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Cosa vedere a Cupramontana: scopriamo il borgo durante un Photowalk

Ho avuto il piacere di scoprire Cupramontana, durante l’ultimo photowalk del 2019 organizzato dalla Regione Marche.

Cupramontana è un piccolo comune della provincia di Ancona con poco più di 4600 abitanti, che deve il suo nome alla dea della fertilità e della bellezza, adorata dai Piceni: Cupra.

La cittadina fu occupata dai romani e poi dai Longobardi, passò in eredità all’imperatore Federico Barbarossa nel XIII secolo e infine allo Stato Pontificio.

Dopo tutte queste peripezie è adesso un importante centro di produzione del Verdicchio dei castelli di Jesi e con orgoglio porta avanti la sua economia basata soprattutto sulla viticoltura, festeggiandola con la Festa dell’uva che si svolge ogni anno a ottobre.

Inizia il Cupramontana photowalk: visita ad una casa storica

La visita di Cupramontana è iniziata con un’esperienza del tutto insolita e originale. Il signor Riccardo Cardarelli, proprietario di una casa storica che ha ristrutturato e restaurato con precisione, devozione e tanta cura per i dettagli, ci ha permesso di visitarne tutti gli ambienti. Vi si accede da una ex edicola che fungeva anche da barbieria dove è stata allestita una mostra delle opere del poliedrico Ezio Bartocci, originario di Cupramontana. Ogni stanza è caratterizzata da arredi unici e particolari e al quarto piano c’è una splendida terrazza panoramica che che si apre su Piazza Cavour e sul Monte San Vicino in lontananza.

Il Palazzo comunale di Cupramontana

Il Palazzo comunale è il simbolo di Cupramontana. Risalente al 1777, la  prima pietra fu posta su disegno di Mattia Capponi.

Palazzo comunale  Cupramontana
Palazzo comunale Cupramontana

Qui sono conservati, esposti e tutelati numerosi reperti che testimoniano il passato di Cupramontana fin dall’età romana, molti dei quali sono stati ritrovati di recente dai contadini durante i lavori nei campi.

La comunità cuprense originariamente abitava nelle vicinanze dell’attuale cimitero, dove il terreno ha restituito nel tempo i reperti più significativi, permettendo di ricostruire la storia antica del borgo.

La sala consiliare

Nella sala consiliare i reperti sono stati addirittura murati alle pareti, per evitare che subissero ulteriori spostamenti. Degna di nota è la lapide epigrafe che svela qualcosa in più sulla storia di Cupramontana: la comunità nacque intorno al tempio della dea Cupra e in epoca romana occupava un’area molto vasta con i suoi 3000 abitanti.

Nel periodo delle invasioni barbariche il nucleo abitato originario venne però distrutto e se ne perse ogni traccia. Successivamente, quando la popolazione rimasta si ritirò sul colle, prese il nome di “Massaccio” ma nessuno sapeva più quali fossero i suoi confini geografici e per un periodo cessò di esistere. Molte furono le dispute sulle sorti della città.

Nella lapide esposta nella sala consiliare, i “pueri e puelle di Cupramontana” ringraziano Antonino Pio imperatore romano, per i sussidi a loro concessi,  permettendo di stabilire l’esatta posizione di Cupramontana.

 Dopo essere diventata proprietà dello Stato Pontificio, la popolazione chiese insistentemente di cambiare il nome da “Massaccio” (massa di ruderi o campo di Accio, quindi di proprietà di un possidente cuprense) all’originale Cupra Montana, che doveva esser diviso in due parole come la sorella Cupra Marittima.

Solo con l’unità d’Italia si prese in considerazione seriamente questa esigenza e il regio decreto del 1 dicembre 1861, n 358 autorizzò il comune di Massaccio ad assumere l’antico nome di Capramontana.

Si hai letto bene! Capra anziché Cupra. Fu solo dopo varie diatribe che gli abitanti ottennero la correzione dell’errore, ma il nome rimase tutto attaccato.

