Whale Watching in California

Chris Whale Watching – Avvistamento balene a Monterey

Tra le tante esperienze che si possono desiderare durante un  on the road della California, c’è sicuramente anche quella del Whale Watching: l’avvistamento delle balene. Lungo le coste californiane sono molte le cittadine che offrono questo tipo di attività, da San Diego a San Francisco, grazie ai numerosi esemplari che popolano le acque del Pacifico.
Noi un po’ per motivi logistici, un po’ per i costi ridotti dell’escursione abbiamo scelto di provare Chris Whale Watching, a Monterey. Si trova a 118 miglia, un  paio d’ore, a Sud di San Francisco, nella meravigliosa cornice del Big Sur ed è di questo che vi parleremo oggi:

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Giorno 16 – Alla ricerca delle Balene! Pronti per l’avvistamento a Monterey

24 settembre
Buongiorno. Sono già le sette e sta suonando la sveglia. Oggi non possiamo proprio stare a crogiolare tra le coperte. Alle 10 parte il tour di Whale  watching dal molo di Monterey. Ci aspetta una intensa mattina di avvistamento balene. Dobbiamo esser lì un’oretta prima, siamo distanti almeno mezz’ora in auto, sarà il caso di saltare giù dal letto?

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Giorno 15 (parte2) – Pronti per visitare Santa Barbara

23 Settembre
E’ arrivata adesso l’ ora di dirigersi verso Santa Barbara e ci aspetta un’ora abbondante di viaggio, prima di poterla visitare. Impostiamo come prima tappa  Old Mission Santa Barbara perché non vogliamo rischiare di trovarla chiusa. La Hwy 1 si allontana per un po’ dalla costa, passiamo Oxnard e a Ventura tornando nuovamente a costeggiare l’oceano.

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Giorno 15 (parte1) – Finalmente le spiagge di Malibu

24 settembre
E suona la sveglia anche oggi.  Quanto ci piace dormire la mattina adesso che abbiamo smaltito il jet lag e son già due settimane che siamo on the road.  Sapevamo che sarebbe stata tutt’altro che rilassante la vacanza… Ma va bene così… L’hotel non offre la colazione quindi, visto che siamo a due passi da Malibu, cerchiamo di capire dove possiamo conciliare la caccia ai vip e la nostra fame. In pochi minuti di stalkeraggio riesco solo a trovare l’indirizzo di un centro commerciale in cui si dice facciano shopping le celebrities. Bingo!

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Sunshine Blogger Award 2019

Continuano le Nominatios

Rieccoci qua a parlare del Sunshine Blogger Award anche se in questo articolo non ci dilungheremo in spiegazioni che abbiamo già dato nel precedente, ma ci limiteremo a rispondere alle domande che Travel- addictw e viaggiainsiemeame_blog ci hanno posto, nominandoci per la seconda e terza volta. Ovviamente siamo lusingati di tutte queste nominations e ringraziamo infinitamente per tutto questo affetto dimostratoci, approfittando delle domande che ci sono state poste per farvi scoprire qualcosa in più su di noi…

Iniziamo subito con le domande di Travel- addictw

1 Qual è stato il vostro ultimo viaggio?
4 giorni a Vienna a Marzo 2019, è già passato troppo tempo dal nostro ultimo viaggio serio, è giunto il momento di ripartire…

2 Qual è stato il vostro primo viaggio?
A questa domanda abbiamo già risposto nell‘articolo precedente alle domande de Iregazconlavaligia, perciò qui parleremo dei nostri primi viaggi in assoluto: Simo in seconda superiore a Nevers in Francia con uno scambio di famiglie al  liceo, io, Dome invece a Madrid, circa 25 anni fa, in gita scolastica.

3 Qual è il luogo che sognate di visitare?
Premesso che ogni anno sogniamo di tornare sempre negli States, piacerebbe molto a entrambi visitare il Giappone, Simo però ha il chiodo fisso di Yellowstone.

4 C’è stata una meta che ha deluso le vostre aspettative?
A questa domanda abbiamo già risposto nell’articolo precedente.

