Valencia

Santo Graal a Valencia: dove si trova, storia e come vederlo

Di 16/03/2025 2 commenti

Il Santo Graal, simbolo di fede, speranza e ricerca spirituale, ha attraversato i secoli come un oggetto di venerazione e mistero. Oggi la sua storia si intreccia con quella del Santo Calice custodito proprio a Valencia.

Secondo la tradizione cristiana, il Santo Calice custodito a Valencia sarebbe quello utilizzato da Gesù durante l’Ultima Cena. Nel corso dei secoli il Graal ha ispirato innumerevoli imprese di audaci avventurieri, trasformate nel tempo in opere di narrativa e film iconici.

Dai cavalieri templari ai racconti arturiani, dalle opere d’arte a quelle liriche, la leggenda del Graal è stata raccontata in molte forme.

Il Santo Calice conservato nella Cattedrale di Valencia è una coppa d’agata di arte orientale risalente al I secolo a.C., mentre le anse e il piede sono medievali. Secondo la tradizione sarebbe proprio la coppa dell’Ultima Cena. Oggi è custodito nella Cappella del Santo Calice, dove può essere visto durante la visita alla Cattedrale.

La storia del Santo Graal: dalle origini a Valencia

Santo Calice nella Cattedrale di Valencia

“…poi prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: «Bevetene tutti, perché questo è il Mio Sangue dell’alleanza versato per voi e per tutti in remissione dei peccati». 

È con queste parole che gli Evangelisti raccontano il momento dell’Eucarestia, il sacramento istituito da Gesù quando durante l’Ultima Cena spezzò il pane e distribuì il vino agli Apostoli, condividendolo in un calice che la tradizione cristiana identifica con il Santo Graal.

Il calice custodito oggi nella Cattedrale di Valencia è una coppa d’agata lucida, dalle sfumature ocra e marroni, considerata un’opera di arte orientale del I secolo a.C.

Le anse e il piede sono invece medievali e furono aggiunti successivamente alla coppa originaria.

Anche la sua lavorazione richiama uno stile orientale riconducibile all’Egitto, alla Siria o alla Palestina, elemento che rende particolarmente suggestiva l’ipotesi della sua origine mediorientale.

I dettagli in oro, perle e gemme preziose furono aggiunti circa 1000 anni dopo, per enfatizzarne l’immenso valore.

Dopo la crocifissione di Gesù, la storia del Graal si intreccia con quella dei suoi discepoli. Secondo la tradizione, il calice fu portato in Antiochia e poi a Roma da San Pietro, il primo Papa, e successivamente in altre località sacre. Attraverso i secoli, il Graal viaggiò attraverso l’Europa e numerosi documenti storici ne fanno da testimoni.

I viaggi del Sacro Graal in Europa prima di arrivare a Valencia

Non esistono testimonianze documentate riguardo all’arrivo del calice a Roma, poiché i cristiani perseguitati non avrebbero potuto redigere un documento ufficiale. Tuttavia, un testo aragonese del 1399 afferma che il calice rimase a Roma fino al periodo della persecuzione dell’imperatore Valeriano.

Nel III secolo, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, secondo la tradizione Papa Sisto II affidò il calice al diacono Lorenzo perché lo mettesse in salvo. Lorenzo lo avrebbe quindi fatto giungere a Huesca, in Spagna.

Il calice rimase a Huesca fino al 713, quando il Vescovo Aciscio, in fuga dagli invasori musulmani, lo portò con sé nel suo rifugio sui Pirenei.

La reliquia fu poi spostata nella Cattedrale di San Pietro di Jaca, nel monastero di San Juan de la Peña. Fu in questo periodo che ebbe origine la leggenda del Sacro Graal diffusa con poemi epici e cavallereschi. Vi rimase fino al 1399 quando Martino l’Umano, lo trasferì nella cappella del palazzo della Aljaferia di Saragozza e poi nel palazzo Reale di Barcellona.

