Un labirinto di vicoli stretti acciottolati, su cui si affacciano casette bianche dallo stile andaluso e caratteristici patios fioriti: questo è il Barrio de Santa Cruz, il vecchio quartiere ebraico di Siviglia.
Stradine e antichi palazzi raccontano storie di un passato ricco di cultura e tradizione. Dal 1248 è qui che vennero “confinati” gli ebrei che già da secoli abitavano in città.
Nel 1492, con il Decreto di Alhambra che sancì l’espulsione degli ebrei dalla Spagna, il Barrio de Santa Cruz conobbe un lungo periodo di declino, segnato dalla demolizione delle sinagoghe, sostituite da chiese.
Tuttavia, a partire dal 1800, l’area ha vissuto una rinascita straordinaria, trasformandosi in una delle attrazioni più affascinanti e caratteristiche di Siviglia.
Il modo migliore per immergersi nel Barrio di Santa Cruz è perdersi tra le sue suggestive stradine. Tuttavia, per non lasciarsi sfuggire le meraviglie più iconiche che adornano questo affascinante quartiere, esploriamo insieme gli angoli imperdibili che lo rendono unico.
Cosa vedere nel Barrio de Santa Cruz di Siviglia
Plaza Virgen de los Reyes e Plaza del Triunfo


Iniziamo il nostro tour del Barrio de Santa Cruz dalla suggestiva Plaza Virgen de los Reyes, situata accanto alla maestosa Giralda, l’iconico campanile della Cattedrale di Siviglia.
La piazza sorge nel luogo dove, dopo la conquista cristiana, fu edificato il Corral de los Olmos, che divenne il cuore pulsante della vita civile e religiosa di Siviglia. Al centro si erge una fontana-lampada, realizzata da José Lafita Díaz nel 1928.
Accanto a Plaza Virgen de los Reyes si trova la Plaza del Triunfo, così denominata in onore del tempietto barocco (Triunfo) che ospita una statua della Madonna con il Bambino. Questo incantevole monumento fu eretto come segno di gratitudine per il salvataggio durante il terremoto che colpì Siviglia nel 1755.
Agli inizi del XX secolo, la piazza subì un rinnovamento a cura di Juan Talavera Heredia. Successivamente, fu aggiunto, di fronte al tempietto, un monumento dedicato all’Immacolata Concezione, realizzato nel 1918 dallo scultore Lorenzo Coullaut Valera.
L’Archivio Generale delle Indie di Siviglia


Su Plaza del Triunfo si affaccia anche una delle attrazioni più sorprendenti di Siviglia: l’Archivo General de Indias. Si tratta di un grande palazzo di fine Cinquecento con immense sale dalle geometrie affascinanti che fanno da scrigno a più di 43 mila fascicoli, dislocati in 8 chilometri lineari di scaffali per un totale di 80 milioni di pagine di documenti originali.
Questa raccolta rappresenta una risorsa dal valore inestimabile per comprendere la complessità della storia e delle dinamiche che hanno caratterizzato il Nuovo Mondo, la sua scoperta e la successiva conquista.
L’Archivio Generale delle Indie offre l’opportunità di esplorare temi cruciali come il raggiungimento dell’indipendenza, le organizzazioni coloniali, le civiltà precolombiane, i traffici commerciali e l’intervento dei missionari, fino a trattare anche questioni relative all’Inquisizione.
E’ una tappa che non puoi assolutamente ignorare durante la tua visita di Siviglia. Puoi visitarlo gratuitamente nei seguenti orari:
- da martedì a sabato dalle 9:30 alle 17:00 (ultimo accesso alle 16:30),
- la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 14:00 (ultimo accesso alle 13:30),
- è chiuso il lunedì.
Calle Mateo Gago: Plaza de Santa Marta e Casa Salinas

