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Cosa vedere a Jesi: il gioiello delle Marche che non ti aspetti

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Jesi devi innanzitutto sapere che va scoperta senza fretta, andando oltre il primo sguardo. Questa cittadina nel cuore delle Marche, in provincia di Ancona, è un piccolo scrigno, i cui tesori si svelano lentamente, tra vicoli silenziosi, palazzi nobiliari e scorci che sembrano dipinti.

Probabilmente se l’hai già vista di passaggio o se la visiti con una semplice passeggiata nel centro storico, potresti trovarla poco affascinante, ma scoprendola passo dopo passo, saprà incantarti e meravigliarti.

Città natale di Federico II di Svevia, Jesi è perfetta se stai programmando un weekend nelle Marche o cerchi un paese autentico lontano dai circuiti più affollati.

Cosa vedere a Jesi

Circondata da una delle cinte murarie meglio conservate delle Marche, Jesi custodisce proprio al loro interno la maggior parte delle sue meraviglie. Quasi tutte le cose da vedere a Jesi si trovano a pochi passi l’una dall’altra, pronte a sorprenderti con la loro bellezza discreta.

Le mura di Jesi

La cinta muraria di Jesi abbraccia il centro storico per circa 1 km e mezzo e oltre ad esser un’imponente testimonianza medievale, è anche il simbolo di una città che ha saputo proteggere e valorizzare il proprio patrimonio nel tempo, tanto da ottenere il riconoscimento di “Città esemplare” UNESCO. Ancora oggi è possibile attraversare la città passando da alcune delle porte storiche rimaste intatte, un tempo veri e propri punti strategici di accesso e controllo, presidiate per proteggere Jesi dagli attacchi nemici.

Il mio itinerario parte da Porta Garibaldi che in pochi passi conduce nel cuore del centro storico, in Piazza Federico II, fulcro simbolico della città e luogo di nascita di Federico II di Svevia.

Piazza Federico II e i suoi palazzi

Su Piazza Federico II si affaccia la scenografica Cattedrale di San Settimio, costruita su un’area che in epoca romana ospitava un tempio pagano affacciato sull’antico foro cittadino.

L’edificio che ammiriamo oggi risale al XVIII secolo: tra il 1732 e il 1741 il vescovo Antonio Fonseca fece demolire la precedente cattedrale per ricostruirla totalmente, affidando il progetto all’architetto romano Filippo Barigioni.

Il risultato fu una chiesa a croce latina in stile tardobarocco, con un’ampia navata unica e una suggestiva cupola emisferica. La facciata a capanna e la torre campanaria furono completate successivamente. Al suo interno custodisce numerose opere d’arte, un altare barocco, un fonte battesimale in marmo rosso da Verona dove venne battezzato il 4 gennaio 1710 Giovanni Battista Pergolesi e le urne di San Settimio e di San Floriano, patroni della città.

Sulla Piazza, dove il 26 dicembre 1194, nacque Federico II, si affaccia il Museo Federico II Stupor Mundi che propone un percorso multimediale e interattivo che accompagna il visitatore alla scoperta dell’imperatore svevo: non solo il sovrano, ma anche l’uomo, il politico, il visionario capace di lasciare un segno profondo nella storia europea.

Per me è una tappa imperdibile a Jesi: che tu sia già affascinato dalla figura di Federico II oppure che tu voglia semplicemente conoscerlo meglio, questo museo riesce a rendere ancora più intrigante e viva la storia di uno dei personaggi più enigmatici del Medioevo.

Per tutte le informazioni su orari di apertura e costi, ti consiglio di consultare il sito ufficiale sempre aggiornato.

Accanto a Piazza Federico II, si trova una piazzetta più piccola intitolata a Angelo Ghislieri, dove si affaccia il Palazzo rinascimentale Ghislieri-Scalamonti con un arco che lascia intravedere un grazioso cortile interno.

E sulla facciata di un palazzo ad angolo potrai notare una targa che ricorda che li nacque Giambattista Pergolesi.

Piazza Colocci: Palazzo della Signoria con la Biblioteca Planettiana e Palazzo Colocci

Piazza Colocci Jesi

Proseguendo di qualche passo lungo via Pergolesi si apre Piazza Colocci incorniciata da palazzi importanti.

