Erice è un luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato, un borgo medievale arroccato sulla cima dell’omonimo monte, le cui radici affondano nel mito e nella storia e dove le cose da vedere si svelano ad ogni passo come affascinanti tasselli di un passato millenario.
La bellezza di Erice va assaporata lentamente, perdendosi tra le eleganti vie lastricate. Le costruzioni in pietra grigia conferiscono al borgo un aspetto severo e monocromatico, mentre le botteghe artigianali e le pasticcerie storiche vivacizzano i vicoli con coloratissimi prodotti in ceramica e dolci tipici dai profumi inebrianti.
Conosciuta come la “città delle cento chiese”, Erice è profondamente legata alla fede, avendo attratto nel corso dei secoli Elimi, Fenici, Romani, Bizantini e Arabi. In estate, offre un fresco rifugio dalle calde temperature, regalando panorami mozzafiato che incantano chi la visita.
Sei pronto a scoprire cosa vedere a Erice?

Cosa vedere a Erice
Porta Trapani: l’ingresso principale di Erice
Porta Trapani rappresenta fin dal Medioevo il principale accesso al borgo e prende il nome dalla sua posizione rivolta verso la città di Trapani. La sua costruzione risale ad un periodo compreso tra l’XI e il XIV secolo quando fu inglobata nelle antiche mura elimo puniche, insieme a Porta Spada e Porta Carmine.
Si presenta con una massiccia pianta rettangolare, un arco acuto formato da conci di calcarenite e un capitello votivo nella parete rivolta verso l’interno del borgo.
Si trova nelle immediate vicinanze del Duomo di Erice ed è per questo che iniziamo la guida delle cose da vedere a Erice, proprio oltrepassando questa austera porta.
Il Duomo di Erice e la Torre di Re Federico
Pochi passi dopo aver attraversato Porta Trapani si raggiunge uno degli angoli più austeri e affascinanti di Erice.
Il Duomo di Erice, dedicato alla Vergine Assunta e noto anche come Chiesa Madre o Matrice, si erge, insieme alla sua maestosa Torre Campanaria, con una straordinaria continuità visiva rispetto al pavimento della piazza, grazie all’uso di materiali simili.
Edificata da Re Federico III di Aragona nel 1312 per ringraziare Erice che lo aveva accolto durante una crisi politica, la Matrice è un capolavoro che porta con sé la storia di Erice. Le pietre utilizzate per la sua costruzione provengono dall’antico tempio di Venere Ericina, un luogo sacro che risale a epoche lontane. Sulla facciata meridionale, si possono ancora ammirare nove formelle a forma di croce, risalenti a culture orientali precristiane, testimoni di un passato ricco di spiritualità.
Il rosone e il portico risalgono invece a epoche successive e più recenti.
Dopo il rovinoso crollo del 1853, gli interni della Chiesa Madre furono ricostruiti in stile neogotico nel XIX secolo. Oggi custodisce varie opere d’arte, tra cui l’icona in marmo di Giuliano Mancino sull’altare maggiore. Ciò che le conferisce un aspetto peculiare sono i merletti bianchi in stile neogotico che creano una lucentezza che abbaglia e incanta.
La torre campanaria a fianco, chiamata Torre di Re Federico, si staglia per ben 28 metri e ricorda l’antica funzione d’avvistamento. Dovrai salire 108 scalini per poter godere di uno spettacolare panorama su tutto il borgo di Erice fino al mare.
Il costo del biglietto per il Real Duomo e per la Torre di Re Federico è di € 2,50 intero e € 1,50 ridotto (per ciascuno monumento).
Le Mura Elimo Puniche di Erice
Da Porta Trapani fino a Porta Spada la cinta muraria che racchiude Erice è caratterizzata da una peculiarità che ne testimonia le antiche origini.
Le Mura Elimo-Puniche furono costruite dagli Elimi per difendere Erice tra il VII ed il VI sec a.C. e poi ristrutturate dai Fenici. Sono formate da megaliti squadrati, alcuni dei quali pesano diverse tonnellate e mostrano ancora incisioni di lettere fenicie.
Queste mura sono definite “ciclopiche” perché i Fenici sfruttarono la forza lavoro di una popolazione vicina nota per la sua robustezza: i “Ciclopi”.
Il Polo Museale A. Cordici

