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Cosa vedere a Salemi: un viaggio nel cuore autentico della Sicilia

Cosa vedere a Salemi? Questo affascinante borgo siciliano, situato nel cuore della Valle del Belice, è una vera e propria gemma storica che custodisce secoli di arte e tradizioni. Con il suo incantevole fascino arabo-medievale, Salemi vanta il titolo di “prima Capitale d’Italia” per un giorno sotto Garibaldi e si distingue per il suo ricco patrimonio culturale, che gli ha permesso di esser inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

Il centro storico si svela attraverso tre antiche porte che invitano a scoprire un susseguirsi di palazzi storici, abbelliti dalla pregiata “campanedda”. Questa pietra, estratta dalle cave di Pizzolungo, è un tesoro iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali dell’UNESCO. Quando lavorata, emette un suono delicato, simile a una campanella, da cui prende il nome. La sua luminosità dorata e abbagliante avvolge il borgo in un abbraccio di luce, rendendo la scoperta di ogni suo angolo ancora più piacevole.

Storia e Origini di Salemi

Salemi sorge sulle pendici del Monte delle Rose, intorno al Castello Normanno Svevo, ma le sue origine risalgono ad un’epoca molto più lontana. Fu fondata sui resti dell’antica città elima di Alicia (Halyciae) che fu spesso teatro di scontri tra Segesta e Selinunte.

Dal 272 a.C si susseguirono nella sua dominazione, i Romani, i Vandali, i Greci Bizantini, gli Arabi e i Normanni. Furono queste ultime due popolazioni a influenzare in modo decisivo l’architettura e la conformazione attuale del borgo, con caratteristiche che sono ancora visibili tra i suoi vicoli.

Antiche mura arabe normanne di Salemi

Con l’arrivo degli Arabi nell’827, Salemi subì un notevole cambiamento culturale e architettonico che segnò una nuova era. Furono proprio gli Arabi a ribattezzarla Salemi e a introdurre un impianto urbanistico tipicamente musulmano, il cui retaggio è ancora visibile oggi nel centro storico e nel quartiere del Rabato. Apportarono inoltre innovazioni significative nell’agricoltura, introducendo tecniche di coltivazione e di irrigazione avanzate e nuovi frutti e ortaggi come arance e limoni, pesche e albicocche, asparagi, melanzane e carciofi. Inoltre introdussero il cotone e spezie pregiate come lo zafferano, il garofano e la cannella.

Il periodo di grande fioritura di Salemi si intensificò con l’arrivo dei Normanni, quando Ruggero I decise di erigere il massiccio castello, successivamente ristrutturato durante il regno di Federico II di Svevia.

Tuttavia, questa fase di successo non si mantenne a lungo, e per il borgo iniziò a un lento declino nei secoli successivi.

Salemi Prima Capitale d’Italia

Nel 1860, Salemi divenne teatro di eventi che avrebbero segnato la storia italiana. Dopo il suo sbarco a Marsala, Giuseppe Garibaldi si diresse verso Salemi, dove il 14 maggio fu accolto con grande fervore dalla popolazione. Con il supporto del barone Giuseppe Triolo, Garibaldi assunse il controllo della città in nome di Vittorio Emanuele II, futuro re d’Italia.

Nella piazza principale, ora conosciuta come “Dittatura” in memoria di quell’epoca, Garibaldi proclamò la sua autorità esortando i Siciliani a unirsi per la liberazione della loro terra. In un atto simbolico, issò la bandiera tricolore sul castello Normanno-Svevo, proclamando Salemi “Capitale dell’Italia liberata” per un giorno.

Cosa vedere a Salemi

Passeggiando per i labirintici vicoli in salita di Salemi, ti sentirai trasportato indietro nel tempo, in un viaggio che attraversa secoli di storia. Ogni angolo rivela architetture affascinanti, scalinate segrete, chiese storiche e antiche mura che tengono viva la memoria di storie antiche. L’imponente Castello Svevo Normanno si erge a guardia della Valle del Belice e con l’Ex Chiesa Madre avvolge il cuore di Salemi in un abbraccio che racchiude la sua storia e la sua identità. Iniziamo proprio da qui la nostra splendida passeggiata alla scoperta di tutte le cose da vedere a Salemi.

