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Giorno 17 – Silicon Valley (Parte 2): Google

25 Settembre ( parte 2)
Entusiasti per la visita al mitico garage, possiamo ritenere la tappa Apple definitivamente conclusa. Ma come detto nella Silicon Valley è un susseguirsi di visite ed emozioni. Quindi… fatta Apple, sotto con Google.

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Giorno 17 – Silicon Valley: (parte 1) Apple

25 Settembre ( parte 1)
Oggi è proprio un gran giorno per me. Dopo aver pianificato e sognato tanto questa parte del tour finalmente ci siamo. Si parte, destinazione.. Apple, il garage di Steve Jobs, il garage dove praticamente è nato e partito il mito della Silicon Valley. Poi Stanford…. Yahoo…   e poi ancora… Google… non sto nella pelle. Fra poco andremo proprio dove tutta la tecnologia ha avuto inizio.

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Giorno 16 – Alla ricerca delle Balene! Pronti per l’avvistamento a Monterey

24 settembre
Buongiorno. Sono già le sette e sta suonando la sveglia. Oggi non possiamo proprio stare a crogiolare tra le coperte. Alle 10 parte il tour di Whale  watching dal molo di Monterey. Ci aspetta una intensa mattina di avvistamento balene. Dobbiamo esser lì un’oretta prima, siamo distanti almeno mezz’ora in auto, sarà il caso di saltare giù dal letto?

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Giorno 15 (parte2) – Pronti per visitare Santa Barbara

23 Settembre
E’ arrivata adesso l’ ora di dirigersi verso Santa Barbara e ci aspetta un’ora abbondante di viaggio, prima di poterla visitare. Impostiamo come prima tappa  Old Mission Santa Barbara perché non vogliamo rischiare di trovarla chiusa. La Hwy 1 si allontana per un po’ dalla costa, passiamo Oxnard e a Ventura tornando nuovamente a costeggiare l’oceano.

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Giorno 15 (parte1) – Finalmente le spiagge di Malibu

24 settembre
E suona la sveglia anche oggi, una giornata importante perché ci aspettano le spiagge di Malibu.  Quanto ci piace dormire la mattina adesso che abbiamo smaltito il jet lag e son già due settimane che siamo on the road.  Sapevamo che sarebbe stata tutt’altro che rilassante la vacanza… Ma va bene così…

L’hotel non offre la colazione quindi, visto che siamo a due passi da Malibu, cerchiamo di capire dove possiamo conciliare la caccia ai vip e la nostra fame. In pochi minuti di stalkeraggio riesco solo a trovare l’indirizzo di un centro commerciale in cui si dice facciano shopping le celebrities. Bingo!

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Giorno 14 – Arrivederci Los Angeles

22 settembre
Della serie “ormai conosco tutti i negozi di elettronica della California“, oggi si inizia la giornata con una bella visita al Best Buy di Downey, poco fuori Los Angeles.  Come da copione, a mattina inoltrata salutiamo il nostro motel  e andiamo alla ricerca di questo benedetto tablet. Io ormai parlo con i commessi come se fossi un disco registrato. Ma sono sempre più sconsolata. Il tablet che cerca Dome, è solo nei suoi sogni.

Perdiamo tutta la mattina per questa cosa e io inizio a non poterne più. Ma non sono le donne che passano ore ed ore nei negozi?!? Ecco a me piacerebbe almeno una mezza giornata. Mi fumano le orecchie a pensare che invece dei vestiti devo scandagliare uno per uno tutte le caratteristiche di ram, pixel, processore … che non so nemmeno cosa siano.

” Dome la prossima volta ti fai un cavolo di corso full immersion di inglese e ti  lascio da solo…”
Fatto sta che arriviamo allo Staples Center non prima delle 14 . Giriamo un paio di volte alla ricerca del parcheggio che già conosco. Si trova in W Olympic Blvd, proprio accanto al cavalcavia.  Fortunatamente la tariffa è sempre la più vantaggiosa. 8 $ flat rate fino alle 17, contro i 20$ degli spazi vicini. Non fermatevi mai al primo che trovate in questa zona. Le tariffe si alternano e cambiano ogni ora, ma c’è sempre il più economico.

