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Corinaldo, cosa vedere nel “Paese dei matti” nelle Marche

Cosa vedere a Corinaldo, lo splendido borgo marchigiano soprannominato il Paese dei Matti? In questa guida ti accompagno alla scoperta dei suoi angoli più curiosi, delle tradizioni, delle opere d’arte e dei luoghi che raccontano la sua storia.

Corinaldo si trova nell’entroterra della provincia di Ancona e fa parte della Val Mivola, il territorio compreso tra le valli dei fiumi Misa e Nevola, che collega Senigallia ai borghi collinari circostanti.

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia e premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, conserva uno dei centri storici più affascinanti delle Marche.

La prima caratteristica che colpisce di Corinaldo sono le possenti mura che avvolgono il centro storico. Ben 912 metri di cinta muraria sono stati realizzati nel XIV secolo dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini con il suo stile inconfondibile che ritroviamo anche in molti altri borghi marchigiani.

Corinaldo ha mantenuto intatto l’aspetto di fortezza inespugnabile protetta da numerosi elementi difensivi che proiettano improvvisamente indietro nel tempo.

Visitare Corinaldo significa infatti farsi ammaliare da porte imponenti, camminamenti di ronda, torri, torrioni, guardiole e bastioni merlati, scoprendone le diverse funzioni che hanno avuto nel corso dei secoli da quando il Ducato di Urbino era al massimo della sua potenza militare fino al suo declino.

E la sua storia secolare si traduce anche in eventi curiosi, aneddoti che hanno fatto nascere tradizioni e leggende popolari.

Senza dimenticare poi che Corinaldo è il paese natale di Santa Maria Goretti.

Che tu sia alla ricerca di atmosfere medievali e rinascimentali, racconti insoliti o luoghi di spiritualità, Corinaldo permette di scoprire molte delle identità che caratterizzano la Val Mivola.

Pronto a scoprire cosa vedere a Corinaldo?

Cosa vedere nel centro storico di Corinaldo

Chiesa di San Francesco – Corinaldo

Collegiata di San Francesco - Corinaldo cosa vedere
Collegiata di San Francesco – Corinaldo

Iniziamo il tour di Corinaldo dalla Collegiata di San Francesco poco fuori le mura del paese.

La Collegiata di San Francesco fu costruita tra il 1265 e il 1281 e modificata più volte fino al definitivo intervento dell’architetto Vici di Arcevia tra il 1752 e il 1759.

La facciata incompiuta si mostra in tutta la sua sobrietà ed in forte contrasto con le ricche decorazioni della navata interna a croce latina. Ci sono ben otto cappelle, marmi policromi, pregiati altari lignei, un Crocifisso ligneo del 1575, tre dipinti di Claudio Ridolfi.

Pochi passi e un varco nella cinta muraria conduce nel centro storico di Corinaldo. Proprio lì accanto un grazioso locale su una terrazzetta panoramica mi dà il benvenuto. Noto con piacere questo piccolo particolare perché purtroppo negli altri borghi che ho visitato nei dintorni di Corinaldo ho avuto grandi difficoltà a trovare un luogo per un pasto veloce. Ma la visita è appena iniziata e non è certo il momento di fermarsi…

I cartelli indicano due direzioni e relative attrazioni: si può scegliere se iniziare la visita di Corinaldo in salita o in discesa. Opto per la breve salita che mi porta al cospetto di due chiese affacciate su Piazza del Cassero.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Chiesa di Santa Maria del Suffragio - Corinaldo cosa vedere nel paese dei matti
Chiesa di Santa Maria del Suffragio – Corinaldo

La Chiesa di Santa Maria del Suffragio ha una semplice facciata in cotto con paraste, colonne e capitelli ed è stata costruita dove un tempo sorgeva la torre del Cassero Sforzesco del XV secolo, ancora riconoscibile. Una scalinata a ventaglio conduce al portone d’ingresso che però purtroppo ho trovato chiuso.

All’interno la chiesa è formata da un’unica navata a pianta ellittica sovrastata da una volta a cupola con cassettoni. Interessante è il pavimento impreziosito da decori geometrici e una tela di Claudio Ridolfi. Peccato non averli potuti vedere.

Chiesa dell’Addolorata di Corinaldo

Chiesa dell'Addolorata - Corinaldo cosa vedere
Chiesa dell’Addolorata – Corinaldo

La Chiesa della Madonna dell’Addolorata è stata realizzata in stile barocco e incastonata nelle mura castellane al posto di un’antica chiesa seicentesca dell’ex Convento delle suore benedettine.

