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Wanderlust: la “malattia del viaggiatore”

Da qualche anno ormai quando si effettua una ricerca inerente ai viaggi non è così difficile imbattersi in una parola che racchiude tutta l’essenza del vero viaggiatore. Ed è così che spopolano tatuaggi o frasi di Tumblr in cui Wanderlust ormai è come una moda.

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Dove dormire nelle vicinanze della Monument Valley: Mexican Hat Lodge

Avete mai preso in considerazione Mexican Hat per dormire nelle vicinanze della Monument Valley, risparmiando senza rinunciare ad una esperienza indimenticabile?

Il Mexican Hat Lodge, a Mexican Hat è una valida ed economica alternativa in cui dormire nelle vicinanze della Monument Valley


E’ scontato dire che quando si visita la Monument Valley è allettante alloggiare al famosissimo The View con vista direttamente sui monoliti rossi, oppure al vicino Goulding Lodge in cui, se si sceglie la camera con vista, l’alba e il tramonto possono esser altrettanto suggestivi.

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California 2018 Diari di viaggio

Giorno 5 – Las Vegas – Monument Valley

Inizia il vero on the road

13 Settembre

È già arrivato il momento di lasciare la mia, anzi nostra, perché ormai ho contagiato anche Dome, amata Las Vegas. Sono le 8 e oggi ci aspetta la tappa più lunga di tutto l’on the road. 415 miglia totali, quasi 7 ore di viaggio per raggiungere Mexican Hat dove alloggeremo questa notte.

Sentiamo però che ancora ci manca qualcosa. Dobbiamo almeno vedere velocemente Luxor e Excalibur e il cartello “Welcome to Fabulous Las Vegas”.  Sono solo a qualche miglio di distanza. Andiamo! Partiamo direzione sud, lungo la strip per godercela un’ultima volta.  Arrivati circa a metà strada , il degenero: alcuni lavori sulla nostra corsia ci rallentano spaventosamente, tanto che in preda alla disperazione arriviamo al Luxor dopo un’ora! Niente. Non possiamo permetterci di scendere né tantomeno di arrivare al Welcome sign, che sfortuna . Abbiamo perso solo tempo! Ma vabè : cara Las Vegas torneremo!  E questa volta mi impunterò per restarci mooolti più giorni. Probabilmente non dovrò nemmeno insistere troppo . Credo che  Dome abbia capito che doveva darmi retta in fase di preparazione itinerario e dedicargli più tempo. Ma ormai il danno è fatto! Ci aspetta un netto cambiamento di scenario, ma ce lo dobbiamo sudare con tutti quei km. Facciamo il pieno. Il tragitto sarà per un bel pezzo monotono e deserto, quindi meglio non rischiare.

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Giorno 4 – Las Vegas

12 settembre

Dannato jet lag. Sono le 7.30  e siamo già svegli con gli occhi spalancati da almeno 2 ore. La cosa ironica è che siamo entrambi esausti per la giornata di ieri e vorremmo riposare un altro po’ ma si sa, Vegas è la città che non dorme mai e con noi non intende fare sconti. Unica soluzione: scendere dal letto, cambiarsi e… si parte!

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Scoprire Las Vegas: ad ogni mia visita, un colpo di scena

La mia prima volta a Las Vegas

Ho avuto la fortuna di scoprire Las Vegas nel 2008, quando da viaggiatrice ancora inesperta, affrontai anche il mio primo volo transoceanico. Scelsi quella meta quasi per caso e non sapevo nemmeno cosa aspettarmi.

Mi ritrovai catapultata in un’altra dimensione, furono 4 giorni di stordimento. Ero capitata nel paese dei balocchi, dove tutto quello che nemmeno ti immagini esiste davvero. 