Nel 1424, il re Alfonso V il Magnanimo lo trasferì al Palazzo Reale di Valencia e il 18 marzo 1437, trovò finalmente la sua collocazione definitiva nella Cattedrale di Valencia.

Nel 1437 Alfonso V il Magnanimo consegnò alla Cattedrale di Valencia il reliquiario della Corona d’Aragona, che comprendeva anche il Santo Calice, come garanzia del debito contratto con il Capitolo. Da allora il calice rimase custodito nella Cattedrale.

Poiché né il re né i suoi successori restituirono la somma prestata, il Calice rimase lì fino ad oggi e può esser ammirato da tutti i visitatori della Cattedrale.

L’Anno Giubilare del Santo Calice a Valencia 2025-2026

Miguelete della Cattedrale di Valencia

Il Santo Graal è esposto, all’interno di un’urna di vetro, nella Cappella del Santo Caliz nella Cattedrale di Valencia.

Durante le loro visite a Valencia, sia Papa Giovanni Paolo II, nel 1982, che Benedetto XVI nel 2006, celebrarono la Messa con il Santo Calice.

Nel 2015, Papa Francesco autorizzò a Valencia la celebrazione dell’Anno Santo giubilare, da svolgersi ogni cinque anni nella città di Turia, rendendola una delle Città Sante a livello mondiale. Si tratta di un grande vanto per Valencia in quanto, oltre al Giubileo che si svolge a Roma ogni 25 anni, ci sono solo altre sei città nel mondo dove il Papa, per motivi legati alla fede, ne ha autorizzato uno “speciale”.

Anche la Spagna può ritenersi privilegiata in questo contesto in quanto ospita ben 5 città con il Giubileo: oltre a Valencia, ci sono infatti Santiago de Compostela, Camaleño, Urda, Caravaca de la Cruz. La sesta è Gerusalemme.

Il III Anno Giubilare del Santo Calice è iniziato il 30 ottobre 2025 e proseguirà fino al 29 ottobre 2026. Durante questo periodo la Cattedrale di Valencia è la sede giubilare dedicata al Santo Calice.

Curiosità sul Santo Graal

1. Il Sacro Graal ha rischiato più volte di essere distrutto: la prima durante le celebrazioni del Venerdì Santo, nel 1744, per una caduta accidentale. La seconda volta la sua integrità è stata minacciata dalla Guerra d’Indipendenza, ma è stato prontamente spostato da Valencia ad Alicante, poi ad Ibiza e a Palma di Maiorca.

La terza volta, rischiò di cadere nelle mani delle truppe repubblicane che profanarono la Cattedrale durante la Guerra Civile. Fu salvato da una famiglia che lo custodì fino al termine del conflitto, nella cittadina di Carlet.

2. Normalmente il Santo Calice viene trasferito dalla sua cappella all’Altare Maggiore della Cattedrale in occasione del Giovedì Santo e della festa annuale del Santo Calice, l’ultimo giovedì di ottobre. In occasioni straordinarie può tuttavia lasciare la Cattedrale.

3. Il Santo Calice è stato omaggiato anche con la creazione di un cappello che porta il suo nome. Il modello Graal si ispira al copricapo maschile Fedora che Indiana Jones indossa nella sua ultima Crociata. E’ stato prodotto dalla storica attività Sombreros Albero, attiva già dal 1820. Puoi visitare il loro negozio in via Xàtiva 21, oppure online.

4. La fama del Sacro Graal si intreccia anche con la musica antica, come dimostra l’album The Grail del gruppo Capella de Ministrers, specializzato nei repertori medievali. Questa compilation presenta canti delle crociate e melodie dei centri di pellegrinaggio, riflettendo la letteratura medievale attraverso musiche e poesie ispirate a autori come Chrétien de Troyes, Robert de Boron e Wolfram von Eschenbach.