Se da Plaza Virgen de los Reyes, inizierai a percorrere Calle Mateos Gago, incontrerai il primo gioiellino nascosto del Barrio: la minuscola Plaza de Santa Marta. Proseguendo ancora lungo la Calle, costellata di negozi e locali, arriverai al cospetto di una delle tante case storiche del quartiere: Casa de Salinas.
È uno dei più autentici esempi di casa padronale risalente all’epoca d’oro di Siviglia, edificata nel 1577 per volere di Baltasar de Jaén Roelas, membro di una famiglia benestante che prosperò grazie all’espansione dei traffici commerciali nati con la scoperta dell’America.
Nel corso dei secoli, questa dimora ha assunto diverse funzioni: è stata rifugio per le truppe napoleoniche, ha ospitato una tipografia, una scuola, un collegio e persino una loggia massonica.
La Casa del Salinas è un affascinante caleidoscopio di stili moresco, gotico e rinascimentale. I suoi due piani si affacciano su un cortile centrale, dove colonne di marmo e archi a tutto sesto, riccamente decorati, creano un’atmosfera incantevole.
Tra le sue gemme, le piastrelle, finemente lavorate a Triana nel Seicento, raccontano storie di un’epoca passata. Il pavimento a mosaico, risalente al II secolo e proveniente dalla colonia romana di Italica, aggiunge un tocco di storia millenaria, mentre la scultura in pietra della Vergine dei Rimedi, un tesoro di un antico convento sivigliano, si erge come un simbolo di devozione e bellezza.
Nel 1930 fu acquistata dalla famiglia Ybarra da Don Manuel de Salinas Malagamba, che la possiede ancora oggi ma ne consente una visita parziale.
Per gli orari di apertura e il costo del biglietto sempre aggiornato ti consiglio di visitare il sito ufficiale della Casa de Salinas.
Se desideri conoscere tutti i segreti della splendida dimora storica, partecipa ad uno dei tour guidati di 30 minuti, in inglese o spagnolo, che puoi scegliere anche cliccando nel banner qui sotto.
Plaza de la Escuela de Cristo
A pochi passi dalla Casa de Salinas, si nasconde l’incantevole Plaza de la Escuela de Cristo, un angolo segreto che sembra un cortile incantato. Qui, gli alberi d’arancio e le piante di rosmarino diffondono un profumo avvolgente, creando un’atmosfera di serenità e magia.
La facciata manierista dell’oratorio della Escuela de Cristo de la Natividad si erge come un custode silenzioso, mentre la pala d’altare in ceramica del Santissimo Cristo della Misericordia cattura lo sguardo con la sua unicità: è l’unico Cristo della Misericordia colorato di Siviglia, un frammento di storia che si fa arte.
Sotto il cartello stradale, un’altra pala d’altare in ceramica racconta la Natività di Cristo, è una copia di un dipinto del XVII secolo conservato nella cattedrale di Puebla de los Ángeles, in Messico. Qui, il vescovo Juan de Palafox y Mendoza, co-fondatore delle Scuole di Cristo, appare come un giovane pastore, un simbolo di umiltà e devozione.

Plaza del Las Cruces
Lasciando la via principale diventa complicato darti delle direzioni precise da seguire in quanto le calle si susseguono sempre più piccole e tortuose.
Puoi perderti e lasciarti stupire dall’anima romantica del Barrio Santa Cruz oppure aiutarti con Google Maps.
Dirigiti verso Calle Cruces e raggiungi il suggestivo Patio de las Cruces, dove si apre la Plaza de las Cruces, un incantevole e minuscolo spazio triangolare. Al centro, tre croci evocano immediatamente un calvario, ma la loro storia è ben diversa. In realtà, il nome della strada non deriva da queste croci, bensì da due croci di legno incastonate nella facciata di una casa all’angolo con Ximénez de Enciso, e da una terza un po’ più distante.
Il quartiere di Santa Cruz, un tempo animato da taverne, era il ritrovo di persone che si radunavano per divertirsi, ma anche per soddisfare esigenze fisiologiche nei vicoli circostanti, creando non pochi problemi per gli odori sgradevoli. Nel XV secolo, un abitante del luogo ebbe un’idea geniale per ripristinare la sacralità della zona: l’installazione delle croci. Questo gesto, simbolico e pratico, trasformò la strada in un luogo rispettabile, tanto da farla ribattezzare “Via delle Tre Croci” o “Via delle Croci Verdi”, in riferimento al colore originale delle croci.
Nel 1868, le autorità municipali vietarono l’esposizione di simboli religiosi sulle facciate, e così le croci vennero trasferite all’Hospital de los Venerables, prima di fare ritorno nella loro sede originale negli anni ’50.
Mentre esplori la zona, non dimenticare di visitare il tipico patio andaluso al numero 30 di Ximénez de Enciso, un angolo di serenità decorato con piante e piastrelle, un perfetto esempio della bellezza sivigliana.
Chiesa di Santa Maria la Blanca