Arrivando nella graziosa Piazza Umberto I troverai il Municipio e diversi palazzi nobiliari. All’interno del Municipio ha sede il Museo “Antonio Cordici” nato nel 1876 come museo civico dedicato allo storico ericino.
Il nucleo originario del museo comprendeva alcuni reperti archeologici della collezione Hernandez, monete, cimeli della famiglia Coppola, oltre a oggetti provenienti da chiese e monasteri che furono soppressi a seguito delle leggi Siccardi. Tra le opere esposte spicca una splendida testina di Venere risalente al VI secolo a.C.
Oggi, si articola in diverse sezioni: archeologia, arte sacra, armi, arti figurative e arte contemporanea.
Il Castello, le Torri e i giardini del Balio di Erice

Lungo il perimetro ad est del borgo di Erice, ti ritroverai al cospetto di un’area fortificata con annesse torri e un incantevole giardino.
Il Castello e Torri del Bàlio furono costruiti in epoca medievale come una fortificazione militare prendendo il nome dal normanno “baiulo“, ossia governatore.
Nel corso dei secoli, la struttura cadde in rovina fino a quando, con la riforma borbonica del 1818-1819, passò sotto il controllo del comune. Fu quindi concessa al conte Agostino Sieri Pepoli, che nel 1872 avviò un’importante ristrutturazione.
Pepoli, originario di Bologna, si accordò con il Comune di Erice per realizzare l’attuale Giardino del Balio in cambio dell’assegnazione di alcuni ruderi delle torri del castello per trasformarle in residenza. Intorno al Castello di Venere nacque così un giardino pubblico all’inglese, con piante esotiche e mediterranee e sentieri formati da siepi di Buxus sempervirens.
Ad arricchirlo ringhiere eleganti, lampioni in ghisa dallo charme senza tempo, piccole fontane e steli marmorei finemente decorati che evocano un’atmosfera di pace e serenità.
Ogni elemento non è solo un ornamento, ma una poesia visiva che racconta storie di bellezza e stupore, proprio come il sogno di Pepoli, che ha permesso ai Giardini di Pepoli di entrare a far parte del network Grandi Giardini Italiani.
A render ancor più suggestivo il Giardino è il meraviglioso panorama che comprende il Golfo di Trapani con le sue saline, le isole Egadi, il Monte Cofano e la punta di San Vito lo Capo, l’Isola di Mozia fino a Mazara del Vallo e addirittura Capo Bon in Africa.
La Torretta Pepoli

Sotto le tre torri già esistenti, nel 1870, il Conte Pepoli, fece costruire una graziosa torretta in stile liberty su 4 livelli, la Torretta Pepoli. Diventò il suo luogo preferito in cui dedicarsi alla meditazione, agli studi e agli incontri con artisti e uomini di cultura dell’epoca.
Tra i suoi ospiti si ricordano l’umanista e poeta Ugo Antonio Amico, l’etnomusicologo e compositore Alberto Favara, l’archeologo Antonino Salinas e il ministro del Regno d’Italia Nunzio Nasi.
Recentemente restaurata, la Torretta, è oggi un Osservatorio permanente di Pace e Faro del Mediterraneo.
All’interno, sarà allestito un Museo interattivo multimediale per tramandare la storia, la cultura e le tradizioni dei personaggi e del borgo di Erice.
Cosa vedere a Erice: il Castello di Venere

L’affascinante Castello di Venere si trova proprio accanto alle torri del Balio.
Fu costruito nel XII secolo dai normanni sulle antiche rovine di un santuario dedicato alla dea della fecondità: Astarte per i Fenici, Afrodite per i Greci e Venere per i Romani. Il culto di Venere ericina divenne così importante da diffondersi per tutto il Mediterraneo.
Sui resti di quel santuario i Normanni costruirono una fortezza-castello che ancora oggi si presenta con un fascino ammaliante.
Puoi trovare tutte le informazioni per la visita del castello di Venere nel sito di Fondazione Erice Arte che gestisce vari siti culturali accessibili con un unico biglietto integrato: Castello + Museo + Torretta + Quartiere Spagnolo + Erice in miniatura

