto, riceverai in regalo la mappa dei murales. Le ultime opere aggiunte però si trovano solo (al momento) nella mappa affissa alla porta d’ingresso del negozio dell’associazione ACAS, incastonata nel murales di Trilli. In alternativa puoi trovare la mappa digitale in questo sito.

Murales di Trilli negozio associazione Paese delle Fiabe Viterbo

Info utili per la visita del Paese delle Fiabe

Il borgo di Sant’Angelo di Roccalvecce si trova nella Tuscia viterbese, nel Lazio settentrionale, a circa 23 km da Viterbo e 38 km da Orvieto, lungo un tratto di strada panoramico molto bello che ti impiegherà dai 30 ai 40 minuti da entrambe le città.

Il modo più pratico per arrivare a Sant’Angelo di Roccalvecce è senza dubbio l’auto, poiché il borgo non è servito da collegamenti ferroviari diretti e i mezzi pubblici risultano limitati.

Se viaggi lungo l’autostrada A1, il riferimento più comodo è il casello di Attigliano. Una volta uscito, prosegui seguendo le indicazioni per Bomarzo e Civitella d’Agliano e continua attraverso una serie di strade panoramiche (SP Bomarzese, SP 19, SP 132, SP 5) fino a raggiungere il Paese delle Fiabe.

Il parcheggio principale si trova in Piazza Roccalvecce, punto di accesso ideale per iniziare la visita a piedi.

La visita di Sant’Angelo di Roccalvecce richiede almeno 2–3 ore, a seconda del proprio ritmo e del tempo che si dedica ai singoli murales. Le opere sono distribuite lungo tutto il centro abitato e sono facilmente raggiungibili a piedi, ma è importante ricordare che le strade sono spesso in pendenza e il saliscendi può risultare impegnativo.

Per questo motivo è consigliato indossare scarpe comode e adatte a camminare ed evitare le ore centrali (e più calde) della giornata durante la stagione estiva. Il mattino o il tardo pomeriggio sono i momenti migliori per visitare il Borgo delle Fiabe anche perché la luce è migliore per apprezzare meglio la vivacità dei colori dei murales e per fotografarli.

Cosa vedere nei dintorni di Sant’Angelo in Roccalvecce

Se stai programmando un tour della Tuscia viterbese, oltre alle più rinomate Orvieto, Bomarzo e Viterbo, ti consiglio di visitare i borghi che si specchiano sul Lago di Bolsena:

  • Bolsena, famosa per il Miracolo Eucaristico e Santa Cristina,
  • Montefiascone, il balcone panoramico più bello della Tuscia,
  • Marta, con il suo villaggio dei pescatori e il borgo antico,
  • Capodimonte con la Rocca Farnese e il Museo della Navigazione. 

A pochi km di distanza troverai anche il “paese fantasma” di Celleno, e la suggestiva “città che muore” Civita di Bagnoregio.

Se invece ami i borghi dipinti, qui di seguito te ne elenco alcuni che ho avuto il piacere di scoprire in Italia:

  • Braccano il paese dei murales nelle Marche,
  • Saludecio, la “città dei muri dipinti” in Romagna dove i murales raccontano antichi mestieri e invenzioni,
  • Borgo Parrini, il borgo più colorato della Sicilia.

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