Il Castello Normanno Svevo di Salemi

Castello Normanno Svevo di Salemi

Il Castello Normanno-Svevo di Salemi è una delle testimonianze più significative della storia medievale della Sicilia essendo rimasto pressoché invariato nei secoli. Costruito inizialmente da Ruggero I nel XI secolo, il castello fu successivamente ampliato e ristrutturato sotto Federico II di Svevia, che lo trasformò in una vera e propria fortezza. La sua posizione strategica su un promontorio gli permetteva di dominare le zone circostanti e anche se non fu possibile dotarlo di un fossato e di un ponte levatoio era al sicuro grazie ad un’imponente porta che veniva chiusa da una robusta saracinesca.

Inoltre, il castello era circondato da una doppia cinta muraria, di cui restano alcune tracce, e aveva cinque porte d’ingresso: Porta Gibli, Porta Santa Maria, Porta Aquila, Porta Quercia e Porta Corleone. Durante il Medioevo, ospitava il “Castellano”, un governatore militare e amministrativo scelto tra la nobiltà o la borghesia locale, responsabile anche della custodia dei detenuti e della gestione dei reati minori.

La storia della costruzione del castello di Salemi è avvolta da un’affascinante leggenda locale. Si racconta di due fratelli e una sorella, Halyciae, che si sfidarono per il controllo di Salemi costruendo ognuno un castello in tre posizioni differenti. Il primo a completare la propria fortezza avrebbe acceso un falò per avvisare gli altri, che lo avrebbero dovuto riconoscere come il vincitore.

Un fratello scelse la collina di Mokarta, l’altro quella di Settesoldi, mentre Halyciae optò per il luogo dove oggi si trova il castello e accese il fuoco prima di finire i lavori. I fratelli, certi di aver perso, smisero di costruire, lasciando così il campo libero all’astuta sorella, che ne uscì vittoriosa.

Interno Castello normanno svevo Salemi cosa vedere

Nel 1968, il Castello Normanno Svevo subì gravi danni a causa del terremoto del Belice e rimase chiuso per 35 anni. Dopo intensi lavori di consolidamento è stato riaperto nel 2002 ed oggi non è solo un monumento storico sede di un museo, ma anche un centro culturale attivo. Ospita spesso eventi, mostre d’arte, concerti, convegni e manifestazioni culturali.

Piazza Alicia e il centro storico

Piazza Alicia è il cuore pulsante di Salemi, ed è riconosciuta tra i sessanta buoni esempi di riqualificazione urbanistica al mondo.

Qui si affacciano, oltre al castello, splendidi edifici storici e monumenti, tra cui la Ex Chiesa Madre di Salemi, un esempio affascinante di rivalutazione di un rudere sopravvissuto solo in parte alla distruzione del terremoto del Belice.

L’ex Chiesa Madre di Salemi

Ex Chiesa Madre di Salemi

L’ex Chiesa Madre, dedicata a San Nicola di Bari, incornicia magnificamente Piazza Alicia con i suggestivi ruderi dell’abside, unici rimasti della struttura originale.

In passato, in quella sede si trovava un tempio pagano dedicato a Venere, sostituito poi dall’acropoli della città e da una moschea araba. La costruzione della chiesa iniziò nel 1615, su progetto di Mariano Smeriglio, ma fu completata solo un secolo dopo. Oggi, questo affascinante sito funge da ampio palcoscenico per eventi e rappresenta uno dei punti di ritrovo più amati di Salemi, simboleggiando al contempo la memoria del devastante terremoto e la determinazione della comunità nel preservare il proprio passato.

Il Polo museale di Salemi

Polo Museale Salemi

All’interno dell’ex Collegio dei Gesuiti di Salemi è stato creato il Polo Museale che comprende il Museo Civico ed è suddiviso in Museo d’Arte Sacra, Museo del Risorgimento, Museo Archeologico e Museo della Mafia.

