Se stai cercando cosa vedere a Malaga sappi che stai per visitare una città che unisce il fascino di una storia millenaria e della genialità artistica nella splendida cornice del Mediterraneo.
Dalle antiche mura dell’Alcazaba alle tracce del genio di Picasso, fino alle spiagge dorate che bagnano il centro città, Malaga sorprende a ogni passo. Passeggiando tra musei di fama mondiale, vicoli pittoreschi e quartieri vivaci, potrai scoprire il fascino autentico di una città che, in un itinerario da godersi a piedi, sa mescolare tradizione e modernità, cultura e relax.
Cosa vedere a Malaga sulle tracce di Picasso

Per iniziare il nostro viaggio alla scoperta di Malaga non possiamo che partire dal suo legame più famoso: quello con Pablo Picasso. Qui il grande maestro trascorse gli anni della sua infanzia e fu fortemente influenzato da alcune tradizioni che ricorrono spesso nelle sue opere.
Se vuoi approfondire davvero aneddoti, curiosità e storie che lo legano a Malaga, ti consiglio di partecipare a un tour guidato di circa tre ore. In alternativa, puoi esplorare in autonomia i luoghi più significativi che raccontano la sua storia personale e artistica.
Due tappe imperdibili sono il Museo Casa Natale di Picasso e il Museo Picasso, a cui dedicherò un paragrafo fra poco.
Poi c’è la Farmacia Bustamante (un tempo farmacia Mamely), una delle più antiche della città. Qui il padre dell’artista, José Ruiz, si incontrava spesso con gli amici del farmacista Antonio Mamely.
A pochi passi si trova la Chiesa di Santiago dove Picasso fu battezzato il 10 novembre 1881 con il suo lunghissimo nome di battesimo: “Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios y Crispiniano de la Santísima Trinidad”. La chiesa colpisce per la sua torre mudéjar e per i dettagli barocchi.
Sempre su calle Granada, al numero 5, sorgeva la gioielleria dello zio Baldomero Ghiara, che sostenne economicamente Picasso nei suoi studi a Madrid. Oggi, nello stesso edificio, si possono ancora ammirare splendide decorazioni ottocentesche sul soffitto.
In fondo a calle Granada si trova l’antico convento di San Agustín, che nel XIX secolo ospitava l’archivio e il museo municipale. Qui il padre di Picasso lavorava come direttore e disponeva anche di un atelier, dove Pablo lo osservava dipingere le celebri colombe.
In plaza de la Constitución, all’Ateneo di Malaga, un tempo Accademia di Belle Arti di San Telmo, il padre insegnava disegno tecnico. Pur non avendo l’età per iscriversi, Picasso si avvicinò qui al mondo dell’arte.
In calle Comedias 18 si trovava il Collegio di San Rafael, la scuola che frequentò da bambino.
All’Instituto Vicente Espinel, in calle Gaona, Picasso sostenne nel 1891 gli esami di accesso alla scuola di La Coruña, città dove si trasferì poco dopo con la famiglia.
Infine, in Plaza de Toros de La Malagueta il piccolo Pablo assisteva alle corride insieme al padre, coltivando una passione per la tauromachia che sarebbe diventata uno dei grandi temi della sua arte.
Il Museo Picasso
Il Museo Picasso è una delle tappe imperdibili di Malaga, un luogo dove ripercorrere le diverse fasi creative dell’artista: dal cubismo al surrealismo, fino ai temi classici mediterranei.
Inaugurato nel 2003 per realizzare il desiderio di Picasso di esporre le sue opere nella città natale, il museo custodisce oltre 230 lavori donati da Christine e Bernard Ruiz-Picasso, rispettivamente nuora e nipote dell’artista.
Come sede è stato scelto lo splendido Palazzo Bevilacqua, un edificio storico che racchiude tutta l’eleganza dell’architettura andalusa, con armoniosi dettagli mudéjar e rinascimentali.
La casa natale di Picasso