Nella zona più ad est del Barrio de Santa Cruz si trova la Chiesa di Santa Maria la Blanca, l’unico tempio di Siviglia che conserva i resti delle tre religioni: originariamente moschea, divenne sinagoga e infine fu consacrato come chiesa cristiana nel 1391. Nel 1661, gran parte della chiesa fu demolita, mantenendo solo la Cappella Maggiore. I pilastri in pietra furono sostituiti da colonne in marmo screziato rosso di Antequera, mentre le tre navate furono dotate di volta.
All’esterno, la chiesa è formata da due facciate, di cui la principale si innalza come una torre-facciata e, insieme al portale gotico, costituisce i pochi resti rimasti del 1391.
I ricchi dettagli ornamentali interni come le stuccature con motivi geometrici, angeli e cherubini, gli affreschi e le piastrelle degli zoccoli si contrappongono alla sobrietà della facciata rendendo la chiesa un gioiellino pimperdibile.
Plaza de los Refinadores e gli omaggi a Don Juan Tenorio
Calle Cruces si snoda verso sud, trasformandosi in Calle Mariscal, la via più stretta della città, che in alcuni tratti si stringe fino a 101 cm.
Calle Mariscal si apre su Plaza de los Refinadores, un luogo ricco di storia e cultura. Qui svetta il monumento a Don Juan Tenorio, protagonista dell’omonimo dramma di José Zorrilla, ricordato anche da una targa nel vicolo in cui nacque.
La piazza, ombreggiata da alti alberi e adornata da aiuole decorate con azulejos, ospita l’Hostaria del Laurel, il palcoscenico della prima scena dell’opera.
In questo luogo, Don Juan incontra Don Luis dopo un anno dalla scommessa su chi avrebbe sedotto più donne e ucciso più uomini in duello. Nonostante la sua vittoria, Don Juan si sente insoddisfatto e sfida nuovamente Don Luis, con lo scopo di conquistare anche la sua futura sposa e una novizia. Anche questa volta ne esce vittorioso, ma si macchia di due ancor più terribili omicidi. Uccide sia l’amico, sia Don Gonzalo, padre della novizia Donna Ines, ed è costretto a fuggire da Siviglia e dal desiderio di vendetta da parte delle due donne offese.
I Giardini di Murillo
Plaza de los Refinadores si trova all’angolo di uno dei parchi principali di Siviglia, nonché il più importante del quartiere: i Jardines de Murillo. Questo grazioso parco è dedicato a Bartolomé Murillo uno degli artisti più importanti di Siviglia, vissuto nel 1600.
Al centro dell’area verde si erge uno dei tanti monumenti della città dedicati a Cristoforo Colombo.
Plaza Santa Cruz di Siviglia
Costeggiando la Muralla Almohade (la cinta muraria urbana) lungo i giardini, troverai Plaza Santa Cruz dove si trovava la chiesetta che ha dato il nome al quartiere, costruita nel 1391 su una sinagoga preesistente. L’11 luglio 1810 fu distrutta dal governo di occupazione francese in seguito ad un progetto di riqualificazione della città, che ha portato alla creazione dell’attuale piazza.
Una targa ricorda che in quella chiesa furono sepolti i resti del famoso pittore sivigliano Bartolomé Esteban Murillo.
Sulla Piazza è stata collocata una croce in ferro battuto realizzata da Sebastián Conde nel 1692 e posizionata fino al 1840 dove Calle Sierpes incontra Calle Rioja.
La croce è adornata con lanterne sorrette da quattro serpenti, in ricordo della sua collocazione originale, e da angioletti.
Callejon del Agua
Dalla Piazza di Santa Cruz puoi proseguire lungo Callejón del Agua o Calle Agua, uno dei vicoli più stretti di Siviglia che costeggia le mura dell’Alcazar. In passato era un acquedotto islamico del XIII secolo con all’interno due tubi che portavano l’acqua dai Caños de Carmona ai giardini del Real Alcázar.
Calle Agua ha fatto da sfondo ad una famosissima opera: la Carmen di George Bizet. Una targa ricorda il luogo d’incontro tra la donna, Don José e il torero Escamillo.
Anche in Calle Vida e vicino alle mura della Juderia prende vita un’altra scena famosa. E’ qui che la Carmen riesce a fuggire durante il suo trasferimento in prigione.
Secondo la leggenda, Calle Vida fu una delle vie attraverso le quali, nel XIV secolo, alcune famiglie ebree riuscirono a scampare allo sterminio.
Come avrai già capito, ogni angolo del Barrio di Santa Cruz racconta scene di opere famosissime, leggende e intrighi d’amore . Potrai scoprirle perdendoti tra i meravigliosi vicoli o, meglio ancora, partecipando ad un free tour guidato del quartiere.
Il Balcone di Rosina: il famoso balcone del Barbiere di Siviglia

