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Cosa vedere nella provincia di Ancona: tra borghi autentici e bellezze inaspettate

La provincia di Ancona è spesso associata al mare della Riviera del Conero e alle sue spiagge spettacolari, ma basta allontanarsi di pochi chilometri dalla costa per scoprire un territorio sorprendente fatto di colline, vigneti e borghi medievali che ti riportano indietro nel tempo.

Tra castelli, mura antiche e piazze ricche di storia, l’entroterra marchigiano custodisce piccoli centri che raccontano secoli di tradizioni e che meritano una visita lenta, magari fermandosi a degustare i prodotti tipici locali.

Ecco alcuni dei borghi più particolari da visitare nella provincia di Ancona.

Borghi imperdibili in provincia di Ancona

Corinaldo: il borgo dei matti

Piaggia di Corinaldo e Pozzo della Polenta
Piaggia di Corinaldo e Pozzo della Polenta

Uno dei borghi più belli d’Italia, Corinaldo è racchiuso da 912 metri di mura medievali perfettamente conservate che regalano splendidi scorci sulle colline marchigiane.

Corinaldo è il luogo di nascita di Maria Goretti, ma è conosciuto soprattutto come il Paese dei Matti. A raccontare l’origine di questo curioso soprannome sono diversi simboli disseminati nel borgo, accompagnati da simpatiche leggende popolari. Tra i più curiosi si trovano il Cannone di Fico, la singolare Casa di Scuretto, composta soltanto da una facciata, e il famoso Pozzo della Polenta situato al centro della Piaggia, una scenografica scalinata di 109 gradini e uno degli angoli più fotografati.

Secondo la tradizione, proprio nel pozzo sarebbe caduto accidentalmente un sacco di farina e da quell’evento è nata la Contesa del Pozzo della Polenta, una rievocazione storica in costume che anima il borgo ogni anno la terza domenica di luglio.

Tra gli eventi importanti di Corinaldo c’è anche la celebre Festa delle Streghe, che si svolge nel periodo di Halloween e trasforma il borgo in uno dei festival più originali delle Marche.

Per saperne di più leggi gli approfondimenti nell’articolo che ho dedicato a Corinaldo

Ostra Vetere

Ostra Vetere provincia di Ancona

Ostra Vetere è un piccolo borgo poco conosciuto della provincia di Ancona. Il minuscolo centro storico è attraversato da stradine lastricate e cortili nascosti, e conserva edifici storici e chiese.

Tra i luoghi da non perdere ci sono le chiese di San Francesco e di Santa Lucia, il Polo Museale Terra di Montenovo e il Palazzo Comunale con la torre civica. Alcune chiese e palazzi purtroppo sono inaccessibili a causa dei danni del terremoto o visitabili solo durante le giornate FAI, ma una passeggiata per il borgo resta sicuramente piacevole.

Approfondisci qui > Cosa vedere a Ostra Vetere

Castelleone di Suasa

Castelleone di Suasa Ancona

Piccolo gioiello dell’entroterra anconetano, Castelleone di Suasa conquista con il suo centro storico raccolto ma perfetto per una piacevole e breve passeggiata. Tra le vie si incontrano scorci pittoreschi, un antico loggiato, le chiese e i resti della storica rocca medievale, che raccontano secoli di storia. A pochi passi, il Parco Archeologico di Suasa svela i resti della città romana, con strade, edifici pubblici e case che fanno rivivere la vita nell’antichità.

Puoi approfittare di uno dei suoi eventi principali per visitarlo e vivere il borgo in tutta la sua atmosfera autentica. In primavera si celebra la Festa del Perdono, il momento religioso più importante dell’anno, mentre in estate, durante il primo weekend di settembre, Castelleone si anima con la celebre Festa della Cipolla: spettacoli itineranti, musica e stand gastronomici che propongono gustose e curiose ricette a base di cipolla, il prodotto tipico locale.