Sicuramente la tua attenzione sarà catturata da Palazzo della Signoria, uno dei più importanti palazzi pubblici dell’intera Regione, progettato da Francesco di Giorgio Martini nel XV secolo. Il portale d’accesso è sormontato dal leone rampante, simbolo araldico di Jesi. Oggi il palazzo è sede della Biblioteca Planettiana, scrigno di oltre 115.000 volumi preziosi e della stupenda Sala Maggiore, incorniciata da un soffitto ligneo a cassettoni del Cinquecento e da scaffali del ‘700.

Il palazzo accanto è Palazzo Bisaccioni, un’elegante dimora storica che oggi ospita la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. L’edificio è stato trasformato in uno spazio museale articolato su quattro livelli, dove le sale si susseguono in un percorso espositivo sorprendente.

Nel tempo, grazie a lasciti e acquisizioni, la Fondazione si è arricchita con una collezione importante di opere pittoriche custodite tra eleganti sale settecentesche. Il vero fiore all’occhiello è la quadreria: una raccolta di dipinti antichi che abbracciano un arco temporale compreso tra il Cinquecento e il Settecento.

Dal 1985, nel palazzo dall’aspetto sobrio che si trova proprio di fronte a Palazzo della Signoria, ha aperto la Casa Museo Adriano Colocci. Al suo interno sono custoditi ancora intatti gli ambienti di vita quotidiana, arredi e oggetti autentici, di una residenza signorile utilizzata tra il Settecento e buona parte del Novecento. Qui visse la famiglia Colocci, una delle più importanti delle Marche, di antiche origini longobarde. All’inizio del Novecento, uno dei suoi membri si unì in matrimonio all’ultima discendente di Amerigo Vespucci.

La storia della residenza è raccontata da due eleganti salottini, il Salotto Rosso e il Salotto Giallo, e dall’ampio Salone delle Feste affacciato sulla piazza, dove l’arredo è disposto lungo le pareti per lasciare spazio al ballo e ad un pianoforte ottocentesco, testimone delle serate mondane che animavano la casa.

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La figura di Adriano Colocci emerge invece nello studio-biblioteca e nella stanza dell’archivio, con il grande armadio a muro e i ritratti dei familiari.

Nelle varie sale sono esposte numerose opere d’arte suddivise in tre nuclei principali: opere decorative (paesaggi, nature morte e scene di battaglia), soggetti sacri e una ricca serie di ritratti di famiglia. A completare il racconto ci sono anche numerosi oggetti disseminati negli ambienti come in una casa ancora vissuta, senza un rigido ordine museale.

Purtroppo, a causa di persistenti problemi strutturali e organizzativi, il museo è visitabile solo in occasione di aperture programmate e con un calendario limitato. Ti consiglio quindi di verificare preventivamente gli orari aggiornati prima di organizzare la visita. Al momento della stesura di questo articolo (febbraio 2026) la Casa Museo Colocci è aperta il primo giovedì e il secondo fine settimana del mese solo con prenotazione presso la Pinacoteca Civica.

Il Teatro Pergolesi di Jesi

Teatro Pergolesi Jesi

A pochi passi da Piazza Colocci, Piazza della Repubblica ospita il maestoso Teatro Giovan Battista Pergolesi, dedicato al celebre compositore e violinista nato a Jesi, autore di opere immortali nel repertorio barocco. Realizzato tra il 1790 e il 1798, il teatro è famoso non solo per la sua acustica impeccabile, ma anche per la sua eleganza: lo stile rococò si manifesta in ogni dettaglio creando un fascino senza tempo.

Il Teatro Pergolesi vanta una delle stagioni teatrali e musicali più ricche delle Marche, con un programma che comprende tutti i generi, raggiungendo l’apice con il Festival Pergolesi Spontini, che celebra la grandezza di Pergolesi e del compositore locale Giovanni Simone Spontini. Si svolge ogni anno tra luglio e settembre e offre agli appassionati l’opportunità di vivere la magia della musica dal vivo in uno dei teatri storici più prestigiosi d’Italia.