Sala del Settecento

Sala del Settecento all'interno del Palazzo comunale di Cupramontana
Sala del Settecento all’interno del Palazzo Comunale – Cupramontana

Al piano superiore del Palazzo Comunale si trova la Sala del Settecento così chiamata perché la mobilia risale a quel periodo storico. A testimoniarlo, la fattura originale del falegname a cui era stata commissionata la realizzazione. Qui si può ammirare una piccola parte dell’Archivio storico comunale tra cui catasti dal ‘400 fino agli inizi del ‘900 e molti atti burocratici.

In un catasto del 1700 si può vedere l’elenco dei proprietari terrieri e dei relativi possedimenti. Nella prima pagina appare una particolarità: l’unità di misura calcolata sulla lunghezza di un piede.

Nella sala sono esposte anche bellissime Cinquecentine restaurate, provenienti dall’Eremo dei Frati Bianchi.

All’interno del Palazzo comunale c’è anche una sala con un dettaglio inaspettato: la “sala dell’ologramma” dove è esposta una piramide al cui interno appaiono alcuni reperti storici di Cupramontana in formato digitale. Davvero particolare!

Sala degli ologrammi - Palazzo comunale - Cupramontana
Sala degli ologrammi – Palazzo comunale – Cupramontana

MIG – Musei in Grotta di Cupramontana

Acronimo di Musei in grotta, i MIG si trovano all’interno dell’ex monastero di Santa Caterina, risalente al 1700. Un suggestivo ambiente di 500 mq  in cui si alternano grotte e cunicoli scavati nell’arenaria, che hanno permesso la creazione di un vasto ambiente museale comprendente un’area dedicata al Museo dell’etichetta, alla Sagra dell’uva, alla “Strada del Gusto” per poi terminare con l’enoteca.

Il Museo dell’etichetta

Da non perdere è il Museo dell’etichetta, creato grazie alla donazione di un ingegnere appassionato di etichette provenienti da ogni parte del mondo.

La collezione è composta da circa 10 mila etichette ma ne sono esposte circa  900, divise per continenti, periodo storico e tema, includendo anche quelle vincitrici del premio “Etichetta d’oro” conferito ogni anno dal comune di Cupramontana.

Il Museo della Festa dell’uva: una tradizione lunga quasi un secolo

Molto interessante anche l’area dedicata alla Festa dell’uva, evento che si svolge ad ottobre ed è molto atteso dai cuprensi, che lavorano per quasi due mesi alla preparazione di stand e carri allegorici che parteciperanno alla sfilata della domenica pomeriggio.

Cupramontana - Manifesti della Festa dell'uva all'interno del MIG
Cupramontana – Manifesti della Festa dell’uva

Questa usanza risale al 1928 ed è stata interrotta solamente durante le Guerre Mondiali. Inizialmente i carri erano molto più semplici e trainati da buoi, ma non mancava mai l’uva, principale fonte di reddito del paese e protagonista della festa.

Adesso i carri sono delle vere e proprie opere d’arte a cui lavorano circa 30 persone per ognuna delle cinque contrade che concorrono.

Gli ingegneri fanno il bozzetto, altri studiano i movimenti dei personaggi, poi arriva chi salda, chi fa la cartapesta, chi assembla i pezzi, chi decide i colori e la composizione.

Pochi giorni prima del grande evento l’uva viene vendemmiata e attaccata, più ne viene utilizzata nella decorazione dei carri, più il punteggio della giuria aumenterà. Ogni carro viene sponsorizzato da una cantina e ottiene circa 15 quintali di uva da poter utilizzare, quando l’annata è buona.

Una volta ultimati i lavori non rimane altro che attendere la sfilata finale della domenica, comprensiva di scenetta recitata, che narra di storie che terminano con un lieto fine legato al vino.

La Strada del Gusto

Dopo una interessante visita non può mancare un assaggio dei vini locali dell’Enocupra, gestita dall’associazione Strada del Gusto, formatasi dall’unione di dieci cantine cuprensi.