Approfondisci qui > Cosa vedere a Castelleone di Suasa

Barbara

Castrum Barbarae Barbara Ancona

Minuscolo borgo delle colline anconetane, Barbara è una piacevole sorpresa per chi ama i centri storici raccolti e ricchi di dettagli. All’interno dell’antica cinta muraria si scoprono scorci suggestivi, come l’elegante Chiesa dell’Assunta e la curiosa Piazza Padella, considerata una delle piazzette più piccole d’Italia.

Passeggiando per le vie del centro si arriva alla Casa natale di Giacomo Mattei, mentre non lontano si affacciano la Chiesa di Santa Barbara e l’ex Palazzo Comunale con la sua antica tavola delle misure comunali e l’orologio storico. La passeggiata prosegue fino all’ingresso del Castrum Barbarae, dove i resti dell’antico castello e le mura merlate raccontano il passato medievale del borgo. Barbara è davvero compatta e la visita richiede pochissimo tempo, ma i suoi angoli curiosi valgono una visita, magari abbinandola ad altri borghi nelle vicinanze.

Per approfondire clicca qui > Cosa vedere a Barbara

Serra de’ Conti: il borgo della cicerchia

Loggetta delle Delizie Serra de Conti

Se stai cercando un gioiellino dell’entroterra marchigiano che spesso sfugge ai tour tradizionali, Serra de’ Conti è una scoperta che vale davvero la pena fare. Questo borgo medievale, interamente circondato da mura ben conservate e punteggiato da torri e vicoli suggestivi, nasconde l’imponente Torre Civica, pittoreschi loggiati in laterizio, chiese storiche come Santa Croce e San Michele, e il Monastero di Santa Maria Maddalena.

Da non perdere il Museo delle Arti Monastiche, dove un percorso sensoriale ti immerge nella vita quotidiana delle monache tra stanze ricostruite e reperti d’epoca.

Serra de’ Conti è anche famosa per la sua Festa della Cicerchia, un evento gastronomico che celebra questo legume antico e presidio Slow Food con piatti tradizionali, vini locali e mercatini che animano il borgo a novembre.

Approfondisci qui > Cosa vedere a Serra de’ Conti

Arcevia: la Perla dei Monti

Arcevia Ancona

Arcevia, soprannominata “la perla dei monti”, si erge su una collina in una posizione privilegiata tra gli Appennini e il mare. Il borgo conserva un assetto urbano medievale, con mura che risalgono al Quattrocento e un fascino antico che si scopre passeggiando tra vicoli e piazzette.

Tra le attrazioni da non perdere spicca la Collegiata di San Medardo, la chiesa principale del borgo, custode di opere d’arte e di un’area museale ricca di capolavori, tra cui una terracotta invetriata di Giovanni della Robbia.

Il Complesso di San Francesco, colpisce per il suo chiostro cinquecentesco e la chiesa in stile barocchetto.

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Passeggiando per Arcevia scoprirai anche il Palazzo Comunale, con la torre civica, e il Palazzo dei Priori, che ospita il Teatro Misa, elegante teatro ottocentesco decorato con motivi floreali e personaggi allegorici.

Nella parte più alta del paese, i Giardini Leopardi offrono terrazze panoramiche e un’esperienza immersiva nella natura, mentre le porte storiche, come Porta di Santa Lucia e Porta del Forno, ricordano l’antica struttura difensiva di questo borgo ricco di storia e bellezza.

Vuoi scoprire tutto ciò che puoi vedere ad Arcevia? < Clicca qui

Arcevia è anche la base di partenza per il tour dei 9 castelli di Arcevia: piccoli borghi del XIV-XV secolo in cui il tempo sembra essersi fermato. Si trovano tutti nel raggio di 50 km e puoi visitarli in una giornata intera: Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Piticchio, Palazzo e San Pietro in Musio.

Morro d’Alba: il borgo della Scapa e della Lacrima

Tra le colline del Verdicchio si trova Morro d’Alba, un borgo davvero particolare grazie alla sua struttura architettonica unica.

Il suo simbolo è “la Scarpa”, un camminamento coperto che corre lungo le mura del borgo e collega diversi edifici storici. Camminando sotto questi portici sospesi si ha l’impressione di attraversare un piccolo labirinto medievale.