I Musei Civici di Palazzo Pianetti

A pochi metri dal Teatro, lungo un vicolo parallelo di Corso Giacomo Matteotti, si nasconde uno dei Palazzi più sorprendenti della città: Palazzo Pianetti. Tre piani di tesori meravigliosi che da soli valgono una visita a Jesi. In questo splendido palazzo, un tempo residenza di una nobile famiglia, oggi hanno sede ben tre musei:

  • Il Museo Archeologico, situato al piano terra, che raccoglie reperti e testimonianze del passato,
  • La Pinacoteca Civica di Jesi, che stupisce con la Galleria degli Stucchi (la seconda più lunga d’Italia in stile rococò), le sale affrescate con le storie di Enea, una preziosa collezione di capolavori di Lorenzo Lotto e oltre 200 vasi in ceramica del Settecento,
  • Gli appartamenti privati, al terzo piano, dove dettagli barocchi e neoclassici si fondono armoniosamente con le opere che compongono la Galleria di Arte Contemporanea.

Per saperne di più ti invito a leggere il mio articolo sui Musei Civici di Palazzo Pianetti e ti consiglio vivamente di inserirlo tra le cose da vedere assolutamente a Jesi.

Le Chiese di Jesi

Durante la tua passeggiata nel centro storico di Jesi incontrerai anche alcune chiese che meritano una visita. Su Piazza della Repubblica si affaccia la Chiesa dell’Adorazione eucaristica perpetua, costruita nel 1585 ma rinnovata a metà del ‘700.

Affacciata su Corso Giacomo Matteotti, la Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista è una delle più importanti chiese in barocche della regione di cui si hanno tracce per la prima volta in un Praeceptum di Federico II del 1221 per il Monastero di Fonte Avellana. La struttura fu rifatta nel XVII secolo dai frati Filippini, considerati i primi, e forse gli unici, a diffondere e valorizzare lo stile barocco nelle Marche.

Poco più avanti si trova il Santuario delle Grazie Padri Carmelitani, ristrutturato a metà del ‘700 in stile barocco.

All’interno della cappella originale è ancora visibile un affresco del XV secolo raffigurante la Madonna della Misericordia di Andrea di Bartolo. Ai lati dell’opera, due dipinti dell’Ottocento commemorano episodi miracolosi attribuiti alla Vergine.

Proprio di fronte si erge solitaria al centro di una piazzetta, la Chiesa San Niccolò, risalente al XII secolo. Nel corso dei secoli la chiesa ha subito diversi interventi ed è stata amministrata dai Templari, dalla Confraternita del Sangue Giusto e dai Padri Carmelitani. Oggi è sconsacrata e viene utilizzata per mostre ed eventi culturali, aprendo le sue porte al pubblico solo in occasione di queste iniziative.

Accanto, si trova un Monumento dedicato a Giovanni Battista Pergolesi.

Proseguendo lungo Corso Giacomo Matteotti, la via dello shopping, arriverai fino all’Arco Clementino costruito nel 1734 in stile barocco per celebrare Papa Clemente XII degli Orsini e l’abolizione del dazio sul grano.

Altri Musei da visitare a Jesi

Oltre ai tesori storici e artistici di Jesi, la città offre esperienze culturali più particolari, dedicate a passioni specifiche come tipografia ed enogastronomia. Tra queste spiccano due musei che vale la pena visitare: il Museo dello Studio per le Arti della Stampa (MUSAS) e l’Istituto Marchigiano di Enogastronomia (IME).

Il MUSAS, ospitato nel vicino Palazzo Pianetti Vecchio, ospita una collezione di torchi e macchine tipografiche di epoche diverse, arricchita da preziosi libri antichi che raccontano lo sviluppo di questa arte.

L’IME, invece, ha sede nel seicentesco Palazzo Balleani Vecchio e celebra le eccellenze enogastronomiche e i paesaggi culturali delle Marche. In ogni piano è possibile vivere esperienze diverse tra cui:

  • l’IME Experience, un percorso multimediale con video e schermi touch per conoscere virtualmente luoghi, tecniche e tradizioni legate ai 30 prodotti marchigiani di eccellenza,
  • l’IME Academy, con corsi per appassionati di cucina,
  • la Sala Balleani, dedicata a degustazioni guidate e conferenze,
  • lo Studio Marche per l’interazione tra produttori e consumatori.

Passeggiando per i vicoli di Jesi, non dimenticare di osservare ogni dettaglio dei vari Palazzi: troverai targhe che ne ricordano personaggi o avvenimenti importanti oppure la famiglia nobiliare a cui appartenevano.