L’eleganza della facciata rispecchia anche quella degli interni impreziositi da stucchi bianchi e decorazioni rococò. Degno di nota è l’organo che nel 1766 il Maestro Gaetano Antonio Callido donò al convento che ospitava la figlia.

Campanile di San Pietro e il Cedro dell’Himalaya di Corinaldo

Percorrendo il dedalo di vicoli che si diramano da Piazza del Cassero, improvvisamente appare la sagoma di un campanile. Si trova in Piazza San Pietro dalla quale prende il nome ed è l’unica traccia rimasta della cinquecentesca Chiesa di San Pietro demolita nel 1870, perché pericolante. 

Al suo posto adesso cresce un maestoso cedro dell’Himalaya, alto 43 metri. Si dice che fu piantato lì da un anticlericale per evitare che vi venisse ricostruito un edificio religioso.

Teatro Goldoni di Corinaldo

Proseguendo lungo via del Teatro si raggiunge il Teatro Comunale Carlo Goldoni, costruito tra il 1861 e il 1869 per sostituire il precedente Teatro.

In passato era dotato di un particolare meccanismo che permetteva di sollevare la platea fino al livello del palcoscenico, trasformando la sala in uno spazio utilizzato anche per feste e veglioni. Oggi il Teatro Goldoni ospita spettacoli, concerti e rassegne culturali.

Durante la mia visita non sono riuscita a entrare, ma il teatro fa parte del circuito dei Luoghi della Cultura di Corinaldo ed è visitabile negli orari di apertura previsti, acquistando il biglietto unico presso l’Ufficio IAT.

Per gli orari e le giornate di apertura al pubblico ti consiglio di controllare il sito www.corinaldoturismo.it/visita/luoghi-cultura/

Via del Corso di Corinaldo

Di fronte al teatro Goldoni, via del Corso conduce all’appariscente porticato del Palazzo Comunale e alla scalinata che lascia intravedere un alto campanile. Prima di raggiungere il Palazzo Comunale, dirigiti in cima alle scale perché ti aspetta uno dei luoghi più significativi di Corinaldo.

Santuario di Santa Maria Goretti

Santuario di Santa Maria Goretti - Corinaldo cosa vedere nel paese dei matti Ancona
Santuario di Santa Maria Goretti – Corinaldo

Il Santuario di Santa Maria Goretti è uno dei principali luoghi di spiritualità di Corinaldo.

L’edificio nacque come chiesa di San Nicolò, poi conosciuta come chiesa di Sant’Agostino, e fu ricostruito nel Settecento. Solo nel 1987 venne dedicato ufficialmente a Santa Maria Goretti, nata nelle campagne di Corinaldo nel 1890.

La facciata in laterizio in stile tardo barocco è sormontata dal maestoso campanile con cuspide che domina l’intero borgo di Corinaldo.

All’interno, una statua lignea rappresenta Santa Maria Goretti, un’urna in argento custodisce l’osso del suo braccio e alcuni pannelli informativi ne ripercorrono la vita. Il Santuario ospita anche la tomba della mamma Assunta e dell’assassino Alessandro Serenelli che la piccola perdonò in punto di morte.

Palazzo Comunale di Corinaldo

Palazzo Comunale di Corinaldo il paese dei Matti nelle Marche
Palazzo Comunale di Corinaldo

Il loggiato neoclassico del Palazzo Comunale di Corinaldo è stato una bellissima sorpresa inaspettata. Le sue eleganti arcate si susseguono come se non avessero fine ed il contrasto dei suoi colori rende ancora più ipnotico l’intero palazzo.

Fu costruito su disegno dell’architetto Francesco Maria Ciaraffoni di Ancona tra il 1784 e il 1791, in sostituzione del precedente palazzo municipale in stile rinascimentale.

Curiosità: il cannone di fico di Corinaldo

Il cannone di fico di Corinaldo
Il cannone di fico di Corinaldo

Quando arriverai al cospetto del Palazzo Comunale, non dimenticarti di fare capolino dal portone d’ingresso. Noterai uno strano cannone puntato verso di te: è il cannone di fico, protagonista di una delle tante leggende che ti faranno capire meglio perché Corinaldo è soprannominato il Paese dei matti.