5 Da dove nasce la vostra passione per i viaggi?
Io, Dome, da sempre ho avvertito la sensazione di voler  scoprire e vivere posti nuovi, soprattutto in America. Simo invece ha sviluppato questa passione, quando ormai quasi ventenne ha iniziato a viaggiare in Europa e si è resa conto che c’era davvero un mondo al di fuori del piccolo paesino in cui viveva e dal quale raramente era uscita fino a quel momento.

6 Qual è l’episodio più buffo che vi è successo in viaggio?
Sicuramente l’aneddoto più divertente che ci è capitato ha come protagonista Dome. Intento a riprendere il nostro primo tramonto a San Diego, si vede salutare da un surfista che esce dall’acqua. Felice ricambia e quando questo si avvicina, non capendo l’inglese continua a salutare sorridendo. Non smette di ripetere a gran voce poi,  quanto siano gentili e socievoli i ragazzi del luogo. Il bello è che il surfista in realtà, non lo stava affatto salutando. Semplicemente lo aveva scambiato per un suo amico, ecco il motivo del saluto. Ma il povero Dome, non capisce la spiegazione finché poi, mossa a pietà gliela spiego. La sua espressione non è descrivibile. Poverino!!!

7 Qual è il vostro mezzo di trasporto preferito?
Amando l’America, non possiamo fare a meno dell’aereo. E ci piace anche molto tutta la sensazione che si crea in fase di partenza già in aeroporto. Ma una volta arrivati a destinazione, preferiamo affittare un’auto. Ci lascia la totale autonomia di come e dove muoverci in base alle nostre esigenze.

8 Qual è il piatto più buono che avete assaggiato in viaggio?
Per quanto mi riguarda, Dome, i piatti da me preferiti assaggiati in viaggio sono 2: il Clam Chowder e i Mac and cheese. Simo la pensa come me ed è stata proprio lei a farmeli conoscere, in più ha adorato il gulash, scoperto recentemente a Vienna.

9 Qual è la vostra compagnia migliore in viaggio?
Fin’ora abbiamo viaggiato solo in coppia e affermiamo che ci siamo sempre trovati benissimo. Non nascondiamo però che un viaggio con nostri cari amici ci sta stuzzicando da un po’. L’importante è che condividano i nostri stessi interessi ed esigenze in viaggio.

10 Siete maniaci della programmazione o amate improvvisare in viaggio?
Assolutamente programmiamo ogni nostro viaggio. Soprattutto se parliamo di mete più lontane preferiamo partire con quanto più possibile programmato o sistemato.(vedi alloggio, affitto auto ecc)

Sunshine Blogger Award

Adesso rispondiamo alle domande di viaggiainsiemeame_blog

1 Il viaggio che ti ha segnato di più?
Per me, Dome, sicuramente quello fatto a Settembre 2018 in California. Il più bello della mia vita. Simo il primo a Las Vegas e San Francisco, quello che l’ha fatta innamorare e diventare dipendente dagli States.

2 Il viaggio che non rifaresti
Fortunatamente ogni viaggio fatto fin’ora ci è sempre piaciuto molto e ha lasciato ricordi e sensazioni diverse ma ugualmente intense. Speriamo che le cose non cambino in seguito.

3 Se potessi partire adesso quale sarebbe la meta
Io, Dome adesso voglio scoprire la Florida, Simo invece continua a desiderare Yellowstone.

4 Tre cose essenziali in valigia
La nostra go-pro, un hard disk esterno dove scaricare foto o video e la nostra crema miracolosa per alleviare il dolore alle gambe dopo tutti i km che facciamo a piedi ogni giorno.

5 Il miglior compagno di viaggio
Stiamo entrambi benissimo quando siamo insieme.

6 Il tuo primo viaggio
Già risposto agli altri blogger

7 Il tuo prossimo viaggio
Si è presentata la possibilità di tornare a Vienna e con l’occasione ci piacerebbe inserire anche altre capitali europee limitrofe, ma ancora niente di certo, purtroppo.

8 Come è nato il vostro blog?
Semplicemente dalla nostra passione per il viaggio e per gli States in particolare, dalla voglia di condividerla e perché no, essere d’aiuto a chi  cerca spunti e informazioni.