In due passi siamo di fronte all’insegna rossa dello Staples Center. Sfortunatamente ancora è presto per il campionato NBA che inizia ad ottobre, e non è possibile visitarlo all’interno.
Ci accontentiamo però di un’infinità di scatti con le statue di alcune icone dello sport : Wayne Gretzky e Magic Johnson, il  pugile Oscar De La Hoya, il  defunto emittente dei Lakers Chick Hearn , immortalato dietro una scrivania con una sedia per i fans. Ci sono poi Jerry West dei Lakers,  Kareem Abdul-Jabbar e l’ ex dei Kings Luc Robitaille. ci aspetta poi Shaquille O’Neal e ancora il presentatore Bob Miller ed infine la leggenda di Lakers, Elgin Baylor.

Dome  impazzisce. Un suo sogno era proprio  ritrovarsi qui dove i suoi idoli hanno giocato quelle partite che son passate alla storia. Dove i suoi miti hanno calpestato il terreno, segnato canestri e portato la loro squadra alla vittoria.

In un angolino sulla sinistra scorgiamo l’insegna Team La, il negozio ufficiale delle varie squadre. Il reparto Lakers sembra un po’ più misero rispetto a quello dei Kings, ma Dome sa già cosa vuole: la maglia gialla con il numero 23 di Lebron James.
La taglia da adulto è decisamente troppo grande e costa anche sopra i 100$, la più grande da bambino è perfetta e con una settantina di dollari più tasse ce la caviamo.

Allora, la prendiamo?!?
Anche qui esce fuori il Dome versione “sono peggio delle donne”. Passa in due secondi dal si si la voglio al mah boh, forse, però è troppo cara…ci penso. O povera me. Ho trovato davvero il mio alter ego.

Andiamo allora a fare una passeggiata nell’area LA LIVE di fronte al palazzetto. Si tratta di una piazza all’aperto racchiusa tra locali, ristoranti e sedi  di famosi brand, in cui si organizzano concerti e qualunque tipo di evento privato. Oggi ci sono una serie di stand in occasione di una manifestazione solidale su qualche malattia. È chiusa anche la strada e le telecamere delle emittenti televisive sono pronte ad immortalare il momento e ad intervistare una bella ragazza. Non la riconosciamo. Dome ovviamente la passa ai raggi x ma non ci sembra così famosa.

Nonostante la manifestazione tutto è tranquillo: la security agli ingressi e ognuno che fa le sue cose. Noi continuiamo a passeggiare tra il Microsoft Theater, il Grammy Museum, la sede di Herbalife, finché non passiamo davanti a Smashburger: un fast food di livello un po’ superiore in cui Dome si fionda ad ordinare il suo classico panino con pollo grigliato. Niente male. Servizio veloce, pasto economico e gustoso.  Con la pancia piena arriva anche l’ispirazione per la maglietta dei Lakers. La prendiamo.

Torniamo al negozio: pronti, prendiamo la maglia, si paga…e invece no. Due carte di Dome vengono rifiutate stessa cosa per le mie due principali. Mai successo una cosa simile. Vabè provo con la carta di credito con i numeri in rilievo, anche se non è destinata per queste spese, e zac. Pagamento andato a buon fine.

Sarei curiosa di sapere se è un caso o accettano solo carte di credito…ma l’importante è esser riusciti anche in questa impresa. Usciamo con 80 euro in meno e una bella maglia gialla e viola. Dome si spoglia qui davanti e si cambia la tshirt. Oggi si sfoggia il nuovo acquisto per tutto il giorno!

Nel venire via, facciamo un salto veloce nella zona del City Hall. Volevamo salire sulla terrazza panoramica e visitare il palazzo e i giardini di fronte e anche il famoso scivolo di vetro Skyspace a circa 1 miglio di distanza, ma ormai ho capito che le altezze non fanno per Dome e siccome anche per me è più una sfida che un piacere, non insisto e non ci fermiamo. En passant il Walt Disney Concert Hall, cattura la nostra attenzione con la sua forma stravagante, ma non ci fermiamo perché la nostra destinazione è un’altra.

Dobbiamo raggiungere il Griffith Park, dista solo una decina di miglia ma come sempre impieghiamo almeno un’ora per raggiungerlo, soprattutto perché i parcheggi sono strapieni anche lungo la strada e si procede a passo d’uomo, ognuno alla ricerca di uno spazio in cui fermarsi. A un paio di curve dal piazzale di fronte all’osservatorio, si libera finalmente un posto e anche se non sappiamo ancora quanto dobbiamo camminare,  ci fermiamo  fiduciosi. La tariffa è di 6$ l’ora,  perfetto, ci facciamo bastare un’ora. Non siamo molto distanti e la camminata non è faticosa seppur in salita.