Il primo impatto fu quindi un grande punto interrogativo: tutto intorno a me era troppo grande, troppo chic, troppo diverso, eccentrico, colorato, illuminato… Tutto troppo per me che a quel tempo, vuoi l’utilizzo di internet più limitato, vuoi le mie scarse conoscenze geografiche e il fatto che avevo solo vent’anni, non riuscivo a capire se stavo sognando o realmente ero venuta a conoscenza di un mondo totalmente fuori dagli schemi e diverso dal mio.

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La nascita di Las Vegas: Bugsy Siegel e il Flamingo

Las Vegas, città più famosa dello stato del Nevada, nonostante non ne sia capitale, è diventata nel corso degli anni, meta sempre più ambita da turisti di tutto il mondo. Ma com’è che tutto ebbe inizio? A quando risale la sua nascita? E chi era Bugsy Siegel, fondatore del Flamingo?

Un po’ di storia

Poco meno di 200 anni fa era il nulla, un deserto pieno di rocce e qualche arbusto, finché nel 1829 un pioniere Rafael Rivera , per caso si trovò a passare nella zona di Las Vegas Spring e scoprì un’oasi ricca di acqua a metà strada per Los Angeles.

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Las Vegas

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California 2018

Giorno 3 – Happy birthday Simo!!!

Festeggiando finalmente il mio compleanno a Las Vegas

11 settembre

“Evviva è il mio compleanno!!! E lo sto festeggiando a Las Vegas…”

Mi era già capitato di trascorrerlo negli Stati Uniti, nel 2012, ma mi trovavo sperduta in mezzo ai parchi dello Utah, a Green River e non era esattamente la stessa cosa. Avevo recuperato sempre a Las Vegas, qualche giorno dopo, ma ormai ero già invecchiata di un anno e l’euforia si era affievolita. Quest’anno invece sono qui proprio il giorno giusto ed ho in mente una serie di attività carine per festeggiare.

Ore 9: facciamo colazione da Starbucks, 13$ una Hot Chocolate e due paste al cioccolato, un furto. Alla faccia del regalo di compleanno!

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California 2018

Giorno 2 – (parte 2) Finalmente Las Vegas

10 Settembre – Parte 2

Sono circa le 3 di pomeriggio e finalmente arriviamo a Las Vegas. Purtroppo il primo impatto è molto più bello di notte quando le luci dei palazzi e il faro del Luxor creano un bagliore che si vede da miglia di distanza, perciò Dome non si rende bene conto di cosa lo sta aspettando. Io invece già sento battere il cuore a mille, perché a Las Vegas ho mosso i miei primi passi in suolo americano, e come si suol dire: il primo amore non si scorda mai.

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California 2018 Diari di viaggio

Giorno 2 (parte 1) – Un inizio col botto

10 settembre

Day 2. O meglio, il primo risveglio in terra americana. Il primo giorno intero del nostro on the road.

Ci svegliamo prestissimo, complice il jet lag e l’euforia di esser finalmente in vacanza e la voglia di esplorare insieme la nostra tanto sospirata America. Sono le 7 e già siamo in macchina pronti per partire, destinazione: il museo del primo Mc Donald a San Bernardino,non lontano dal nostro motel. Sappiamo che non aprirà fino alle 10, ma decidiamo lo stesso di vederlo almeno da fuori data la vicinanza.

Percorriamo le nostre prime miglia delle circa 250 che ci separano da Las Vegas, in sella alla nostra macchinina nuova fiammante. Iniziamo a girare i primi video, a scattare foto senza senso in auto, selfie per immortalare la nostra emozione… Manca meno di un miglio alla  destinazione, il navigatore già ci avvisa che tra un paio di incroci dobbiamo svoltare a sinistra. Il semaforo in lontananza diventa giallo, non ce la facciamo ad attraversare la carreggiata con almeno 4 corsie per direzione. Ci fermiamo, come di dovere, ridendo e cantando finché ……BOOM!!!!!!  Che botto assurdo. Apro gli occhi terrorizzata, controllo che Dome stia bene, ci guardiamo: che cavolo è successo?