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Cosa vedere a Montefalco: la Ringhiera dell’Umbria tra Sagrantino e Benozzo Gozzoli

Montefalco è uno dei borghi più affascinanti dell’Umbria, conosciuto per il Sagrantino, per gli affreschi di Benozzo Gozzoli custoditi nell’antica Chiesa di San Francesco e per il panorama che gli è valso il soprannome di “Ringhiera dell’Umbria”. Arroccato su una collina tra le valli del Topino, del Clitunno e del Tevere, è una meta perfetta per chi desidera scoprire arte, storia, buon vino e paesaggi straordinari in una sola giornata.

Montefalco incanta da secoli viaggiatori, poeti e pensatori con la sua duplice anima. Ad un primo sguardo, questo antico borgo medievale circondato da una possente cinta muraria, si mostra con “un’aria orgogliosa e agguerrita, quasi severa“, ma basta varcare le sue mura per scoprirlo come “uno dei luoghi più tranquilli e amabili del mondo“.

Sono proprio queste parole di Hermann Hesse che, a distanza di oltre un secolo, raccontano ancora l’anima di Montefalco. Un borgo che deve addirittura il suo nome al passaggio di Federico II di Svevia, grande appassionato di caccia con il falco pellegrino.

Anche Gabriele D’Annunzio ne rimase affascinato, tanto da inserirlo nell’Elettra tra le sue celebri Città del Silenzio, cogliendone l’equilibrio perfetto tra la bellezza del paesaggio e la spiritualità francescana e celebrando le opere d’arte di Benozzo Gozzoli che gelosamente nasconde.

E se ti stai chiedendo perché Montefalco si è guadagnata il soprannome di “Ringhiera dell’Umbria” ti garantisco che lo capirai immediatamente. Il borgo è un vero balcone naturale in cui lo sguardo abbraccia un susseguirsi di vigneti e uliveti che disegnano il paesaggio con infinite pennellate di colore che fanno da cornice ai profili di Spoleto, Foligno, Trevi, Bevagna, Assisi e Perugia che si vedono in lontananza. Ed è proprio da queste colline che nascono eccellenze locali come l’olio umbro o il celebre Sagrantino di Montefalco.

Un po’ di storia di Montefalco

Nato probabilmente come villaggio rurale, Montefalco vide una fiorente proliferazione di ville patrizie già in epoca romana quando si chiamava castrum Cocoroni. Intorno al 1249 però il suo nome fu cambiato da Coccorone in Montefalco perché, secondo la tradizione la popolazione volle omaggiare il passaggio di Federico II, grande appassionato della caccia con il falco pellegrino. L’imperatore vi soggiornò infatti nel 1240, dopo essere stato a Foligno per rafforzare le alleanze con le città a lui fedeli nella sua politica di lotta contro il Papato.

Nel corso dei secoli, Montefalco passò sotto diversi domini: fu sede dei governatori pontifici del Ducato di Spoleto tra il 1320 e il 1325, per poi passare sotto la signoria dei Trinci di Foligno in più fasi tra il XIV e il XV secolo. Tornò poi tra i territori della Chiesa e dopo il breve governo di Niccolò Maurizi da Tolentino, visse una fase di sviluppo civile, economico e artistico interrotta nel 1527 dal saccheggio delle truppe di Orazio Baglioni e dalle successive epidemie. In epoca più recente, il territorio fu ampliato con l’annessione di alcuni castelli e, nel XIX secolo, Montefalco ottenne da Pio IX il titolo di città.

Cosa vedere a Montefalco

Tra un saliscendi di vicoli pittoreschi e ben curati, racchiusi tra le mura medievali che si aprono in ben 5 antiche porte, Montefalco nasconde la sua anima più autentica. Ed è solo esplorandola lentamente, lasciandoti rapire anche dagli angoli più nascosti che puoi scoprire la sua storia e le sue opere d’arte.

Porta della Rocca e Via Ringhiera Umbra

Ti consiglio di iniziare la visita di Montefalco da Porta della Rocca, accanto alla quale si trova un comodo parcheggio a pagamento, dove potrai lasciare la tua auto.

Proprio di fronte alla Porta prima di accedere al centro storico, potrai trovare una terrazza panoramica che ti confermerà il suo soprannome! Proseguendo lungo Via Ringhiera Umbra, tra botteghe artigiane e ristoranti tipici, raggiungi il Complesso Museale di San Francesco, una delle attrazioni più importanti del borgo. Custodisce infatti il celebre ciclo di affreschi realizzato da Benozzo Gozzoli ed è una tappa imperdibile per comprendere la storia e l’identità di Montefalco.