Improvvisamente appare davanti al noi il bellissimo palazzo con le tre cupole e l’obelisco di fronte. E’ in assoluto uno dei posti più affascinanti di tutta LA. Ovunque ci si giri il panorama è mozzafiato. Di fronte la scritta Hollywood , dietro lo skyline di Los Angeles che si staglia in mezzo all’immensità di tutta l’area metropolitana. In alto il cielo, che si può osservare di giorno e di notte con i telescopi sul tetto o posizionati sul prato immenso, dove osservatori spaziali amatoriali si accampano e gentilmente fanno provare anche i curiosi come noi.

All’interno una serie di sale, con mostre sul sistema solare e spettacoli a tema scientifico. Potrebbe non bastare una giornata intera per godersi appieno le potenzialità e la bellezza che questo offre, è perfetto sia per appassionati che non.

I pannelli esplicativi sono fatti molto bene e spiegano tutto nel dettaglio, purtroppo però è un po’ complicato tradurre tutto in italiano a Dome, trattandosi di un argomento troppo specifico anche per me . Per questo non ci soffermiamo troppo sulle mostre interne. Preferiamo goderci la vista da ogni terrazza panoramica, nonostante l’altezza e le vertigini che in alcuni punti si fanno proprio sentire.

Sarebbe bello fermarci fin dopo il tramonto quando l’immensità della città si fa notare grazie alla miriade di luci sotto di noi…ma mancano ancora tre  ore e vogliamo provare a fare un giro con più calma delle zone che ieri abbiamo intravisto con il vip tour.

Lasciamo questo magnifico luogo estasiati dalla sua bellezza, passiamo di fronte all’ingresso del quartiere di Bel Air, senza fermarci e poi quasi per caso mi accorgo che siamo appena passati accanto a Rodeo Drive. Dome vuole scendere per visitarla.

Anche questa tappa è sempre stata un suo sogno soprattutto perché è una delle location più pubblicizzate di Los Angeles. Come al solito il parcheggio è una tortura. Ne ho segnati alcuni, nella mia guida personale, ma sono garage che chiedono cifre stratosferiche e propongono tariffe flat, che non fanno al caso nostro. Facciamo un giro in più e troviamo un posto libero in una traversa , per strada, a un paio di dollari l’ora.

Dome è impazzito. Il lusso e i negozi dalle vetrine lucenti ci circondano. Ogni due macchine una è una Porsche, un Cheyenne, una Lamborghini o una Ferrari… nemmeno le conosco tutte  queste marche. Son davvero auto che si vedono solo nei film o qui, tutte insieme.

Il marciapiede è pieno di gente anche se i negozi all’interno sono semivuoti. La cosa però mi fa ugualmente impressione: è molto più piacevole visitarla adesso che c’è vita. Anche qui negli anni passati ci son stata sempre in momenti in cui era piuttosto deserta e non mi aveva fatto una grande impressione.

Le griffe sono quasi tutte italiane o francesi. Mi avvicino ad un paio di vetrine. Io questa moda nemmeno la capisco. Noi siamo buffissimi. Passeggiamo con la nostra action cam sempre accesa. Dome con maglia dei Lakers e ciabatte, io vestita poco meglio. Bimbette appena maggiorenni ci passano accanto con borse firmate Valentino  o Dolce & Gabbana…siamo proprio dei barboni.

Arriviamo da Stefano Ricci, dove si sale per qualche metro tra negozi e ristoranti fino ad arrivare alla scalinata che si affaccia sul famoso hotel di Pretty Woman: il Beverly Wilshire.

La vista in questo periodo dell’anno è favolosa.  Il rosa degli alberi fioriti, le lucine lungo i tronchi delle palme, l’architettura dei palazzi, la fontana in fondo alla scalinata… nonostante il traffico si crea uno scorcio veramente molto bello. Il tutto caratterizzato da un’estrema pulizia: non c’è una cartaccia o cicca di sigarette in nessun angolo della strada. Lo so, può sembrare strano, ma tenere le città pulite ed ordinate, sembra proprio che sia possibile.