9 Meglio viaggiare da solo o in compagnia?
Sicuramente in compagnia. Non abbiamo mai viaggiato da soli, ma l’alchimia che si crea ogni volta che siamo in viaggio è unica e vorremmo essere ancora insieme in ogni singolo futuro viaggio.

10 Mai fatto un viaggio zaino in spalla?
Per il momento non abbiamo mai fatto questo tipo di viaggio, in quanto non si adatta alle nostre esigenze, però non escludiamo di provare in un futuro, nemmeno troppo lontano, in qualche nuova destinazione.

11 Hotel o campeggio?
Da ragazzi abbiamo fatto anche delle brevi vacanze in campeggio, ma adesso siamo totalmente a favore degli hotel, seppur super economici.

Sunshine Blogger Award 2019, ci siamo anche noi!

Oggi questo articolo non tratterà una destinazione particolare o un diario di viaggio, ma vi parleremo del nostro primo traguardo raggiunto dopo solo due mesi dall’apertura del blog. È con grande piacere che siamo stati nominati da @iregazconlavaligia, che vi invitiamo a seguire perché hanno un account strepitoso, per il Sunshine Blogger Award. Una nomination inaspettata, ma che ci fa onore ,in quanto nonostante siamo ancora inesperti e abbiamo davanti una lunga strada per migliorarci, siamo riusciti a trasmettere il nostro amore e la nostra passione per i viaggi e ad ispirare gioia e positività ai nostri “colleghi” e lettori . 

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Giorno 14 – Arrivederci Los Angeles

22 settembre
Della serie “ormai conosco tutti i negozi di elettronica della California“, oggi si inizia la giornata con una bella visita al Best Buy di Downey, poco fuori Los Angeles.  Come da copione, a mattina inoltrata salutiamo il nostro motel  e andiamo alla ricerca di questo benedetto tablet. Io ormai parlo con i commessi come se fossi un disco registrato. Ma sono sempre più sconsolata. Il tablet che cerca Dome, è solo nei suoi sogni.

Perdiamo tutta la mattina per questa cosa e io inizio a non poterne più. Ma non sono le donne che passano ore ed ore nei negozi?!? Ecco a me piacerebbe almeno una mezza giornata. Mi fumano le orecchie a pensare che invece dei vestiti devo scandagliare uno per uno tutte le caratteristiche di ram, pixel, processore … che non so nemmeno cosa siano.

” Dome la prossima volta ti fai un cavolo di corso full immersion di inglese e ti  lascio da solo…”
Fatto sta che arriviamo allo Staples Center non prima delle 14 . Giriamo un paio di volte alla ricerca del parcheggio che già conosco. Si trova in W Olympic Blvd, proprio accanto al cavalcavia.  Fortunatamente la tariffa è sempre la più vantaggiosa. 8 $ flat rate fino alle 17, contro i 20$ degli spazi vicini. Non fermatevi mai al primo che trovate in questa zona. Le tariffe si alternano e cambiano ogni ora, ma c’è sempre il più economico.

In due passi siamo di fronte all’insegna rossa dello Staples Center. Sfortunatamente ancora è presto per il campionato NBA che inizia ad ottobre, e non è possibile visitarlo all’interno.
Ci accontentiamo però di un’infinità di scatti con le statue di alcune icone dello sport : Wayne Gretzky e Magic Johnson, il  pugile Oscar De La Hoya, il  defunto emittente dei Lakers Chick Hearn , immortalato dietro una scrivania con una sedia per i fans. Ci sono poi Jerry West dei Lakers,  Kareem Abdul-Jabbar e l’ ex dei Kings Luc Robitaille. ci aspetta poi Shaquille O’Neal e ancora il presentatore Bob Miller ed infine la leggenda di Lakers, Elgin Baylor.

Dome  impazzisce. Un suo sogno era proprio  ritrovarsi qui dove i suoi idoli hanno giocato quelle partite che son passate alla storia. Dove i suoi miti hanno calpestato il terreno, segnato canestri e portato la loro squadra alla vittoria.

In un angolino sulla sinistra scorgiamo l’insegna Team La, il negozio ufficiale delle varie squadre. Il reparto Lakers sembra un po’ più misero rispetto a quello dei Kings, ma Dome sa già cosa vuole: la maglia gialla con il numero 23 di Lebron James.
La taglia da adulto è decisamente troppo grande e costa anche sopra i 100$, la più grande da bambino è perfetta e con una settantina di dollari più tasse ce la caviamo.