Al numero 15 di Plaza de la Merced si trova invece la Casa Natale di Picasso. Il 25 ottobre 1881 il grande artista venne alla luce proprio tra quelle mura anche se vi rimase per soli due anni, per poi trasferirsi al numero 17.
Il 22 giugno 1998 la casa è stata ufficialmente inaugurata come museo dai sovrani di Spagna, Re Juan Carlos I e Doña Sofía.
Il museo è articolato in nove sale e offre un percorso a 360 gradi sulla figura di Picasso e sulle sue molteplici forme espressive: ceramiche, stampe, disegni e libri illustrati. La collezione comprende quasi 7.000 opere di circa 200 artisti, tra cui nomi illustri come Miró, Bacon, Ernst, Tàpies e Chillida, accanto a lavori di artisti contemporanei malagueñi come Barbadillo e Diego Santos.
La visita inizia al piano terra, in una sala con alcuni disegni di Picasso e di amici artisti. Al primo piano si entra nel cuore della casa, suddiviso in più ambienti ricchi di storia e suggestione. La sala-studio ricrea il salone, arredato con mobili d’epoca, e lo studio di José Ruiz, padre di Picasso e insegnante di disegno alla Scuola di Belle Arti di San Telmo che dipinse il celebre Palomar (1878), qui esposto.
Nella sala dedicata all’infanzia si possono ammirare fotografie e oggetti personali della famiglia, tra cui il vestitino da battesimo di Pablo, insieme a materiali che raccontano la Malaga di fine Ottocento. Un’altra sala è invece dedicata al profondo legame di Picasso con la Spagna, dove si trova la replica della celebre capa española donatagli dalla moglie Jacqueline, grazie alla complicità del suo amico barbiere Eugenio Arias e alla squadra del Real Madrid. La mantella originale, oggi, riposa con l’artista.
Infine, alcune sale celebrano due grandi passioni di Picasso: il flamenco e la tauromachia, temi che ricorrono frequentemente nella sua produzione artistica e che affondano le radici proprio nei suoi ricordi d’infanzia a Malaga.
L’Alcazaba di Malaga: un viaggio nel cuore moresco della città

Terminato il nostro tour di Malaga sulle tracce di Picasso è arrivato il momento di spostarci al cospetto di un altro dei simboli della città: l’Alcazaba. L’imponente fortezza araba costruita tra il 1057 e il 1063 dai governatori musulmani, ai piedi del Monte Gibralfaro e affacciata sul mare, era collegata in passato al castello soprastante da un sistema di bastioni difensivi.
Oggi si possono ancora ammirare due poderose cinte murarie che racchiudono al loro interno palazzi, torri e giardini, raccontando la grandezza del periodo moresco. L’ingresso principale si trova accanto al Teatro Romano, creando un suggestivo connubio tra due epoche storiche.
Passeggiare tra le mura dell’Alcazaba è come immergersi in un labirinto di pietra e silenzi, dove il tempo sembra sospeso. Le torri di difesa, i cortili nascosti e i sentieri che si inerpicano lungo la collina ti condurranno in un luogo magico ricco di storia e poesia, tra profumi di agrumi e l’eco delle antiche voci che un tempo animavano questi luoghi. E le splendide viste panoramiche sul porto e sul centro storico di Malaga renderanno la tua visita indimenticabile.


Cortili, giardini e fontane
All’interno della fortezza puoi ammirare i palazzi reali e tre splendidi cortili dove trionfa lo stile moresco. Il Patio de los Surtidores affascina con i suoi archi califfali e la Torre de la Armadura Mudéjar, con un soffitto ligneo intagliato, mentre la Torre de Maldonado regala viste spettacolari sulla città. Il Patio de los Naranjos si mostra nel suo massimo splendore quando i suoi aranci fioriscono riflettendosi tra i canali d’acqua e le vasche di marmo. Infine, il Patio de la Alberca, con la sua vasca rettangolare e le siepi che la incorniciano, è un piccolo gioiello che richiama l’Alhambra di Granada.
All’interno dell’Alcazaba si trova anche un piccolo museo archeologico con reperti romani e moreschi ritrovati nelle vicinanze e nelle aree archeologiche della provincia come ad esempio quelle della città romana di Lacipo e Villa de Rio Verde.