  • Il Museo di Arte Sacra raccoglie numerose opere d’arte salvate dalle chiese distrutte dal terremoto del 1968.
    Tra queste spicca la Madonna della Candelora di Domenico Gagini e una Madonna con bambino attribuita a Laurana. Interessante anche la riproduzione, di fine Seicento, della Casa Santa di Loreto.
  • Il Museo del Risorgimento, inaugurato nel 1960 per commemorare il centenario dell’arrivo di Giuseppe Garibaldi a Salemi, è stato oggetto di un’importante ristrutturazione nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

All’interno custodisce una ricca esposizione di documenti e testimonianze che narrano eventi cruciali: dai moti del 1848 all’Impresa dei Mille, fino al traguardo dell’Unificazione.

Inoltre, il museo vanta una significativa collezione di armi storiche, tra cui sciabole, fucili e baionette, che offrono un’affascinante finestra sul contesto bellico e sociale di quel periodo.

  • Il Museo Archeologico raccoglie, nelle sue 5 sale, reperti che spaziano dalla Preistoria al Medioevo, rinvenuti durante gli scavi nelle zone di Contrada Pitrazzi, Mokarta, Monte Polizo, San Miceli e nel centro storico. Fra i reperti particolarmente pregiati ci sono i preistorici “vasi a tulipano” di Mokarta, la Capeduncola di Monte Polizzo e l’orecchino d’oro con testa di leone, ritrovato nelle vicinanze del castello Normanno Svevo.

Il Museo della Mafia

Inaugurato nel 2010 alla presenza dell’ideatore Vittorio Sgarbi, il Museo della Mafia dedicato a Leonardo Sciascia è un potente e toccante custode di testimonianze sugli orrori e gli omicidi perpetrati dalla mafia. Questo museo offre un viaggio intenso attraverso la storia di Cosa Nostra ed è articolato in 11 sale e 10 cabine tematiche che guidano i visitatori in un percorso virtuale di profonda e scioccante riflessione.

Ogni cabina è progettata per evocare emozioni forti, presentando immagini e narrazioni di violenze che hanno segnato la società siciliana. A tal proposito, un cartello avverte i visitatori che il contenuto può suscitare reazioni forti. Un’esperienza che lascia un segno profondo nel cuore di chi la visita, rendendo omaggio alla memoria delle vittime e al desiderio di poter considerare la mafia definitivamente morta.

Le chiese di Salemi

Il borgo di Salemi è un autentico scrigno di bellezze architettoniche, adornato da una varietà di chiese che impreziosiscono i suoi vicoli labirintici. Alcuni di questi luoghi di culto, oggi sconsacrati, raccontano storie di un passato affascinante, mentre altri continuano a vivere nel presente, mantenendo viva la tradizione spirituale della comunità. Passeggiando per i suoi vicoli ti imbatterai in pannelli esplicativi che ti aiuteranno ad individuare tutti gli edifici sacri e la loro storia ma qui ti elencherò alcuni dei principali.

Le Chiese sconsacrate di Salemi

  • La Chiesa di S. Giuseppe si trova nel quartiere della Giudecca e risale all’epoca della cacciata degli ebrei in Sicilia.
  • La Chiesa di S. Anna era un ex oratorio che ospitò anche alcune giovani vergini devote alla regola di San Benedetto.
  • La Chiesa di S. Giovanni Battista fu costruita intorno al 1500 e restaurata nel 1760 grazie all’intervento del Sacerdote Santo Asaro. Attualmente, è gestita dal Comune e viene utilizzata come auditorium per vari eventi.
  • La Chiesa di San Bartolomeo ex S. Apollonia sorgeva, nel 1500, nel quartiere noto come “rua” (gibli), ma fu spostata in nuova sede, all’epoca dedicata alla Vergine Apollonia, poiché quella di San Bartolomeo versava in cattive condizioni. Qui, la confraternita dei “Mortificati” svolgeva le celebrazioni dell’ultima cena e la lavanda dei piedi. Oggi, è sede del Museo del Pane, una delle cose da vedere più peculiari e significative di Salemi.
  • La ex Chiesa e Convento di Santa Chiara ospita oggi la biblioteca di Salemi, aperta con un atto pubblico il 29 dicembre 1860 e fu dedicata al filosofo salemitano Simone Corleo dopo la sua morte nel 1891. Custodisce circa 113000 volumi, 53 manoscritti, 78 cinquecentine e 219 seicentine. Tra i volumi più preziosi spicca il raro “libro d’oro” che la Zecca dello Stato stampò con sottilissime lamine in oro.