Il borgo è anche famoso per la produzione del Lacrima di Morro d’Alba, uno dei vini più caratteristici delle Marche.

Qui ti racconto> la mia visita a Morro d’Alba

Jesi: la città natale di Federico II di Svevia

Spesso messa in secondo piano rispetto ad altre città delle Marche, Jesi è in realtà una meravigliosa sorpresa tutta da scoprire. La sua fama è legata soprattutto alla nascita di Federico II, l’imperatore svevo a cui la città ha dedicato anche un museo interattivo che permette di scoprirne la sua storia e personalità.

Ma Jesi non è solo questo: passeggiando nel suo elegante centro storico ti accorgerai subito di quanto sia ricca di storia. Da non perdere: il Teatro Pergolesi, le numerose chiese e i palazzi nobiliari davvero sorprendenti tra i quali spicca Palazzo Pianetti con i suoi tre piani di meraviglie. Ci sono anche diversi musei che raccontano le origini e le tradizioni del territorio.

E’ una città raffinata che merita decisamente più attenzione e che ti racconto meglio in questo articolo.

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Chiaravalle: la città natale di Maria Montessori

Spesso trascurata nei classici itinerari marchigiani, Chiaravalle è invece una tappa che merita almeno una mezza giornata di visita se ti trovi in provincia di Ancona e ideale se vuoi aggiungere qualcosa di diverso e autentico al tuo tour delle Marche.

Simbolo storico del paese è l’Abbazia di Santa Maria in Castagnola, un magnifico esempio di architettura cistercense in Italia, fondata nel 616 d.C. dai monaci benedettini per volere della regina Teodolinda.

Un’altra tappa da non perdere è la Casa Museo Maria Montessori, la casa natale della celebre pedagogista Maria Montessori, oggi trasformata in un museo che racconta la sua vita e l’eredità che ha lasciato nel mondo dell’educazione.

Camerano e le grotte sotterranee

Camerano affascina con la sua città sotterranea: un intricato dedalo di grotte e cunicoli realizzati nella roccia arenaria, probabilmente già nel Medioevo. Decorate con simboli enigmatici, narrano secoli di storie in cui la loro funzione è variata da magazzini, a luoghi di culto fino a rifugi difensivi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nella biglietteria delle Grotte è imperdibile la Mostra Farfisa, un’esposizione di fisarmoniche storiche, che include modelli vintage e l’organo“Compact Duo” suonato da Rick Wright dei Pink Floyd nel leggendario Live at Pompeii del 1971.

Degna di nota è anche la Chiesa di San Francesco che svetta con il suo campanile iconico e si dice che sia stata fondata nel XIII secolo proprio dal Santo. Purtroppo però della chiesa originale resta solo il portone in pietra. Palazzo Mancinforte incanta con le sue sale affrescate del Settecento, emblema dell’aristocrazia marchigiana, mentre il belvedere ricorda quanto anche la natura sia spettacolare nelle Marche, regalando uno spettacolo mozzafiato dal Monte Conero alla costa adriatica, perfetto per foto e tramonti indimenticabili.

Offagna: il borgo della Rocca e delle Feste Medievali

Rocca di Offagna Ancona

A pochi chilometri da Ancona si trova Offagna, uno dei borghi medievali più suggestivi della provincia.

Il paese è dominato dalla possente Rocca di Offagna, oggi sede di un museo che si snoda tra le sale e i camminamenti della fortezza, con una collezione di armi antiche e reperti storici. Dalla cima della rocca si gode di un panorama spettacolare che spazia dalle colline circostanti fino al mare Adriatico.

Offagna conserva un’atmosfera medievale autentica, con vicoli stretti, torrioni, chiese e musei come il Museo Paolucci e il Museo della Liberazione. E c’è anche il fantasma di Ofelia!

Qui devi proprio assaggiare la Crescia, una tipica focaccia locale croccante fuori e morbida dentro. Provala con le foje.