Il Quartiere Spagnolo di Erice
Il Quartiere Spagnolo di Erice è un’imponente struttura in rovina che si erge su una scenografica piattaforma rocciosa, offrendo uno dei panorami più suggestivi del borgo.
La sua costruzione iniziò nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola, quando gli ericini furono costretti a garantire vitto e alloggio ai soldati della guarnigione che presidiava Erice. Per risolvere questo onere, i Giurati della città richiesero al governo viceregio di costruire un fortino dietro la chiesa di S. Antonio, finanziando il progetto tramite una tassa annuale. I lavori, affidati nel 1627 a Marco Antonio Vultaggio, furono però interrotti nel 1632 quando l’appaltatore finì in galera per aver truffato l’Università di Erice.
Da quel momento il fortino fu completamente abbandonato e le ragioni della mancata conclusione del progetto rimangono ancora incerte.
Abbandonato per decenni, il Quartiere attirò l’attenzione del Conte Pepoli che propose di trasformarlo in un museo, ma il suo progetto non andò a buon fine. Oggi, dopo un importante restauro il Quartiere Spagnolo è stato riqualificato ed è diventato sede della sezione etnoantropologica del Polo Museale “A. Cordici”.
Erice: il Borgo delle Cento Chiese
Passeggiando per Erice noterai immediatamente la quantità di Chiese che appaiono in ogni angolo del Borgo, in posizione isolata o incastonate tra mura e palazzi. Proprio per questo Erice è conosciuta anche come la città delle cento Chiese, appellativo che si è guadagnata fin dalla sua fondazione.
La fede è sempre stata una caratteristica distintiva di Erice. Secondo l’antica tradizione riferita dallo storico greco Diodoro Siculo, la città è stata fondata dal figlio di Venere e di Bute, colui che innalzò il primo tempio in onore della madre. Il culto proseguì con i romani e con l’avvento del Cristianesimo la venerazione di questa figura femminile si trasformò nel culto della Vergine, testimoniando l’importanza religiosa di questo luogo.
Sebbene oggi il numero delle chiese non raggiunga effettivamente le 100 unità, considerando le dimensioni contenute del borgo, la quantità di edifici religiosi è decisamente superiore alla media rispetto ad altre città siciliane.
Molti di questi luoghi di culto sono giunti fino a noi e, grazie a un costante lavoro di restauro e conservazione, sono ancora accessibili. Qui di seguito alcune delle chiese più particolari che ti consiglio di visitare.
La Chiesa di San Giuliano a Erice

Nelle vicinanze del Castello si erge la Chiesa di San Giuliano, una delle più antiche di Erice. E’ dedicata al cartaginese san Giuliano, martire nel 254 d.C che secondo la tradizione aiutò i Normanni nella vittoria sugli Arabi.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha subito numerosi restauri e dopo il rovinoso crollo della navata centrale nel 1926 è rimasta chiusa fino al termine dei lavori di ricostruzione nel 2005.
La chiesa ospita i gruppi statuari dei “Misteri di Erice”, che raffigurano la morte e la passione di Cristo. Queste opere d’arte, magnifici esempi di artigianato locale, vengono portate in processione ogni Venerdì Santo.
La Chiesa di San Martino
Scendendo dal sacrato della chiesa di San Giuliano e percorrendo via Albertina Degli Abbati, si arriva alla Chiesa di San Martino. Impossibile non notarla: la sua facciata è completamente rosa.
Al suo interno custodisce uno dei capolavori del rococò italiano: il coro ligneo intagliato dal marchigiano Bernardo Castelli (seconda metà del XVIII secolo ). Della Chiesa fa parte anche la Sala della Congrega dove leggiadri stucchi di fine Settecento si fondono con gli affreschi di Antonio Manno. Incantevole è anche il cortile cinquecentesco su cui si aprono i locali dell’antica scuola promossa dalla Congregazione.
La Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di San Giovanni Battista si erge sul margine orientale di Erice, affacciandosi su un pianoro che guarda verso il monte Cofano e la valle di Custonaci. Da questa incantevole posizione panoramica offre uno splendido panorama sulla vallata e sulla costa.
Le origini della chiesa risalgono a un’epoca incerta, ma si ha traccia della sua esistenza fin dal 1339. L’unica informazione certa è che, già in stato di degrado, fu ristrutturata tra il 1430 e il 1436 a spese dei confratelli.
Considerata troppo piccola, subì una seconda ricostruzione tra il 1631 e il 1672, periodo in cui venne realizzata la cupola che porta incisa questa data. I lavori per il campanile iniziarono nel 1691, ma rimasero incompleti fino al 1798, quando furono aggiunti i decori in stucco all’interno.
Nel corso dei secoli, la chiesa si arricchì di opere scultoree di Antonino e Antonello Gagini (tra cui una scultura di San Giovanni Evangelista e una statua di San Giovanni Battista), affreschi e dipinti di rilievo. Rimase chiusa al culto per un lungo periodo e subì interventi di restauro discutibili, che portarono via lapidi funerarie e il pavimento in ceramica settecentesca.
La Chiesa di San Cataldo a Erice