Allora, la prendiamo?!?
Anche qui esce fuori il Dome versione “sono peggio delle donne”. Passa in due secondi dal si si la voglio al mah boh, forse, però è troppo cara…ci penso. O povera me. Ho trovato davvero il mio alter ego.

Andiamo allora a fare una passeggiata nell’area LA LIVE di fronte al palazzetto. Si tratta di una piazza all’aperto racchiusa tra locali, ristoranti e sedi  di famosi brand, in cui si organizzano concerti e qualunque tipo di evento privato. Oggi ci sono una serie di stand in occasione di una manifestazione solidale su qualche malattia. È chiusa anche la strada e le telecamere delle emittenti televisive sono pronte ad immortalare il momento e ad intervistare una bella ragazza. Non la riconosciamo. Dome ovviamente la passa ai raggi x ma non ci sembra così famosa.

Nonostante la manifestazione tutto è tranquillo: la security agli ingressi e ognuno che fa le sue cose. Noi continuiamo a passeggiare tra il Microsoft Theater, il Grammy Museum, la sede di Herbalife, finché non passiamo davanti a Smashburger: un fast food di livello un po’ superiore in cui Dome si fionda ad ordinare il suo classico panino con pollo grigliato. Niente male. Servizio veloce, pasto economico e gustoso.  Con la pancia piena arriva anche l’ispirazione per la maglietta dei Lakers. La prendiamo.

Torniamo al negozio: pronti, prendiamo la maglia, si paga…e invece no. Due carte di Dome vengono rifiutate stessa cosa per le mie due principali. Mai successo una cosa simile. Vabè provo con la carta di credito con i numeri in rilievo, anche se non è destinata per queste spese, e zac. Pagamento andato a buon fine.

Sarei curiosa di sapere se è un caso o accettano solo carte di credito…ma l’importante è esser riusciti anche in questa impresa. Usciamo con 80 euro in meno e una bella maglia gialla e viola. Dome si spoglia qui davanti e si cambia la tshirt. Oggi si sfoggia il nuovo acquisto per tutto il giorno!

Nel venire via, facciamo un salto veloce nella zona del City Hall. Volevamo salire sulla terrazza panoramica e visitare il palazzo e i giardini di fronte e anche il famoso scivolo di vetro Skyspace a circa 1 miglio di distanza, ma ormai ho capito che le altezze non fanno per Dome e siccome anche per me è più una sfida che un piacere, non insisto e non ci fermiamo. En passant il Walt Disney Concert Hall, cattura la nostra attenzione con la sua forma stravagante, ma non ci fermiamo perché la nostra destinazione è un’altra.

Dobbiamo raggiungere il Griffith Park, dista solo una decina di miglia ma come sempre impieghiamo almeno un’ora per raggiungerlo, soprattutto perché i parcheggi sono strapieni anche lungo la strada e si procede a passo d’uomo, ognuno alla ricerca di uno spazio in cui fermarsi. A un paio di curve dal piazzale di fronte all’osservatorio, si libera finalmente un posto e anche se non sappiamo ancora quanto dobbiamo camminare,  ci fermiamo  fiduciosi. La tariffa è di 6$ l’ora,  perfetto, ci facciamo bastare un’ora. Non siamo molto distanti e la camminata non è faticosa seppur in salita.

Improvvisamente appare davanti al noi il bellissimo palazzo con le tre cupole e l’obelisco di fronte. E’ in assoluto uno dei posti più affascinanti di tutta LA. Ovunque ci si giri il panorama è mozzafiato. Di fronte la scritta Hollywood , dietro lo skyline di Los Angeles che si staglia in mezzo all’immensità di tutta l’area metropolitana. In alto il cielo, che si può osservare di giorno e di notte con i telescopi sul tetto o posizionati sul prato immenso, dove osservatori spaziali amatoriali si accampano e gentilmente fanno provare anche i curiosi come noi.

All’interno una serie di sale, con mostre sul sistema solare e spettacoli a tema scientifico. Potrebbe non bastare una giornata intera per godersi appieno le potenzialità e la bellezza che questo offre, è perfetto sia per appassionati che non.

