Se stai cercando cosa vedere a Borgo Parrini, preparati a farti avvolgere da un incanto senza tempo: un piccolo borgo agricolo di soli 20 abitanti che è stato trasformato in un autentico tesoro, dove la storia e la creatività si fondono in un meraviglioso abbraccio di colori e dettagli sorprendenti.
Le origini di Borgo Parrini

Fondato agli inizi del ‘600 dai sacerdoti della Compagnia di Gesù, noti in dialetto siciliano come “parrini”, il borgo si sviluppò nel 1700, quando i Gesuiti costruirono torrette di avvistamento, magazzini, case e una piccola chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario. Tuttavia, con la soppressione dell’Ordine nel 1767, il borgo passò nelle mani del principe francese Henri d’Orléans, che trasformò il luogo in un’azienda agricola fiorente, offrendo impiego a ben 300 operai. Iniziò infatti a produrre il Moscatello dello zucco, un vino dolce dal colore ambrato ricavato dalle uve zibibbo locali, la cui produzione moderna è stata ripristinata dai fratelli Cusumano.
Il secondo dopoguerra portò a un’emigrazione massiccia, lasciando Borgo Parrini abbandonato e degradato.
Ma alla fine degli anni Novanta l’intraprendenza di Giuseppe Gaglio, ha segnato un’incredibile rinascita di questo angolo dimenticato della Sicilia.
Cosa vedere a Borgo Parrini

C’è chi descrive Borgo Parrini come una piccola Barcellona, per i suoi incantevoli dettagli ispirati alle opere di Gaudí. Tuttavia, questo borgo è molto più di una semplice imitazione: è un caleidoscopio di creatività, dove ogni angolo racconta una storia unica, legata all’arte e alla cultura locale e italiana.
Come un’opera d’arte vivente, Borgo Parrini brilla per il suo carattere autentico e la sua atmosfera inimitabile, dove il recupero e la celebrazione delle tradizioni locali rappresentano il cuore pulsante della comunità. Tra i vicoli colorati si nascondono botteghe artigiane: vere e proprie custodi della memoria collettiva, che insieme alle casette dagli interni a tema permettono di conoscere le radici culturali di Borgo Parrini e il valore del patrimonio siciliano.
Maioliche, vetri colorati e murales impreziosiscono il borgo, trasformandolo in un vibrante palcoscenico culturale. Queste opere raccontano storie di pace, amore e speranza, portando i messaggi di figure ispiratrici come Giuseppe Gaglio, Gandhi, Nelson Mandela, Frida Kahlo, Antoni Gaudí e Paulo Coelho. Ogni dettaglio è un invito a riflettere e a sognare e rende l’atmosfera di Borgo Parrini unica.
Io compongo frammenti di poco conto che insieme riprendono forma e vita sprigionando bellezza e speranza.
Giuseppe Gaglio
Tra gli artisti che hanno contribuito a rendere il borgo unico nel suo genere troverai Maria Stefania Maenza, Rocco Micale, Gianfranco Fiore, Antonio Vinci, Domenico Cocchiara, Filippo Grillo, Peppe Vaccaro e Nicolò Giuliano.
Le Case Museo di Borgo Parrini
Tra le cose da vedere a Borgo Parrini non ci sono solo i murales e i decori esterni delle abitazioni. E’ all’interno delle case che si affacciano sulla piazzetta principale che l’anima del borgo prende vita. Le Case museo, gestite dall’associazione “I Campanili a Borgo Parrini”, sono una tappa imperdibile.
La Casa Gialla di Borgo Parrini
La Palazzina gialla, dove ha sede la biglietteria, è un vibrante tributo a Gaudí. Al primo piano, si accede tramite una scala che sembra ascendere verso il cielo, invitandoti in un viaggio tra le costellazioni. Ti condurrà a due camere antiche dove il tempo si ferma e la fantasia prende vita.


Al secondo piano ti attende la splendida stanza dell’albero blu realizzata in stile naïf da Maria Stefania Maenza. Qui il tuo sguardo sarà catturato anche da un oblò in vetro che, come un occhio che scruta l’universo, aggiunge un tocco di ipnotica bellezza alla stanza. La visita della palazzina gialla termina nella terrazza belvedere che offre una vista panoramica sul borgo e custodisce un altro prezioso dettaglio: il dipinto dedicato al cantautore siciliano Franco Battiato, realizzato dall’artista Rocco Micale.
Le casette dei contadini di Borgo Parrini: la casa estiva e la casa invernale


Proseguendo il tour, scoprirai le due casette dei contadini: una estiva e l’altra invernale. La casetta estiva è un festoso trionfo di blu con alcune pennellate di giallo, adornata da dipinti che celebrano la raccolta dell’uva per il Moscato dello Zucco, tutte firmate da Maria Stefania Maenza.
Le decorazioni e le maioliche bianche e azzurre che ricoprono la cucina al piano terra ricordano gli azulejos. Al piano superiore, cui si accede tramite una scala a chiocciola di ferro battuto, si trova la camera da letto.