Sorprendentemente, la visita dell’Alcazaba è stata una bella rivelazione. Ti consiglio di calcolare almeno 3 ore se vuoi esplorarla con calma godendo anche delle postazioni in cui rilassarti ammirando le splendide viste. E ti suggerisco di prenotare il biglietto online oppure di arrivare al mattino presto in quanto anche in bassa stagione le fila all’ingresso è piuttosto lunga.
In loco puoi fare il biglietto alle biglietterie automatiche scegliendo anche l’opzione Alcazaba + Castello del Gibralfaro. In questo caso dovrai mettere in conto almeno una mezza giornata per visitarle entrambe soprattutto perchè anche se il castello sembra vicino, per raggiungerlo dovrai percorrere una discreta salita a piedi oppure (soluzione migliore) spostarti in bus.
Il Castello di Gibralfaro
Impossibile da non notare, il Castello del Gibralfaro si trova in posizione strategica per dominare la città e il mare ed è anch’esso un’importante testimonianza del passato arabo.
Nato con funzione difensiva, era considerato la fortezza più inespugnabile di tutta la Penisola Iberica ma è passato alla storia perché è stato l’ultimo baluardo che i Re Cattolici riuscirono a sottrarre agli arabi nel 1487.
Fu ampliato e collegato all’Alcazaba tramite un piccolo corridoio che però non è accessibile ai visitatori. Per raggiungerlo da Plaza Aduana è necessario percorrere in salita per circa 40 minuti Calle Juan Temboury. Il percorso panoramico è molto bello e regala scorci indimenticabili, ma è altrettanto impegnativo, soprattutto nelle giornate molto calde. All’andata ti consiglio di prendere un taxi o un autobus, in discesa invece puoi farti tentare da una passeggiata all’ora del tramonto, per ammirare un panorama ancora più magico.
Il teatro romano di Malaga

Il teatro romano di Malaga, ai piedi dell’Alcazaba, fino ad un secolo fa era un tesoro ancora nascosto e sconosciuto. E’ stato riportato alla luce nel 1951 è oggi racconta un altro importante periodo storico di Malaga.
Fu costruito nel I secolo, sotto l’impero di Augusto e utilizzato fino al III secolo. Con l’arrivo degli arabi alcuni preziosi elementi architettonici furono prelevati per abbellire l’Alcazaba, come i capitelli e i fusti delle colonne. Ha un raggio di 31 metri è alto 16 metri e l’orchestra ne misura 15. Una struttura meravigliosa che con gli altri monumenti vicini permette di viaggiare nelle varie epoche che hanno segnato la storia di Malaga.
Davanti al teatro non dimenticarti di guardare all’interno della piramide di cristallo. Protegge gli scavi sotterranei di antiche fattorie destinate alla produzione di una zuppa di pesce chiamata garum.
La Cattedrale di Malaga

Dal periodo romano e arabo passiamo ad una delle architetture più esemplari del rinascimento andaluso: la Cattedrale de la Encarnacion.
Chiamata affettuosamente la “La Manquita” (monca), osservandone la facciata capirai immediatamente il perché. Una delle due torri non è stata terminata dandole quel tratto distintivo che adesso la rende ancor più unica e affascinante. La torre nord, invece, svetta con i suoi 84 metri di altezza, rendendola la seconda chiesa più alta dell’Andalusia dopo la Giralda di Siviglia.
La sua splendida facciata barocca, che domina Calle Molina Lario, cattura subito lo sguardo con le colonne corinzie, gli archi in marmo di tre tonalità diverse e i medaglioni dedicati ai patroni della città, San Ciriaco e Santa Paola, con al centro la scena dell’Incarnazione. Le due torri laterali, leggermente avanzate rispetto alla facciata, sembrano quasi volerla stringere in un abbraccio, accentuandone l’eleganza.
Gli interni della Cattedrale di Malaga: un capolavoro di luce e armonia


Varcando la soglia della Cattedrale di Malaga, ti colpirà la grandiosità dei suoi interni. La pianta a croce latina accoglie tre navate della stessa altezza, che raggiungono quasi 42 metri, creando un effetto di straordinaria verticalità. Le vetrate policrome lasciano filtrare una luce morbida e colorata che avvolge lo spazio, rendendolo solenne e al tempo stesso intimo.
Le volte a crociera sono un vero capolavoro di equilibrio e bellezza: completate in due epoche differenti – Cinquecento e Settecento – riescono a fondere stili e simboli in perfetta armonia. Quelle più antiche rappresentano le virtù teologali e cardinali, mentre le settecentesche raffigurano santi e arcangeli. Fra tutte spicca la volta che sovrasta il coro, impreziosita dalle figure di San Michele e San Raffaele, che sembrano proteggere l’intera navata.