Durante l’estate, Offagna è famosa per le Feste Medievali, una rievocazione storica che riporta il paese indietro nel tempo tra sfilate in costume, spettacoli e antichi mestieri.

Approfondisci qui > Cosa vedere a Offagna

Osimo: il paese dei Senza Testa

Anche Osimo, come Camerano, è famosa per le sue grotte sotterranee, scavate a più livelli nel sottosuolo, spesso collegate tramite pozzi e camini. Al loro interno si possono ammirare bassorilievi religiosi, simboli legati ai Cavalieri Templari e al Sovrano Militare Ordine di Malta, come la triplice cinta e la croce a otto punte, che testimoniano la storia millenaria della città.

Il borgo vanta anche un ricco patrimonio religioso:

  • il Duomo di San Leopardo, con pianta a croce egizia, custodisce la cripta con i sarcofagi dei santi martiri osimani;
  • la Chiesa di San Nicolò, con portale gotico e affreschi trecenteschi;
  • il Santuario di San Giuseppe da Copertino, con le spoglie del patrono della città e protettore degli studenti;
  • e la Chiesa barocca di San Marco, che ospita una maestosa pala d’altare del Guercino.
  • Da non perdere il Santuario della Madonna di Campocavallo, a pochi km dal centro storico, dedicato alla Vergine Addolorata dopo il miracolo del 1892.

Tra gli edifici civili spicca il Palazzo Comunale barocco, con lo spettacolare atrio che ospita il Lapidarium con statue acefale di epoca romana. E’ da qui che gli osimani hanno preso il soprannome di “i Senza Testa”!

Meritano una visita anche il Teatro La Nuova Fenice, con il soffitto affrescato dal Pomarancio, e Palazzo Gallo, residenza seicentesca del vescovo Antonio Maria Gallo.

Castelfidardo: la capitale della fisarmonica

Castelfidardo è famosa in tutto il mondo come la capitale della fisarmonica, titolo che deriva da una lunga tradizione artigianale iniziata nel XIX secolo grazie all’ingegno di Paolo Soprani, che qui nel 1863 realizzò la prima industria italiana dedicata allo strumento.

Per questo motivo, il borgo ospita il Museo Internazionale della Fisarmonica, inaugurato nel 1981 e ospitato in un piano del cinquecentesco palazzo comunale. Qui puoi ripercorrere la storia della fisarmonica attraverso una ricca collezione di strumenti provenienti da tutto il mondo, documenti e partiture.

Loreto, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti d’Europa

Loreto è sicuramente uno dei borghi della provincia di Ancona più conosciuti a livello internazionale, perché ospita uno dei santuari di pellegrinaggio più importanti d’Europa.

Nel cuore di Loreto si erge la splendida Basilica della Santa Casa, un capolavoro di architettura gotico-rinascimentale che custodisce, secondo la tradizione, le mura della casa della Vergine Maria, traslate da Nazareth dagli angeli nel 1294.

La basilica si affaccia su una grande piazza monumentale circondata da camminamenti di ronda imperdibili: dopo aver affrontato una scala a chiocciola con 100 scalini, si apre un panorama davvero stupendo che spazia dalla Riviera del Conero alle colline marchigiane, fino ad arrivare – nelle giornate più limpide – al Gran Sasso d’Italia e ai Monti Sibillini.

Se vuoi entrare in città seguendo la tradizione dei pellegrini, puoi percorrere la Scala Santa, circa 400 gradini che si snodano lungo il crinale di una dolce collina, dove si susseguono 15 edicole che custodiscono i Misteri del Rosario e su cui si affaccia anche il cimitero militare polacco.

Leggi qui il mio approfondimento su > Cosa vedere a Loreto

Serra San Quirico

Il borgo di Serra San Quirico si distingue per il grazioso centro storico con il caratteristico impianto medievale e le suggestive Copertelle, vicoli coperti lungo le mura del paese. Molto belle sono anche le chiese romaniche e barocche, e Piazza della Libertà con la fontana cinquecentesca. Non mancano poi i musei: la Cartoteca Storica Regionale delle Marche, il Museo Premio Ermanno Casoli (di arte contemporanea) e il Museo di Storia Naturale del Territorio.

Grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore del Parco della Gola della Rossa, Serra San Quirico è un punto strategico per gli amanti del trekking e della natura che in quella zona regala scenari spettacolari.

Genga, le Grotte di Frasassi e il Tempio del Valadier

Le Grotte di Frasassi sono una delle opere d’arte della natura più spettacolari d’Italia. Formatesi nel corso di milioni di anni, sono un labirinto di grotte e gallerie sotterranee dove stalattiti e stalagmiti creano vere e proprie sculture naturali. La sala più impressionante è l’Abisso Ancona, così grande da poter contenere l’intero Duomo di Milano, ma ogni angolo regala sorprese: formazioni con nomi curiosi come la fetta di pancetta, i giganti, le piccole cascate del Niagara, Dante Alighieri e la suggestiva Sala delle Candele.

Ma l’area non è solo grotte e natura: nella frazione di San Vittore in Genga, si trova la Chiesa romanica di San Vittore alle Chiuse, dichiarata monumento nazionale nel 1902. All’interno della chiesa spicca una particolare incisione vicino alla porta a sinistra dell’altare, che sembra raffigurare un otto o un simbolo dell’infinito, ma il suo significato resta un mistero. Accanto, il Museo Speleo Paleontologico custodisce reperti che raccontano la storia geologica e archeologica del territorio.

E poi c’è il Tempio del Valadier, un piccolo edificio ottagonale con cupola in piombo, incastonato tra tre pareti rocciose e affacciato sulla foresta e sulla valle sottostante. Costruito nell’Ottocento da Papa Leone XII, per raggiungerlo richiede una salita impegnativa lungo le stazioni della Via Crucis, ma la fatica è ampiamente ripagata dallo spettacolo che si apre una volta arrivati al suo cospetto.

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Sassoferrato

Non lontano dal confine con l’Umbria, Sassoferrato conserva ancora l’impianto medievale originario e si sviluppa su due livelli, tra il rione Borgo e il rione Castello, dominati dai resti della Rocca di Albornoz, edificata nel 1365.

Nell’area archeologica di Sentinum, antica città romana teatro della celebre Battaglia delle Nazioni del 295 a.C., sono ancora visibili strade selciate, il cardo e il decumano e resti di templi termali.

Meritano una visita l’Abbazia di Santa Croce, costruita alla fine del XII secolo dai Conti Atti con materiali provenienti dalla vicina Sentinum, e il Museo della Miniera di Zolfo (nella frazione di Cabernardi ), che racconta la storia del più importante sito minerario d’Europa.

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Fabriano: la città della carta

Fabriano è famosa in tutto il mondo per la sua antica tradizione della carta, tanto da essere stata riconosciuta come Città Creativa UNESCO. Il luogo perfetto per scoprirne la storia è il Museo della Carta e della Filigrana, dove puoi vedere dal vivo la storia e la realizzazione della carta fatta a mano.

Ma Fabriano è molto di più: un affascinante labirinto di vicoli che confluiscono nell’elegante Piazza del Comune, un salottino a cielo aperto su cui si affacciano antichi palazzi e il loggiato di San Francesco del XV secolo che affascina con 19 arcate a tutto sesto. E poi ci sono:

  • la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, con opere dal Duecento al Novecento,
  • il Museo Guelfo, con opere di Dalí, Miró, De Chirico e Chagall,
  • il M.A.M.B. un museo dedicato alle biciclette d’epoca usate per antichi mestieri,
  • il Teatro Gentile, una vera bomboniera,
  • l’Oratorio della Carità e l’Oratorio del Gonfalone custodi di meravigliose opere di arte sacra.

Staffolo: il balcone della Vallesina

Staffolo si erge su un colle tra mare e montagne, offrendo un panorama che gli è valso il soprannome di “balcone della Vallesina”. Conserva ancora la sua cinta muraria medievale, dominata dal torrione semicircolare dell’Albornoz, risalente al XIV secolo.