Un giorno faremo un bell’aperitivo proprio sul locale che si affaccia sulla scalinata, ma oggi ci sentiamo particolarmente poveracci. Non sappiamo con certezza se c’è il dress code, ma sicuramente non c’è nessuno addobbato come noi. Intanto Dome mi immortala con lo sguardo triste davanti alle vetrine di Tiffany. Anche qui figuriamoci se ci entriamo,  manderebbero la security a cacciarci.

Faccia sconsolata davanti alla vetrina di Tiffany in Rodeo Drive – Los Angeles

Vetrina per vetrina ripercorriamo Rodeo Drive al contrario nel marciapiede opposto e miracolo dei miracoli riusciamo anche noi a fare il nostro unico acquisto. Dome trova un carrettino dei gelati….Paradiso!!!  Riesce a capire che costano 3 $ (praticamente il doppio di una scatola da 8 al supermercato) e con gli occhi che brillano indica il biscotto fragola, cioccolato e panna che da qualche giorno sognava di prendere proprio al Walmart.

Io lo riprendo con la telecamera e lo prendo in giro. Dobbiamo immortalare questo mitico acquisto a Rodeo Drive. Passerà alla storia. Abbiamo comprato qualcosa anche noi e ce lo siamo potuti permettere. Una signora ci passa accanto e inizia a ridere pure lei. Avrà capito la comicità della situazione?  Beh…che dire. Queste risate son valse più di cento buste griffate.

Dome e il suo gelato in Rodeo Drive – Los Angeles

Per oggi abbiamo dato abbastanza. Son le 7 ed è l’ora di partire perché anche stasera c’è la tappa fissa del Best Buy, dove in teoria dobbiamo trovare il tablet che abbiamo visto online e che a Pico Rivera non avevano. La gentile commessa della mattina, ci ha consigliato proprio questo negozio assicurandoci che lo hanno in giacenza. Sarà la volta buona?

Ovviamente no. Arriviamo di corsa ma… finito pure qui. Basta, questo tablet è diventato un incubo. Ci costa il triplo in benzina, rotture e perdita di tempo.  Fortunatamente questa volta siamo in un centro commerciale Westfield e ne approfitto per un po’ di shopping pure per me. Forever 21 non delude mai. E visto che c’è vicino un Petsmart compro un paio di regalini anche al nostro cucciolo peloso.

Siamo pronti per dare il nostro arrivederci a Los Angeles.  Abbiamo circa mezz’ora di strada per raggiungere la nostra nuova destinazione: Calabasas.  Essendo le 9 il traffico scorre ormai senza troppi intoppi e arriviamo nei tempi previsti.

Il motel è il più economico che abbiamo trovato in tutta l’area di Malibu, ma è pur sempre abbastanza caro per ciò che offre, soprattutto perché non ha nemmeno il microonde. E noi stasera abbiamo quintali di pasta congelata da gustarci e zero voglia di uscire per cena. Per fortuna  nella hall c’è un forno a disposizione per tutti i clienti. Con gli schizzi di sugo al suo interno e la fila per usarlo, ma non abbiamo altra soluzione.

Impieghiamo quasi un’ora per scaldare le vivande.Ci alterniamo con una ragazza, forse una mamma, che come noi, fa vari turni.  Menomale che la camera è proprio a due passi dalla hall. Dopo cena come al solito i buoni propositi se ne vanno nel mondo dei sogni e noi con loro. Anche oggi abbiamo visitato e camminato molto. E domani ci aspettano le spiagge di Malibu…. Notte notte

Ciaoooo e….. alla prossima!!!!

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Giorno 13 (parte 2) – Finalmente in visita a Hollywood

21 settembre Parte 2
E finalmente è arrivato il momento di far visita a Hollywood!!!
Sono le 13.00 e dopo svariati giri e tentativi di trovare parcheggio in strada, ci fermiamo in quello più centrale, al Madame Tussauds. Non sappiamo se sia il più economico o il più caro. Quello che è certo è che non abbiamo più voglia di stare in macchina e quindi decidiamo che 15$ vanno più che bene.
Sono veramente emozionato.