Attenzione però: l’appellativo “matti” non vuole sminuire i corinaldesi, bensì rimarcare l’astuzia e l’ingegno con i quali affrontano gli ostacoli.

Ed il cannone di fico fu utilizzato proprio per cercare di battere la vicina Montenovo, l’attuale Ostra Vetere, con la quale le ostilità duravano da molto tempo. Sette impavidi corinaldesi si appostarono intorno al cannone e il comandante accese la miccia mentre tutti gli abitanti si rifugiarono lungo le mura per assistere alla caduta di Ostra Vetere. Dopo un grande boato e tanto fumo, i sette “matti” giacevano a terra senza vita. Il capitano, unico sopravvissuto, esclamò soddisfatto:

“Il botto era così forte che qui ne son morti sette! Pensate un po’ quanti ne avrà uccisi a Montenovo”.

Un soldato raggiunse Montenovo per controllare i danni ma non potendo oltrepassare le mura invalicabili si appostò fuori dalla porta. Sentì pronunciare i numeri “4, 5, 8…” di alcuni abitanti che giocavano alla Morra e li interpretò come segno di vittoria. Tornò a Corinaldo esclamando:

“Signor capitano: là il giorno dopo ancora contano i morti”

La Civica Raccolta d’arte “Claudio Ridolfi” e la Tomba del Principe

All’interno dell’ex convento degli Agostiniani si trova la Civica Raccolta d’Arte Claudio Ridolfi, dedicata soprattutto all’arte sacra e agli artisti attivi a Corinaldo tra il Seicento e il Settecento. La collezione comprende numerosi dipinti di soggetto religioso di Ercole Ramazzani, Giuseppe Bastiani, Claudio Ridolfi, Domenico Peruzzini, Giuseppe Marchesi e di molti altri artisti dei secoli XVII e XVIII. Ad arricchire la collezione ci sono anche preziose suppellettili di culto come reliquiari e croci processionali.

Negli spazi del museo puoi visitare anche la mostra archeologica permanente Il tesoro ritrovato – La Tomba del Principe di Corinaldo. Il percorso espone una selezione dei reperti provenienti da una necropoli picena scoperta nel 2018 nelle campagne del borgo, tra cui armi e oggetti legati al prestigio e al rituale funerario del defunto. Una scoperta che collega Corinaldo alla storia più antica della Valmivola.

La Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari

Nei sotterranei del Palazzo Comunale si trova la Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari, dedicata alla Contesa del Pozzo della Polenta, la principale rievocazione storica di Corinaldo.

Qui sono conservati i “vestiti ducali” fedelmente ricostruiti nello stile del tempo e utilizzati durante la Contesa. Ogni anno gli abiti vengono cuciti dal rione che si aggiudica il palio e poi esposti nella sala come testimonianza dell’evoluzione dei costumi. Nella sala sono anche visibili alcuni attrezzi per la lavorazione di tessuti e riproduzioni di armi e armature del Medioevo.

La Civica Raccolta d’Arte, la sezione archeologica e la Sala del Costume fanno parte dei Luoghi della Cultura di Corinaldo. Poiché giorni e orari di apertura possono cambiare, prima della visita controlla le informazioni aggiornate presso l’Ufficio IAT.

La Casa di Scuretto

Casa di Scuretto - Corinaldo cosa vedere
Casa di Scuretto – Corinaldo

Al di sotto del Palazzo Comunale c’è un altro simbolo imperdibile della “follia” dei Cornaldesi. Di fronte ad un giardinetto ben curato dove il cartello “Kiss me” invita ad approfittare dell’intimità di quel luogo per effusioni amorose, c’è una casa alquanto particolare.

La casa con il numero civico 5 ha solo la facciata! E’ la Casa di Scuretto, la cui storia è raccontata in una targa affissa proprio tra le grandi finestre.

Gaetano detto Scuretto, il ciabattino di Corinaldo, era un grande amante del vino. Il figlio emigrato in America gli mandava regolarmente soldi per costruire la casa dove sarebbe voluto tornare ad abitare, ma … indovina un po’ che fine facevano tutti i suoi guadagni?

Quando arrivò il momento in cui il figlio sospettoso chiese una foto della casa al padre, quest’ultimo fece costruire solo la facciata credendo di poterlo ingannare. Da quel momento i soldi non arrivarono più e della casa rimase solo la facciata che vediamo ancora oggi è che è diventata una delle cose più curiose da vedere a Corinaldo.