La Chiesa di San Cataldo, dedicata al vescovo irlandese venerato dai Normanni è una delle chiese più antiche di Erice, con notizie di una precedente struttura gotica a tre navate sin dal 1339. A causa del degrado, nel 1740 il parroco Andrea Scuderi la fece demolire e ricostruire, riaprendo al culto nel 1786.
All’interno custodisce opere di artisti importanti come una tavola ad olio con Santo Stefano di Andrea Carrera e una statua di San Cataldo di Federico Siracusa. È particolarmente interessante un crocifisso in legno, di epoca e autore sconosciuti, ma ritenuto taumaturgico. Merita attenzione anche un’acquasantiera in marmo bianco, finemente decorata con lo stemma degli Aragona.

La Chiesa e l’ex convento di San Domenico: oggi sede della “fondazione Ettore Majorana”

Nella Piazzetta di San Domenico, un angolo di tranquillità e bellezza, si erge la Chiesa annessa all’ex convento di San Domenico. Fondata nel 1486 dai padri predicatori domenicani e elevata a priorato nel 1670, ha subito vari restauri culminati nel definitivo intervento del 1858.
Il convento, che fino al 1962 ospitava le scuole elementari di Erice, dal 1972 è diventato una delle sedi della Fondazione “Ettore Maiorana”.
La piazzetta pittoresca invita a una sosta silenziosa, perfetta per gustare un aperitivo, un’arancina, o un dolcetto della rinomata Pasticceria San Carlo, che si affaccia su questo scenario incantevole.
I Ruderi del Monastero del SS Salvatore
Passeggiando lungo Corso Vittorio Emanuele, incontrerai i resti dell’antico Monastero del Santissimo Salvatore, eretto su un sistema di cisterne antiche.
Originariamente, questo edificio era il palazzo della famiglia Chiaromonte, ma dal 1290 passò alle monache benedettine.
Nel corso dei secoli, il monastero divenne un centro di produzione di parati in seta, oro e argento, insieme a prelibatezze di pasticceria. Tutto ebbe fine quando la legge del 1866 ne decretò la chiusura, confiscando tutti i beni religiosi.
Oggi, ciò che rimane di questa struttura è una serie di affascinanti rovine, che raccontano una storia legata non solo alla spiritualità, ma anche alla tradizione enogastronomica locale. All’interno, si possono scoprire i luoghi di lavoro delle monache, il giardino e i forni dove si preparava il pane per la comunità e i dolci del monastero, ancora oggi celebrati e prodotti nelle famose pasticcerie di Erice.
Tra le altre chiese da vedere nel centro di Erice puoi trovare anche:
- Chiesa San Alberto dei Bianchi,
- Chiesa San Pietro,
- Chiesa ed ex Monastero San Carlo,
- Chiesa Sant’Antonio,
- Chiesa Sant’Orsola,
- Chiesa del Carmine,
Per facilitarti la visita di tutti i luoghi sacri, il comune di Erice ha creato un biglietto cumulativo corredato di mappa di tutte le chiese. Ti aiuterà ad individuarle tutte e a risparmiare notevolmente. Per costi e dettagli sui monumenti inclusi ti consiglio di rivolgerti all’Info Point a Porta Trapani oppure nella biglietteria della Funivia.
Le pasticcerie di Erice: Maria Grammatico e San Carlo