Il Complesso museale di San Francesco a Montefalco

Museo San Francesco Montefalco

Ospitato nell’antico convento francescano che dal XIV secolo al 1861 accolse la comunità dei frati, il Complesso Museale di San Francesco è considerato uno dei musei più importanti dell’Umbria e rappresenta una tappa imprescindibile per comprendere la storia, l’arte e le tradizioni di Montefalco.

Il percorso di visita si sviluppa attraverso diversi ambienti che raccontano secoli di storia del territorio.

  • la Chiesa di San Francesco, custodisce il celebre ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli dedicato alla vita di San Francesco, riportato all’antico splendore grazie ai recenti restauri. Al suo interno si trova inoltre l’unico affresco del Perugino presente a Montefalco: Annunciazione, Eterno in gloria tra gli angeli e Natività.
  • La Pinacoteca Civica, raccoglie dipinti, tessuti e preziosi manufatti provenienti dalle chiese del territorio. Tra gli artisti figurano Antonio Aquili, Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, Cristoforo di Jacopo, Melozzo da Forlì e Francesco Melanzio.
  • La sezione archeologica, allestita nella cripta sotto l’abside della Chiesa di San Francesco, che conserva numerosi reperti risalenti in gran parte al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., testimonianza della presenza romana nell’area di Montefalco.
  • le cantine dei frati, con le antiche vasche per la pigiatura delle uve che testimoniano come il legame tra Montefalco e la produzione del vino fosse già profondamente radicato nel passato e nella comunità religiosa,
  • ampi spazi che accolgono mostre temporanee.

Gli affreschi di Benozzo Gozzoli sulla Vita di San Francesco

Entrando nella Chiesa di San Francesco ti ritroverai davanti a uno dei cicli pittorici più importanti dell’Umbria: la Vita di San Francesco affrescata da Benozzo Gozzoli. Le scene avvolgono la cappella maggiore dell’abside con colori intensi e dettagli minuziosi, regalando un forte impatto visivo che rende la visita un’esperienza immersiva.

E’ merito dei restauri successivi al terremoto del 1997, se gli affreschi sono stati salvati riacquistando la loro potenza visiva. Man mano che lo sguardo si avvicina alle pareti, i dettagli si fanno sempre più nitidi e coinvolgenti. È inevitabile rimanere con il naso all’insù e provare quasi la sensazione di entrare nella narrazione stessa.

Il ciclo pittorico, commissionato a Gozzoli da fra Jacopo Mactioli da Montefalco, priore del convento, si sviluppa in dodici scene disposte su tre registri e comprende 20 episodi della vita del Santo, leggibili dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra.

In una delle scene compare anche Montefalco, circondata da campagne che richiamano il profondo legame tra il territorio e la coltivazione della vite. Alcuni studiosi hanno inoltre individuato un possibile riferimento al Sagrantino nella scena del De Celano, dove nella tavola imbandita è rappresentato anche del vino rosso.

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La Natività del Perugino: unica opera dell’artista a Montefalco

Natività del Perugino Montefalco

Durante la visita della Chiesa di San Francesco, vale la pena soffermarsi su un altro importante capolavoro: la “Natività” del Perugino, collocata in un’edicola sulla parte destra della controfacciata. L’opera, realizzata nel 1503 nella fase matura dell’artista di Città della Pieve, è considerata uno degli esempi più significativi del suo ritorno in Umbria dopo il periodo romano.

Si tratta inoltre dell’unica opera attribuita a Pietro Perugino conservata a Montefalco, dettaglio che ne aumenta ulteriormente il valore all’interno del percorso museale.

Piazza del Comune di Montefalco: la platea rotunda, cuore medievale del borgo

Piazza del Comune Montefalco

Proseguendo in salita dal Complesso Museale di San Francesco, raggiungerai la Piazza del Comune di Montefalco, il punto più alto del borgo. Di forma circolare, è conosciuta fin dal XIV secolo come platea rotunda ed è il vero centro storico e sociale della città. Da qui si diramano le cinque vie principali che dividono Montefalco nei suoi antichi quartieri, ed è la cornice ideale per un pasto o per un aperitivo.

Sulla piazza si affaccia il Palazzo Comunale, sormontato dalla Torre Campanaria. Costruito nel 1270 e ampliato nel XV secolo, colpisce per il suo elegante loggiato con pilastri ottagonali e capitelli decorati con foglie d’acanto, sopra il quale si apre una terrazza panoramica utilizzata ancora oggi per eventi e cerimonie pubbliche.

Da questa terrazza, ogni anno viene annunciato il vincitore della rievocazione storica della “Fuga del Bove”, manifestazione nata nel 1972 che celebra la tradizione rinascimentale di Montefalco e assegna il Falco d’Oro ai quattro quartieri storici: Sant’Agostino, San Bartolomeo, San Fortunato e San Francesco.

All’interno del Palazzo Comunale si trovano la Biblioteca Civica, con circa 10.000 volumi tra incunaboli, manoscritti e testi giuridici del XVI secolo, e l’Archivio Storico Comunale, che conserva documenti dal XV al XIX secolo.

La Piazza del Comune è circondata da altri edifici storici di rilievo, tra cui l’ex Oratorio di San Filippo Neri (1705), oggi teatro comunale, e la Chiesa di Santa Maria di Piazza, documentata dal XIII secolo e decorata con un affresco di Francesco Melanzio.

Completano la scenografia della piazza alcuni palazzi nobiliari rinascimentali come Palazzo Senili, Palazzo Santi-Gentili e Palazzo de Cuppis.

La Chiesa di Sant’Agostino

Chiesa Sant'Agostino Montefalco

Proseguendo lungo Corso Goffredo Mameli, tra botteghe artigiane e piccole verande di ristoranti tipici, incontrerai la Chiesa di Sant’Agostino. La facciata in pietra è semplice ed elegante, arricchita da un portale con colonne e capitelli decorati.

All’interno custodisce affreschi di scuola umbra del Quattrocento e le spoglie delle discepole di Santa Chiara della Croce, Santa Chiarella e Illuminata.

In una teca si trova inoltre il corpo mummificato del Pellegrino uno degli elementi più suggestivi e misteriosi di Montefalco.

Il “Pellegrino” era un viandante spagnolo senza identità che arrivò a Montefalco e chiese ospitalità ai frati francescani. Dopo aver trascorso la notte all’interno del convento, fu trovato morto, accovacciato in posizione di preghiera.

La sua sepoltura è diventata protagonista di una leggenda: il corpo sarebbe stato più volte ritrovato fuori dal sepolcro, sempre nella stessa posizione in cui era stato deposto. Questo episodio fu interpretato come un segno prodigioso e, secondo la tradizione, il corpo venne collocato nel campanile della chiesa, dove sarebbe rimasto per circa un secolo senza decomporsi.

La Chiesa di Santa Chiara di Montefalco

Appena fuori Porta San Bartolomeo (il cui vero nome è Porta Federico II) si trova la Chiesa di Santa Chiara da Montefalco, uno dei luoghi di culto più importanti del borgo e meta di pellegrinaggio per i fedeli che giungono qui per venerare la santa umbra. Costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo per volontà della stessa Santa Chiara da Montefalco (da non confondere con Santa Chiara d’Assisi) conserva ancora oggi il suo corpo, custodito in una preziosa urna d’argento.

Degna di nota è l’antica Cappella di Santa Croce, decorata con importanti affreschi trecenteschi di scuola umbra.

Nel monastero di clausura è inoltre conservato un affresco quattrocentesco raffigurante Santa Chiara, realizzato da Benozzo Gozzoli, ulteriore testimonianza del profondo legame tra il maestro toscano e Montefalco.

Il Sagrantino: il vino che ha reso celebre Montefalco

Vigneti Sagrantino Montefalco Arnaldo Caprai

Durante la visita a Montefalco c’è un’altra esperienza che merita di essere vissuta: percorrere la Strada del Sagrantino, un itinerario tra dolci colline, vigneti e cantine che racconta l’anima più autentica di questo territorio. È proprio qui che nasce uno dei vini simbolo dell’Umbria, prodotto quasi esclusivamente nell’area di Montefalco e nei comuni limitrofi: il Montefalco Sagrantino DOCG, affiancato dal Montefalco Rosso DOC.

Le origini del Sagrantino sono ancora oggi avvolte nel mistero. Secondo Plinio il Vecchio potrebbe discendere dall’antica vite Itriola; un’altra ipotesi lo fa risalire alla Grecia, dove sarebbe stato scoperto dai monaci bizantini. La tradizione più diffusa racconta invece che furono i frati francescani, di ritorno dall’Asia Minore intorno al XV secolo, a introdurre a Montefalco quest’uva per produrre un vino passito destinato alle celebrazioni religiose e da qui prenderebbe il nome Sagrantino.

Qualunque sia la sua vera origine, il Sagrantino è oggi uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi dell’Umbria e dal 1992 il Montefalco Sagrantino ha ottenuto la denominazione DOCG, sia nella versione secca sia in quella passita.

Il primo è un vino intenso e strutturato, mentre il passito ha un gusto morbido e avvolgente che richiama le sue origini legate alle celebrazioni religiose.

Più che descriverne profumi e aromi, però, il mio consiglio è di concederti una degustazione direttamente in una delle cantine di Montefalco. Passeggiare tra i vigneti infiniti, ascoltare il racconto dei produttori e assaporare un calice di Sagrantino immerso tra le colline che lo hanno visto nascere è un’esperienza che permette di comprendere davvero il profondo legame tra questo vino e il suo territorio. È uno di quei momenti che, almeno per me, riesce a raccontare l’anima di Montefalco ancora meglio di tante descrizioni dettagliate.

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Le migliori cantine dove degustare il Sagrantino

La degustazione del Sagrantino di Montefalco in una delle sue cantine, non è solo un assaggio di vino, ma un viaggio tra vigneti, bottiglie eleganti e racconti di famiglie che, da generazioni, coltivano il Sagrantino con passione.

Molte aziende organizzano visite guidate, passeggiate tra i filari e degustazioni abbinate ai prodotti tipici umbri, offrendo l’opportunità di scoprire da vicino le caratteristiche del Montefalco Sagrantino DOCG e del Montefalco Rosso DOC.

Tra le cantine più conosciute e apprezzate del territorio ti consiglio:

  • Arnaldo Caprai, (quella che ho provato io) tra le aziende che hanno contribuito a far conoscere il Sagrantino nel mondo grazie a un importante lavoro di ricerca e valorizzazione del vitigno.
  • Azienda Agraria Scacciadiavoli storica cantina di Montefalco della famiglia Pambuffetti, ospitata in un complesso ottocentesco, dove l’architettura storica fa da cornice a una tradizione vitivinicola tramandata da quattro generazioni.
  • Montioni – Frantoio e Cantina, ideale per chi desidera abbinare la degustazione dei vini all’olio extravergine di oliva prodotto dall’azienda.
  • Cantina La Veneranda, una cantina a conduzione familiare che propone visite e degustazioni di vini accompagnate da prodotti del territorio.

Se vuoi provare l’esperienza di degustazione in cantina, ti consiglio di prenotare la visita con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei fine settimana o durante il periodo della vendemmia, quando queste esperienze sono particolarmente richieste.

Cantina Arnaldo Caprai: un’esperienza tra tradizione e innovazione

Vitigni Arnaldo Caprai Strada del Sagrantino Montefalco

Tra le cantine più interessanti della Strada del Sagrantino, una visita che consiglio assolutamente è quella alla Arnaldo Caprai, una realtà che ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione del Sagrantino nel mondo.

Durante la mia visita sono rimasta colpita dalla location moderna e armoniosa, perfettamente integrata nel paesaggio delle colline umbre e dei vigneti che circondano la struttura. L’architettura contemporanea non stona, ma si fonde con il territorio, creando un ambiente accogliente e luminoso, sempre proiettato sui vigneti e sul paesaggio naturale che lo incornicia.

L’accoglienza ricevuta nella cantina Arnaldo Caprai mi ha davvero entusiasmata. La visita è iniziata con un racconto approfondito e appassionato sulla storia del Sagrantino, sulla filosofia produttiva dell’azienda, sul territorio e sulle diverse etichette. Un approccio che permette di comprendere il vino prima ancora di assaggiarlo, trasformando la degustazione nel naturale completamento di un vero e proprio viaggio sensoriale tra vigneti, cultura e tradizione. Durante la visita abbiamo scoperto anche alcune edizioni speciali, tra cui una serie di bottiglie con etichette dedicate a Dante Alighieri, realizzate per celebrare il 700º anniversario della sua morte e rendere omaggio alla sua influenza sulla cultura italiana.

L’etichetta di questo Sagrantino edizione limitata, realizzata dall’artista canadese Rick Rojnic nel 2018, reinterpreta il ritratto di Dante presente nel ciclo di affreschi delle Storie della vita di San Francesco, attribuito a Benozzo Gozzoli e custodito nell’imperdibile Museo di Montefalco.