>>> Scopri la Guida Completa di Valencia <<<

Come vedere il Santo Graal nella Cattedrale di Valencia

Cattedrale di Valencia

La Cappella del Santo Graal, con l’architettura e le decorazioni delle pareti che si ispirano ai temi degli Apostoli e all’Assunzione della Vergine, si trova accanto alla Puerta de los Hierros, nella splendida Cattedrale di Valencia.

La reliquia è custodita all’interno di due teche di vetro e circondata da un elaborato gruppo scultoreo gotico in alabastro, con i rilievi del fiorentino Giuliano di Nofri.

Per visitare la Cattedrale di Valencia e ammirare il Santo Calice è possibile acquistare il biglietto per la visita culturale, che comprende anche l’ingresso al Museo della Cattedrale e l’audioguida.

Gli orari della visita culturale cambiano durante l’anno:

  • dal 1° luglio al 30 settembre: dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 18.30 e la domenica dalle 14.00 alle 18.30,
  • dal 1° gennaio al 30 giugno e dal 1° ottobre al 31 dicembre: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18.30, il sabato dalle 10.30 alle 17.30 e la domenica dalle 14.00 alle 17.30;

L’ultimo ingresso è previsto un’ora prima della chiusura.

Il biglietto intero costa 12 euro e comprende l’audioguida, disponibile anche in italiano. Il biglietto ridotto costa 6 euro ed è previsto, tra gli altri, per studenti, ragazzi dagli 8 ai 17 anni, pensionati, disoccupati e persone con disabilità. I bambini sotto gli 8 anni entrano gratuitamente.

In alcune festività e durante particolari celebrazioni religiose la visita culturale può essere sospesa o gli orari possono subire variazioni. Ti consiglio quindi di verificare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale della Cattedrale prima della visita.

Se vuoi vivere anche un momento legato al culto del Santo Calice, considera che le celebrazioni e gli appuntamenti religiosi seguono un calendario specifico e possono cambiare durante l’anno. Io ho avuto la fortuna di assistere a una delle celebrazioni del giovedì dedicate al Santo Calice, che durante il periodo estivo possono essere sospese.

Da non perdere anche la salita sul Miguelete, il campanile della Cattedrale alto quasi 51 metri.

La torre è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.45, con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Il biglietto costa 3 euro intero e 2 euro ridotto, mentre i bambini sotto gli 8 anni entrano gratuitamente.

Per raggiungere la terrazza panoramica bisogna affrontare 207 scalini a chiocciola: una salita piuttosto impegnativa, ma ripagata da una splendida vista su Valencia.

Domande frequenti sul Santo Graal a Valencia

Dove si trova il Santo Graal a Valencia?

Il Santo Calice è custodito nella Cappella del Santo Calice della Cattedrale di Valencia, nel centro storico della città.

Si può vedere il Santo Graal nella Cattedrale di Valencia?

Sì. Il Santo Calice è visibile nella sua cappella durante la visita culturale alla Cattedrale di Valencia, compatibilmente con celebrazioni religiose o variazioni negli orari di apertura.

Il Santo Calice di Valencia è davvero il Santo Graal?

Secondo la tradizione cristiana sarebbe il calice utilizzato da Gesù durante l’Ultima Cena. La coppa in agata è molto antica e la sua origine è compatibile con l’area orientale del Mediterraneo, ma non esiste una prova storica definitiva che possa identificarla con certezza come il calice dell’Ultima Cena.


* Questo articolo contiene link e banner di affiliazione. Se effettui una prenotazione tramite questi link, riceverò una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te, ma questo piccolo supporto mi aiuterà a sostenere il lavoro di ricerca e la creazione dei contenuti che trovi nel mio blog.

Condividi questo articolo

Facebook WhatsApp Email

2 commenti

    1. Grazie a te Anna Maria per aver letto l’articolo e aver espresso il tuo apprezzamento in questo commento 🥰 Buona Giornata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *