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Mayerling e la misteriosa tragedia del principe Rodolfo

A prima vista, mai si direbbe che il castello di Mayerling, avvolto in un scenario fiabesco dalla selva viennese, sia stato teatro di un evento tanto tragico quanto misterioso che ha interessato la famiglia reale asburgica e scosso l’intero Impero Austro-Ungarico.

Siamo a circa 30 km da Vienna, immersi in un paesaggio bucolico, perfetto per farne una tenuta di caccia. Fu per questo che nel 1886 il principe ereditario Rodolfo, figlio dell’Imperatore Franz Josef I e della principessa Sissi, decise di acquistarlo.

Rodolfo dimostrò fin dall’infanzia un profondo interesse per l’arte venatoria e per la caccia, unico elemento in comune con l’esigente padre.

Durante l’adolescenza questa attività si tradusse in una copertura per la sua vera passione: l’ornitologia.

Scrisse più di 40 trattati sul tema e si ritirò spesso nel padiglione del te della tenuta di Mayerling. Qui ammirava il paesaggio e rifletteva sullo strano sogno di un suicidio romantico che molto spesso si appropriava di lui.

Un pensiero che si concretizzò il 30 gennaio 1889.

Dettagli sulla morte di Rodolfo in mostra a Mayerling
Dettagli sulla morte di Rodolfo in mostra a Mayerling

Quel giorno, il fedele servitore Loschek trovò il corpo senza vita del principe Rodolfo e della giovane baronessa Maria Vetsera sua amante, proprio nella camera da letto della tenuta di Mayerling.

Visitare il castello di Mayerling oggi, permette di ripercorrere ogni attimo di quella notte e di indagare nel profondo dell’animo del giovane e dell’intera famiglia imperiale.

Ma permette anche di scoprire la storia del villaggio di Mayerling fin dagli anni della sua fondazione, quando tutti erano ignari del tragico evento a cui avrebbe fatto da sfondo.

La storia del villaggio di Mayerling

Le origini di Mayerling risalgono al 1136 quando fu fatto costruire dal vicino Monastero di Heiligenkreuz con il nome di villaggio Murlingen.

La dinastia della famiglia Murlingen si estinse però alla fine del XII secolo e la tenuta tornò al monastero.

Nel 1412 l’abate di Heiligenkreuz fece costruire la chiesa di San Lorenzo che fu poi inglobata dal castello. Da allora divenne riserva di caccia ambita dai membri dell’aristocrazia, meta di pellegrinaggi e rinomata destinazione estiva.

La tormentata storia di Rodolfo

Il principe ereditario Rodolfo nacque nella tenuta di Laxemburg il 21 agosto 1858, per grande gioia della famiglia e della popolazione. Il suo nome fu scelto in onore di Rudolf von Habsburg, il capostipite della famiglia imperiale, come buon auspicio per il ruolo che avrebbe dovuto rivestire.

Ma già dai primi anni di vita, il suo carattere fu segnato da un’educazione troppo rigorosa che metteva in pericolo la sua salute fisica e mentale. A soli 5 anni l’educatore lo svegliava in piena notte a colpi di pistola, lo chiudeva nel recinto dei cinghiali, lo faceva allenare sotto la pioggia e lo gettava in acqua ghiacciata. Il primo a volere una simile educazione e a pretendere il massimo fu proprio il padre.

Rodolfo non conobbe mai l’amore dei genitori e la sua infelicità lo portò ad un profondo stato di depressione, probabilmente favorita da geni ereditari.

Anche il clima politico dell’epoca influenzò il suo carattere. Quando l’Austria fu sconfitta dall’esercito prussiano a Köninggrätz nel 1866, iniziò a provare i primi sentimenti di sfiducia. Con il passare degli anni, si trovò più volte a criticare l’operato del padre e dell’Impero, pubblicando articoli anonimi.

A poco più di 20 anni, era uno degli scapoli più ambiti, ma già nel 1881 dovette sposarsi con la sedicenne Stephanie del Belgio, con la quale non ebbe mai nemmeno un rapporto di affetto.