I pannelli esplicativi sono fatti molto bene e spiegano tutto nel dettaglio, purtroppo però è un po’ complicato tradurre tutto in italiano a Dome, trattandosi di un argomento troppo specifico anche per me . Per questo non ci soffermiamo troppo sulle mostre interne. Preferiamo goderci la vista da ogni terrazza panoramica, nonostante l’altezza e le vertigini che in alcuni punti si fanno proprio sentire.

Sarebbe bello fermarci fin dopo il tramonto quando l’immensità della città si fa notare grazie alla miriade di luci sotto di noi…ma mancano ancora tre  ore e vogliamo provare a fare un giro con più calma delle zone che ieri abbiamo intravisto con il vip tour.

Lasciamo questo magnifico luogo estasiati dalla sua bellezza, passiamo di fronte all’ingresso del quartiere di Bel Air, senza fermarci e poi quasi per caso mi accorgo che siamo appena passati accanto a Rodeo Drive. Dome vuole scendere per visitarla.

Anche questa tappa è sempre stata un suo sogno soprattutto perché è una delle location più pubblicizzate di Los Angeles. Come al solito il parcheggio è una tortura. Ne ho segnati alcuni, nella mia guida personale, ma sono garage che chiedono cifre stratosferiche e propongono tariffe flat, che non fanno al caso nostro. Facciamo un giro in più e troviamo un posto libero in una traversa , per strada, a un paio di dollari l’ora.

Dome è impazzito. Il lusso e i negozi dalle vetrine lucenti ci circondano. Ogni due macchine una è una Porsche, un Cheyenne, una Lamborghini o una Ferrari… nemmeno le conosco tutte  queste marche. Son davvero auto che si vedono solo nei film o qui, tutte insieme.

Il marciapiede è pieno di gente anche se i negozi all’interno sono semivuoti. La cosa però mi fa ugualmente impressione: è molto più piacevole visitarla adesso che c’è vita. Anche qui negli anni passati ci son stata sempre in momenti in cui era piuttosto deserta e non mi aveva fatto una grande impressione.

Le griffe sono quasi tutte italiane o francesi. Mi avvicino ad un paio di vetrine. Io questa moda nemmeno la capisco. Noi siamo buffissimi. Passeggiamo con la nostra action cam sempre accesa. Dome con maglia dei Lakers e ciabatte, io vestita poco meglio. Bimbette appena maggiorenni ci passano accanto con borse firmate Valentino  o Dolce & Gabbana…siamo proprio dei barboni.

Arriviamo da Stefano Ricci, dove si sale per qualche metro tra negozi e ristoranti fino ad arrivare alla scalinata che si affaccia sul famoso hotel di Pretty Woman: il Beverly Wilshire.

La vista in questo periodo dell’anno è favolosa.  Il rosa degli alberi fioriti, le lucine lungo i tronchi delle palme, l’architettura dei palazzi, la fontana in fondo alla scalinata… nonostante il traffico si crea uno scorcio veramente molto bello. Il tutto caratterizzato da un’estrema pulizia: non c’è una cartaccia o cicca di sigarette in nessun angolo della strada. Lo so, può sembrare strano, ma tenere le città pulite ed ordinate, sembra proprio che sia possibile.


Un giorno faremo un bell’aperitivo proprio sul locale che si affaccia sulla scalinata, ma oggi ci sentiamo particolarmente poveracci. Non sappiamo con certezza se c’è il dress code, ma sicuramente non c’è nessuno addobbato come noi. Intanto Dome mi immortala con lo sguardo triste davanti alle vetrine di Tiffany. Anche qui figuriamoci se ci entriamo,  manderebbero la security a cacciarci.

Faccia sconsolata davanti alla vetrina di Tiffany in Rodeo Drive – Los Angeles

Vetrina per vetrina ripercorriamo Rodeo Drive al contrario nel marciapiede opposto e miracolo dei miracoli riusciamo anche noi a fare il nostro unico acquisto. Dome trova un carrettino dei gelati….Paradiso!!!  Riesce a capire che costano 3 $ (praticamente il doppio di una scatola da 8 al supermercato) e con gli occhi che brillano indica il biscotto fragola, cioccolato e panna che da qualche giorno sognava di prendere proprio al Walmart.