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Eccellenze jesine: il Verdicchio dei Castelli di Jesi

Se ami conoscere un luogo anche attraverso i suoi sapori più autentici, non puoi lasciare Jesi senza degustare un Verdicchio dei Castelli di Jesi, uno dei vini bianchi italiani più rinomati e apprezzati a livello nazionale.

Nella zona di Jesi e della Vallesina sono molto apprezzati anche i vini rossi, come il Lacrima di Morro d’Alba e il Rosso Piceno, oltre all’Esino, disponibile sia bianco che rosso. Se apprezzi anche i vini dal gusto più dolce, non puoi perderti il vino di visciola: una specialità dei colli jesini ottenuta facendo fermentare un’antica varietà di ciliegia selvatica nel vino rosso locale e dal sapore irresistibilmente fruttato.

Eventi a Jesi: il Palio di San Floriano

A Jesi, il mese di maggio è sinonimo di Palio di San Floriano, una rievocazione storica che risale al XIII secolo e celebra il secondo patrono della città e le tradizioni medievali con spettacoli, sbandieratori, tamburi e arcieri.

Le celebrazioni hanno inizio con il rintocco delle campane, dando il via a cortei storici, musiche d’epoca e emozionanti sfide tra le vie del centro. Anche i vicoli più nascosti si animano di artisti di strada, mentre le taverne offrono piatti tipici medievali. Il culmine arriva con la Corsa della Campana, una spettacolare competizione tra i comuni della Vallesina, dove vince chi riesce a portare la campana del Palio al traguardo.

La Riserva Ripa Bianca: paradiso per amanti di natura e trekking

A pochi km dal centro di Jesi, la Riserva Ripa Bianca è il luogo perfetto per rilassarsi a contatto con la natura, facendo trekking, passeggiate o birdwatching. soprattutto per gli aironi che qui hanno trovato il loro sito di nidificazione.

La riserva si estende lungo le sponde del Fiume Esino, in un paesaggio che alterna ambienti fluviali, campi coltivati, calanchi e piccoli laghi, attraversati da sentieri tematici che conducono fino a un suggestivo punto panoramico.

Prima di organizzare una visita alla riserva ti consiglio di consultare gli orari di apertura sul sito ufficiale.

Info utili per la visita di Jesi

Terrazza panoramica Jesi

Jesi si trova nel cuore della Vallesina, a circa 30 km dal capoluogo delle Marche.

Come avrai ben capito, Jesi è ricca di angoli segreti da scoprire, ma non tutti i musei e i palazzi sono sempre aperti. Per questo ti consiglio di valutare in anticipo che cosa ti interessa vedere ed eventualmente contattare i vari siti per accertarti degli orari o prenotare una visita.

Se deciderai di assaporare con calma le varie proposte, avrai bisogno di almeno un’intera giornata per scoprire Jesi. Io ho impiegato più di 2 ore sia per visitare il Museo Federico II sia per due Musei di Palazzo Pianetti (senza l’Archeologico).

Valuta bene anche se potrebbe interessarti il biglietto di rete o la Jesi Cultura Card che permettono di visitare, nell’arco di un anno dal primo ingresso, ben 9 musei della città, con un notevole risparmio:

  • Musei Civici di Palazzo Pianetti
  • Museo delle Arti della Stampa
  • Casa Museo Colocci Vespucci
  • Sale Fondi Antichi di Palazzo della Signoria
  • Museo Federico II Stupor Mundi
  • Museo Diocesano
  • Sale Museali di Palazzo Bisaccioni
  • Sale Pergolesiane e Spontiniane del Teatro “G. B. Pergolesi”
  • Centro di Interpretazione del Paesaggio e percorso IME experience

Il biglietto di rete costa 15 € intero, 10 € ridotto e 30 € per le famiglie e consente un unico accesso in ciascun museo.

La Jesi Cultura Card offre accessi illimitati, visite guidate scontate, varie agevolazioni e omaggi al costo di 30 € per la tariffa standard, proponendo vari sconti per età, coppie e docenti.

Se arrivi in auto, lungo le mura della città e nei pressi delle principali porte d’accesso, troverai numerosi parcheggi a pagamento e strisce blu lungo le vie principali, come Viale della Vittoria.

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