Cosa mangiare a Montefalco: piatti e prodotti tipici

Visitare Montefalco significa anche scoprire una cucina semplice ma profondamente legata al territorio, alla tradizione contadina e immancabilmente al Sagrantino.

Tra i piatti tipici da non perdere ti consiglio gli strangozzi o le pappardelle al tartufo oppure al Sagrantino, e il risotto montefalchese, anch’esso preparato con il vino simbolo del territorio. A Montefalco, infatti, il Sagrantino non è solo un vino da degustare, ma è spesso presente anche in cucina, dove viene utilizzato per arricchire e dare carattere a diverse ricette locali. Un altro piatto tipico umbro, particolarmente diffuso a Montefalco, è il piccione alla ghiotta, perfetto per scoprire i sapori rustici e profondamente legati alla tradizione locale.

Da provare anche la torta al testo, spesso accompagnata da salumi e formaggi del territorio, insieme all’olio di oliva locale e al miele, prodotti nelle campagne circostanti.

Tra i dolci tipici della tradizione spiccano i maritozzi al mosto, i tozzetti, perfetti da inzuppare nel Sagrantino Passito, e la rocciata, dolce della cucina umbra e marchigiana con ripieno a base di mele, frutta secca e cacao, che sembra richiamare lo strudel.

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Dove mangiare a Montefalco

Nel centro storico di Montefalco non mancano ristoranti e osterie dove assaporare la cucina tradizionale umbra accompagnata da un calice di Sagrantino. Il mio consiglio è quello di scegliere un locale che valorizzi i prodotti del territorio e la stagionalità, così da vivere un’esperienza autentica.

Se desideri una cucina che reinterpreta la tradizione in chiave più creativa, ti consiglio Ristorante L’Alchimista.

Se invece preferisci i sapori più genuini della tradizione, una tappa da non perdere è Ristorante alla Via di Mezzo da Giorgione. Il locale propone ricette umbre servite a buffet con menù a prezzo fisso, una formula che permette di immergerti totalmente nella cucina locale assaggiandone tutte le sue prelibatezze.

Dove parcheggiare a Montefalco

Montefalco è un borgo medievale arroccato su una collina, e per questo il suo centro storico è in gran parte pedonale.

Io ti consiglio è di lasciare l’auto nei parcheggi fuori dalle mura e visitare il borgo a piedi. Montefalco è piccolo e i parcheggi sono proprio nelle immediate vicinanze delle porte di accesso principali, ma ricorda che è in cima ad una collina e quindi troverai qualche saliscendi.

Uno dei parcheggi più comodi è il Parcheggio Morganti, a pagamento, situato appena fuori da Porta della Rocca, ed è il più vicino al Complesso Museale di San Francesco.

Sono disponibili anche altri due ampi parcheggi nelle vicinanze di Porta Sant’Agostino, attrezzati anche per autobus e camper.

Come arrivare a Montefalco

Montefalco si trova nel cuore dell’Umbria, in provincia di Perugia, ed è facilmente raggiungibile in auto.

A Montefalco non è presente una stazione ferroviaria quindi il mezzo più comodo per raggiungerla è l’auto, ma se ti sposti con i mezzi, le stazioni più vicine sono Foligno e Spoleto, da cui è possibile proseguire con taxi o autobus locali.

Montefalco in un giorno (itinerario consigliato)

Montefalco si presta perfettamente a una visita lenta di almeno mezza giornata. Qui sotto ti suggerisco come organizzare i tuoi spostamenti.

Mattina

  • Arrivo e parcheggio fuori da Porta della Rocca
  • Visita al Complesso Museale di San Francesco con gli affreschi di Benozzo Gozzoli (durata circa 2 ore)

Pranzo

  • Pranzo in centro storico in un ristorante con piatti tipici e Sagrantino (consigliato Ristorante Enoteca l’Alchimista oppure il Ristorante alla Via di Mezzo da Giorgione)

Pomeriggio

  • Passeggia lungo Corso Goffredo Mameli tra botteghe e scorci medievali
  • Visita le Chiese di Montefalco
  • Concediti una sosta per un aperitivo o uno snack nella piacevole cornice di Piazza del Comune
  • Degusta il Sagrantino in una delle cantine lungo la strada del Sagrantino (io ti consiglio Arnaldo Caprai).


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