Il vero cuore artistico della cattedrale è il coro, considerato uno dei massimi esempi di scultura barocca spagnola. Realizzato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, è interamente intagliato in legni pregiati come mogano e cedro, probabilmente importati dalle Americhe.
Quest’opera monumentale è frutto di un lavoro corale che vide protagonisti Luiz Ortiz de Vargas e José Micael Alfaro, ma fu il genio di Pedro de Mena a lasciarne l’impronta più forte, con ben 40 sculture lignee di santi e figure religiose che ancora oggi emozionano per il realismo e la forza espressiva.
Per gli orari di apertura e il costo del biglietto della Cattedrale di Malaga ti consiglio di visitare il sito ufficiale sempre aggiornato. In aggiunta al biglietto classico puoi acquistare anche quello per la realtà virtuale: un’esperienza immersiva che ti consentirà di accedere alla Monquita e da lì esplorare la cattedrale e la città da un punto di vista affascinante e emozionante.
Il Museo Carmen Thyssen
Il Museo Carmen Thyssen è una delle principali istituzioni culturali di Malaga, situato nel cuore del centro storico, a pochi passi da Plaza de la Constitución. Inaugurato nel 2011, è ospitato nel rinascimentale Palazzo di Villalón, un edificio del XVI secolo restaurato per accogliere la collezione della baronessa Carmen Cervera, quinta moglie del barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza.
La collezione permanente comprende oltre 230 opere di maestri spagnoli del XIX e inizio XX secolo, con un focus particolare sull’arte andalusa. Tra le opere più significative si trovano dipinti di Francisco de Zurbarán, Marià Fortuny, Raimundo Madrazo, Ignacio Zuloaga e Julio Romero de Torres. Il museo offre anche mostre temporanee e ospita una biblioteca, un’aula didattica e una sezione di restauro.
Malaga città dei musei
Malaga è una città che celebra l’arte in tutte le sue forme, tanto da essere soprannominata “la città dei musei”. Oltre ai grandi nomi come il Museo Picasso, il Museo Carmen Thyssen e il Centre Pompidou, la città offre una ricca varietà di musei tematici che meritano una visita. Ecco una selezione dei musei secondari di Malaga:
- il Museo del Vetro e del Cristallo: all’interno di un palazzo del XVIII secolo, ospita oltre 3.000 pezzi di vetro e cristallo provenienti da diverse epoche e culture,
- Museo dell’Automobile e della Moda: un viaggio nel tempo attraverso una collezione di oltre 200 veicoli d’epoca e 130 abiti di alta moda, che raccontano l’evoluzione del design e dello stile nel XX secolo,
- Museo Interattivo della Musica (MIMMA): un museo dinamico dove i visitatori possono esplorare la musica attraverso installazioni interattive, strumenti storici e attività pratiche, ideale per famiglie e appassionati di musica,
- il Museo del Vino, situato nel Palazzo di Biedmas, celebra la tradizione vinicola di Malaga con esposizioni sulla produzione del vino e degustazioni guidate di vini locali,
- Museo di Malaga: unisce il Museo Archeologico e il Museo delle Belle Arti, offrendo una panoramica completa sulla storia e l’arte della regione,
- Museo Revello de Toro: dedicato all’artista malagueño Félix Revello de Toro,
- Collezione del Museo Russo, con una selezione di opere provenienti dal Museo Statale Russo di San Pietroburgo, che include pezzi dal XV al XX secolo,
- Museo di Arte Precolombiana Felipe Orlando: unico in Andalusia, con una collezione di arte precolombiana proveniente da diverse culture dell’America Latina.
Calle Marqués de Larios: elegante via dello shopping a Malaga