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Guest House inn & Suites, Pico Rivera/Downey

8455 Telegraph Rd, Pico Rivera
Ottimo compromesso per dormire a circa 20 miglia dalla Downtown di Los Angeles, soprattutto per il prezzo competitivo, ma i servizi sono molto essenziali. Si impiegano circa due ore di viaggio, nelle ore di punta per raggiungere Santa Monica.

Lo stabile è grande , ci sono tre piani di camere, raggiungibili con ascensore ed una sala conferenze, perciò è molto affollato.

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Monterey Inn Hotel – Wilmington

Il Monterey Inn Hotel di Wilmington è l’ideale per chi si trova on the road e vuole essere vicino a Long Beach risparmiando rispetto al centro città.

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Giorno 13 (parte 1) – Warner Bros Studios tour

21 settembre
Finalmente ci siamo. Oggi è una giornata particolare. È una di quelle tappe che aspettiamo praticamente da quando abbiamo iniziato a progettare questo viaggio.
La visita ai mitici Studios della Warner Bros. Siamo entrambi super appassionati di cinema e cosa c’è  di meglio che una visita nel luogo in cui tutto viene creato, dove ha inizio la magia?
Io non sto nella pelle e non vedo l’ora di partire. La cosa curiosa però è che anche Simo è altrettanto euforica, perché nonostante i suoi molteplici viaggi a Los Angeles e la sua passione per film e serie tv, non ha mai visitato gli Studios. Una pazzia direte voi, ma a me piace pensare che un avvenimento così importante aspettava la persona giusta.
In ogni caso, ciò che conta adesso è mettersi subito in viaggio per arrivare al più presto a destinazione. Una caratteristica di L.A. è che qualunque posto tu decida di visitare rimane sempre a circa un’ora di distanza. Non importa dove ti trovi o a che ora ti metti in marcia. Questa legge non scritta ti accompagnerà per tutto il  soggiorno.

Entrata dei Warner Bros Studios

Al nostro arrivo ci danno il benvenuto Bugs Bunny e Donald Duck in versione statue giganti di fronte all’entrata. Non ci si può certo esimere dal fare una foto con loro, non vogliamo che ci rimangano male!
Abbiamo con noi la prenotazione fatta qualche mese fa online per assicurarci il posto nel tour e dopo averla convertita in un pass all’ingresso, ci dirigiamo al bar nella sala d’attesa perché siamo ancora un po’ in anticipo rispetto all’orario scelto. Mi guardo intorno e vedo diverse persone che entrano ed escono dalle aree a noi al momento off limits. E subito la mia fantasia inizia a chiedersi se dietro a qualche viso a noi anonimo si celi invece un gran produttore, regista o sceneggiatore.
Come detto in precedenza, il fascino di LA è che sei nella terra del cinema dove tutto può accadere. Anche trovarsi in coda in auto con dietro il tuo cantante o attore preferito. Magari svolti l’angolo e stanno girando delle esterne o scene della tua trasmissione preferita. Ed ecco che all’improvviso vieni catapultato proprio nelle riprese del film.
Gongolando nelle nostre fantasie, chiedendoci se avremo la fortuna di incrociare qualche star, veniamo interrotti dalla ragazza che guiderà il nostro gruppo in questo magico ambiente.
Il tour inizia con un breve filmato della storia del cinema e in particolare della Warner. Non capisco la lingua ma conosco bene quasi tutti gli attori e le scene dei film che vediamo e questo basta a farmi sentire ancora più euforico. Finite le riprese ci accompagnano fuori per la vera e propria visita degli Studios.

Devo ammettere che fare il tour non conoscendo bene la lingua è molto limitante perché ad ogni fermata o location, la bravissima guida ha sempre diversi aneddoti interessanti da raccontarci, ma io non riesco a captarli. Fortuna per me ho al mio fianco Simo, che capisce molto meglio l’inglese e appena può mi fa un sunto di quanto detto. È affascinante e allo stesso tempo un po’ deludente vedere set così famosi. Sì perché sullo schermo sembrano  mastodontici e surreali, mentre in realtà sono spazi di pochi metri, resi più grandi grazie a particolari inquadrature. E’ tutto un gioco di effetti speciali.
Ecco allora che un muro anonimo è stato usato come sfondo per riprese ambientate a New York oppure nella Chinatown di San Francisco. Il trucco? Si cambia semplicemente  sfondo. Stessa cosa per quanto riguarda Jurassic Park; un piccolo angolino di terra nascosto vicino la strada, diventa per incanto parte del mega parco dov’è ambientato il film. Passiamo poi davanti ad una ricostruzione dell’ingresso di una metropolitana. Avvicinandoci scopriamo che in realtà, alla fine di pochi scalini, si trova un muro. La guida ci spiega che i figuranti che interpretano i passanti dentro e fuori la metro, altro non sono che poche persone che si cambiano d’abito come scendono per poi risalire e dare così l’impressione allo spettatore di vedere molta più gente passare di quanta ce ne sia in realtà. Che dire…potere del cinema.
A intervalli ben studiati durante il tragitto, ci fanno fermare in grandi capannoni dove sono allestite esposizioni di cimeli  storici e  oggetti, abiti, copioni o scene di vari film come Batman, Avengers o Harry Potter che tu puoi ammirare e immortalare.

