Giorno 6 – Monument Valley & Grand Canyon

Due parchi che lasciano senza fiato e poi via verso la Route66

14 Settembre

Ore 6: suona la sveglia, Dome è carichissimo, vuole vedere l’alba alla Monument Valley e nonostante il sonno, il suo entusiasmo mi butta giù dal letto. Volevamo vedere nei paraggi del motel il famoso sasso col cappello Mexican Hat Rock, che dà il nome anche al paesino, e il Gooseneck State Park a una decina di km, ma in ogni on the road che si rispetti purtroppo non si può fare tutto e seguire alla lettera il piano della giornata. Questa volta scegliamo l’alba, alle  7 in punto. Temporeggiamo un po’ troppo come sempre e partiamo che mancano pochi minuti, dobbiamo fare una ventina di miglia,perciò piede a manetta sull’acceleratore e via. La strada che ci porta alla Monument Valley  a quest’ora è praticamente deserta . Solo quando iniziamo a scorgere i primi monoliti rossi da lontano vediamo anche le prime persone, munite di cavalletto e macchina fotografica e addirittura qualcuno con la sedia da campeggio, appostati nelle piazzole di sosta o sopra le rocce, per riprender come noi quel magnifico momento.

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Wanderlust

la “malattia” genetica del viaggiatore

Da qualche anno ormai quando si effettua una ricerca inerente ai viaggi non è così difficile imbattersi in una parola che racchiude tutta l’essenza del vero viaggiatore. Ed è così che spopolano tatuaggi o frasi di Tumblr in cui Wanderlust ormai è come una moda.

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Mexican Hat e il Mexican Hat Lodge:

Una valida ed economica alternativa per visitare la Monument Valley


Quando si visita la Monument Valley può essere allettante alloggiare al famosissimo The View con vista direttamente sui monoliti rossi, oppure al vicino Goulding Lodge in cui, se si sceglie la camera con vista, l’alba e il tramonto possono esser altrettanto suggestivi. Può capitare però che per vari motivi queste opzioni non siano accessibili. Primo fra tutti il costo piuttosto elevato soprattutto in alta stagione, ma anche semplicemente la disponibilità delle camere, così ricercate da esser prenotate mesi e mesi prima. Un’altra opzione può esser Kayenta cittadina a 22 miglia a sud, ma anche qui con i prezzi non si scherza.

 Per questo motivo, oggi vogliamo consigliarvi Mexican Hat, come eventuale tappa per la sosta di una notte. O anche due.

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Giorno 5 – Las Vegas – Monument Valley

Inizia il vero on the road

13 Settembre

È già arrivato il momento di lasciare la mia, anzi nostra, perché ormai ho contagiato anche Dome, amata Las Vegas. Sono le 8 e oggi ci aspetta la tappa più lunga di tutto l’on the road. 415 miglia totali, quasi 7 ore di viaggio per raggiungere Mexican Hat dove alloggeremo questa notte.

Sentiamo però che ancora ci manca qualcosa. Dobbiamo almeno vedere velocemente Luxor e Excalibur e il cartello “Welcome to Fabulous Las Vegas”.  Sono solo a qualche miglio di distanza. Andiamo! Partiamo direzione sud, lungo la strip per godercela un’ultima volta.  Arrivati circa a metà strada , il degenero: alcuni lavori sulla nostra corsia ci rallentano spaventosamente, tanto che in preda alla disperazione arriviamo al Luxor dopo un’ora! Niente. Non possiamo permetterci di scendere né tantomeno di arrivare al Welcome sign, che sfortuna . Abbiamo perso solo tempo! Ma vabè : cara Las Vegas torneremo!  E questa volta mi impunterò per restarci mooolti più giorni. Probabilmente non dovrò nemmeno insistere troppo . Credo che  Dome abbia capito che doveva darmi retta in fase di preparazione itinerario e dedicargli più tempo. Ma ormai il danno è fatto! Ci aspetta un netto cambiamento di scenario, ma ce lo dobbiamo sudare con tutti quei km. Facciamo il pieno. Il tragitto sarà per un bel pezzo monotono e deserto, quindi meglio non rischiare.

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Giorno 4 – Las Vegas

12 settembre

Dannato jet lag. Sono le 7.30  e siamo già svegli con gli occhi spalancati da almeno 2 ore. La cosa ironica è che siamo entrambi esausti per la giornata di ieri e vorremmo riposare un altro po’ ma si sa, Vegas è la città che non dorme mai e con noi non intende fare sconti. Unica soluzione: scendere dal letto, cambiarsi e… si parte!

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La mia Las Vegas

La mia prima volta a Las Vegas

Ho scoperto Las Vegas nel 2008, quando da viaggiatrice ancora inesperta, affrontai anche il mio primo volo transoceanico . Scelsi quella meta quasi per caso e non sapevo nemmeno cosa aspettarmi.

Mi ritrovai catapultata in un’altra dimensione, furono 4 giorni di stordimento. Ero capitata nel paese dei balocchi, dove tutto quello che nemmeno ti immagini esiste davvero.  Il primo impatto fu quindi un grande punto interrogativo: tutto intorno a me era troppo grande, troppo chic, troppo diverso, eccentrico, colorato, illuminato… Tutto troppo per me che a quel tempo, vuoi l’utilizzo di internet più limitato, vuoi le mie scarse conoscenze geografiche e il fatto che avevo solo vent’anni, non riuscivo a capire se stavo sognando o realmente ero venuta a conoscenza di un mondo totalmente fuori dagli schemi e diverso dal mio.

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La nascita di Las Vegas: Bugsy Siegel e il Flamingo

Las Vegas, città più famosa dello stato del Nevada, nonostante non ne sia capitale, è diventata nel corso degli anni, meta sempre più ambita da turisti di tutto il mondo. Ma com’è che tutto ebbe inizio? A quando risale la sua nascita? E chi era Bugsy Siegel, fondatore del Flamingo?

Un po’ di storia

Poco meno di 200 anni fa era il nulla, un deserto pieno di rocce e qualche arbusto, finché nel 1829 un pioniere Rafael Rivera , per caso si trovò a passare nella zona di Las Vegas Spring e scoprì un’oasi ricca di acqua a metà strada per Los Angeles.

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Giorno 3 – Happy birthday Simo!!!

Festeggiando finalmente il mio compleanno a Las Vegas

11 settembre

“Evviva è il mio compleanno!!! E lo sto festeggiando a Las Vegas…”

Mi era già capitato di trascorrerlo negli Stati Uniti, nel 2012, ma mi trovavo sperduta in mezzo ai parchi dello Utah, a Green River e non era esattamente la stessa cosa. Avevo recuperato sempre a Las Vegas, qualche giorno dopo, ma ormai ero già invecchiata di un anno e l’euforia si era affievolita. Quest’anno invece sono qui proprio il giorno giusto ed ho in mente una serie di attività carine per festeggiare.

Ore 9: facciamo colazione da Starbucks, 13$ una Hot Chocolate e due paste al cioccolato, un furto. Alla faccia del regalo di compleanno!

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Giorno 2 – (parte 2) Finalmente Las Vegas

10 Settembre – Parte 2

Sono circa le 3 di pomeriggio e finalmente arriviamo a Las Vegas. Purtroppo il primo impatto è molto più bello di notte quando le luci dei palazzi e il faro del Luxor creano un bagliore che si vede da miglia di distanza, perciò Dome non si rende bene conto di cosa lo sta aspettando. Io invece già sento battere il cuore a mille, perché a Las Vegas ho mosso i miei primi passi in suolo americano, e come si suol dire: il primo amore non si scorda mai.

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