Oltre ai musei, ai monumenti e alle architetture affascinanti, Malaga ti stupirà per la splendida Calle Larios, la via pedonale più importante del centro. Con le sue boutique raffinate e i caffè alla moda non ha nulla da invidiare ai grandi viali delle capitali europee. È il cuore pulsante dello shopping e delle passeggiate.
Calle Larios confluisce in Plaza de la Constitución, centro di ritrovo molto amato dai residenti. Dietro alla Piazza si trova il Pasaje de Chinitas uno stretto vicolo che ti riporterà indietro nel tempo. Qui sorgeva un celebre caffè-cabaret di flamenco che è stato immortalato dai versi di Federico García Lorca.
Mercato Centrale di Atarazanas
Un’altra cosa da vedere a Malaga per avvicinarsi alla comunità locale sono i mercati cittadini. Il più bello, e il più grande, è considerato il Mercato di Atarazanas, proprio nel cuore di Malaga e di Calle Lario.
L’edificio fu costruito nel XIX secolo su di un’antica struttura araba completamente in marmo che doveva servire da cantiere navale, come ricorda il nome “atarazanas” ovvero il cantiere dove venivano costruite le navi.
Oggi dell’antica struttura rimane solo l’arco d’ingresso in marmo ma all’interno si percepisce ancora la vivace atmosfera che lega ancora il passato al presente, caratterizzata da colori e odori intensi e dal brusio delle chiacchiere di venditori e clienti. Qui puoi acquistare prodotti freschi di ortofrutta, macelleria e pescheria ma anche panini e tapas accompagnati da ottime cervezas a prezzi molto concorrenziali rispetto ai luoghi più turistici.
Cosa vedere a Malaga: Soho e la street art
Se desideri scoprire un’altra faccia di Malaga, lascia Calle Larios alle spalle e dirigiti verso il quartiere Soho, il Barrio de las Artes, vicinissimo al porto. Solo qualche anno fa era considerato un’area degradata, ma oggi pulsa di energia nuova grazie al progetto di rigenerazione urbana MAUS (Málaga Arte Urbano en el Soho): un’iniziativa che ha trasformato strade, palazzi e piazze in un museo a cielo aperto.
Passeggiando per Soho noterai subito i murales di artisti locali e internazionali come Obey, D*Face, Roa, BoaMistura, Aryz e molti altri che vivacizzano facciate, saracinesche e persino parcheggi.
Ma Soho non è solo street art: è anche cultura, buon cibo, locali particolari. Troverai gallerie private, atelier, spazi di performance come il Teatro La Alameda, e il Centro de Arte Contemporáneo Malaga (CAC), che ospita mostre di artisti contemporanei.
Se vuoi avere un’esperienza davvero entusiasmante del quartiere, e se ne hai la possibilità, visitalo durante il mercato mensile “Made in Soho” che si tiene il primo sabato di ogni mese e lo anima ancor di più con bancarelle di artigianato, design, vintage e opere audiovisive.
” Prima di partire per qualsiasi meta estera, ricorda sempre di stipulare una polizza assicurativa. Io ti consiglio Heymondo, che offre una copertura medica e per tutti gli altri imprevisti che possono capitare in viaggio, a prezzi competitivi.“

Playa de la Malagueta: il lungomare di Malaga

Ciò che rende Malaga speciale è anche la sua vicinanza al mare. Qui, a differenza di città come Valencia, non serve spostarsi né affrontare lunghe camminate: il centro storico si apre direttamente sull’orizzonte blu del Mediterraneo. In pochi istanti puoi passare dalle meraviglie dell’arte, della storia e dell’architettura, al profumo di salsedine e alle spiagge dorate che invitano a rilassarsi gustando ottime specialità marinare.
La spiaggia più vicina al centro di Malaga è Playa de la Malagueta, sabbiosa e ampia facilmente raggiungibile a piedi o in autobus (sconsigliata l’auto perché in zona è difficile trovare parcheggio).

Situata proprio di fronte al promontorio del Gibralfaro e al suo castello, e con il porto alle spalle, la Malagueta regala scorci davvero scenografici.
La sabbia è quella tipica della Costa del Sol, scura e a granelli grossi, che d’estate trattiene il calore al punto da rendere difficile camminare scalzi. La spiaggia si estende per 1.200 metri di lunghezza e circa 50 metri di profondità, ed è attrezzata con stabilimenti, noleggio di ombrelloni, aree sportive e i tradizionali chiringuitos, perfetti per un pranzo vista mare.
La Malagueta, inoltre, è stata la prima spiaggia al mondo a dotarsi (dal 2014) del sistema di salvataggio innovativo “Punto Naranja”, che permette ai bagnini di raggiungere più rapidamente i bagnanti in difficoltà. Per questo è particolarmente adatta alle famiglie con bambini, anche se non mancano gruppi di giovani attratti dai suoi servizi e dalla vivace atmosfera. Attenzione però: in alcuni punti il mare diventa profondo quasi subito!