C’è la possibilità di far un video dove si monta sulla scopa di Harry Potter con dietro una parete completamente verde.  Grazie alla grafica fatta al computer, ti trovi magicamente a volare nel cielo di Hogwarts con la tua scopa. Dopo aver visto altre location altrettanto importanti, entriamo dentro un altro grande capannone che ospita il set di alcune sitcom che stanno girando. Al suo interno ci fanno spegnere ogni cellulare o videocamera. E’ infatti severamente vietato fare foto e se ti beccano sono dolori. Ci fanno sedere nel posto dedicato al pubblico. Ebbene si in America la maggior parte di esse vengono girate dal vivo con gli spettatori che possono assistere gratuitamente, se si ha la fortuna di riuscire a prenotarsi in tempo per le riprese. Noi abbiamo provato invano a riservare due posti per assistere alla nostra sit preferita, The Big Bang Theory, ma senza il minimo successo. È stato comunque molto interessante capire come vengono organizzate le riprese per ciascuna puntata. In pratica il primo giorno si legge tutti insieme il copione, un altro giorno si rilegge il tutto con gli sponsor, poi si fanno le prove e l’ultimo giorno si fanno le riprese con il pubblico. La cosa simpatica è che dal soffitto vengono fatti scendere sopra gli spettatori, diversi microfoni. Questo perché se qualcuno ha una ristata particolare può venire registrata e inserita  insieme alle altre che sentiamo in tv.
Proseguendo il tour, passiamo davanti allo stabile dove viene girato proprio the Big Bang Theory. Fuori c’è il parcheggio dedicato agli addetti ai lavori, compresi attori e registi. Ecco quindi che anche qui la fantasia riparte e ci si inizia a chiedere quale tra queste auto parcheggiate possa appartenere a chi.
Ed ecco che tra una visita ed un’altra, arriviamo all’ultima tappa. Quella che poi aspettavo più di ogni altra. Ci fanno scendere dal mini bus scoperto e ci lasciano per l’ultima visita che poi sarà collegata con l’uscita. Si tratta del vecchio set di Friends. Io adoravo letteralmente questa serie e l’ho vista tutta fino all’ultima puntata. Trovarsi qui e farsi fotografare seduti nel mitico divano è l’apice dell’intero tour. Il tutto con in sottofondo la colonna sonora del telefilm che ti accompagna fino al bar Central Perk dove i nostri amici si incontravano… bellissimo.

Saluti dal divano di Friends – Warner Bros Studios

Non possiamo  esimerci dal fare colazione proprio come i nostri protagonisti per ricaricare le pile e allo stesso tempo per immergersi ancor di più in questo luogo di magia. Ora non rimane che un’ultima cosa da fare, prendere dei souvenir da portare con noi a memoria di quest’esperienza. Prima di uscire infatti si passa dal negozio dove si trova praticamente ogni genere di cimelio o gadget inerente a questo luogo. Le nostre scelte ricadono su due tazze; la mia con il logo di The Big Bang Theory, quella di Simo di Pretty Little Liars. Usciamo e abbiamo giusto il tempo per fare le ultime foto ricordo e … perfetto.
Ora siamo veramente pronti per salutare gli Studios.
Ripeto, se passate da LA e amate il cinema o il mondo dello spettacolo, non potete assolutamente evitare di visitare la Warner Bros.

Se volete, potete visitare la nostra gallery completa cliccando qui
E per scoprire cosa abbiamo fatto nel pomeriggio ci vediamo nel prossimo diario di viaggio!