La Chiesa parrocchiale di San Egidio custodisce un prezioso polittico del XV secolo del “Maestro di Staffolo” e una predella lignea attribuita alla scuola di Lorenzo Lotto. Nella chiesa di San Francesco, fondata nel XII secolo, spicca invece l’imponente organo settecentesco realizzato da Gaetano Callido.

All’interno di spazi ricavati dalla cinta muraria, è stato creato il Museo del Vino e dell’Arte Contadina. Perfetto se vuoi conoscere le tradizioni locali e degustare i vini tipici, in particolare il famoso Verdicchio dei Castelli di Jesi, protagonista di manifestazioni come la Festa del Verdicchio e il Premio Nazionale della Gastronomia “Verdicchio d’Oro” che si svolgono rispettivamente la seconda settimana di agosto e la terza domenica di settembre.

Cupramontana: la capitale del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Cupramontana Ancona

Nel cuore delle Marche, arroccata sulle dolci colline tra i vigneti del Verdicchio, Cupramontana, è un borgo che spesso passa in secondo piano nei tour tradizionali ma che merita davvero una visita. Il suo nome deriva da Cupra, antica dea della fertilità adorata dai popoli preromani, ed è famosa come capitale del Verdicchio dei Castelli di Jesi, uno dei vini bianchi più amati delle Marche, celebrato con la Sagra dell’Uva, una festa secolare che anima il borgo ogni autunno.

Passeggiare per il centro storico è un piacere: tra antichi palazzi, piccole botteghe e scorci panoramici si coglie l’anima autentica del luogo, mentre il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino e le cantine tradizionali raccontano la storia e la cultura vitivinicola di questa terra.

Approfondisci qui > Cosa vedere a Cupramontana

Tra mare e borghi: le perle della costa anconetana

Senigallia

Portici Ercolani Senigallia

Affacciata sull’Adriatico, Senigallia è una delle località di mare più amate delle Marche, famosa per la sua Spiaggia di Velluto, lunga distesa di sabbia dorata, e per la romantica Rotonda a Mare in stile belle époque, simbolo della città.

Ma Senigallia non è solo mare: il centro storico è un vero tesoro da esplorare. Qui si trova la scenografica Rocca Roveresca, una delle fortezze rinascimentali meglio conservate delle Marche, il Palazzo del Duca, la Fontana dei Leoni e il vivace Foro Annonario, cuore pulsante della città.

Lungo le rive del fiume Misa si estendono i Portici Ercolani, con le loro 126 eleganti arcate in pietra d’Istria, magnifico esempio dell’ingegno e dell’abilità ingegneristica dell’epoca. Poco distante si trova anche il Teatro La Fenice, mentre vicoli e piazzette del centro storico sono pieni di locali, scorci pittoreschi e angoli da fotografare.

I borghi marinari di Sirolo e Numana

Numana Ancona Riviera del Conero

A pochi chilometri l’una dall’altra, Sirolo e Numana sono due perle del Conero che uniscono panorami mozzafiato, mare cristallino e borghi pittoreschi.

Sirolo conquista con le sue scogliere a picco sul mare e le spiagge immerse nel verde come la Spiaggia di San Michele, Urbani, dei Sassi Neri e delle due Sorelle, mentre Numana affascina con il suo porto storico, i vicoli caratteristici e fioriti e le spiagge della Spiaggiola e del Frate. Il perfetto equilibrio caratteristico dei borghi marinari.

Come avrai capito, la provincia di Ancona è un territorio ricco e sorprendente, dove ogni luogo racconta una storia diversa e offre qualcosa di speciale.

E tu, li conoscevi già tutti? Se pensi che ci sia qualche borgo che merita di essere aggiunto, scrivimelo: mi fa sempre piacere scoprire nuovi posti e arricchire i miei articoli.

Ovviamente se decidi di visitare la zona non puoi non dedicare almeno una giornata alla scoperta di Ancona!

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