Pur essendo spesso affollata – soprattutto da turisti – la Malagueta rimane il punto di partenza ideale per esplorare le altre spiagge della città. Proseguendo lungo i viali sul mare, ampi e curati, si incontrano lidi sempre più tranquilli, dove i prezzi dei ristoranti calano e la qualità del pesce fresco cresce.
Tip golosa: non dimenticarti di assaggiare l’espeto

Man mano che ci si allontana dal centro, diventano sempre più frequenti i chioschi improvvisati dei pescatori che arrostiscono l’espeto, i tradizionali spiedini di sardine (o altri pesci) cotti alla brace direttamente sulle barche tirate a riva. Un’usanza semplice e genuina che regala angoli suggestivi lungo la spiaggia e offre un’alternativa economica e deliziosa ai ristoranti sul mare.
Plaza de Toros la Malagueta

Nella zona della Malagueta si trova anche un’altra delle cose principali da vedere a Malaga, che già potrai ammirare dall’alto della collina del Gibralfaro. Plaza de toros la Malagueta è una delle più grandi e rinomate arene dell’intera Spagna insieme quella di Siviglia.
Si tratta inoltre di uno degli edifici più antichi di Malaga, risalente al 1874 e costruita combinando elementi tipici dell’architettura araba con una pianta di ispirazione europea, che richiama gli antichi anfiteatri romani.
Nel 1976 è stato dichiarato Complesso Storico-Artistico, mentre nel 1981, è diventata Patrimonio di Interesse Culturale.
A darle ancor più prestigio son stati i personaggi famosi che vi si son esibiti, come Rafael Molina, Manuel Rodriguez e Antonio Carmona y Luque.
Puoi assistere ad una corrida spagnola nel periodo che va da aprile a settembre, inaugurato da una delle corride più belle che si svolge durante la Settimana Santa. Nel mese di Agosto durante la folkloristica Feria di Malaga, tra i tanti eventi musicali e balli, anche il palinsesto delle corride è molto ricco. A fine ottobre si svolge anche la Corrida de la Prensa, dedicata ai santi patroni di Malaga.
Se non ami le corride o non riesci a visitare Malaga nel periodo adatto, ti suggerisco ugualmente di visitare il Museo Taurino, che si trova proprio all’interno dell’arena ed è stato intitolato ad Antonio Ordoñez, uno dei matador più forti della storia.
Attraverso cimeli, foto e antichi abiti da torero potrai approfondire la storia e l’importanza di questa tradizione per il popolo spagnolo. Io ho visitato quello di Valencia ed è stato molto interessante per comprendere meglio le diverse sfaccettature di una pratica tanto affascinante quanto controversa.
Il Centre Pompidou di Malaga

Se ti stai chiedendo cos’è quella struttura cubica colorata di fronte alla baia della Malagueta, è il Centre Pompidou Málaga, la prima sede internazionale del celebre museo parigino, inaugurata nel marzo 2015.
Questo edificio iconico, progettato dall’artista Daniel Buren, ospita una selezione di oltre 80 opere di maestri del XX e XXI secolo, tra cui Picasso, Frida Kahlo, René Magritte, Giacometti e Bacon.
La collezione permanente offre un viaggio attraverso temi come la metamorfosi, l’autoritratto e il corpo umano, mentre le mostre temporanee esplorano diverse espressioni artistiche.
Inoltre, il museo propone un ricco programma culturale che include danza, performance, cinema, conferenze e attività educative per tutti i pubblici
Recentemente, il Centre Pompidou Málaga ha rinnovato il suo impegno con la città per altri dieci anni, consolidandosi come uno dei principali poli culturali del sud della Spagna.
I Parchi e i giardini di Malaga: un po’ di refrigerio dal caldo estivo

Se visiti Malaga in estate ti avviso che, come in tutta l’Andalusia, le temperature diventano veramente roventi. Per un po’ di refrigerio, oltre a un tuffo nel mare, puoi rifugiarti anche in uno dei tanti parchi e giardini.
Nei dintorni dell’Alcazaba si trova il Parco di Malaga di forma rettangolare con tanti vialetti ombreggiati che si snodano tra piante, fontane e statue dedicate a personaggi illustri della città. A 4 km dal centro c’è anche il Giardino Botanico La Concepción, con più di 5000 specie di piante tropicali, cascate e laghetti artificiali.
Info utili per la visita di Malaga: tour guidati
C’è chi dice che a Malaga non ci sia niente da vedere, chi come me se ne innamora subito. Certo è che se sei interessato a visitare tutte le attrazioni che offre e a goderti le vibes positive che la pervadono, tra arte, storia e mare, non ti consiglio una visita fugace. Secondo me sono necessari almeno tre giorni, ma come nel mio caso potrebbero non bastarti lo stesso.
Quello che ti consiglio però se hai poco tempo a disposizione è di esplorarla tramite uno dei tour guidati che ti elenco qui sotto, così avrai modo di scoprire tutti i segreti delle varie attrazioni e di apprezzarla maggiormente.
In questo primo elenco troverai tutti i free tour promossi in città. Si chiamano free tour ma per supportare il lavoro delle guide, al termine del tour ti sarà richiesta un’offerta in base al tuo gradimento. Sono davvero un eccellente modo di entrare in contatto con la vera essenza della città.
In alternativa ti propongo anche alcuni tour privati a pagamento.
Come spostarsi a Malaga
Come avrai intuito, a Malaga non è necessario usare l’auto: tutte le principali attrazioni della città sono facilmente raggiungibili a piedi o con i mezzi pubblici. Se stai programmando un tour dell’Andalusia, ti conviene considerare Malaga come prima tappa, anche grazie ai voli diretti ed economici che collegano ancora la città all’Italia. Potrai esplorare il centro storico, i musei e le spiagge senza preoccuparti di parcheggi o traffico, e noleggiare un’auto solo al termine del soggiorno, quando deciderai di proseguire verso altre località andaluse.

In alternativa, per spostamenti tra le principali città della regione puoi sfruttare il comodo servizio di autobus a lunga percorrenza di Alsa, che collega Malaga con destinazioni come Granada, Siviglia, Cordoba e Ronda in tempi relativamente brevi, con tariffe spesso vantaggiose e autobus moderni e confortevoli. La stazione è vicinissima al centro e comoda da raggiungere a piedi o con i mezzi.
Cosa vedere nei dintorni di Malaga
El Caminito del Rey
Negli ultimi anni Malaga è diventata il punto di partenza ideale per raggiungere una delle esperienze ritenute più emozionanti del Sud della Spagna: il Caminito del Rey. Si tratta di un percorso adrenalinico che si snoda su passerelle di legno sospese lungo ripide pareti rocciose, scavate dalla gola del fiume Guadalhorce. Un tempo questa camminata era estremamente pericolosa e non pochi temerari persero la vita cadendo nel precipizio. Oggi, grazie a un restauro costoso e accurato, il sentiero è completamente sicuro, pur conservando la sua spettacolare verticalità. È quindi un’attrazione imperdibile per chi ama l’avventura, anche se rimane sconsigliata a chi soffre di vertigini.
Purtroppo la massiccia pubblicità che ha ricevuto negli ultimi anni sui social lo ha reso vittima dell’overtourism e spesso sold out. In più, sembra che in molti trovino difficoltà a prenotare sui canali ufficiali. Per questo motivo ti consiglio di prenotare, con largo anticipo, tramite i broker come Civitatis di cui trovi il banner qui sotto. In questo modo puoi assicurarti un tour guidato e in caso di problemi, parlare con un servizio sempre pronto a risolverli.
Borghi bianchi e città di mare da vedere nei dintorni di Malaga
Tra le altre escursioni che puoi fare nelle vicinanze di Malaga ti consiglio anche:
- Marbella e Mijas, la cittadina sul mare con le sculture di Dalì e il borgo bianco della Costa del Sol,
- Granada, con la famosa Alhambra,
- Ronda e Setenil de las Bodegas, la città sospesa con ponti mozzafiato e uno dei paesi bianchi più affascinanti della Spagna,
- Cordova, con l’affascinante Mezquita, unica moschea al mondo con una cattedrale costruita al suo interno,
- la gola El Saltillo e il paesino bianco di Canillas de Aceituno,
- Nerja e Frigiliana, il Balcon de Europa e il paese di Choto, migas e vino moscato e della fortezza in cui si rifugiarono gli ultimi Mori della Penisola Iberica.
Se cerchi consigli su Siviglia puoi trovare qualche dritta (in aggiornamento) nella sezione del blog che le ho dedicato.
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