Chiese ancora consacrate di Salemi

  • La Chiesa di Sant’Antonio da Padova, in origine dedicata a San Francesco, faceva parte dell’ex Convento dei Conventuali, fondato nel 1362 su un’area che un tempo era coperta da un fitto bosco, incendiato appositamente per permettere la costruzione del convento e della chiesa. Si trova in Piazza della Libertà e il suo campanile era una delle torri della città.
  • La Chiesa di Sant’Agostino risale probabilmente al 1250, e solo nel XV secolo vi fu annesso il convento. Ha subito numerosi restauri e, negli ultimi anni, è stata riportata al suo antico splendore. Con una delibera comunale dell’11 ottobre 1891, è diventata il pantheon dei salemitani illustri, assumendo anche la funzione di sede del Museo degli Argenti e dei Paramenti Sacri con circa 50 cimeli provenienti dalla Chiesa Madre e presentati secondo un ordine cronologico. Al suo interno custodisce numerose tele e statue dedicate ai santi, oltre alle spoglie di Simone Corleo, un politico e filosofo che fu deputato del Regno d’Italia.
Chiostro convento degli Agostiniani Salemi
  • La Chiesa di S. Francesco di Paola, fu costruita intorno al 1500 e successivamente ricostruita nel 1757. Dopo essere stata completamente rasa al suolo dal terremoto, fu ricostruita ancora una volta per volontà dei fedeli.
  • La Chiesa di Maria Santissima della Confusione, dedicata alla Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, è particolarmente importante per la venerazione alla Madonna della Confusione.
  • La Chiesa di Maria Santissima degli Angeli, ex Convento dei Frati della Stretta Osservanza, risale al 1622. Custodisce ben sei altari minori e, attorno alla grande cripta un tempo utilizzata per la sepoltura di frati e cittadini, oggi sorge il cimitero.
Chiesa Madre di Salemi

La Chiesa Madre di Salemi

La splendida Chiesa Madre di Salemi spicca per l’affascinante facciata che unisce classicismo, manierismo e barocco su modello della Chiesa del Gesù di Roma. Ha assunto la funzione di Chiesa Madre dopo la distruzione della precedente a causa del terremoto ed è dedicata a Sant’Ignazio di Lojola. L’interno è a croce latina composto da tre navate dove trionfano il bianco degli stucchi e delle colonne in marmo.

Il Museo del Pane di Salemi

Museo del Pane rituale di Salemi

Salemi, nota come la “Città dei Pani”, è anche un luogo dove il profumo del pane fresco si diffonde nell’aria e non poteva che omaggiarlo con l’istituzione del Museo del Pane Rituale.

In Sicilia, il pane accompagna ogni celebrazione, con varianti e forme che cambiano da paese a paese. Anche se molte di queste tradizioni rischiano di perdersi, Salemi continua a preservarle, con un ciclo che inizia il 17 gennaio e culmina a Natale.

Il Museo del Pane Rituale si articola in due sezioni: una dedicata ai pani della tradizione salemitana e l’altra ai pani della tradizione siciliana, per un totale di circa 1.000 forme. E’ uno splendido viaggio attraverso la storia e le usanze di un popolo e l’essenza della cultura gastronomica siciliana.

E’ una delle cose più interessanti da vedere a Salemi, anche se ti consiglio di informarti in anticipo sugli orari di apertura, per evitare di trovarlo chiuso come è successo a me.

La Giudecca: il quartiere ebraico di Salemi

La Giudecca cosa vedere a Salemi

Salemi si presenta anche come silenzioso testimone del passato della comunità ebraica. Il quartiere della Giudecca di Salemi, ricorda una delle cinquanta comunità giudaiche che esistevano in Sicilia prima dell’editto del 1492 con il quale gli ebrei furono cacciati dall’intera isola.