Io lo riprendo con la telecamera e lo prendo in giro. Dobbiamo immortalare questo mitico acquisto a Rodeo Drive. Passerà alla storia. Abbiamo comprato qualcosa anche noi e ce lo siamo potuti permettere. Una signora ci passa accanto e inizia a ridere pure lei. Avrà capito la comicità della situazione?  Beh…che dire. Queste risate son valse più di cento buste griffate.

Dome e il suo gelato in Rodeo Drive – Los Angeles

Per oggi abbiamo dato abbastanza. Son le 7 ed è l’ora di partire perché anche stasera c’è la tappa fissa del Best Buy, dove in teoria dobbiamo trovare il tablet che abbiamo visto online e che a Pico Rivera non avevano. La gentile commessa della mattina, ci ha consigliato proprio questo negozio assicurandoci che lo hanno in giacenza. Sarà la volta buona?

Ovviamente no. Arriviamo di corsa ma… finito pure qui. Basta, questo tablet è diventato un incubo. Ci costa il triplo in benzina, rotture e perdita di tempo.  Fortunatamente questa volta siamo in un centro commerciale Westfield e ne approfitto per un po’ di shopping pure per me. Forever 21 non delude mai. E visto che c’è vicino un Petsmart compro un paio di regalini anche al nostro cucciolo peloso.

Siamo pronti per dare il nostro arrivederci a Los Angeles.  Abbiamo circa mezz’ora di strada per raggiungere la nostra nuova destinazione: Calabasas.  Essendo le 9 il traffico scorre ormai senza troppi intoppi e arriviamo nei tempi previsti.

Il motel è il più economico che abbiamo trovato in tutta l’area di Malibu, ma è pur sempre abbastanza caro per ciò che offre, soprattutto perché non ha nemmeno il microonde. E noi stasera abbiamo quintali di pasta congelata da gustarci e zero voglia di uscire per cena. Per fortuna  nella hall c’è un forno a disposizione per tutti i clienti. Con gli schizzi di sugo al suo interno e la fila per usarlo, ma non abbiamo altra soluzione.

Impieghiamo quasi un’ora per scaldare le vivande.Ci alterniamo con una ragazza, forse una mamma, che come noi, fa vari turni.  Menomale che la camera è proprio a due passi dalla hall. Dopo cena come al solito i buoni propositi se ne vanno nel mondo dei sogni e noi con loro. Anche oggi abbiamo visitato e camminato molto. E domani ci aspettano le spiagge di Malibu…. Notte notte

Ciaoooo e….. alla prossima!!!!

Come muoversi a Chicago, tutte le alternative all’auto

Come già anticipato nell’articolo precedente, il mio mezzo preferito per muoversi a Chicago rimangono i piedi, ma la città offre tutte le alternative di cui potete aver bisogno.

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Joliet: da penitenziario a location cinematografica

1125 Collins Street, Joliet, Illinois
Situata a circa 50 miglia da Chicago, Joliet è divenuta famosa in quanto il suo penitenziario locale, ha fatto da sfondo ad alcuni dei film e telefilm più conosciuti. Il principale: The Blues Brothers, ispirando proprio il nome del personaggio interpretato da John Belushi, Joliet Jake.

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Chicago e la malavita: tour fai da te

Come risaputo e reso noto anche da numerosi film e pubblicazioni, Chicago negli anni Venti era una polveriera. Il 26 gennaio del 1920 iniziò il periodo del proibizionismo e proseguì per i successivi tredici anni portando allo scontro numerosi membri della malavita, che non volevano chiudere le loro attività di produzione e traffico illegale di alcolici.
 Chicago divenne così luogo di scontri tra gangster italoamericani come Al Capone, o irlandesi come George “Bugs” Moran, e fu testimone dell’omicidio del nemico pubblico “numero uno” John Dilinger. Chicago ancora celebra questa epoca sanguinosa con una serie di tour della criminalità in cui guide vestite da gangster accompagnano i più curiosi in giro per la città raccontando tutti gli aneddoti di quel sanguinoso periodo . Per maggiori info vi rimandiamo al sito ufficiale.

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