Le pasticcerie di Erice sono autentici tesori, che inebriano i vicoli con un bouquet di mandorle, zucchero e miele, che si intreccia in una danza di profumi, colori e forme seducenti.
Imperdibili e irresistibili le Genovesi: dolci soffici con un cuore di crema pasticciera ricoperto da delicata pasta frolla e zucchero a velo.
Potrai assaggiarle da Maria Grammatico a nella Pasticceria San Carlo: due storici locali che offrono un’autentica esperienza gastronomica che coinvolgerà tutti i tuoi sensi.
Maria Grammatico non è solo una pasticceria, ma una custode di tradizioni dolciarie. Cresciuta in una famiglia numerosa, la sua vita prese una piega inaspettata quando, a soli undici anni, perse il padre e fu mandata nell’orfanotrofio San Carlo. Qui, imparò l’arte della pasticceria dalle suore e a ventidue anni iniziò a produrre dolci per guadagnarsi da vivere, dando vita a un laboratorio che oggi è considerato il miglior punto di riferimento per la pasticceria in Sicilia.
Nella splendida cornice del piccolo giardino sul retro della sua pasticceria puoi gustarti Cannoli ripieni di ricotta, Cassate verdi colorate come un’opera d’arte, e la Frutta Martorana, che sembra un dipinto di frutti freschi.
Come arrivare e dove parcheggiare a Erice
Erice dista circa 15 km da Trapani ed è raggiungibile in auto percorrendo la SP31 in circa 20/30 minuti – in base al traffico. Anche se provieni da est dovrai percorrere la SP31, entrandovi da Valderice. In entrambe le direzioni la strada panoramica si inerpica sul Monte Erice con numerosi tornanti che già lasciano intravedere splendidi scorci.
All’esterno delle mura di Erice ci sono numerosi parcheggi a pagamento:
- nei pressi di Porta Trapani,
- lungo viale Conte Pepoli,
- in Piazza San Giovanni (molto ampio),
- nei pressi di Porta Carmine.
Un’alternativa comoda ed emozionante per raggiungere Erice è la Funierice che parte da Trapani ed arriva nelle vicinanze di Porta Trapani.
In questo modo potrai parcheggiare poco distante dal centro storico di Trapani, in una delle due aree di parcheggio a pagamento convenzionate e proseguire in una ascesa emozionante fino al cuore del Monte Erice in circa 10 minuti.
Per orari e tariffe dei parcheggi e della funivia ti consiglio di consultare il sito web dell’impianto.

Consigli utili per la visita di Erice
⌚️ Come avrai intuito da questo articolo, le cose da vedere ad Erice sono molteplici, quindi ti consiglio di dedicare almeno mezza giornata alla visita. Se hai tempo, però, scoprirai che anche un’intera giornata sarà ben spesa.
💠 Dai suoi 750 metri sul livello del mare, Erice offre un’oasi di frescura, ideale per sfuggire al caldo delle afose giornate estive. Perché non approfittarne?
🌅 Al tramonto, poi, Erice si trasforma in un luogo magico. Il panorama si dipinge di sfumature dorate, rosa e blu, mentre il cielo si fonde con il mare, e tra i vicoli silenziosi e illuminati l’atmosfera diventa ancora più incantata. Imperdibile, non trovi?
🔒 Tieni presente che molte chiese e monumenti chiudono prima che il sole tramonti, quindi per godere di tutte le sue meraviglie ti consiglio di arrivare almeno nel primo pomeriggio. Poi, potrai concederti un aperitivo o una cena in uno dei pittoreschi vicoli o nelle deliziose piazzette.
🎟️ Ricorda di consultare le offerte per i biglietti cumulativi di chiese e monumenti nel punto informazioni vicino a Porta Trapani per rendere più agevole la tua visita e risparmiare un po’.
👉 Se desideri esplorare Erice senza preoccupazioni, ti consiglio di partecipare ad un’escursione guidata da Trapani. Salirai a bordo di un comodo bus privato e, dopo un breve viaggio, avrai a disposizione circa 4 ore per immergerti nei segreti di questo incantevole borgo. Avrai sempre a disposizione una guida esperta che ti condurrà attraverso le meraviglie del luogo e ti permetterà di degustare deliziosi prodotti locali.
Se soggiorni nel sud dell’Isola, ti consiglio di valutare anche l’escursione che parte da Sciacca e comprende Erice, Marsala e Segesta. 3 tappe affascinanti e imperdibili che raccontano differenti periodi storici e tradizioni della Sicilia. In questo modo avrai a disposizione un mezzo privato che ti permetterà di spostarti comodamente, lasciandoti tempo libero per esplorare ogni attrazione in autonomia.
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