Scalinata del Pozzo della Polenta di Corinaldo

Scalinata del Pozzo della Polenta - Corinaldo cosa vedere nel paese dei matti
Scalinata del Pozzo della Polenta – Corinaldo

Ancora pochi passi e troverai l’ennesimo simbolo del paese: la Piaggia di Corinaldo. Una scalinata con 109 gradini crea una suggestiva ambientazione medievale per la collocazione del leggendario Pozzo della Polenta legato ad un’altra bizzarra storiella del paese.

Il pozzo fu fatto costruire nella seconda metà del ‘400 dal tiranno di Corinaldo Antonello Accattabriga per fornire acqua alle abitazioni nelle vicinanze. Con la costruzione della scalinata nei primi anni del ‘900 venne interrato ma nel 1980 fu ricostruito per rievocare la famosa caduta del sacco di farina al suo interno, festeggiata durante la Contesa del Pozzo della Polenta.

Leggenda narra di un uomo che mentre saliva la scalinata con un sacco di farina di granturco sulle spalle, lo appoggiò proprio sul bordo del pozzo per riprendere le forze. Ma per sua sfortuna il sacco cadde all’interno e l’uomo fu costretto a calarsi giù per recuperarlo. Le pettegole del paese diffusero subito la notizia che lo sventurato si stesse mangiando la polenta nel pozzo accompagnata addirittura da salsicce di maiale.

Se in un primo momento i corinaldesi confermarono di esser “polentari pazzerelli”, ben presto riuscirono a dimostrare la loro genialità. Sfruttarono la notizia per organizzare una rievocazione storica in costume che dagli anni ’70 si svolge ogni anno la terza domenica di luglio: “La Contesa del Pozzo della Polenta”.

Le porte di accesso a Corinaldo

Porta Santa Maria del Mercato

porta di Santa Maria del Mercato lungo le mura di Corinaldo
porta di Santa Maria del Mercato Corinaldo

All’inizio della Piaggia di Corinaldo, un vero e proprio complesso architettonico difensivo contribuisce a render ancora più intensa l’atmosfera medievale che pervade il paese.

Porta Santa Maria del Mercato è formata da due parti realizzate in epoche differenti. L’arco trecentesco a forma ogivale risale al 1340 come testimoniato dagli epigrafi nei conci d’imposta. Il baluardo poligonale con una seconda porta di accesso risale invece al 1400 e mostra ancora tracce del ponte levatoio.

Nella facciata esterna, una nicchia sopra l’arco custodisce l’immagine della Patrona di Corinaldo, Sant’Anna.

Porta di San Giovanni

Porta di San Giovanni - Corinaldo cosa vedere
Porta di San Giovanni – Corinaldo

La Porta di San Giovanni si trova invece vicino al punto in cui ho iniziato la mia visita di Corinaldo: sotto al Chiosco di Corinaldo e alla Chiesa di San Francesco. Si raggiunge dalla porta precedente passeggiando lungo le mura verso sinistra (con la scalinata alle spalle).

La piccola porta di accesso è chiamata “bianchetta” e nelle facciata sono ben evidenti le saettiere, l’archibugiere, i beccatelli, i piombatoi e gli inconfondibili merli ghibellini.

Porta Nova

La merlata Porta Nova si raggiunge invece proseguendo verso destra (da Porta Santa Maria del Mercato) lungo le mura di Corinaldo.

L’intero percorso che costeggia la cinta muraria alterna torrette basse e tozze ad altre eleganti e merlate che nel corso degli anni hanno cambiato destinazione d’uso. Grazie a targhe informative e a vetrate che permettono di vederne gli interni è molto più semplice immaginare la loro interessante storia secolare.

Torre di guardia lungo le mura di Corinaldo cosa vedere nel paese dei matti in provincia di Ancona
Torre di guardia lungo le mura di Corinaldo

Questa piacevole passeggiata conduce quindi a Porta Nova, accanto al Teatro Goldoni. E’ l’accesso al paese costruito più tardi rispetto agli altri due: fu infatti aggiunto tra il 1484 e il 1490 durante l’intervento urbanistico del Rinascimento.

Si distingue per il grande Torrione che la affianca, all’interno del quale è presente una stanza da tiro.

Non dimenticare di esplorare tutti questi angoli di Corinaldo: perditi tra il dedalo di viuzze e passeggia lungo tutta la cinta muraria senza farti spaventare dal continuo saliscendi.