I due si allontanarono sempre più, anche dopo la nascita della figlia nel 1883. Rudolf amava intrattenersi con le altre donne ed ebbe numerose avventure e storie d’amore più o meno importanti.

Nel 1886 incontrò Mizzai Caspar e nel 1888 Mary Vetsera, una diciassettene che lo adorava alla follia. In quel periodo la moglie aveva già sollevato ripetutamente il problema di un peggioramento dell’umore del principe Rodolfo, ma lo stesso Franz Josef I lo ignorò ridicolizzandolo.

La tragedia di Mayerling era alle porte…

La notte della tragedia di Mayerling

Rodolfo sul letto di morte
Rodolfo sul letto di morte

Alle prime luci del 30 gennaio 1889 il servitore Loschek si precipitò nella camera del principe e immediatamente capì che Rodolfo e l’amante Mary Vetsera erano morti per colpi di arma da fuoco.

Sul comodino trovò una lettera di addio del giovane in cui esprimeva come ultimo desiderio di esser sepolto con la sua amata. Le sue richieste non furono mai esaudite.

La famiglia reale cercò di nascondere il più a lungo possibile ciò che realmente era accaduto. In un primo momento si fece credere che Rodolfo fosse morto per un attacco cardiaco, mentre il corpo senza vita di Mary fu trasportato fuori dalla tenuta all’interno di una carrozza, legato ad un manico di scopa per far credere che fosse ancora viva.

Ben presto le notizie iniziarono a circolare e così anche quella che sembrava essere la verità. Numerose furono infatti le supposizioni in merito alla morte del giovane che proseguirono anche a distanza di decenni.

L’imperatrice Zita di Borbone-Parma (1892-1989), vedova dell’imperatore Carlo I d’Austria-Ungheria affermò ad esempio che gli ufficiali della sicurezza austriaci avevano assassinato Rodolfo per mettere a tacere le sue presunte simpatie politiche.

All’interno del museo vengono mostrati documenti e testimonianze varie che sollevano numerosi dubbi, ma molti altri testi confermano ormai l’ipotesi del suicidio.

Cimeli collegati alla morte di Rodolfo Mayerling
Cimeli collegati alla morte di Rodolfo

La vita di Rodolfo ed i legami con la moglie e la famiglia vengono raccontati nelle sale della mostra anche attraverso immagini, fotografie e oggetti a lui appartenuti. Una ricostruzione davvero toccante dell’esistenza e degli ultimi attimi di vita del principe.

Al termine della mostra è esposto invece un cimelio in ricordo della giovane Mary Vetsera. Ma andiamo per gradi.

Chi era Mary Vetsera?

Ritratto e ciocca di capelli di Mary Vetsera - Mayerling
Ritratto e ciocca di capelli di Mary Vetsera – Mayerling

All’interno del padiglione del tè, poco distante dalla chiesa, una serie di pannelli racconta la vita della giovane amante.

Maria Vetsera frequentò l’Istituto educativo per nobili ragazze nel monastero salesiano di Vienna e proseguì gli studi in belle arti, conversazione, gestione della casa e danza. Cantava in chiesa, adorava pattinare sul ghiaccio e gli sport equestri. Da bimba timida che era a 13 anni quando partecipò al primo ballo, si trasformò ben presto in una seducente signorina, graziosa, sensuale e secondo il suo tutore “un po’ viziata e un po’ civettuola”.

Amava la sua famiglia e i suoi fratelli, due dei quali morti prima di lei. In alcune delle sue lettere e in vari documenti si scoprono i suoi affetti e le sue paure.

E poi accanto ad un suo ritratto vediamo una ciocca dei suoi capelli, recisi dopo la morte, come usanza dell’epoca.

E parlando di Mary, ci spostiamo ora nell’ultima sala della mostra, per scoprire in che modo il cimelio esposto è legato a lei.

Si tratta della tomba fatta costruire dalla famiglia nel 1889 e profanata nel 1945 dai soldati russi che cercando oggetti preziosi nel cimitero gettarono addirittura il teschio fuori dalla fossa.