Nella piazzetta all’incrocio tra Calle Antonio El Bailarin e Callejon del Agua si affaccia uno dei simboli piu iconici di Siviglia: il Balcone di Rosina. E’ proprio qui sotto che il Conte d’Almaviva canta una serenata alla donna che ama e che riuscirà a conquistare grazie all’aiuto di Figaro, il vivace e furbo barbiere di Siviglia.
L’antiguo Rincón del Beso e Plaza Doña Elvira
Nelle vicinanze del balcone, continua lungo Calle Gloria per ammirare una targa speciale, ricercata soprattutto dalle coppie di innamorati. La targa identifica l’Antiguo Rincón del Beso, testimonianza eterna della travagliata e impossibile storia d’amore tra Don Juan Tenorio e Doña Inés de Ulloa.
Qui accanto si trova anche la Plaza Doña Elvira dove nel XVII secolo sorgeva un famoso teatro. Secondo la leggenda, qui c’era la casa di Don Gonzalo de Ulloa, padre di Doña Elvira.
Calle Susona: la leggenda di un tradimento per amore

Da Plaza Doña Elvira si dirama Calle Susona popolarmente conosciuta come Calle de la Muerte. Prende il nome dalla famosa leggenda di Susona, una ragazza ebrea che si innamorò di un cristiano e per salvarlo svelò il complotto che il padre stava tramando contro i cristiani, causandone la condanna a morte. Ripudiata e tormentata dal rimorso, Susona si rifugiò in un convento dove si convertì e lasciò un tragico testamento. La donna chiese infatti che dopo la sua morte la sua testa fosse appesa sopra l’architrave della sua casa. E così fu fatto: la macabra reliquia rimase esposta per più di un secolo, dando origine al nome del vicolo: Calle de la Muerte.


Oggi due due targhe al numero 10 di via Susona ricordano la triste leggenda.
Hospital de Venerables Sacerdotes

Accanto a Plaza de Dona Elvira si trova anche Plaza Venerables, su cui si affaccia l’Hospital de Venerables Sacerdotes, tappa fondamentale nel Barrio de Santa Cruz di Siviglia.
Fondato nel XVII secolo dal canonico Justino de Neve, l’Hospital de los Venerables è un capolavoro architettonico barocco, concepito per accogliere ecclesiastici anziani e bisognosi.

L’edificio si divide in due sezioni. La residenza, progettata da Leonardo de Figueroa, è adornata da gallerie circolari decorate con piastrelle smaltate che conducono a una fontana centrale. Una scalinata coperta da una volta ellittica ornata di stucchi barocchi rende l’ambiente ancor più affascinante. La seconda sezione è occupata dalla chiesa a navata unica, caratterizzata da una volta a mezza botte e affreschi che raccontano storie di devozione, tra cui l’imponente opera di Valdés Leal sulla volta del presbiterio.
In passato, il sito ospitava il teatro della commedia di Doña Elvira, un luogo di intrattenimento popolare nel XVI e XVII secolo. Recentemente è stato trasformato nel palcoscenico ideale per eventi teatrali e musicali.
Calle Reinoso: il vicolo dei baci di Siviglia
A pochi passi dall’Hospital de los Venerables, ti troverai a percorrere Calle Reinoso, uno dei vicoli più stretti e affascinanti di Siviglia. Con i suoi soli 106 centimetri di larghezza, questa stradina è affettuosamente soprannominata “La calle de los besos”. Qui, i balconi aggettanti delle case si avvicinano l’uno all’altro come due amanti pronti a scambiarsi un bacio.
Curiosità: le macine del Barrio de Santa Cruz

Abbiamo terminato il nostro tour del Barrio di Santa Cruz di Siviglia ma c’è ancora una piccola curiosità che voglio svelarti.
Passeggiando tra i vicoli del Barrio, ti imbatterai in un curioso dettaglio. Alla base di alcune case, come quelle di Ximénez Enciso, Aires e Fabiola, si trovano grandi macine in pietra.
Ma perché questi massicci blocchi, un tempo utilizzati per macinare grano, si trovano proprio lì? In epoche passate, le carrozze che solcavano queste stradine strette e acciottolate danneggiavano frequentemente gli edifici, realizzati con materiali non particolarmente resistenti. Per proteggere le facciate dai danni, gli abitanti incassavano queste robuste macine nelle pareti, creando un originale sistema di difesa che, oltre a preservare le strutture, ha conferito a queste case un aspetto unico e caratteristico.

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