L’Orto del semplice

Questi ambienti non finiscono mai di stupire: uscendo nel giardino esterno, c’è un grazioso angolino chiamato l’ “Orto del semplice”:  un orto botanico, il cui nome si ispira alla filosofia di coltivazione di piante autoctone e con proprietà medicinali, caratteristica dei monaci.

L'orto del semplice all'esterno dei musei del MIG - Cupramontana photowalk
L’orto del semplice – MIG – Cupramontana

La Chiesa di Santa Caterina

Nota agli abitanti come Chiesa delle suore, la Chiesa di Santa Caterina, si trova all’interno di un convento. E’ una chiesa rotonda risalente al 1751, con una cupola poggiata su 8 colonne corinzie.

La sagrestia ospita un’opera importante, attribuita da Sgarbi a Paolo Piazza, un pittore bresciano del XV-XVI secolo: “Il transito di San Giuseppe”.

La Chiesa San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo fu realizzata dal 1770 al 1787 su disegno di Mattia Capponi, con una architettura neoclassica. Al suo interno si trovano colonne con capitelli corinzi e l’abside arricchita di rosoni a stucco. Vi sono conservate cinque tele di Pietro Locatelli e due pale di Francesco Appiani.

La Chiesa San Leonardo

L’attuale struttura della Chiesa di San Leonardo risale al 1760, ma fu costruita sui resti della precedente del 1151.

Qui è interessante notare la presenza dell’artista Andrea Scoccianti soprannominato il “Raffaello delle fogliarelle”: un ebanista conosciuto anche a Roma.

All’interno della chiesa si può ammirare inoltre, la “Madonna della Colonna”, un’opera del 1400 chiamata così semplicemente perché nella vecchia chiesa era appoggiata ad una colonna.

Degno di nota è anche l’organo sopra il portone d’ingresso che risale alla fine del 1700 ed ha la particolarità di non essere in piano, ma pendente verso il basso: errore dell’architetto, mai sistemato.

Piatti tipici e tradizioni di Cupramontana

Stand Gruppo folcloristico Massaccio - Festa dell'uva - Cupramontana
Stand Gruppo folcloristico Massaccio – Festa dell’uva – Cupramontana

Proprio in occasione del nostro photowalk, gli stand della Festa dell’Uva hanno aperto in anteprima, permettendo ai visitatori di assaporare l’atmosfera della festa con qualche giorno di anticipo. Tra gli stand, il Gruppo folcloristico Massaccio ha servito deliziosi piatti della tradizione locale, tutelati dalla denominazione comunale De.Co “Cupramontana”: gnocchi alla papera, polenta al sugo, coniglio in porchetta, dolcetti e, naturalmente, l’immancabile Verdicchio. Un’occasione unica per godersi i sapori autentici del borgo mentre si passeggia tra le sue stradine e scorci pittoreschi.

Ad allietare l’attesa, una speciale esibizione di Saltarello, interpretata da dolcissimi bambini in costume e accompagnata da musicisti davvero bravissimi.

Si tratta di un ballo tradizionale di corteggiamento diffuso soprattutto nel centro Italia, ma senza una coreografia uniforme: ogni regione lo interpreta a modo suo. Noi abbiamo avuto il piacere di assistere alla versione tipica marchigiana, allegra e vivace, che ha reso ancora più speciale la passeggiata tra le stradine di Cupramontana.

Ed è così che grazie agli organizzatori del photowalk la visita di Cupramontana è stata davvero piacevole e ricca di sorprese! Qui sotto ti lascio un video riassuntivo di quella giornata e se vuoi scoprire altre città marchigiane scoperte durante questi particolari eventi ti invito a leggere gli articoli su Porto Recanati e Fermo.

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2 risposte su “Cosa vedere a Cupramontana: scopriamo il borgo durante un Photowalk”

Sì è vero, le Marche sono piene di borghi e luoghi splendidi da visitare, non solo in estate.

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