Accanto, la casetta invernale si distingue per dettagli che rievocano stili e colori siciliani delle abitazioni di campagna di una volta, realizzati dal pittore Gianfranco Fiore, noto per il suo lavoro con stilisti come Dolce e Gabbana. Qui, il forno in pietra per il pane, gli antichi tegami e il letto d’epoca, ma anche gli odori avvolgenti, come l’intenso profumo del legno, trasportano in un’epoca passata in cui anche gli asinelli erano fedeli compagni nella quotidianità.
Il Museo Onirico dell’Opera dei Pupi

Dopo le due casette potrai visitare la palazzina di fronte, che ospita il Museo Onirico dell’Opera dei Pupi. Qui, ti attende un viaggio straordinario tra le gesta eroiche di dame e cavalieri, ammirando i magnifici pupi siciliani realizzati dal “Puparo” Vincenzo Garifo di Partinico, accompagnati dalle incantevoli pitture di Filippo Grillo.
Nelle stanze adiacenti, ti immergerai nella dimensione del sogno, circondato da opere d’arte che celebrano i grandi maestri: Chagall, Monet e Van Gogh. I loro stili inconfondibili e i colori vibranti, prendono vita grazie agli affreschi di Loris Panzavecchia, avvolgendo ogni angolo in un’atmosfera magica, perfetta per catapultarti in dimensioni fantastiche.



Lo stile di Chagall prende vita nella rappresentazione della prima fase del sonno, quella più leggera e onirica. La seconda stanza, invece, si ispira a Monet per evocare la fase di sonno più profondo. Infine, l’ultima stanza, dedicata alla fase REM, si anima con l’intensità e il colore di Van Gogh, trasportandoti in un mondo di sogni vividi e pulsanti.

La visita termina nel terrazzo all’ultimo piano dove potrai ammirare un altro dipinto di Rocco Micale dedicato a Giuni Russo e una bellissima vista sul borgo, che ti riserva una curiosa sorpresa. I camini sui tetti sono stati trasformati in riproduzioni delle torri e dei campanili più belli della Sicilia e di alcune regioni italiane. Queste opere artistiche omaggiano le nove province siciliane creando un singolare panorama.


La Sala del Caffè letterario
Al piano terra di Palazzo Gaglio si trova la suggestiva sala dell’Antico Convento dei Gesuiti, oggi rinnovata come un vivace centro culturale, caffè letterario e biblioteca. Questo spazio è stato allestito utilizzando travi e tavole recuperate dai resti del convento, insieme a mobili di diverse epoche e stili. Le ceramiche bianche e blu, che richiamano gli azulejos spagnoli, aggiungono un tocco di eleganza e richiamano la ricca cultura mediterranea.

La Chiesa di Maria SS. del Rosario
La Chiesa di Maria SS. del Rosario di Borgo Parrini è stata completamente restaurata nel 1959. Si distingue per la sua struttura semplice e funzionale, con una facciata candida sormontata da una torre campanaria e una finitura ad intonaco color paglierino.
Anche all’interno è molto sobria, ma conserva un rarissimo dipinto ad olio del 1600 che rappresenta la Vergine.

Info utili per la visita di Borgo Parrini
Per visitare Borgo Parrini impiegherai al massimo un paio d’ore, comprensive di visita alle casette colorate e alle botteghe e di una piacevole sosta all’Art e Cafè o all’antico panificio Zà Santa.
La visita di ciascuna casetta ha un costo di circa 1 €, mentre il museo onirico costa qualche euro in più, ma la soluzione migliore è il biglietto cumulativo di 6 € che ti consente di partecipare ad un tour completo di tutti gli ambienti descritti nel paragrafo sopra. In questo modo prima di accedere ad ogni casetta, una guida ti fornirà qualche informazione in più per comprendere l’essenza delle varie stanze e poi avrai qualche minuto per esplorarle in autonomia. Hai a disposizione circa 15 minuti per fare il giro completo.
Le strutture sono accessibili tutti i giorni dalle 9 alle 20. Per i gruppi è consigliato prenotare dal sito ufficiale.
Come raggiungere Borgo Parrini
Borgo Parrini è una piccola frazione di Partinico, in provincia di Palermo. Dista circa 50 km da Palermo e 65 km da Trapani ed è facilmente raggiungibile in auto da entrambe le città. Dovrai percorrere la A29 fino all’uscita Partinico e seguire le indicazioni di Google Maps oppure la segnaletica stradale addentrandoti tra le brulle collinette lungo una stradina piuttosto tortuosa.
Se preferisci spostarti in treno, la stazione più vicina si trova a Partinico e dista circa 2 km da Borgo Parrini. Se le temperature lo consentono puoi arrivare a piedi al borgo oppure affidarti ad un taxi.
A Borgo Parrini non ci si arriva per caso; è una scelta consapevole. Pur trovandosi lungo un’arteria stradale che conduce a località più rinomate, è necessario fare quella piccola deviazione e avventurarsi in un luogo quasi remoto, per concedersi un viaggio che unisce tradizioni e emozioni.
Dove parcheggiare a Borgo Parrini
All’ingresso del borgo, troverai un ampio parcheggio ben segnalato, gestito dall’Associazione Culturale “I campanili a Borgo Parrini” con tariffe giornaliere di circa 2€ per auto e moto. In alternativa e se trovi il parcheggio chiuso come nel mio caso, puoi anche parcheggiare lungo la strada.

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