Il 7 luglio 1959 le spoglie di Mary furono finalmente traslate in una bara, ma non erano ancora destinate a trovare pace.

L’8 luglio 1991 si scoprì che un mercante di mobili di Linz aveva rubato il corpo per farlo analizzare all’Istituto di Medicina di Vienna.

Il 28 ottobre 1993 i resti furono di nuovo sepolti nel cimitero di Heiligenkreuz, in una bara ben sigillata.

Bara di Mary Vetsera profanata nel 1945 esposta a Mayerling
Bara di Mary Vetsera profanata nel 1945 esposta a Mayerling

La reazione della famiglia reale alla tragedia di Mayerling

Dopo la morte dei due amanti l’imperatore Francesco Giuseppe tentò di nascondere la notizia del suicidio-omicidio che avrebbe impedito un rito funebre cattolico al figlio.

Quando la verità venne a galla, riuscì ugualmente a garantire un funerale a Rodolfo, appellandosi al suo stato di salute mentale. Riuscì anche a farlo seppellire nella Cripta dei Cappuccini di Vienna, dove lo avrebbe raggiunto anni dopo, insieme alla moglie Sissi.

L’imperatore non esaudì neanche l’ultimo desiderio del figlio riuscendo per molti anni a tenere nascosta la presenza di Mary Vetsera. E vietò addirittura che si menzionasse il nome di Rodolfo.

La costruzione della chiesa e del monastero di Mayerling

Chiesa di Mayerling - Austria
Chiesa di Mayerling – Austria

Subito dopo la tragedia, Franz Josef, fece distruggere la parte del padiglione di caccia che comprendeva la camera da letto. Proprio lì sopra fece erigere una chiesa neogotica, trasformando l’intera struttura in un monastero per le suore carmelitane che ancora oggi vi abitano e pregano Rodolfo.

Esattamente sul punto in cui il principe e la baronessa Mary giacevano senza vita, oggi sorge l’altare della chiesa.

La stanza del servitore Loscheck sulla sinistra diventò una cappella. Sono ancora visibili l’inginocchiatoio sul quale Franz Josef pregava spesso per espiare le sue mancanze e le sue camicie da requiem.

La madre Sissi si preoccupò di arredare la cappella. La Statua di Maria con il cuore trafitto appare ancora oggi come un macabro presagio della morte della principessa.

La tragedia di Mayerling mise definitivamente a nudo le debolezze della famiglia imperiale e contribuì al suo lento declino. Questi fatti macabri e misteriosi, supposizioni o coincidenze resistono al passare del tempo, grazie all’interessante esposizione allestita proprio nella tenuta.

Una visita da non perdere se cercate qualcosa da fare nei dintorni di Vienna!

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Info utili per la visita del castello di Mayerling

Selva Viennese che circonda la tenuta di Mayerling
Selva Viennese che circonda la tenuta di Mayerling

Il costo del biglietto d’ingresso alla tenuta di Mayerling è di:

  • Adulti (sopra i 14 anni): 7,20 €
  • Bambini fino a 6 anni: gratuito
  • Bambini da 6 a 14 anni: 4,20 €
  • Anziani e gruppi da 15 + persone: 6,70 €
  • gruppi di 15 o più persone con visita guidata: 8,20/persona
  • Possessori di NÖ-Card : gratuito
  • Audioguida (disponibile anche in italiano): 3 €

Orario invernale:
Aperto il sabato, la domenica e festivi dalle 10:00 alle 17:00.
Ultimo ingresso: 16:30

Orario estivo:
Aperti tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10:00 alle 17:30, ultimo ingresso alle 17:00.

Per gli orari e i prezzi sempre aggiornati consiglio di consultare il sito ufficiale.

Per raggiungere Mayerling da Vienna in auto imboccare la A23 e poi prendere la A21 in direzione di Hauptstraße/Heiligenkreuzer Str. fino all’uscita Mayerling.

Di fronte all’ingresso c’è un piccolo parcheggio gratuito riservato ai visitatori.

Nello stesso punto c’è anche la fermata degli autobus che arrivano da Baden (308, 306) e da Mödling (365).

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