Corinaldo è senza dubbio uno dei borghi più suggestivi e ben tenuti dell’entroterra marchigiano in provincia di Ancona, e uno dei più interessanti per scoprire l’anima della Valmivola.

Cosa vedere nei dintorni di Corinaldo?

La Casa natale di Santa Maria Goretti a Corinaldo

Casa natale di Santa Maria Goretti - cosa vedere nei dintorni di Corinaldo
Casa natale di Santa Maria Goretti – Corinaldo

La prima cosa che ti consiglio di vedere a solo 1 km di distanza dal centro di Corinaldo è la Casa natale di Santa Maria Goretti.

Si trova in località Pregiagna 21, immersa nel verde e servita da un ampio parcheggio.

Nella casetta a due piani è stata allestita una mostra che ripercorre la storia di Maria e dell’intera famiglia. Nell’intimità di quelle mura “Marietta” Maria Goretti nacque nel 1890 e visse fino a sei anni, quando si trasferì a Frosinone.

Al piano terra è ancora ben evidente la funzione di stalla, mentre nella cantina c’è una piccola cappella in cui si può scoprire anche qualcosa in più sulla conversione del suo assassino.

Al piano superiore, la stanza più grande è la cucina dalla quale si accede a due piccole sale laterali. A sinistra si trova la camera dove nacque la Santa arredata con il letto in cui spirò la madre, a destra un piccolo ambiente con alcuni utensili tra cui le stampelle di Assunta e la sedia a rotelle dove era seduta il giorno della Canonizzazione della figlia in San Pietro a Roma.

La visita della casa natale di Santa Maria Goretti è ad ingresso libero ma, se presente, il custode è disponibile a fare da guida.

Cosa vedere nei dintorni di Corinaldo: i borghi della Val Mivola

L’entroterra marchigiano è costellato di piccoli borghi che sembrano guardarsi dall’alto delle colline, collegati da strade panoramiche che attraversano la campagna. Corinaldo è un ottimo punto di partenza per continuare il viaggio nella Val Mivola, tra le valli dei fiumi Misa e Nevola.

A poco più di 8 km si trova Castelleone di Suasa, dove puoi visitare il Parco archeologico regionale della città romana di Suasa. Tra i resti dell’antico abitato romano spiccano la Domus dei Coiedii, con i suoi mosaici, l’anfiteatro e l’area del foro.

Proseguendo tra le colline puoi raggiungere anche Barbara e Serra de’ Conti, due borghi raccolti e poco distanti tra loro, oppure continuare verso Ostra Vetere e Ostra, seguendo un itinerario tra centri fortificati, chiese, palazzi storici e paesaggi rurali.

Per una giornata più lunga puoi spingerti fino ad Arcevia, circondata dai suoi nove castelli, piccoli borghi murati che conservano ancora parte dell’impianto medievale. Verso la costa, invece, Trecastelli e Senigallia permettono di seguire il paesaggio della Val Mivola fino al mare Adriatico.

Altri borghi da visitare vicino a Corinaldo

Oltre i confini della Val Mivola puoi raggiungere anche Mondavio, dominato dalla Rocca Roveresca, e le località di Orciano di Pesaro e Piagge, oggi comprese nel Comune di Terre Roveresche. A Piagge puoi visitare anche l’affascinante percorso sotterraneo delle grotte ipogee.

Quali sono gli eventi più famosi a Corinaldo?

Una delle feste più particolari di Corinaldo è la “festa dei folli” organizzata a fine aprile per ricordare il simpatico appellativo di cui i corinaldesi vanno fieri. Durante l’evento si tengono concerti e spettacoli accompagnati da prodotti tipici di enogastronomia (e il Verdicchio scorre a fiumi).

La già citata Contesa del Pozzo della Polenta è una rievocazione storica della battaglia del 1517 che i corinaldesi vinsero contro le truppe del Duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere. La festa si svolge la terza domenica di luglio e prevede sfide tra contrade, il palio dell’arciere, la giostra dei cavalli, sfilate con i costumi del ‘500 e stand enogastronomici.

Ad agosto il borgo si anima sulle note del jazz internazionale durante il Corinaldo Jazz.

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2 risposte su “Corinaldo, cosa vedere nel “Paese dei matti” nelle Marche”

E’ davvero uno dei borghi più graziosi che ho visto nelle Marche e soprattutto molto particolare per tutti gli aneddoti curiosi e divertenti legati ai suoi abitanti.

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