Si estende tra via Mela e via Porta Guercia, area storicamente attiva dal 1228 con attività artigianali e commerciali profondamente integrate con la comunità cristiana. Tuttavia, a seguito dello spopolamento e del recente sisma, l’area è rimasta in gran parte abbandonata, anche a causa di un elevato rischio idrogeologico che ha ostacolato i progetti di riqualificazione.

Nonostante queste difficoltà, il quartiere conserva significative testimonianze del suo passato, evidenti nei suoi stretti e tortuosi vicoli e nella sobria architettura dei palazzi. Tra i luoghi di interesse si trovano l’ex chiesa di Maria SS. della Catena, la chiesa di Santa Maria della Misericordia e il teatro all’aperto, situato sull’area dell’ex chiesa e convento della Madonna del Carmine.

Inoltre, una stele commemorativa, eretta nel 1992 in via Rapallo, ricorda la cacciata degli Ebrei dalla Sicilia.

Cosa vedere a Salemi: Piazza della Dittatura e Municipio

Piazza della dittatura e municipio  Salemi

Piazza della Dittatura di Salemi era chiamata in origine Piazza de li Putieddi (botteghelle) ed era un vivace centro commerciale dove si incrociavano numerose strade dirette ai vari quartieri del paese.

Cambiò il suo nome in Piazza della Dittatura poiché ricorda che proprio lì, il 14 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi proclamò la dittatura, in nome di Vittorio Emanuele II. Questo evento fece di Salemi, anche se solo per un giorno, la prima capitale della nuova Italia.

Al centro della piazza si trova il Municipio, un edificio che ha attraversato numerosi interventi di ampliamento e ristrutturazione nel corso degli anni, fino a ottenere un aspetto monumentale all’inizio del XX secolo. Durante il primo dopoguerra, venne aggiunto un piano superiore, arricchendo ulteriormente la sua struttura. La facciata oggi si distingue per i tre ordini architettonici, separati da un grande balcone e una torretta con orologio, mentre lo stemma della città, con un’aquila dalle ali spiegate, spicca al centro. Il rapace porta sul petto uno scudo raffigurante il castello normanno circondato da rami di quercia e alloro, simboli di potenza e gloria.

Accanto a questo imponente edificio, si trova un’edicola del 1810 che ospita la statua di San Giuseppe con il bambino Gesù. Durante le celebrazioni, questo luogo diventa il fulcro di festeggiamenti, con la tradizionale “cena” allestita in onore del santo.

Vicoli di Salemi

Salemi non è tra le tappe più rinomate negli itinerari di viaggio in Sicilia occidentale, ma potrebbe davvero sorprenderti! Oltre ai suoi affascinanti palazzi e monumenti storici, l’armonioso incontro tra passato e presente si manifesta anche in interventi colorati che arricchiscono la sua anima poliedrica. Passeggiando per le sue vie, potrai ammirare scalinate colorate e murales vibranti che raccontano storie di vita e tradizioni locali.

Che ne pensi? Inserirai una sosta a Salemi nel tuo prossimo viaggio in Sicilia?

Come raggiungere Salemi

Salemi si trova i provincia di Trapani ed è incastonata nel cuore dell’isola e equidistante da molte delle più rinomate località della Sicilia Occidentale. Spostandoti nell’area Trapani – Palermo – Agrigento ti ritroverai sicuramente a passarci vicino quindi non sarà difficile includerla nel tuo itinerario siciliano. Una sosta/deviazione di un paio d’ore, ti permetterà di entrare in contatto con la Sicilia più autentica e la sua storia.

Dista infatti circa:

  • 40 km da Castellammare del Golfo,
  • 20 km dal Tempio di Segesta,
  • 100 km da Palermo e da Agrigento,
  • 50 km da Trapani o da Mazara del Vallo,
  • 40 km da Marsala.

Ti consiglio però di non improvvisare la tua visita e di consultare in anticipo gli orari dei musei che intendi visitare per evitare di trovarli chiusi come è successo a me.

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